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Rinviata a Lucca la prima udienza Cdm: dispiaciuti i dipendenti saluzzesi

Da www.targatocn.it del 19 aprile

Era fissata per oggi, e attesa da tempo con ansia, la prima udienza che avrebbe iniziato a tracciare un profilo di chiarezza sul futuro della saluzzese CDM. Il nocciolo della questione è capire, in tempi utili, sotto quale "padrone" sono i lavoratori di Verzuolo, ma soprattutto a chi devono fare riferimento per ogni azione sindacale. Dopo mesi vissuti a singhiozzo rincorrendo gli arretrati degli stipendi, i dipendenti oggi vedono allontanarsi il momento di fare giustizia e capire a chi fanno capo, se alla “CDM Group” o alla “Paper Group”.

L'inizio del processo quindi è spostato al 18 luglio perché la Cdm Group avrebbe chiesto, in sede d'udienza, il rinvio per fornire altra documentazione e trovare altre testimonianze. Ma metà luglio è troppo tardi per le 40 famiglie il cui futuro è appeso alle decisioni di un tribunale. A fine agosto infatti scadranno tutti gli ammortizzatori di cui godono, mentre anche per il concordato i tempi si stanno dilatando. La scadenza era fissata per il 15 aprile poi il tribunale si è riservato altro tempo fino al 31 maggio.

"Presto dovremo ricominciare i corsi per riqualificarci, ma nessuno ha speranza... specialmente chi ha 50 anni non crede di potersi ricollocare" afferma esausto Valerio Chiapello, l'ultimo rappresentante sindacale dell'azienda. Dopo oltre 15 mesi di lotta per mantenere il sito e i corsi di riqualificazione seguiti, i lavoratori non solo non vedono prospettarsi l'ipotesi di un acquirente per la fabbrica, ma si trovano a dover fare i conti con un concordato che non c'è ancora e una sentenza che arriverà tra parecchi mesi

 

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Senza “cassa” da tre mesi gli operai Cdm di Verzuolo

“Il liquidatore svende tutto”. Appello a Comune, Provincia e Regione

Da “La Stampa” del 26 marzo di ANDREA GARASSINO VERZUOLO
Tre mesi senza cassa in deroga. Succede ai quaranta ex operai della cartiera Cdm di Villanovetta, a Verzuolo. La fabbrica è in crisi dalla primavera 2009. L’azienda toscana che ne deteneva la proprietà è fallita il 26 gennaio 2010.

«Per lavoratori che hanno introiti bassi come i nostri – dice Valerio Chiappello, Rsu Cgil – in “cassa” da anni, un giorno di ritardo è una tragedia. Non ci arrivano soldi da gennaio e la maggior parte di noi vive disagi enormi. Sappiamo che c’è la copertura finanziaria per il nostro ammortizzatore sociale fino ad agosto e che a giorni dovrebbe arrivare qualcosa in banca, ma è già tardi».
Oltre alle preoccupazioni economiche, ci sono anche quelle sul futuro dello stabilimento. «Il liquidatore sta svendendo tutto quello che c’è nella fabbrica – dicono i lavoratori che si ritrovano al presidio di fronte ai cancelli qualche pomeriggio ogni settimana -. Stanno smontando i trasformatori e togliendo l’anima della cartiera. Se continuano così porteranno via tutto ciò che c’è di utile all’interno e non ci saranno più speranze di ripartire con la produzione della carta o anche di altro».
Nei giorni scorsi, inoltre, la cartiera di Villanovetta è stata teatro di due furti di fili elettrici e rame. Sugli episodi indagano i carabinieri. I lavoratori chiedono maggior coinvolgimento nella loro lunga vertenza da parte delle istituzioni. «Non c’è più attenzione sulla Cdm – dicono –. Ormai non esistiamo più. Chiediamo al Comune, alla Provincia e alla Regione di giocare un ruolo più attivo, di informarsi e di informarci su quanto sta accadendo. Perchè in questi due anni non è mai stato un Consiglio comunale aperto qui di fronte ai cancelli?».
IN CRISI DAL 2009 I dipendenti temono lo «stop» definitivo della produzione

 

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Cdm, il sindacato vuole chiarezza

Da “La Stampa” del 4 marzo di [A. G.]


La «Cdm group», proprietaria dello cartiera ex Kimberly a Villanovetta di Verzuolo, ha presentato richiesta al tribunale di Lucca per accedere al concordato preventivo. La ditta è la holding che deteneva il controllo della «Cdm paper», marchio fallito il 26 gennaio 2010, a cui facevano riferimento i circa 50 lavoratori verzuolesi, in «cassa» dall’estate del 2009.
Si tratta, dunque, di una nuova «grana» economico-finanziaria per il gruppo cartaio toscano «Cartiere della Madonnina». I rappresentanti degli operai auspicano maggiore chiarezza sul futuro dell’azienda e del sito produttivo verzuolese. «Come sindacati – dice Mimmo Formicola, Cgil – vorremmo conoscere al più presto il progetto o l’idea che sta dietro e sostiene, allo stesso tempo, il concordato preventivo: se saranno alienati gli immobili della Cdm, se ci sarà una sorta di “spezzatino” o se ci sono imprenditori disposti a rilevare gli stabilimenti».
Inoltre, il tribunale di Lucca si deve anche occupare di un contenzioso tra la «Cdm group» e la «Cdm paper» per stabilire di chi sia la responsabilità sugli operai.

