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Rinviata a Lucca la
prima udienza Cdm: dispiaciuti i dipendenti saluzzesi
Da
www.targatocn.it del 19 aprile
Era
fissata per oggi, e attesa da tempo con ansia, la prima udienza che
avrebbe iniziato a tracciare un profilo di chiarezza sul futuro della
saluzzese CDM. Il nocciolo della questione è capire, in tempi
utili, sotto quale "padrone" sono i lavoratori di Verzuolo, ma
soprattutto a chi devono fare riferimento per ogni azione sindacale.
Dopo mesi vissuti a singhiozzo rincorrendo gli arretrati degli
stipendi, i dipendenti oggi vedono allontanarsi il momento di fare
giustizia e capire a chi fanno capo, se alla “CDM Group” o alla “Paper
Group”.
L'inizio del processo quindi è spostato al 18 luglio perché la Cdm
Group avrebbe chiesto, in sede d'udienza, il rinvio per fornire altra
documentazione e trovare altre testimonianze. Ma metà luglio è troppo
tardi per le 40 famiglie il cui futuro è appeso alle decisioni di un
tribunale. A fine agosto infatti scadranno tutti gli ammortizzatori di
cui godono, mentre anche per il concordato i tempi si stanno
dilatando. La scadenza era fissata per il 15 aprile poi il
tribunale si è riservato altro tempo fino al 31 maggio.
"Presto dovremo ricominciare i corsi per riqualificarci, ma nessuno
ha speranza... specialmente chi ha 50 anni non crede di potersi
ricollocare" afferma esausto Valerio Chiapello,
l'ultimo rappresentante sindacale dell'azienda. Dopo oltre 15 mesi di
lotta per mantenere il sito e i corsi di riqualificazione seguiti,
i lavoratori non solo non vedono prospettarsi l'ipotesi di un
acquirente per la fabbrica, ma si trovano a dover fare i conti con un
concordato che non c'è ancora e una sentenza che arriverà tra parecchi
mesi
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Senza
“cassa” da tre mesi gli operai Cdm di Verzuolo
“Il liquidatore
svende tutto”. Appello a Comune, Provincia e Regione
Da “La Stampa” del
26 marzo di ANDREA GARASSINO VERZUOLO
Tre mesi senza cassa in deroga. Succede ai quaranta ex operai della
cartiera Cdm di Villanovetta, a Verzuolo. La fabbrica è in crisi dalla
primavera 2009. L’azienda toscana che ne deteneva la proprietà è
fallita il 26 gennaio 2010.
«Per lavoratori che hanno introiti bassi come i nostri – dice Valerio
Chiappello, Rsu Cgil – in “cassa” da anni, un giorno di ritardo è una
tragedia. Non ci arrivano soldi da gennaio e la maggior parte di noi
vive disagi enormi. Sappiamo che c’è la copertura finanziaria per il
nostro ammortizzatore sociale fino ad agosto e che a giorni dovrebbe
arrivare qualcosa in banca, ma è già tardi».
Oltre alle preoccupazioni economiche, ci sono anche quelle sul futuro
dello stabilimento. «Il liquidatore sta svendendo tutto quello che c’è
nella fabbrica – dicono i lavoratori che si ritrovano al presidio di
fronte ai cancelli qualche pomeriggio ogni settimana -. Stanno
smontando i trasformatori e togliendo l’anima della cartiera. Se
continuano così porteranno via tutto ciò che c’è di utile all’interno
e non ci saranno più speranze di ripartire con la produzione della
carta o anche di altro».
Nei giorni scorsi, inoltre, la cartiera di Villanovetta è stata teatro
di due furti di fili elettrici e rame. Sugli episodi indagano i
carabinieri. I lavoratori chiedono maggior coinvolgimento nella loro
lunga vertenza da parte delle istituzioni. «Non c’è più attenzione
sulla Cdm – dicono –. Ormai non esistiamo più. Chiediamo al Comune,
alla Provincia e alla Regione di giocare un ruolo più attivo, di
informarsi e di informarci su quanto sta accadendo. Perchè in questi
due anni non è mai stato un Consiglio comunale aperto qui di fronte ai
cancelli?».
IN CRISI DAL 2009 I dipendenti temono lo «stop» definitivo della
produzione
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Cdm, il sindacato vuole
chiarezza
Da “La Stampa” del
4 marzo di [A. G.]
La «Cdm group», proprietaria dello cartiera ex Kimberly a Villanovetta
di Verzuolo, ha presentato richiesta al tribunale di Lucca per
accedere al concordato preventivo. La ditta è la holding che deteneva
il controllo della «Cdm paper», marchio fallito il 26 gennaio 2010, a
cui facevano riferimento i circa 50 lavoratori verzuolesi, in «cassa»
dall’estate del 2009.
Si tratta, dunque, di una nuova «grana» economico-finanziaria per il
gruppo cartaio toscano «Cartiere della Madonnina». I rappresentanti
degli operai auspicano maggiore chiarezza sul futuro dell’azienda e
del sito produttivo verzuolese. «Come sindacati – dice Mimmo
Formicola, Cgil – vorremmo conoscere al più presto il progetto o
l’idea che sta dietro e sostiene, allo stesso tempo, il concordato
preventivo: se saranno alienati gli immobili della Cdm, se ci sarà una
sorta di “spezzatino” o se ci sono imprenditori disposti a rilevare
gli stabilimenti».
Inoltre, il tribunale di Lucca si deve anche occupare di un
contenzioso tra la «Cdm group» e la «Cdm paper» per stabilire di chi
sia la responsabilità sugli operai.
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Alla CDM di Verzuolo si chiedono dove siano finiti gli stipendi di
ottobre
Da
www.targatocn.it” del 29 novembre 2010 di Francesca Aimo
La
cassa integrazione in deroga è già l'ultima spiaggia tra gli
ammortizzatori sociali cui possono accedere le aziende, ma diventa una
zavorra che annega se nemmeno arriva. Oggi i 42 dipendenti della CDM
di Verzuolo si rivolgono a targatocn.it per gridare a gran voce: "Che
fine hanno fatto i nostri stipendi?". Tra i mille problemi di
questi lavoratori si aggiunge il mancato pagamento della mensilità di
ottobre. "Dove sono i nostri soldi? Perché non arrivano? Sappiamo
che sono stati sbloccati dalla Regione Piemonte il 22 novembre. Come
mai non arrivano sui nostri conti?". Tante e come spesso accade,
senza risposte immediate, le domande di Valerio Chiappello, RSU
dell'azienda.
I 42
lavoratori Cdm, che percepiscono 740 euro circa al mese, dopo quasi un
anno di presidio attualmente sono costretti ad andare a scuola per
riqualificarsi ed aggiornarsi e continuano a non veder realizzato il
sogno di trovare un acquirente per la fabbrica nella quale hanno
trascorso un’intera vita. Anche nel fine settimana si sono succedute
numerose le telefonate tra colleghi per sapere se vi fossero novità. "Chiediamo
di mandare via i nostri soldi, ci sono situazioni familiari
drammatiche" conclude Chiappello. Sui conti correnti dei
lavoratori a lunedì 29 novembre nemmeno l'ombra degli spiccioli che
dovrebbero ricevere.
Notizie più rosee alla Monte Regale di Mondovì dove oggi, come da
accordi, i lavoratori hanno ricevuto il restante 60% dello stipendio
di settembre. Dopo 28 ore di sciopero totali da luglio, i dipendenti
continuano a tenere alta la guardia e presto si riunirà un altro
tavolo per discutere della situazione legata agli stipendi e alle
commesse.
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“Cassa” in deroga
per i dipendenti Cdm
Da La Stampa” del
13 novembre
Un mese e mezzo
di cassa integrazione in deroga. Fino al 31 dicembre. I 40 dipendenti
della cartiera Cdm di Villanovetta, a Verzuolo, avranno ancora una
copertura finanziaria fino a fine anno. Lo stabilimento è chiuso dalla
primavera del 2009 ed è fallito a gennaio. «Nel frattempo – dice Mimmo
Formicola, Cgil – ci impegneremo per far proseguire la discussione tra
Unicredit, che ha la proprietà delle strutture, e l’imprenditore
laziale Gian Paolo Fiorletta, l’unico ad aver presentato un’offerta di
acquisto».
L’industriale ha redatto un piano per rilevare
lo stabilimento, ridare lavoro ai 40 operai e far riprendere la
produzione di «family tissue», cioè carta assorbente per la casa,
tovaglioli e carta igienica «gli unici prodotti – precisa Formicola –
che al momento “tirano” nel settore cartario». L’istituto bancario ha
pronunciato un primo parare negativo al piano Fiorletta. «Confidiamo
nell’intervento delle istituzioni – aggiunge il sindacalista – in
primo luogo la Provincia. Lo Stato nei mesi scorsi ha supportato le
banche e auspico che ora gli istituti si impegnino nell’aiutare la
ripartenza di imprese che danno lavoro».
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Cdm: un mese di
ammortizzatori
Da “Gazzetta di
Saluzzo” del 4 novembre
VERZUOLO I
La Banca regionale europea ha accolto la richiesta di
estendere al settembre 2010 l'anticipazione delle somme relative al
trattamento di cassa integrazione straordinaria ai dipendenti della
Cdm Paper Group di Verzuolo. La decisione si colloca nel quadro del
protocollo di intesa sottoscritto il 16 settembre 2009 insieme alla
Provincia di Cuneo, al Comune di Verzuolo e alla Fondazione Cassa di
risparmio di Cuneo. L'anticipazione procapite è stata pari a 750 euro
mensili, per un periodo di 10 mesi e con i relativi oneri finanziari a
carico degli enti sottoscrittori e ha interessato inizialmente 55
lavoratori. Poi alcuni lavoratori hanno raggiunto la pensione, altri
sono stati inseriti nelle liste di mobilità e hanno trovato lavoro.
La convenzione era scaduta il 12 luglio e la Bre aveva
concesso una prima proroga fino al 31 agosto. Con questo accordo si
aggiungono 30 giorni di ammortizzatori sociali, a parziale sostegno
della forza lavoro verzuolese che vive da 30 mesi nella più completa
incertezza: proprio in occasione della Sagra del contadino di
Villanovetta di due anni esatti fa gli operai erano venuti allo
scoperto, denunciando alle autorità presenti la triste congiuntura
che stava attraversando lo stabilimento cartario.
Da allora si è sviluppata una vicenda surreale, tra società
finanziarie poco credibili, il ritorno alla carica dell'ex
amministratore, ipotesi di una vendita a una cordata cuneese
e un'estenuante vertenza sindacale.Ora le speranze, ridotte al
lumicino, sono riposte in un imprenditore ciociaro, da mesi indicato
come potenziale acquirente. Nonostante, la buona nomea e un
patrimonio invidiabile, però, sono i sindacati i primi a non farsi
abbagliare dalla prospettiva. Il futuro della Cdm resta un
interrogativo
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Preaccordo in Regione per garantire ai lavoratori CDM 8 mesi di cassa
integrazione
Da
www.targatocn.it del 2 settembre 2010 di Barbara Simonelli
Ennesimo 'capitolo' dell'intricata vicenda riguardante la cartiera
CDM Group di Verzuolo, dichiarata fallita a fine gennaio 2010 per
decisione del Tribunale di Lucca. Il gruppo cartaio ha infatti sede in
Toscana ed è di proprietà di Antonio Pieri. Dopo un anno di timide
proteste, in quanto i lavoratori si sono ritrovati in cassa
integrazione prima, a partire dall'estate 2009, e senza lavoro poi, a
partire, appunto, dalla dichiarazione di fallimento, tra giugno e
agosto 2010 i toni da parte dei 42 lavoratori si sono decisamente
alzati, arrivando alla minaccia di salire sul tetto della fabbrica in
quanto senza ammortizzatori sociali, liquidazione, tredicesima e fondo
pensionistico.
L'intervento deciso della Provincia, nella persona dell'assessore al
Lavoro Pietro Blengini, l'azione della Cgil e, di ieri,
l'intervento della Regione, potrebbero garantire un po' di stabilità
economica ai lavoratori, almeno fino a fine anno, in attesa che si
sblocchi la situazione e che si possa procedere con l'eventuale
acquisto dell'azienda da parte di un imprenditore sul quale, per ora,
c'è il massimo riserbo.
E'
lo stesso Mimmo Formicola della Cgil a dirci di quanto avvenuto
ieri negli uffici di via Magenta, a Torino, alla presenza della
dottoressa Teresa Zoccolan,
funzionaria regionale Settore Osservatorio sul Mercato del Lavoro,
Crisi aziendali e Ammortizzatori Sociali,
dell'assessore Blengini, del sindaco di Verzuolo Gianfranco
Marengo, dello stesso Formicola e del liquidatore della Cdm
Marco Sala.
"In Regione è stato fatto un esame congiunto per la cassa integrazione
in deroga di 8 mesi
- ha spiegato Formicola -. Questo permetterà di coprire le paghe in
modo retroattivo dall'11 maggio fino al 31 dicembre. Fino a fine anno,
quindi, i lavoratori potranno stare più tranquilli. Al momento c'è
stato l'esame, ma quasi sicuramente le cose andranno a buon fine,
almeno per gli amortizzatori
e il sostegno al reddito. I fondi di copertura ci sono".
Un
po' meno fiduciosi i lavoratori, che continuano ad incontrarsi un paio
di volte alla settimana davanti ai cancelli chiusi della loro ex
azienda, in modo da aggiornarsi sull'andamento giudiziario della
vicenda.
Lo
faranno anche oggi: Valerio Chiapello, infatti, delegato Cgil
all'interno dell'azienda, spiegherà ai suoi ex colleghi quanto
stabilito ieri. E' lui stesso a dire che quanto siglato è un
preaccordo, ma che fino a quando la cosa non sarà effettiva e tutti i
documenti verranno consegnati, così da avviare la procedura, non
abbasserà la guardia. Lui, così come i suoi 40 compagni. "Certo,
Sala ha preso un impegno davanti a tutti, ma noi aspettiamo ancora
prima di dirci soddisfatti" - precisa.
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CARTIERA.
MEDIAZIONE DELLA PROVINCIA
Anticipata la “cassa” ai trentacinque operai della Cdm di Verzuolo
Da “La Stampa” del 7
agosto
Lunedì i lavoratori della cartiera Cdm di Verzuolo potranno ritirare
due mesi di anticipo di «cassa», luglio ed agosto. L’assessore
provinciale al Lavoro Pietro Blengini l’ha confermato ieri mattina ad
una delegazione di operai verzuolesi e sindacalisti durante un
incontro nel suo ufficio.
«Blengini – dice Mimmo Formicola, Cgil – è riuscito ad ottenere dal
liquidatore e dal curatore le garanzie richieste per i pagamenti.
Giovedì le maestranze avevano manifestato un forte malcontento perché
sembrava che i due amministratori fossero partiti per le vacanze senza
consegnare tutta la documentazione. Ma l’assessore li ha rintracciati
all’estero e la questione degli anticipi di cassa si è risolta, grazie
anche alla disponibilità della Bre». Trentacinque gli operai che
riceveranno 1500 euro, mentre altri 7 sono in regime di «distacco di
cassa» perché hanno trovato occupazioni temporanee.
La produzione alla cartiera «Cdm» è bloccata dalla scorsa primavera e
12 mesi fa, a metà agosto 2009, è iniziato il presidio dei lavoratori
di fronte ai cancelli. «Dopo le notizie giunte stamani (ieri, ndr) -
precisa Valerio Chiappello, Rsu – siamo più tranquilli e ci preme
ringraziare Blengini e la presidente Gancia. In caso di mancata
attivazione degli anticipi di cassa avevamo minacciato di occupare il
tetto della fabbrica e la nostra azione è stata determinante».