 

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Alla CDM di Verzuolo si chiedono dove siano finiti gli stipendi di ottobre

Da www.targatocn.it” del 29 novembre 2010 di Francesca Aimo

La cassa integrazione in deroga è già l'ultima spiaggia tra gli ammortizzatori sociali cui possono accedere le aziende, ma diventa una zavorra che annega se nemmeno arriva. Oggi i 42 dipendenti della CDM di Verzuolo si rivolgono a targatocn.it per gridare a gran voce: "Che fine hanno fatto i nostri stipendi?". Tra i mille problemi di questi lavoratori si aggiunge il mancato pagamento della mensilità di ottobre. "Dove sono i nostri soldi? Perché non arrivano? Sappiamo che sono stati sbloccati dalla Regione Piemonte il 22 novembre. Come mai non arrivano sui nostri conti?". Tante e come spesso accade, senza risposte immediate, le domande di Valerio Chiappello, RSU dell'azienda

I 42 lavoratori Cdm, che percepiscono 740 euro circa al mese, dopo quasi un anno di presidio attualmente sono costretti ad andare a scuola per riqualificarsi ed aggiornarsi e continuano a non veder realizzato il sogno di trovare un acquirente per la fabbrica nella quale hanno trascorso un’intera vita. Anche nel fine settimana si sono succedute numerose le telefonate tra colleghi per sapere se vi fossero novità. "Chiediamo di mandare via i nostri soldi, ci sono situazioni familiari drammatiche" conclude Chiappello. Sui conti correnti dei lavoratori a lunedì 29 novembre nemmeno l'ombra degli spiccioli che dovrebbero ricevere.  

Notizie più rosee alla Monte Regale di Mondovì dove oggi, come da accordi, i lavoratori hanno ricevuto il restante 60% dello stipendio di settembre. Dopo 28 ore di sciopero totali da luglio, i dipendenti continuano a tenere alta la guardia e presto si riunirà un altro tavolo per discutere della situazione legata agli stipendi e alle commesse.

 

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“Cassa” in deroga per i dipendenti Cdm

Da La Stampa” del 13 novembre

Un mese e mezzo di cassa integrazione in deroga. Fino al 31 dicembre. I 40 dipendenti della cartiera Cdm di Villanovetta, a Verzuolo, avranno ancora una copertura finanziaria fino a fine anno. Lo stabilimento è chiuso dalla primavera del 2009 ed è fallito a gennaio. «Nel frattempo – dice Mimmo Formicola, Cgil – ci impegneremo per far proseguire la discussione tra Unicredit, che ha la proprietà delle strutture, e l’imprenditore laziale Gian Paolo Fiorletta, l’unico ad aver presentato un’offerta di acquisto».
L’industriale ha redatto un piano per rilevare lo stabilimento, ridare lavoro ai 40 operai e far riprendere la produzione di «family tissue», cioè carta assorbente per la casa, tovaglioli e carta igienica «gli unici prodotti – precisa Formicola – che al momento “tirano” nel settore cartario». L’istituto bancario ha pronunciato un primo parare negativo al piano Fiorletta. «Confidiamo nell’intervento delle istituzioni – aggiunge il sindacalista – in primo luogo la Provincia. Lo Stato nei mesi scorsi ha supportato le banche e auspico che ora gli istituti si impegnino nell’aiutare la ripartenza di imprese che danno lavoro».

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Cdm: un mese di ammortizzatori

Da “Gazzetta di Saluzzo” del 4 novembre

VERZUOLO I La Banca re­gionale europea ha accolto la richiesta di estendere al set­tembre 2010 l'anticipazione delle somme relative al tratta­mento di cassa integrazione straordinaria ai dipendenti del­la Cdm Paper Group di Ver­zuolo. La decisione si colloca nel quadro del protocollo di in­tesa sottoscritto il 16 settem­bre 2009 insieme alla Provin­cia di Cuneo, al Comune di Verzuolo e alla Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo. L'anticipazione procapite è stata pari a 750 euro mensili, per un periodo di 10 mesi e con i relativi oneri finanziari a cari­co degli enti sottoscrittori e ha interessato inizialmente 55 la­voratori. Poi alcuni lavoratori hanno raggiunto la pensione, altri sono stati inseriti nelle li­ste di mobilità e hanno trovato lavoro. La convenzione era scaduta il 12 luglio e la Bre aveva concesso una prima pro­roga fino al 31 agosto. Con questo accordo si aggiungono 30 giorni di ammortizzatori sociali, a parziale sostegno della forza lavoro verzuole­se che vive da 30 mesi nella più completa incertezza: pro­prio in occasio­ne della Sagra del contadino di Villanovetta di due anni esatti fa gli operai erano venuti allo scoperto, denunciando alle au­torità presenti la triste con­giuntura che stava attraversan­do lo stabilimento cartario.