All’assessorato provinciale del Lavoro ieri è stato anche ribadito
l’interesse dell’imprenditore Gian Paolo Fiorletta (che possiede
aziende nel settore chimico e tessile nel Lazio e in Umbria) per
l’acquisto dello stabilimento
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CDM di
Verzuolo: forse una schiarita all’orizzonte
Da
www.targatocn.it del 16 luglio 2010
Un
po’ sollevato e in parte sconsolato, Valerio Chiappello,
delegato CGIL, da 33anni operaio alla CDM di Verzuolo: “Il
liquidatore Marco Sala è venuto all’appuntamento in Provincia e ha
portato Alessandro Trimigno, il rappresentante di un
imprenditore intenzionato a rilevare l’azienda. Noi avevamo il nostro
legale e sembra anche che ci siano i presupposti per la cassa
integrazione speciale. La nuovo proprietà ha detto che subito
prenderebbe 25 dei 42 lavoratori ancora attivi. Mi auguro solo che non
si ripeta il copione già visto con la Ital Tissue”. La nuova
situazione profilatasi è stata formalizzata con un documento firmato
dalle parti e il liquidatore si impegnerà a richiedere gli
ammortizzatori sociali al Ministero e a tentare di far anticipare
l’udienza di aprile fissata a Lucca, dove ha sede il gruppo CDM. “La
prossima settimana ci attendiamo risposte sugli ammortizzatori.
Sull’identità dell’imprenditore interessato non sappiamo nulla, solo
che ha 500 dipendenti e non è del settore cartario” conclude
Valerio Chiappello. L’assessore, con delega alle
Politiche del Lavoro, Pietro Blengini puntualizza: “Sul nome
dell’imprenditore non posso esprimermi perché ho preso un impegno nei
confronti del dottor Sala. L’identità non sarà rivelata finché il
liquidatore non avrà espletato tutte le pratiche per le quali si è
impegnato. Ora vi sono due partite parallele che si stanno giocando:
la ripartenza del sito produttivo, sulla quale non mi pronuncio perché
non voglio creare facili entusiasmi né illusioni, e il nostro dovere
morale di trovare una soluzione per attivare tutti gli ammortizzatori
sociali per i dipendenti. Ci ho lavorato molto e su questo punto sono
ottimista”.
Erano circa 40 i lavoratori della CDM che, giovedì pomeriggio, hanno
incontrato il liquidatore della società e l’assessore Blengini ai
quali hanno ribadito i loro diritti e la necessità di pervenire al più
presto ad una soluzione che possa ridare loro dignità e favorire gli
ammortizzatori sociali, la liquidazione, la tredicesima e il
dovuto del fondo pensionistico. “Tutto quello che facciamo non
serve a portare a casa nulla, speriamo sia la volta buona. I tempi
decisionali sono biblici, ma noi abbiamo la pancia vuota” conclude
un lavoratore. Casse vuote e mancato introito invece per il Comune di
Verzuolo che reclama alla società fallita e a quella in liquidazione,
ironia della sorte anche le tasse sono divise, ben 150mila euro di Ici
e rifiuti, pari a due anni di mancato pagamento.
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Verzuolo: alla Cartiera Cdm, chiusa da mesi, una situazione ormai
insostenibile
Da
www.targatocn.it del 29 giugno 2010
Egregio direttore.
L’altra sera mi è stato girato un sms che il Segretario di categoria
aveva ricevuto da un delegato. Un delegato un po’ speciale,
considerata la fabbrica nella quale lavora, meglio nella quale
lavorava; sì perché l’azienda è fallita e lui insieme agli ex
dipendenti presidia i cancelli dallo scorso mese di agosto. L’azienda
è la CDM di Villanovetta, ex Kimberly Klark, una realtà produttiva
acquisita, teoricamente per rilanciarla, dopo la decisione di quest’ultima
di chiuderla, ma in realtà per spolparla. Il termine è volutamente
forte e si giustifica con le decisioni e con i comportamenti della
proprietà che nell’arco di tre anni e mezzo l’hanno messa in
ginocchio.
Nulla è stato risparmiato a questi lavoratori. La volontà di
riorganizzare la produzione attraverso un intervento
sull’organizzazione del lavoro che per grande parte si basava
sull’incremento dei carichi di lavoro individuali, l’arroganza della
proprietà e dei suoi manager che sembravano più interessati a
colonizzare uno stabilimento che aveva grandi tradizioni sindacali, la
costruzione di scatole cinesi che sono servite a complicare la loro
esistenza lavorativa e che, detto per inciso, continuano a
complicarla. La beffa di una prospettiva imprenditoriale alternativa,
completamente sganciata, a loro detta, da quella precedente,
prospettiva naufragata miseramente.
Il
fallimento della CDM Paper Group e la conseguente riconsegna degli
immobili, delle attrezzature e del personale alla CDM Group, nel
frattempo posta in liquidazione. Le vicissitudini non sono finite, gli
ammortizzatori sociali, solitamente garantiti nei fallimenti,
improvvisamente incerti, per via dell’opposizione della CDM Group a
riconoscere il ripristino dei rapporti di lavoro. La garanzia di un
reddito che si fa incerta come quella, sempre più labile, di ritrovare
un lavoro. Uno stabilimento lasciato a se stesso, dove gli unici a
difenderlo sono le lavoratrici ed i lavoratori, difenderlo dalle
scelte sbagliate e dalle “furbizie” di chi notte e tempo vuole
sottrarre ricchezza e rendere incerto il pagamento delle liquidazioni
e delle spettanze maturate.
Sulle liquidazioni vale la pena di sottolineare che non solo di quelle
maturate alle dipendenze della CDM Paper Group si parla ma anche di
quelle maturate nel precedente rapporto di lavoro con la Kimberly
Klark e da questa trasferite alla CDM Paper Group. Un passaggio al
Ministero del Lavoro sancisce e come poteva essere diversamente, che
la situazione va chiarita, che il giudice si deve esprimere e solo
successivamente si potrà ragionare di ammortizzatori sociali.
L’intervento del Sindacato per richiedere alla Provincia la
convocazione urgente del Liquidatore e del Presidente della CDM GROUP,
un intervento che deve servire a porre fine alle tante chiacchiere,
alle tante promesse fatte e non mantenute e che deve impedire che lo
stabilimento venga spezzettato e venduto a lotti, così come i
macchinari. Va individuata una soluzione occupazionale alternativa,
gli interessamenti, fatta chiarezza, ci sono e devono essere messi
nella condizione di potersi manifestare.
Ha
ragione il nostro delegato ad urlare la sua stanchezza per il continuo
logorio a cui è sottoposto insieme a tutti quelli che sono ancora i
suoi e le sue compagne di lavoro. Hanno ragione Franca, Laura, Beppe,
Valerio e tutti gli altri che con loro, da molti, troppi mesi sono
sui cancelli della loro fabbrica.
Consiglierei a tutti coloro che a livello generale o provinciale
parlano di crisi superata di tenersi alla larga da Villanovetta, se
qualche lavoratore si dovesse arrabbiare (il termine è eufemistico)
avrebbe tutte le ragioni ed anche la nostra comprensione.
Cordiali saluti
Il Segretario Provinciale Cgil
Marco Ricciardi
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Dichiarato il fallimento della “Cdm” di Villanovetta
Da “La Stampa” del 27
gennaio
La «Cdm» di
Villanovetta, a Verzuolo, è fallita. La conferma alle ultime
indiscrezioni circolate nei giorni scorsi negli ambienti aziendali e
sindacali è arrivata ieri mattina. La decisione sul crack è stata
presa dal Tribunale di Lucca, che ha già anche nominato il curatore
fallimentare, Pier Luigi Landi. Il gruppo cartaio, infatti, ha sede in
Toscana, dove ci sono altri due stabilimenti «fratelli» di quello
verzuolese. Cinquantasei i lavoratori che da ieri sono senza lavoro.
La crisi dell'azienda era iniziata prima dell'estate. Da giugno la
fabbrica era chiusa e gli operai avevano iniziato la cassa
integrazione (che continuerà). Da agosto era anche stato istituito un
presidio di fronte ai cancelli. Sarà mantenuto. Ieri i dipendenti «Cdm»
si sono riuniti nella sala Kimberly a Villanovetta per una prima
discussione sul futuro con i referenti sindacali e con il sindaco
Gianfranco Marengo.
«Sono necessari alcuni giorni di studio - ha detto Mimmo Formicola,
Cgil - per avere un quadro completo. L'importante è che nessuno
estraneo al Tribunale entri nello stabilimento. Il 4 febbraio, poi, ci
sarà una nuova riunione in Toscana dove incontreremo per la prima
volta il curatore fallimentare. Intanto già domani (oggi, Ndr.) gli
invieremo una lettera per chiedere di mettere in sicurezza la
fabbrica: di apporre i sigilli e di assumere un servizio di vigilanza
qualificata».
Ci sono anche annunci da parte della proprietà anche per la messa in
liquidazione della «Cdm Group» e della «Cartiera della Madonnina»,
altre aziende del gruppo diretto fino alle scorse settimane
dall'imprenditore Antonio Pieri.
I lavoratori verzuolesi sono dipendenti della «Cdm Paper Group», ma
l'immobile e i macchinari sono invece di proprietà di «Cdm Gruop». «Pieri
aveva messo in atto lo schema delle scatole cinesi - dice Marco
Ricciardi, segretario provinciale Cgil - e quindi questa vertenza
fallimentare avrà una storia più intricata. E’ probabile che il
curatore cercherà di salvare il salvabile per evitare il tracollo
anche per le altre due realtà del gruppo».
Il crack della cartiera, nei mesi scorsi, era stato visto come una
possibile via di uscita dallo stallo in cui si era finita la
proprietà. «Il fallimento è un’opportunità di chiarezza - commenta
Formicola - perché da una parte il Tribunale potrà far luce sulle
responsabilità che ci hanno portato a questo punto; dall'altra la
cartiera ‘’ripulita’’ dai debiti potrà essere ricollocata sul mercato.
Auspico una soluzione che non faccia del gruppo uno spezzatino, ma che
tutti i siti produttivi vengano trattati come un unico soggetto.
Anche per l’Amministrazione comunale di Verzuolo si apre un nuovo
fronte della crisi. «Ci siamo assunti di fronte ai lavoratori e alle
loro famiglie - dice il sindaco Marengo - l'impegno di cercare tutte
le soluzioni possibili che potranno garantire i posti di lavoro e la
salvaguardia della produzione. Nelle prossime settimane avremo un
ruolo di primo piano nel confronto tra il curatore, i sindacati e chi
ha manifestato interessi per la cartiera di Villanovetta. Ci risulta
che questi soggetti abbiano confermato le loro intenzioni anche di
fronte alla dichiarazione del fallimento».
Tra le realtà imprenditoriali interessate c’è la «Pkarton», marchio
cartaio piemontese che ha già partecipato ad un incontro con la «Cdm»
prima del collasso finanziario. Le intenzioni potrebbero essere quelle
«di affittare i rami d'azienda - dicono i sindacati - di tutti gli
stabilimenti del gruppo, oltre all’acquisto degli immobili dalla Cdm
Group».
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Cdm di Verzuolo
Continua il presidio
Da “La Stampa” del 19
dicembre
Prosegue, anche in
questi giorni di avvicinamento alle festività di fine anno, il
presidio dei lavoratori della cartiera «Cdm» di Verzuolo. L’azienda,
di proprietà di un gruppo toscano, ha 56 dipendenti e non produce da
giugno. «Martedì una delegazione sindacale – annuncia Mimmo Formicola,
Cgil – sarà nella sede della Provincia di Lucca per un’incontro
convocato dalle istituzioni locali sul futuro dell’impresa. Speriamo
che la riunione possa fornire qualche elemento di novità». Mercoledì
mattina alle 10,30, poi, è in programma l’assemblea di tutti i
lavoratori di fronte ai cancelli dell’industria verzuolese
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Verzuolo: due mesi e mezzo di presidio davanti alla CDM
Da
www.targatocn.it del 26 ottobre 2009 di Piero Lunati
Sono seduti davanti alla loro fabbrica da quasi due mesi e mezzo in
attesa di una risposta. Dal 16 agosto il presidio dei lavoratori della
CDM, la cartiera di Villanovetta, prosegue senza sosta. Lasciatisi
alle spalle l’afa estiva, i 50 operai si confrontano da qualche
settimana con un antipasto di inverno ricco di freddo e con
temperature particolarmente rigide. A gruppi di due o tre si danno il
cambio. Chi torna a casa non riesce a rimanerci per molto tempo ed è
ben presto di ritorno per una partita a carte. Lo stabilimento, pieno
di carta da lavorare, ma senza luce ed acqua viene ‘sorvegliato’ anche
di notte quando chi è 'di turno' dorme in un container. Una protesta
che passa quasi inosservata di fronte ad azioni più eclatanti ed
appetitose per i media, ma che prosegue anche tra aneddoti ed episodi
poco ordinari. Come quella notte in cui alcuni camion entrarono nei
cancelli per portare via delle carta tra la sorpresa di chi ‘era di
guardia’. “Quest’estate abbiamo ricevuto la visita di qualche
personaggio politico – spiega Valerio Chiappello, delegato RSU -.
Oggi ci sentiamo un po’ soli. Andiamo avanti lo stesso. Speriamo di
non dover rimanere qui fino a Pasqua per ribadire che l’attività deve
riprendere.” Chiappello, che è anche delegato alla sicurezza dello
stabilimento, sottolinea come le preoccupazioni in merito non siano
svanite nonostante l’intervento delle autorità competenti. “La
fabbrica non è fuori dal mondo: confina con la statale ed è alle porte
del paese"- spiega per poi soffermarsi sulle pendenze economiche
ancora aperte con i dipendenti. “Il problema è il TFR. Qualcuno ha
ricevuto due rate, qualcun altro tre. Due o tre persone hanno l’età
per sperare nella pensione. I primi a saltare sono stati i lavoratori
interinali. Gli altri sono qui che aspettano.”
Un'attesa destinata a prolungarsi aspettando notizie sul destino della
CDM, gruppo toscano che possiede altri 3 stabilimenti in cui lavorano
altre 120 persone. Fallito sul nascere il progetto di rilevare lo
stabilimento saluzzese della Ital Tissue per via delle scarse garanzie
economiche e la mancanza di un piano industriale ed occupazionale
adeguato, si spera in buone notizie dal quartier generale del gruppo
dove questa sera si discuteva della possibilità di cedere le cartiere
toscane ad una nuova cordata di imprenditori. “Dalla riunione
possono emergere conseguenze importanti anche per lo stabilimento di
Villanovetta – spiega Domenico Formicola (CGIL) -. Bisognerà
vedere se la trattativa condurrà al fallimento o al concordato
preventivo e poi sperare nell'interesse di un imprenditore serio
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Verzuolo, la “Cdm” per ripartire chiede aiuto alla Kimberly-Clark
Da “La Stampa” del 1
ottobre 2009
Gli operai della
cartiera «Cdm», in crisi da giugno vogliono scrivere un nuovo capitolo
nella storia decennale dell'azienda di Verzuolo. L'hanno ribadito
l’altra sera, durante il Consiglio comunale aperto, convocato dal
sindaco Gianfranco Marengo. Due gli obiettivi prospettati per far
ripartire lo stabilimento: tagliare con il passato rappresentato dal
patron della «Cdm» (il marchio toscano che ha acquistato la cartiera
nel 2006 dal colosso Kimberly-Clark) Antonio Pieri e il responsabile
dello stabilimento Stefano Del Sere, che ha presentato un piano per
rilevare la ditta definito «non credibile»; contattare la
Kimberly-Clak (su questo c'è l'impegno della Regione, presente con
l'assessore al Lavoro Angela Migliasso) per chiedere la disponibilità
a garantire commesse e livelli produttivi a un’eventuale futura
proprietà. Inoltre, «il senatore Giuseppe Menardi - ha detto il
consigliere d'opposizione Gianpiero Pettiti - è disponibile a portare
la questione della Cdm sul tavolo ministeriale».
«Pieri e Del Sere ci hanno portato in questa situazione - ha sostenuto
Mimmo Formicola, sindacalista Cgil - ed è difficile che adesso possano
dare prospettive nuove ai 57 dipendenti e agli 8 interinali».
Sulla stessa linea, anche l'intervento del primo cittadino: «Il gruppo
Cdm si è giocato tutte le carte e non ha più credibilità. Se lo
stabilimento ha delle possibilità di riaprire, questo deve avvenire in
fretta». I macchinari, infatti, sono fermi da settimane.