Da allora si è sviluppata una vicenda surreale, tra società fi­nanziarie poco credibili, il ri­torno alla carica dell'ex ammi­nistratore, ipotesi di una ven­dita a una cordata cuneese e un'estenuante vertenza sinda­cale.Ora le speranze, ridotte al lumicino, sono riposte in un imprenditore ciociaro, da mesi indica­to come po­tenziale ac­quirente. No­nostante, la buona nomea e un patrimonio invidiabile, però, sono i sinda­cati i primi a non farsi abba­gliare dalla prospettiva. Il fu­turo della Cdm resta un inter­rogativo

 

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Preaccordo in Regione per garantire ai lavoratori CDM 8 mesi di cassa integrazione

Da www.targatocn.it del 2 settembre 2010 di Barbara Simonelli

Ennesimo 'capitolo' dell'intricata vicenda riguardante la cartiera CDM Group di Verzuolo, dichiarata fallita a fine gennaio 2010 per decisione del Tribunale di Lucca. Il gruppo cartaio ha infatti sede in Toscana ed è di proprietà di Antonio Pieri. Dopo un anno di timide proteste, in quanto i lavoratori si sono ritrovati in cassa integrazione prima, a partire dall'estate 2009, e senza lavoro poi, a partire, appunto, dalla dichiarazione di fallimento, tra giugno e agosto 2010 i toni da parte dei 42 lavoratori si sono decisamente alzati, arrivando alla minaccia di salire sul tetto della fabbrica in quanto senza ammortizzatori sociali, liquidazione, tredicesima e fondo pensionistico.

L'intervento deciso della Provincia, nella persona dell'assessore al Lavoro Pietro Blengini, l'azione della Cgil e, di ieri, l'intervento della Regione, potrebbero garantire un po' di stabilità economica ai lavoratori, almeno fino a fine anno, in attesa che si sblocchi la situazione e che si possa procedere con l'eventuale acquisto dell'azienda da parte di un imprenditore sul quale, per ora, c'è il massimo riserbo.

E' lo stesso Mimmo Formicola della Cgil a dirci di quanto avvenuto ieri negli uffici di via Magenta, a Torino, alla presenza della dottoressa Teresa Zoccolan, funzionaria regionale Settore Osservatorio sul Mercato del Lavoro, Crisi aziendali e Ammortizzatori Sociali, dell'assessore Blengini, del sindaco di Verzuolo Gianfranco Marengo, dello stesso Formicola e del liquidatore della Cdm Marco Sala.

"In Regione è stato fatto un esame congiunto per la cassa integrazione in deroga di 8 mesi - ha spiegato Formicola -. Questo permetterà di coprire le paghe in modo retroattivo dall'11 maggio fino al 31 dicembre. Fino a fine anno, quindi, i lavoratori potranno stare più tranquilli. Al momento c'è stato l'esame, ma quasi sicuramente le cose andranno a buon fine, almeno per gli amortizzatori e il sostegno al reddito. I fondi di copertura ci sono"

Un po' meno fiduciosi i lavoratori, che continuano ad incontrarsi un paio di volte alla settimana davanti ai cancelli chiusi della loro ex azienda, in modo da aggiornarsi sull'andamento giudiziario della vicenda. Lo faranno anche oggi: Valerio Chiapello, infatti, delegato Cgil all'interno dell'azienda, spiegherà ai suoi ex colleghi quanto stabilito ieri. E' lui stesso a dire che quanto siglato è un preaccordo, ma che fino a quando la cosa non sarà effettiva e tutti i documenti verranno consegnati, così da avviare la procedura, non abbasserà la guardia. Lui, così come i suoi 40 compagni.  "Certo, Sala ha preso un impegno davanti a tutti, ma noi aspettiamo ancora prima di dirci soddisfatti" - precisa.

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CARTIERA. MEDIAZIONE DELLA PROVINCIA
Anticipata la “cassa” ai trentacinque operai della Cdm di Verzuolo

Da “La Stampa” del 7 agosto

Lunedì i lavoratori della cartiera Cdm di Verzuolo potranno ritirare due mesi di anticipo di «cassa», luglio ed agosto. L’assessore provinciale al Lavoro Pietro Blengini l’ha confermato ieri mattina ad una delegazione di operai verzuolesi e sindacalisti durante un incontro nel suo ufficio.
«Blengini – dice Mimmo Formicola, Cgil – è riuscito ad ottenere dal liquidatore e dal curatore le garanzie richieste per i pagamenti. Giovedì le maestranze avevano manifestato un forte malcontento perché sembrava che i due amministratori fossero partiti per le vacanze senza consegnare tutta la documentazione. Ma l’assessore li ha rintracciati all’estero e la questione degli anticipi di cassa si è risolta, grazie anche alla disponibilità della Bre». Trentacinque gli operai che riceveranno 1500 euro, mentre altri 7 sono in regime di «distacco di cassa» perché hanno trovato occupazioni temporanee.
La produzione alla cartiera «Cdm» è bloccata dalla scorsa primavera e 12 mesi fa, a metà agosto 2009, è iniziato il presidio dei lavoratori di fronte ai cancelli. «Dopo le notizie giunte stamani (ieri, ndr)  - precisa Valerio Chiappello, Rsu – siamo più tranquilli e ci preme ringraziare Blengini e la presidente Gancia. In caso di mancata attivazione degli anticipi di cassa avevamo minacciato di occupare il tetto della fabbrica e la nostra azione è stata determinante».
All’assessorato provinciale del Lavoro ieri è stato anche ribadito l’interesse dell’imprenditore Gian Paolo Fiorletta (che possiede aziende nel settore chimico e tessile nel Lazio e in Umbria) per l’acquisto dello stabilimento

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CDM di Verzuolo: forse una schiarita all’orizzonte

Da www.targatocn.it del 16 luglio 2010

Un po’ sollevato e in parte sconsolato, Valerio Chiappello, delegato CGIL, da 33anni operaio alla CDM di Verzuolo: “Il liquidatore Marco Sala è venuto all’appuntamento in Provincia e ha portato Alessandro Trimigno, il rappresentante di un imprenditore intenzionato a rilevare l’azienda. Noi avevamo il nostro legale e sembra anche che ci siano i presupposti per la cassa integrazione speciale. La nuovo proprietà ha detto che subito prenderebbe 25 dei 42 lavoratori ancora attivi. Mi auguro solo che non si ripeta il copione già visto con la Ital Tissue”. La nuova situazione profilatasi è stata formalizzata con un documento firmato dalle parti e il liquidatore si impegnerà a richiedere gli ammortizzatori sociali al Ministero e a tentare di far anticipare l’udienza di aprile fissata a Lucca, dove ha sede il gruppo CDM. “La prossima settimana ci attendiamo risposte sugli ammortizzatori. Sull’identità dell’imprenditore interessato non sappiamo nulla, solo che ha 500 dipendenti e non è del settore cartario” conclude Valerio Chiappello. L’assessore, con delega alle Politiche del Lavoro, Pietro Blengini puntualizza: “Sul nome dell’imprenditore non posso esprimermi perché ho preso un impegno nei confronti del dottor Sala. L’identità non sarà rivelata finché il liquidatore non avrà espletato tutte le pratiche per le quali si è impegnato. Ora vi sono due partite parallele che si stanno giocando: la ripartenza del sito produttivo, sulla quale non mi pronuncio perché non voglio creare facili entusiasmi né illusioni, e il nostro dovere morale di trovare una soluzione per attivare tutti gli ammortizzatori sociali per i dipendenti. Ci ho lavorato molto e su questo punto sono ottimista”. 

Erano circa 40 i lavoratori della CDM che, giovedì pomeriggio, hanno incontrato il liquidatore della società e l’assessore Blengini ai quali hanno ribadito i loro diritti e la necessità di pervenire al più presto ad una soluzione che possa ridare loro dignità e favorire gli ammortizzatori sociali, la liquidazione, la tredicesima e il dovuto del fondo pensionistico. “Tutto quello che facciamo non serve a portare a casa nulla, speriamo sia la volta buona. I tempi decisionali sono biblici, ma noi abbiamo la pancia vuota” conclude un lavoratore. Casse vuote e mancato introito invece per il Comune di Verzuolo che reclama alla società fallita e a quella in liquidazione, ironia della sorte anche le tasse sono divise, ben 150mila euro di Ici e rifiuti, pari a due anni di mancato pagamento.

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Verzuolo: alla Cartiera Cdm, chiusa da mesi, una situazione ormai insostenibile

 Da www.targatocn.it del 29 giugno 2010

Egregio direttore.

L’altra sera mi è stato girato un sms che il Segretario di categoria aveva ricevuto da un delegato. Un delegato un po’ speciale, considerata la fabbrica nella quale lavora, meglio nella quale lavorava; sì perché l’azienda è fallita e lui insieme agli ex dipendenti presidia i cancelli dallo scorso mese di agosto.  L’azienda è la CDM  di Villanovetta, ex Kimberly Klark,  una realtà produttiva acquisita, teoricamente per rilanciarla, dopo  la decisione di quest’ultima di chiuderla, ma in realtà per spolparla. Il termine è volutamente forte e si giustifica con le decisioni e con i comportamenti della proprietà che nell’arco di tre anni e mezzo l’hanno messa in ginocchio.

Nulla è stato risparmiato a questi lavoratori. La volontà di riorganizzare la produzione attraverso un intervento sull’organizzazione del lavoro che per grande parte si basava sull’incremento dei carichi di lavoro individuali, l’arroganza della proprietà e dei suoi manager che sembravano più interessati a colonizzare uno stabilimento che aveva grandi tradizioni sindacali, la costruzione di scatole cinesi che sono servite a complicare la loro esistenza lavorativa e che, detto per inciso, continuano a complicarla. La beffa di una prospettiva imprenditoriale alternativa, completamente sganciata, a loro detta,  da quella precedente, prospettiva naufragata miseramente.

Il fallimento della CDM Paper Group e la conseguente riconsegna degli immobili, delle attrezzature e del personale alla CDM Group, nel frattempo posta in liquidazione. Le vicissitudini non sono finite, gli ammortizzatori sociali, solitamente garantiti nei fallimenti, improvvisamente incerti, per via dell’opposizione della CDM Group a riconoscere il ripristino dei rapporti di lavoro. La garanzia di un reddito che si fa incerta come quella, sempre più labile, di ritrovare un lavoro. Uno stabilimento lasciato a se stesso, dove gli unici a difenderlo sono le lavoratrici ed i lavoratori, difenderlo dalle scelte sbagliate e dalle “furbizie” di chi notte e tempo vuole sottrarre ricchezza e rendere incerto il pagamento delle liquidazioni e delle spettanze maturate.

Sulle liquidazioni vale la pena di sottolineare che non solo di quelle maturate alle dipendenze della CDM Paper Group si parla ma anche di quelle maturate nel precedente rapporto di lavoro con la Kimberly Klark  e da questa trasferite alla CDM Paper Group. Un passaggio al Ministero del Lavoro sancisce e come poteva essere diversamente, che la situazione va chiarita, che il giudice si deve esprimere e solo successivamente si potrà ragionare di ammortizzatori sociali.