L’incontro è stato anche l'occasione per informare i verzuolesi (erano
circa un centinaio i presenti) sulle trattative in Provincia e
Regione, da giugno a oggi. «Durante gli incontri avuti con la
proprietà a Cuneo, per tentare di uscire da questo stallo - ha
spiegato Marco Ricciardi, segretario provinciale della Cgil -, abbiamo
anche chiesto dove sono i milioni di euro delle liquidazioni dei
dipendenti e non ci è stata fornita alcuna risposta».
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Cdm:
Consiglio aperto sulla cartiera
Da “La Stampa”
del 13 settembre
Un Consiglio
comunale aperto per discutere del futuro della cartiera «Cdm» di
Villanovetta, a Verzuolo. L’hanno chiesto i sindacati, il gruppo di
maggioranza (con Giulio Testa) e l’opposizione (con Giampiero Pettiti)
al sindaco Gianfranco Marengo che si è detto disposto a convocarlo già
nei prossimi giorni. L’azienda è in crisi da inizio giugno. La
proprietà ha stipulato un contratto d’affitto con la «Ital Tissue»,
che però non ha portato alla riapertura del sito. I sindacati hanno
sempre contestato il piano industriale proposto dal nuovo soggetto.
«Durante l’ultimo incontro – spiega Mimmo Formicola, Cigl – ci è stato
detto di un partner industriale di cui non è stato svelato il nome. Ce
lo dicano, così potremo controllare insieme se è garanzia di solidità
per il futuro della fabbrica». Intanto, mercoledì, sindacati e
amministrazioni locali si incontreranno in Provincia a Cuneo per la
firma dell’accordo sull’anticipo della «cassa» per «Cdm» e «Neograf»
di Moretta (190 persone
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Ancora ferma la produzione alla cartiera Cdm di Verzuolo
Da “La Stampa” del 9
settembre
L’assessore
provinciale al Lavoro Pietro Blengini la definisce «una situazione
difficile». È quella della cartiera «Cdm» di Villanovetta, a Verzuolo,
azienda in crisi da giugno. I 56 dipendenti sono in cassa integrazione
o a casa a smaltire le ferie residue. Lunedì pomeriggio negli uffici
della Provincia Blengini ha incontrato i sindacalisti Mario Ricciardi
e Mimmo Formicola della Cgil, Gino Mazzucchi della Uil, le Rsu
aziendali, Confindustria, il sindaco di Verzuolo Gianfranco Marengo,
Antonio Pieri, presidente di «Cdm» che ancora gestisce i lavoratori, e
Stefano Del Sere amministratore di «Ital Tissue», la società che ha
preso in affitto la proprietà e l’immobile, ma non ha ancora fatto
ripartire la produzione.
«I punti di vista di natura industriale – prosegue Blengini - per la
riapertura della cartiera al momento sono molto distanti. Ci
aggiorneremo nei prossimi giorni dopo che il sindacato avrà effettuato
un’ulteriore verifica con i dipendenti dell’azienda». Ieri, nel tardo
pomeriggio, è stata convocata un’assemblea degli operai che da
settimane hanno allestito un presidio di fronte ai cancelli dello
stabilimento. I sindacati hanno informato le maestranze degli esiti
della riunione cuneese. «Pieri – spiega Formicola – ha garantito che
sta lavorando con una ditta specializzata per predisporre il
concordato preventivo. Questo è un passaggio che noi riteniamo
positivo perchè darà “ossigeno” alla proprietà per il pagamento dei
tfr. Sul piano industriale, invece, le nostre opinioni divergono
ancora parecchio con quelle della proprietà e vedremo i prossimi
sviluppi».
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Crisi Cdm di Verzuolo: la Provincia assicura l’appoggio
Da
www.targatocn.it del 29 agosto
Incontro in comune a
Verzuolo ieri pomeriggio sulla crisi della cartiera Cdm di
Villanovetta. È stato un tavolo di confronto altamente rappresentativo
in quanto la presenza di tutti i soggetti interessati, esclusa
ovviamente la proprietà di cui al momento non è nemmeno chiaro chi
sia, ha prodotto quantomeno un paio di iniziative che dovrebbero
concretizzarsi a breve. Nella sala del Consiglio Comunale hanno
colloquiato le Istituzioni (la provincia rappresentata dall’assessore
Pietro Blengini e dal consigliere Alberto Anello, il
Comune dal sindaco Gianfranco Marengo e da alcuni assessori),
le rappresentanze sindacali, Mario Ricciardi della Cgil e
Gino Mazzucchi della Uil e alcuni lavoratori della cartiera.
Presente, e la sua presenza è stata davvero utile, anche un ex
dirigente della stabilimento di Villanovetta come Lello
Alessandrini, grande conoscitore dei mercati dei prodotti
cosidetti ‘tissue’ (carta igienica, i fazzoletti, i rotoli da cucina e
gli articoli da tavola in carta) e del mondo cartario per averlo
frequentato ad altissimi livelli sia in Italia che in vaie parti del
mondo per oltre 40 anni.
Il quadro che ne è uscito non è dei più confortanti: i lavoratori sono
a casa da giugno, c’è una (presunta) proprietà che ha un contratto
d’affitto con la famiglia Pieri, ci sono finanziarie che non hanno
ottemperato agli obblighi azionari, la famiglia Pieri che ha chiesto
il sequestro del 75 per cento delle azioni in mano alla ‘Vecafin’ di
cui poco o nulla si sa, il tribunale di Lucca che ha respinto il
ricorso e via discorrendo. In mezzo a cotanto marasma ci sono una
sessantina di lavoratori che da giorni presidiano lo stabilimento per
evitare che succedano fatti strani. “Sia chiaro a tutti – ha
detto Valerio Chiappello rappresentante dei lavoratori Cdm –
noi non vogliamo nessun incontro con le persone che vengono di notte
in stabilimento e cercano di portare via il prodotto che vi è
all’interno della nostra fabbrica. Domenica siamo intervenuti e un
camion ormai carico è stato costretto a staccare il rimorchio, ma con
questa gente non vogliamo avere nulla a che fare”.
Mario Ricciardi della Cgil ha posto l’accento sulla precarietà
dell’offerta Ital Tissue e del suo rappresentante Stefano Dal Sere che
ha parlato genericamente di piani industriali e di appoggio delle
banche locali che – pare – al momento invece non ci sia. “Come si
fa a credere – ha detto Ricciardi – ad una azienda che ha un
capitale sociale di 10 mila euro? Sarebbe importante un incontro con
Antonio Pieri per cercare di capire bene come stanno le cose anche se
non è chiaro quanto siano distanti i nuovi e i vecchi proprietari e
con chi si dovrebbe eventualmente trattare ovviamente su basi molto
più serie di quelle che ci sono state fino ad ora”. L’assessore
provinciale Pietro Blengini ha assicurato i dipendenti che ci sono
buone possibilità affinché venga erogato l’anticipo della cassa
integrazione anche senza l’ufficialità del protocollo d’intesa
previsto dalla procedura amministrativa, eventualità che riguarda
anche la negra di Moretta dichiarata fallita il 12 agosto.
Infine, dopo che tutti i soggetti presenti hanno convenuto che è
fondamentale “sgombrare il campo da interlocutori non credibili”
Lello Alessandrini ha portato il suo contributo tecnico: “Guardate
– ha esordito – non ha senso discutere sul numero degli addetti
eventualmente previsti dalla nuova proprietà, è molto più importante
che rivolgiate domande chiare su cosa intendono fare. Perché se
l’intenzione è quella di avviare una continua e portare all’esterno il
materiale grezzo da trattate allora non c’è speranza per il futuro
dello stabilimento verzuolese. È noto a tutti, infatti, che il formato
della continua di Villanovetta è ormai incompatibile con la maggior
parte dei formati delle macchine che confezionano il prodotto finito.
Per cui un conto è la produzione del prodotto finito a Villanovetta,
un altro produrre la bobina grezza e portarla fuori per il
confezionamento. Su questi aspetti dovete pretendere chiarezza in
quanto è da lì che passa un serio piano di rilancio del punto
produttivo di Villanovetta”.
Dopo due ore abbondanti di confronto di idee, si è convenuto di dare
mandato alla Provincia affinché metta in atto le procedure necessarie
per portare ad un tavolo istituzionale Antonio Pieri e capire la
situazione reale della vecchia Burgo Scott e Kimberly oggi alle prese
con una crisi di cui è difficile intravederne l’uscita. In sostanza:
un incontro vero per capire chi è a questo punto chi è l’interlocutore
più attendibile.
“Avete il nostro totale appoggio – hanno garantito l’assessore
Blengini e il consigliere Anello - è ovvio che concorderemo con la
presidente Gianna Gancia le modalità di attuazione di questo tavolo al
quale dovranno essere presenti tutte le componenti sia Istituzionali
che dei lavoratori”. Intanto davanti ai cancelli della fabbrica
che ancora sul finire fine degli anni ’70 contava oltre 700 dipendenti
il presidio continua.
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Oggi a Verzuolo vertice
sulla Cdm
Da “La Stampa” del 28
agosto di ]ANDREA GARASSINO
VERZUOLO
C’è attesa, fra i lavoratori, per l’incontro di oggi alle 17,30 in
municipio, sul futuro della cartiera Cdm di Villanovetta. Lo
stabilimento, in crisi da giugno, è al centro di una trattativa di
affitto o vendita. I 56 lavoratori sono tutti in cassa integrazione
straordinaria o smaltiscono le ferie arretrate. Da inizio settimana
hanno organizzato un presidio «permanente e ad oltranza» per garantire
la sicurezza e la vigilanza del sito produttivo.
Nella sala consiliare del palazzo civico s’incontreranno i
rappresentanti degli operai, i sindacati, il sindaco Gianfranco
Marengo, il consigliere provinciale Alberto Anello. Ha annunciato la
presenza anche l’assessore provinciale al Lavoro Pietro Blengini.
«Chiederemo la riapertura di un tavolo istituzionale in Provincia -
annuncia il primo cittadino -, con la vecchia proprietà e con chi
vuole affittare, in modo da chiudere con il passato e guardare al
futuro. Inoltre, dobbiamo identificare con precisione le questioni da
affrontare poi con la controparte industriale».
In assenza di novità sulla ripartenza produttiva della cartiera, i
lavoratori proseguiranno la presenza pacifica di fronte ai cancelli,
cercando di coinvolgere la popolazione. «E’ passato anche il parroco
di Villanovetta - raccontano gli operai sotto i gazebo - e ha
assicurato che domenica inviterà tutti i fedeli ad unirsi alla nostra
lotta».
Mimmo Formicola, Cgil: «Il progetto di rilancio presentato dall’Ital
Tissue è poco credibile e realizzabile. Inoltre, non salvaguarda
l’occupazione. Speriamo si presentino alternative».
Intanto il consigliere regionale Francesco Toselli ha presentato
un’interrogazione a Palazzo Lascaris in cui chiede l’intervento della
Regione. «L’eventuale perdita di oltre 50 posti di lavoro - dice - è
particolarmente grave in questo periodo in cui, a causa della crisi
mondiale, le possibilità di ricollocamento dei lavoratori sono minime.
Occorre battersi per conservare l’attività produttiva della Cdm anche
con una nuova gestione».
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VERZUOLO. FRAZIONE
VILLANOVETTA
Sindaco, consiglieri e operai presidiano la cartiera “Cdm”
Da “La Stampa” delk
25 agosto di ANDREA GARASSINO
VERZUOLO
Cresce la preoccupazione per il futuro della «Cdm». Istituzioni e
lavoratori ieri si sono incontrati di fronte alla cartiera di
Villanovetta a Verzuolo. Gli operai, insieme al sindaco, Gianfranco
Marengo, al capogruppo di minoranza Gianpiero Pettiti e al consigliere
provinciale Alberto Anello hanno deciso di organizzare un presidio
esterno (la fabbrica è chiusa) per garantire la sicurezza e monitorare
gli eventuali movimenti di mezzi da e per il magazzino. Obiettivo:
coinvolgere tutta la cittadinanza per garantire la sorveglianza della
fabbrica.
La riunione di ieri pomeriggio è stata organizzata spontaneamente di
fronte ai cancelli dai lavoratori preoccupati per alcune operazioni
avvenute la notte precedente all’interno del sito industriale. Due Tir
avrebbero caricato carta. Uno sarebbe poi stato persuaso a lasciare
all’interno il rimorchio (che infatti era visibile nella zona carico)
andando via solo con la motrice.
«Questa è la prova – è stato detto ieri dagli operai – che i
proprietari non sono seri e non hanno credibilità. Episodi analoghi
sono avvenuti anche la notte di Ferragosto e in altre occasioni. Non
c’è l’energia elettrica, non si sa come facciano a pesare il materiale
e ad avere le bolle di trasporto». Parole di condanna sono giunte
anche dal primo cittadino: «Non abbiamo più nessuna fiducia nei
titolari – ha detto Marengo – perché vengono ad operare di notte, di
nascosto. Tutte le assicurazioni che ci hanno dato sono poi state
disattese. Serve un nuovo incontro istituzionale ed è necessario
ripartire con la trattativa».
La «Cdm» di Verzuolo è in crisi da mesi. A luglio si era intravista
una possibile risoluzione: la «Ital Tissue», società fondata dall’ex
direttore dello stabilimento, Stefano Del Sere, con un capitale
sociale di 10 mila euro, si era proposta di affittare il sito
produttivo, mantenendo 31 dei 56 lavoratori (che oggi sono tutti in
cassa integrazione straordinaria o stanno smaltendo le ferie residue).
Dopo l’annuncio, nelle ultime settimane non ci sono state evoluzioni
della vicenda e Comune, Provincia e sindacati si erano sempre detti
scettici sull’affitto all’«Ital Tissue».
Nei giorni scorsi sono state sospese le erogazioni di luce e acqua.
«Facciamoci carico – ha annunciato il sindaco in mezzo ai lavoratori –
del controllo e della sorveglianza. Vogliamo garantire una presenza
giornaliera anche dei consiglieri comunali». E Anello ha ribadito:
«Anche in questa occasione è emersa l’unità di Verzuolo per garantire
un futuro a questo stabilimento».
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“Cartiera in
affitto rischiamo il posto”
Da “La Stampa” del
13 agosto
Presidio pacifico di
lavoratori, ieri dalle 18, davanti alla cartiera «Cdm» (l’ex Scott e
Kimberly Clark) in frazione Villanovetta di Verzuolo. La protesta è
stata decisa dai dipendenti «per mantenere viva l’attenzione sui guai
dell’azienda».
«All’interno della fabbrica, ci sono circa 55 lavoratori dipendenti,
più sei o sette interinali, attualmente in cassa d’integrazione
straordinaria per cessazione dell’attività (la domanda è stata
presentata alla fine di luglio) - spiegano i sindacati -. C’è
apprensione per il futuro: i lavoratori hanno preso finora solo un
acconto di 600 euro e sono in difficoltà a far fronte alle scadenze e
alle bollette che con il loro stipendio non riescono più a onorare. E’
un fatto grave. Per questo, al presidio di ieri, sono intervenuti
tutti i dipendenti, nessuno escluso».
La fabbrica era in crisi dall’inizio di giugno. Intanto, la «Ital
Tissue» ha presentato un progetto per rilanciare la storica cartiera
verzuolese. «Siamo in attesa del concordato preventivo, che dovrà
essere presentato per tutto il gruppo, compresi gli stabilimenti
toscani – spiega uno dei rappresentanti sindacali presenti ieri, Mimmo
Formicola -. Per il momento, le soluzioni proposte per gli impianti
toscani sono credibili, mentre per quanto riguarda lo stabilimento di
Verzuolo ci sono ancora diversi problemi. L’azienda è stata affittata
alla “Ital Tissue”, e questo lo abbiamo saputo in via informale,
perché i titolari non ce l’hanno mai comunicato ufficialmente. E il
piano industriale presentato ha diverse criticità: non coinvolge tutti
i dipendenti, ma solo una parte di loro, una trentina. E questa è una
situazione che non possiamo accettare, Poi non sono previsti
investimenti sul piano industriale, né per quanto riguarda le
macchine, né l’allestimento. Il terzo problema è che i dipendenti,
secondo il nuovo piano industriale, dovrebbero percepire un salario
ridotto». Al presidio di ieri, sono intervenuti anche l’assessore
provinciale al Lavoro Pietro Blengini e Bruno Sabbatini, assessore del
Comune di Verzuolo con delega alla Valorizzazione del territorio, al
Commercio e all’Artigianato. Anche a loro, che hanno portato il
sostegno delle istituzioni, sono stati esposti i problemi dei
lavoratori. \
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Verzuolo
«Cdm»: cassa a
Villanovetta per fine attività
Da “La Stampa” del 22
luglio
La proprietà della «Cdm
- papar group» ha chiesto la cassa integrazione straordinaria per
cessazione dell’attività nello stabilimento di Villanovetta a Verzuolo.