L’intervento del Sindacato per richiedere alla Provincia la convocazione urgente del Liquidatore e del Presidente della CDM GROUP, un intervento che deve servire a porre fine alle tante chiacchiere, alle tante promesse fatte e non mantenute e che deve impedire che lo stabilimento venga spezzettato e venduto a lotti, così come i macchinari. Va individuata una soluzione occupazionale alternativa, gli interessamenti, fatta chiarezza, ci sono e devono essere messi nella condizione di potersi manifestare.

Ha ragione il nostro delegato ad urlare la sua stanchezza per il continuo logorio a cui è sottoposto insieme a tutti quelli che sono ancora i suoi e le sue compagne di lavoro. Hanno ragione Franca, Laura, Beppe, Valerio e tutti gli  altri che con loro, da molti, troppi mesi sono sui cancelli della loro fabbrica.

Consiglierei a tutti coloro che a livello generale o provinciale parlano di crisi superata di tenersi alla larga da Villanovetta, se qualche  lavoratore si dovesse arrabbiare  (il termine è eufemistico) avrebbe tutte le ragioni ed anche la nostra comprensione.

Cordiali saluti

Il Segretario Provinciale Cgil

Marco Ricciardi

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Dichiarato il fallimento della “Cdm” di Villanovetta

Da “La Stampa” del 27 gennaio

La «Cdm» di Villanovetta, a Verzuolo, è fallita. La conferma alle ultime indiscrezioni circolate nei giorni scorsi negli ambienti aziendali e sindacali è arrivata ieri mattina. La decisione sul crack è stata presa dal Tribunale di Lucca, che ha già anche nominato il curatore fallimentare, Pier Luigi Landi. Il gruppo cartaio, infatti, ha sede in Toscana, dove ci sono altri due stabilimenti «fratelli» di quello verzuolese. Cinquantasei i lavoratori che da ieri sono senza lavoro. La crisi dell'azienda era iniziata prima dell'estate. Da giugno la fabbrica era chiusa e gli operai avevano iniziato la cassa integrazione (che continuerà). Da agosto era anche stato istituito un presidio di fronte ai cancelli. Sarà mantenuto. Ieri i dipendenti «Cdm» si sono riuniti nella sala Kimberly a Villanovetta per una prima discussione sul futuro con i referenti sindacali e con il sindaco Gianfranco Marengo.
«Sono necessari alcuni giorni di studio - ha detto Mimmo Formicola, Cgil - per avere un quadro completo. L'importante è che nessuno estraneo al Tribunale entri nello stabilimento. Il 4 febbraio, poi, ci sarà una nuova riunione in Toscana dove incontreremo per la prima volta il curatore fallimentare. Intanto già domani (oggi, Ndr.) gli invieremo una lettera per chiedere di mettere in sicurezza la fabbrica: di apporre i sigilli e di assumere un servizio di vigilanza qualificata».
Ci sono anche annunci da parte della proprietà anche per la messa in liquidazione della «Cdm Group» e della «Cartiera della Madonnina», altre aziende del gruppo diretto fino alle scorse settimane dall'imprenditore Antonio Pieri.
I lavoratori verzuolesi sono dipendenti della «Cdm Paper Group», ma l'immobile e i macchinari sono invece di proprietà di «Cdm Gruop». «Pieri aveva messo in atto lo schema delle scatole cinesi - dice Marco Ricciardi, segretario provinciale Cgil - e quindi questa vertenza fallimentare avrà una storia più intricata. E’ probabile che il curatore cercherà di salvare il salvabile per evitare il tracollo anche per le altre due realtà del gruppo».
Il crack della cartiera, nei mesi scorsi, era stato visto come una possibile via di uscita dallo stallo in cui si era finita la proprietà. «Il fallimento è un’opportunità di chiarezza - commenta Formicola - perché da una parte il Tribunale potrà far luce sulle responsabilità che ci hanno portato a questo punto; dall'altra la cartiera ‘’ripulita’’ dai debiti potrà essere ricollocata sul mercato. Auspico una soluzione che non faccia del gruppo uno spezzatino, ma che tutti i siti produttivi vengano trattati come un unico soggetto.
Anche per l’Amministrazione comunale di Verzuolo si apre un nuovo fronte della crisi. «Ci siamo assunti di fronte ai lavoratori e alle loro famiglie - dice il sindaco Marengo - l'impegno di cercare tutte le soluzioni possibili che potranno garantire i posti di lavoro e la salvaguardia della produzione. Nelle prossime settimane avremo un ruolo di primo piano nel confronto tra il curatore, i sindacati e chi ha manifestato interessi per la cartiera di Villanovetta. Ci risulta che questi soggetti abbiano confermato le loro intenzioni anche di fronte alla dichiarazione del fallimento».
Tra le realtà imprenditoriali interessate c’è la «Pkarton», marchio cartaio piemontese che ha già partecipato ad un incontro con la «Cdm» prima del collasso finanziario. Le intenzioni potrebbero essere quelle «di affittare i rami d'azienda - dicono i sindacati - di tutti gli stabilimenti del gruppo, oltre all’acquisto degli immobili dalla Cdm Group».