Coinvolge 56 dipedenti. Ieri, intanto, la «Ital Tissue», che ha
presentato un progetto per rilanciare la fabbrica verzuolese che
produce carta igienica e fazzoletti, ha incontrato in Confindustria a
Cuneo le segreterie provinciali dei sindacati per discutere del futuro
occupazionale che riguarderà non più di 31 operai.
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CDM: stipendi e
sicurezza
Da “La Gazzetta di Saluzzo” del 16 luglio di Andrea Caponnetto
VERZUOLO I Il futuro
dello stabilimento della ex Kimberly Clark da diversi anni in mano al
quarto colosso cartario italiano Cdm Paper group è ancora in bilico.
Nel corso dell'incontro di martedi scorso in Provincia le
rappresentanze sindacali hanno affrontato le diverse problematiche
connesse al possibile passaggio di attività dalla Cdm di Antonio
Pieri alla nuova Ital Tissue di Stefano Del Sere, recentemente
dettasi disponibile ad avviare una trattativa per un affitto
prolungato (si parla di 12 anni)
Tutte le parti
presenti hanno convenuto sull'importanza di mantenere in attività lo
stabilimento di Viilanovetta e per questo sono stati programmati
nuovi incontri tra sigle e imprenditori, a partire gia dall'indomani
all'Unione industriale di Cuneo. Giovedì a Torino vi sarà un nuovo
vertice: prima con l'amministratore delegato della Cdm si effettuerà
l'esame congiunto sulla cassa integrazione. Poi un nuovo incontro con
il potenziale affittuario permetterà approfondire i dettagli del
piano industriale.
Molte le perplessità
espresse dai sindacati, specialmente in merito alle garanzie per le
spettanze maturate nell'attività lavorativa. Anzitutto il tema
occupazione: «Al netto degli accompagnamenti alla pensione, non ci
sono garanzie per tutti i lavoratori (64, compresi gli interinali) -
spiega il segretario Cgil Mimmo Formicola - e sembra troppo lungo il
tempo di riattivazione del settore converting». Quindi le questioni
di organico, con ricadute anche in termini di sicurezza: «Il piano di
Del Sere prevede un dimezzamento delle maestranze: non cambiando
nulla a livello tecnologico, non si giustifica una riduzione così
massiccia del personale, in particolare sulla linea continua, dove gli
addetti passerebbero da 23 a 19: motivato dunque il timore di un
peggioramento della qualità del lavoro, con aumento proporzionale
dei rischi».
Infine la "grana"
degli stipendi: il contratto nazionale, più il premio di risultato
maturato in Cdm non è più sufficiente secondo i sindacati agli
operai, che vedrebbero peggiorare le loro condizioni contrattuali.
Al termine
dell'incontro di martedì il sindaco di Verzuolo Gianfranco Marengo ha
voluto richiamare l'attenzione sulle conseguenze che le difficoltà di
Cdm Paper potrebbero avere anche sull'economia locale, in particolare
per le ditte ed imprese che aspettano dei pagamenti per lavori
eseguiti o forniture. Da parte di Pieri è arrivata l'assicurazione
che i debiti verso imprese locali risultano contenuti, mentre Del
Sere ha affermato che con la ripresa dell'attività produttiva si
potranno privilegiare le imprese locali
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Ital Tissue vuole
acquisire la “Cdm”
Da “La Stampa” del 4
luglio
Si è presentata
l’altro giorno in Provincia, a Cuneo, di fronte alla presidente Gianna
Gancia e alle parti sociali, la società «Ital Tissue», che vuole
acquistare lo stabilimento «Cdm» di Villanovetta a Verzuolo (ex
Kimberly-Clark), dove si producono fazzoletti e carta igienica. La
fabbrica è in crisi da inizio giugno e le maestranze sono in cassa
integrazione.
Il proprietario della nuova società è Stefano Del Sere, l’ex direttore
della «Cdm» di Verzuolo. «Abbiamo presentato un solido progetto
industriale – dicono dalla Ital Tissue – e abbiamo tutto l’interesse a
confermare gran parte dei dipendenti».
I lavoratori della cartiera sono cinquantasei e in fabbrica c’è sempre
stata la presenza di otto lavoratori interinali.
Nell’incontro a Cuneo sono state fatte alcune previsioni: 31 sarebbero
gli operai assunti dalla nuova proprietà, 16 le persone che
usufruirebbero della cassa integrazione con la possibilità di
rientrare in fabbrica in caso di sviluppo dell’azienda, il resto della
forza lavoro in prepensionamento.
Scettici sul quadro che si sta delineando a Verzuolo i sindacati.
Mimmo Formicola, Cgil: «Abbiamo informato i lavoratori sulle proposte
emerse a Cuneo, ma non abbiamo ancora espresso giudizi perché prima
vogliamo parlare con il presidente di Cdm Antonio Pieri. Lo
incontreremo martedì. Come sindacato non abbiamo ancora ricevuto
nessuna proposta sull’eventuale affitto dell’azienda e sul suo futuro.
Questo progetto non prevede la piena occupazione e noi per questo
stiamo lottando. La Ital Tissue ha il capitale sociale minimo
richiesto dalla legge, ma per progetti ambiziosi servono cifre
importanti. Inoltre, la Cdm è ancora la proprietaria del sito e deve
darci garanzie sul futuro dei lavoratori, sugli stipendi arretrati
ancora da pagare e sui Tfr. Fino a che non avremo tutti questi dati
non potremo sbilanciarci».
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Cdm: si affitta
Da “Gazzetta di
Saluzzo” del 25 giugno di Andrea Caponnetto
La strada per salvare
lo stabilimento villanovettese della Cdm Group (ex Kimberly Clark)
passa attraverso un contratto di affitto: un'azienda, di cui non si
conoscono ancora le generalità, potrebbe acquisire per un lasso di
tempo la gestione dei rami principali della cartiera specializzata
in carta igienica e "family tissue" (carte assorbenti e domestiche) e
permettere così un riassestamento finanziario del gruppo.
Un'operazione, resa
nota venerdì scorso nell'incontro di Pescia tra Cdm e sindacati (cuneesi
e toscani insieme), che potrebbe rimettere in moto un'impresa che si
era paradossalmente fermata per carenza di materia prima (viste le
insolvenze, i fornitori di cellulosa hanno interrotto
l'approvvigionamento) nonostante le commissioni non mancassero. «La
nostra priorità è vederci chiaro: vogliamo incontrare l'amministratore
delegato per sincerarci che si stia disponendo un'azione seria e
trasparente e che gli imprenditori in gioco provengano dal settore -
spiega il segretario Cgil Mimmo Formicola: che non si verifichi un
caso "Vecafin bis"»
ammonisce, facendo riferimento ferimento alla finanziaria
londinese
che a febbraio acquisì il 75 per cento delle quote senza però
effettuare la ricapitalizzazione promessa, generando così un
ulteriore "buco" di un milione e 300 mila euro nel bilancio.
Nei giorni scorsi è
arrivato l'acconto degli stipendi di maggio e entro venerdì l'azienda
gararantisce il saldo dell'intera mensilità. Giovedì giungerà a
Villanovetta l'ad Antonio Pieri, che darà l'avallo all'operazione di
affitto. In quel frangente i sindacati chiederanno subito conto degli
sviluppi previsti dalla "casa madre" (che deve risolvere la questione
con la finanziaria prima di tornare ufficialmente proprietaria dello
stabilimento) per l'industria verzuolese. Una giornata "di fuoco", in
cui, per sensibilizzare l'opinione pubblica e manifestare tutta la
preoccupazione dei dipendenti, operai e impiegati allestiranno fuori
dai cancelli un presidio.
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Verzuolo
Si aprono spiragli
nella crisi «Cdm»
Da “La
Stampa” del 20 giugno
Spiragli per la
soluzione della crisi della cartiera «Cdm» di Verzuolo, ma i sindacati
sono ancora in attesa di garanzie precise. I vertici del gruppo, ieri,
durante un incontro tra il presidente Antonio Pieri e i sindacalisti a
Pescia (Pistoia), hanno prospettato la possibilità di un affitto
dell’azienda. I rappresentanti dei lavoratori, però, hanno chiesto
maggiori elementi per giudicare quest’eventualità. «Per adesso è solo
un’ipotesi e non ci sbilanciamo. Vogliamo prima capire quale tipo di
società è quella che affitterebbe lo stabilimento di Villanovetta -
dice Mimmo Formicola, Cgil, unico esponente cuneese ieri in Toscana -,
perché non ci si ripresenti una Vecafin bis, cioè una nuova
finanziaria che acquista e poi non paga, come accaduto a febbraio con
questo marchio inglese. Speriamo, invece, che si tratti di
imprenditori veri, del settore, con esperienza nel ramo cartaio, che
portino soprattutto capitale reale. Ho avuto modo di dire di fronte al
presidente Pieri che siamo gente di Cuneo e vogliamo delle garanzie
precise prima di dare fiducia». Lunedì alle 9 la questione sarà
discussa nello stabilimento verzuolese dov’è stata convocata
un’assemblea dei 70 lavoratori, da diversi giorni in cassa
integrazione o a casa per smaltire le ferie accumulate. Alle 12,30,
nella sede della Cdm a Pescia, invece, si terrà un consiglio di
amministrazione che i sindacati sperano essere «risolutivo». Buone
notizie arrivano almeno dal fronte degli stipendi arretrati, che i
dipendenti della cartiera dovevano ricevere già la scorsa settimana.
«Tutti hanno incassato nel loro conto corrente la prima tranche -
dicono i sindacalisti - e l’azienda ha garantito di aver dato mandato
oggi (ieri, ndr) per i bonifici della seconda di 300 euro che sarà
disponibile tra lunedì e martedì. Il saldo, invece, sarà liquidato da
mercoledì». La crisi della Cdm sarà al centro di un incontro martedì
30 giugno in Regione, nell’ufficio dell’assessore al Lavoro, Angela
Migliasso.
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L’odissea CDM
Da “Gazzetta di Saluzzo” del 18 giugno di
Andrea Caponnetto
Sembra
la trama di una fiction la
storia recente
della Cdm (ex
Kimberly Clark)
di Villanovetta:
dai tracolli finanziari ai finti salvataggi, dalla fine della liquidità
allo spegnimento delle
macchine per
mancanza di materia
prima. Quattro mesi di incertezza
sul futuro dell'azienda
che, animale ferito nella selva
del comparto
cartario nazionale,
ha ricevuto qualche settimana
fa quello che sembra un colpo
di grazia.I
guai cominciano a febbraio,
con l'acquisto del
75 per cento
delle quote da
parte della finanziaria
londinese (con diversi investitori
italiani) Vecafin, cui
non è però seguita la ricapitalizzazione
promessa di 8 milioni di
euro, che avrebbe
dovuto rappresentare
il saldo di liquidità
per il rilancio
dell'azienda. Oltre
il danno, la beffa: il risultato dell'accordo
ha determinato un ulteriore
buco di un milione e 300 mila euro nel bilancio, con un'operazione
sulla cui legalità si:in°
stati stati
sollevati seri dubbi. La
vicenda, infatti,
è stata denunciata
alle autorità competenti
dall'amministratore delegato
del gruppo
toscano Antonio Pieri.
Le quote potrebbero essere
sequestrate in
via cautelativa
prima di
tornare in possesso della
Cdm.
A causa della
mancanza di liquidità
e dei ritardi nei pagamenti
dei fornitori, la
produzione di
carta igienica e
"family tissue" a
Villanovetta è
stata interrotta
giovedì scorso
poiché la materia prima
(cellulosa) era stata esaurita.
Da allora a Villanovetta è
tutto fermo.
Dall'incontro avuto
in Toscana dai
sindacati con la
proprietà è emerso
il complicato
quadro finanziario
in cui versa
l'azienda, quarto
gruppo italiano
del settore carta,
con altri tre stabilimenti nel Pistoiese (2) e in
Lucchesia .
Mentre si sviluppa
un'azione di
coordinamento tra
i sindacati toscani
e quelli cuneesi, le richieste
per i prossimi giorni, definite
lunedì e martedì
nelle due assemblee
dei lavoratori nel cortile
dello stabilimento, sono la riscossione
degli stipendi di maggio
e maggiore chiarezza sul futuro
del gruppo. I salari dovrebbero
essere pagati: a giorni è
previsto un
bonifico con un acconto, a cui farà seguito la parte
restante in poche
ore. Le condizioni
per rimettere in piedi il
gruppo invece sono
più complesse:
anzitutto Cdm deve ritornare
proprietaria (su questo
dovrà
pronunciarsi il tribunale di Pistoia); quindi deve entrare
in gioco un
partner (se non un
acquirente)
serio: Pieri si è detto
disponibile ad
affittare rami di azienda per incentivare il rilancio.
Lo stabilimento villanovettese
impiega una settantina di dipendenti tra cui 10 lavoratori interinali
che sono ora a casa in ferie
forzate o in cassa integrazione
ordinaria. Qualora la battaglia
nei prossimi giorni non giunga ad una stretta decisiva i
lavoratori Cdm si sono detti disponibili ad allestire un presidio per sensibilizzare l'opinione
pubblica.
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Verzuolo
Assemblea alla «Cdm»
Da “La Stampa” del 13
giugno
Crisi di liquidità e
«sofferenza» economica. Sono i «mali» del gruppo cartaio «Cdm», che ha
2 stabilimenti in Toscana e uno a Villanovetta di Verzuolo. Ieri
sindacati e azienda si sono incontrati a Pescia (Pistoia). «Abbiamo
chiesto il pagamento degli stipendi che dovevano arrivare il 10 –
dicono Mimmo Formicola, Cgil; Gino Mazzocchi, Uil e le Rsu – e martedì
arriveranno i soldi o un acconto». Intanto, sono state analizzate le
ipotesi per superare i nodi finanziari. «Potrebbe esserci l’affitto di
un ramo d’azienda – proseguono i sindacati – per non perdere i
clienti». Nella cartiera lavorano 70 persone che lunedì, alle 11,
parteciperanno alle assemblee. Produzione ferma da giovedì.
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Ex
Kimberly
Verzuolo, Cdm
vuole «tagliare» ventitre posti
Da “La Stampa” del
21 dicembre
La direzione
aziendale delle «Cdm-Cartiere della Madonnina», ha comunicato ai
sindacati l’intenzione di tagliare 23 posti di lavoro nello
stabilimento di Villanovetta di Verzuolo, ex Kimberly, dove sono 56 i
dipendenti diretti e 22 i lavoratori atipici.
Domani, alle 10,30, nella sede di Confindustria a Cuneo, si terrà la
riunione decisiva tra vertici della ditta e sindacati.
«La direzione vuole una riorganizzazione del reparto “Allestimento” -
dice Mimmo Formicola, Cgil - dove la carta viene trasformata in “tissue”,
carta igienica e da cucina. Abbiamo chiesto all’azienda di presentare
un piano per il futuro, che sia richiesta la cassa integrazione per
crisi e che ci siano incentivi all’esodo».
La direzione ha comunicato che potrebbe essere aperta una procedura di
mobilità per avvicinamento alla pensione e, in cambio, i lavoratori
precari potrebbero essere assunti in maniera definitiva. «Cdm» intende
stabilizzarsi a quota 58 lavoratori.
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