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Cdm di Verzuolo
Continua il presidio

Da “La Stampa” del 19 dicembre

Prosegue, anche in questi giorni di avvicinamento alle festività di fine anno, il presidio dei lavoratori della cartiera «Cdm» di Verzuolo. L’azienda, di proprietà di un gruppo toscano, ha 56 dipendenti e non produce da giugno. «Martedì una delegazione sindacale – annuncia Mimmo Formicola, Cgil – sarà nella sede della Provincia di Lucca per un’incontro convocato dalle istituzioni locali sul futuro dell’impresa. Speriamo che la riunione possa fornire qualche elemento di novità». Mercoledì mattina alle 10,30, poi, è in programma l’assemblea di tutti i lavoratori di fronte ai cancelli dell’industria verzuolese

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Verzuolo: due mesi e mezzo di presidio davanti alla CDM

 Da www.targatocn.it del 26 ottobre 2009 di Piero Lunati

Sono seduti davanti alla loro fabbrica da quasi due mesi e mezzo in attesa di una risposta. Dal 16 agosto il presidio dei lavoratori della CDM, la cartiera di Villanovetta, prosegue senza sosta. Lasciatisi alle spalle l’afa estiva, i 50 operai si confrontano da qualche settimana con un antipasto di inverno ricco di freddo e con temperature particolarmente rigide. A gruppi di due o tre si danno il cambio. Chi torna a casa non riesce a rimanerci per molto tempo ed è ben presto di ritorno per una partita a carte. Lo stabilimento, pieno di carta da lavorare, ma senza luce ed acqua viene ‘sorvegliato’ anche di notte quando chi è 'di turno' dorme in un container. Una protesta che passa quasi inosservata di fronte ad azioni più eclatanti ed appetitose per i media, ma che prosegue anche tra aneddoti ed episodi poco ordinari. Come quella notte in cui alcuni camion entrarono nei cancelli per portare via delle carta tra la sorpresa di chi ‘era di guardia’. “Quest’estate abbiamo ricevuto la visita di qualche personaggio politico – spiega Valerio Chiappello, delegato RSU -. Oggi ci sentiamo un po’ soli. Andiamo avanti lo stesso. Speriamo di non dover rimanere qui fino a Pasqua per ribadire che l’attività deve riprendere.” Chiappello, che è anche delegato alla sicurezza dello stabilimento, sottolinea come le preoccupazioni in merito non siano svanite nonostante l’intervento delle autorità competenti. “La fabbrica non è fuori dal mondo: confina con la statale ed è alle porte del paese"- spiega per poi soffermarsi sulle pendenze economiche ancora aperte con i dipendenti. “Il problema è il TFR. Qualcuno ha ricevuto due rate, qualcun altro tre. Due o tre persone hanno l’età per sperare nella pensione. I primi a saltare sono stati i lavoratori interinali. Gli altri sono qui che aspettano.

Un'attesa destinata a prolungarsi aspettando notizie sul destino della CDM, gruppo toscano che possiede altri 3 stabilimenti in cui lavorano altre 120 persone. Fallito sul nascere il progetto di rilevare lo stabilimento saluzzese della Ital Tissue per via delle scarse garanzie economiche e la mancanza di un piano industriale ed occupazionale adeguato, si spera in buone notizie dal quartier generale del gruppo dove questa sera si discuteva della possibilità di cedere le cartiere toscane ad una nuova cordata di imprenditori. “Dalla riunione possono emergere conseguenze importanti anche per lo stabilimento di Villanovetta – spiega Domenico Formicola (CGIL) -. Bisognerà vedere se la trattativa condurrà al fallimento o al concordato preventivo e poi sperare nell'interesse di un imprenditore serio

 

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Verzuolo, la “Cdm” per ripartire chiede aiuto alla Kimberly-Clark

Da “La Stampa” del 1 ottobre 2009

Gli operai della cartiera «Cdm», in crisi da giugno vogliono scrivere un nuovo capitolo nella storia decennale dell'azienda di Verzuolo. L'hanno ribadito l’altra sera, durante il Consiglio comunale aperto, convocato dal sindaco Gianfranco Marengo. Due gli obiettivi prospettati per far ripartire lo stabilimento: tagliare con il passato rappresentato dal patron della «Cdm» (il marchio toscano che ha acquistato la cartiera nel 2006 dal colosso Kimberly-Clark) Antonio Pieri e il responsabile dello stabilimento Stefano Del Sere, che ha presentato un piano per rilevare la ditta definito «non credibile»; contattare la Kimberly-Clak (su questo c'è l'impegno della Regione, presente con l'assessore al Lavoro Angela Migliasso) per chiedere la disponibilità a garantire commesse e livelli produttivi a un’eventuale futura proprietà. Inoltre, «il senatore Giuseppe Menardi - ha detto il consigliere d'opposizione Gianpiero Pettiti - è disponibile a portare la questione della Cdm sul tavolo ministeriale».
«Pieri e Del Sere ci hanno portato in questa situazione - ha sostenuto Mimmo Formicola, sindacalista Cgil - ed è difficile che adesso possano dare prospettive nuove ai 57 dipendenti e agli 8 interinali».
Sulla stessa linea, anche l'intervento del primo cittadino: «Il gruppo Cdm si è giocato tutte le carte e non ha più credibilità. Se lo stabilimento ha delle possibilità di riaprire, questo deve avvenire in fretta». I macchinari, infatti, sono fermi da settimane.
L’incontro è stato anche l'occasione per informare i verzuolesi (erano circa un centinaio i presenti) sulle trattative in Provincia e Regione, da giugno a oggi. «Durante gli incontri avuti con la proprietà a Cuneo, per tentare di uscire da questo stallo - ha spiegato Marco Ricciardi, segretario provinciale della Cgil -, abbiamo anche chiesto dove sono i milioni di euro delle liquidazioni dei dipendenti e non ci è stata fornita alcuna risposta».

 

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Cdm: Consiglio aperto sulla cartiera

Da “La Stampa” del 13 settembre

Un Consiglio comunale aperto per discutere del futuro della cartiera «Cdm» di Villanovetta, a Verzuolo. L’hanno chiesto i sindacati, il gruppo di maggioranza (con Giulio Testa) e l’opposizione (con Giampiero Pettiti) al sindaco Gianfranco Marengo che si è detto disposto a convocarlo già nei prossimi giorni. L’azienda è in crisi da inizio giugno. La proprietà ha stipulato un contratto d’affitto con la «Ital Tissue», che però non ha portato alla riapertura del sito. I sindacati hanno sempre contestato il piano industriale proposto dal nuovo soggetto. «Durante l’ultimo incontro – spiega Mimmo Formicola, Cigl – ci è stato detto di un partner industriale di cui non è stato svelato il nome. Ce lo dicano, così potremo controllare insieme se è garanzia di solidità per il futuro della fabbrica». Intanto, mercoledì, sindacati e amministrazioni locali si incontreranno in Provincia a Cuneo per la firma dell’accordo sull’anticipo della «cassa» per «Cdm» e «Neograf» di Moretta (190 persone

 

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Ancora ferma la produzione alla cartiera Cdm di Verzuolo

Da “La Stampa” del 9 settembre

L’assessore provinciale al Lavoro Pietro Blengini la definisce «una situazione difficile». È quella della cartiera «Cdm» di Villanovetta, a Verzuolo, azienda in crisi da giugno. I 56 dipendenti sono in cassa integrazione o a casa a smaltire le ferie residue. Lunedì pomeriggio negli uffici della Provincia Blengini ha incontrato i sindacalisti Mario Ricciardi  e Mimmo Formicola della Cgil, Gino Mazzucchi della Uil, le Rsu aziendali, Confindustria, il sindaco di Verzuolo Gianfranco Marengo, Antonio Pieri, presidente di «Cdm» che ancora gestisce i lavoratori, e Stefano Del Sere amministratore di «Ital Tissue», la società che ha preso in affitto la proprietà e l’immobile, ma non ha ancora fatto ripartire la produzione.
«I punti di vista di natura industriale – prosegue Blengini -  per la riapertura della cartiera al momento sono molto distanti. Ci aggiorneremo nei prossimi giorni dopo che il sindacato avrà effettuato un’ulteriore verifica con i dipendenti dell’azienda». Ieri, nel tardo pomeriggio, è stata convocata un’assemblea degli operai che da settimane hanno allestito un presidio di fronte ai cancelli dello stabilimento. I sindacati hanno informato le maestranze degli esiti della riunione cuneese. «Pieri – spiega Formicola – ha garantito che sta lavorando con una ditta specializzata per predisporre il concordato preventivo. Questo è un passaggio che noi riteniamo positivo perchè darà “ossigeno” alla proprietà per il pagamento dei tfr. Sul piano industriale, invece, le nostre opinioni divergono ancora parecchio con quelle della proprietà e vedremo i prossimi sviluppi».

 

 

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Crisi Cdm di Verzuolo: la Provincia assicura l’appoggio

Da www.targatocn.it del 29 agosto

Incontro in comune a Verzuolo ieri pomeriggio sulla crisi della cartiera Cdm di Villanovetta. È stato un tavolo di confronto altamente rappresentativo in quanto la presenza di tutti i soggetti interessati, esclusa ovviamente la proprietà di cui al momento non è nemmeno chiaro chi sia, ha prodotto quantomeno un paio di iniziative che dovrebbero concretizzarsi a breve. Nella sala del Consiglio Comunale hanno colloquiato le Istituzioni (la provincia rappresentata dall’assessore Pietro Blengini e dal consigliere Alberto Anello, il Comune dal sindaco Gianfranco Marengo e da alcuni assessori), le rappresentanze sindacali, Mario Ricciardi della Cgil e Gino Mazzucchi della Uil e alcuni lavoratori della cartiera. Presente, e la sua presenza è stata davvero utile, anche un ex dirigente della stabilimento di Villanovetta come Lello Alessandrini, grande conoscitore dei mercati dei prodotti cosidetti ‘tissue’ (carta igienica, i fazzoletti, i rotoli da cucina e gli articoli da tavola in carta) e del mondo cartario per averlo frequentato ad altissimi livelli sia in Italia che in vaie parti del mondo per oltre 40 anni.

Il quadro che ne è uscito non è dei più confortanti: i lavoratori sono a casa da giugno, c’è una (presunta) proprietà che ha un contratto d’affitto con la famiglia Pieri, ci sono finanziarie che non hanno ottemperato agli obblighi azionari, la famiglia Pieri che ha chiesto il sequestro del 75 per cento delle azioni in mano alla ‘Vecafin’ di cui poco o nulla si sa, il tribunale di Lucca che ha respinto il ricorso e via discorrendo. In mezzo a cotanto marasma ci sono una sessantina di lavoratori che da giorni presidiano lo stabilimento per evitare che succedano fatti strani. “Sia chiaro a tutti – ha detto Valerio Chiappello rappresentante dei lavoratori Cdm – noi non vogliamo nessun incontro con le persone che vengono di notte in stabilimento e cercano di portare via il prodotto che vi è all’interno della nostra fabbrica. Domenica siamo intervenuti e un camion ormai carico è stato costretto a staccare il rimorchio, ma con questa gente non vogliamo avere nulla a che fare”.

Mario Ricciardi della Cgil ha posto l’accento sulla precarietà dell’offerta Ital Tissue e del suo rappresentante Stefano Dal Sere che ha parlato genericamente di piani industriali e di appoggio delle banche locali che – pare – al momento invece non ci sia. “Come si fa a credere – ha detto Ricciardi – ad una azienda che ha un capitale sociale di 10 mila euro? Sarebbe importante un incontro con Antonio Pieri per cercare di capire bene come stanno le cose anche se non è chiaro quanto siano distanti i nuovi e i vecchi proprietari e con chi si dovrebbe eventualmente trattare ovviamente su basi molto più serie di quelle che ci sono state fino ad ora”. L’assessore provinciale Pietro Blengini ha assicurato i dipendenti che ci sono buone possibilità affinché venga erogato l’anticipo della cassa integrazione anche senza l’ufficialità del protocollo d’intesa previsto dalla procedura amministrativa, eventualità che riguarda anche la negra di Moretta dichiarata fallita il 12 agosto.

Infine, dopo che tutti i soggetti presenti hanno convenuto che è fondamentale “sgombrare il campo da interlocutori non credibili” Lello Alessandrini ha portato il suo contributo tecnico: “Guardate – ha esordito – non ha senso discutere sul numero degli addetti eventualmente previsti dalla nuova proprietà, è molto più importante che rivolgiate domande chiare su cosa intendono fare. Perché se l’intenzione è quella di avviare una continua e portare all’esterno il materiale grezzo da trattate allora non c’è speranza per il futuro dello stabilimento verzuolese. È noto a tutti, infatti, che il formato della continua di Villanovetta è ormai incompatibile con la maggior parte dei formati delle macchine che confezionano il prodotto finito. Per cui un conto è la produzione del prodotto finito a Villanovetta, un altro produrre la bobina grezza e portarla fuori per il confezionamento. Su questi aspetti dovete pretendere chiarezza in quanto è da lì che passa un serio piano di rilancio del punto produttivo di Villanovetta”.
Dopo due ore abbondanti di confronto di idee, si è convenuto di dare mandato alla Provincia affinché metta in atto le procedure necessarie per portare ad un tavolo istituzionale Antonio Pieri e capire la situazione reale della vecchia Burgo Scott e Kimberly oggi alle prese con una crisi di cui è difficile intravederne l’uscita. In sostanza: un incontro vero per capire chi è a questo punto chi è l’interlocutore più attendibile.

Avete il nostro totale appoggio – hanno garantito l’assessore Blengini e il consigliere Anello - è ovvio che concorderemo con la presidente Gianna Gancia le modalità di attuazione di questo tavolo al quale dovranno essere presenti tutte le componenti sia Istituzionali che dei lavoratori”. Intanto davanti ai cancelli della fabbrica che ancora sul finire fine degli anni ’70 contava oltre 700 dipendenti il presidio continua.

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Oggi a Verzuolo vertice sulla Cdm

Da “La Stampa” del 28 agosto di ]ANDREA GARASSINO
VERZUOLO
C’è attesa, fra i lavoratori, per l’incontro di oggi alle 17,30 in municipio, sul futuro della cartiera Cdm di Villanovetta. Lo stabilimento, in crisi da giugno, è al centro di una trattativa di affitto o vendita. I 56 lavoratori sono tutti in cassa integrazione straordinaria o smaltiscono le ferie arretrate. Da inizio settimana hanno organizzato un presidio «permanente e ad oltranza» per garantire la sicurezza e la vigilanza del sito produttivo.
Nella sala consiliare del palazzo civico s’incontreranno i rappresentanti degli operai, i sindacati, il sindaco Gianfranco Marengo, il consigliere provinciale Alberto Anello. Ha annunciato la presenza anche l’assessore provinciale al Lavoro Pietro Blengini. «Chiederemo la riapertura di un tavolo istituzionale in Provincia - annuncia il primo cittadino -, con la vecchia proprietà e con chi vuole affittare, in modo da chiudere con il passato e guardare al futuro. Inoltre, dobbiamo identificare con precisione le questioni da affrontare poi con la controparte industriale».
In assenza di novità sulla ripartenza produttiva della cartiera, i lavoratori proseguiranno la presenza pacifica di fronte ai cancelli, cercando di coinvolgere la popolazione. «E’ passato anche il parroco di Villanovetta - raccontano gli operai sotto i gazebo - e ha assicurato che domenica inviterà tutti i fedeli ad unirsi alla nostra lotta».
Mimmo Formicola, Cgil: «Il progetto di rilancio presentato dall’Ital Tissue è poco credibile e realizzabile. Inoltre, non salvaguarda l’occupazione. Speriamo si presentino alternative».
Intanto il consigliere regionale Francesco Toselli ha presentato un’interrogazione a Palazzo Lascaris in cui chiede l’intervento della Regione. «L’eventuale perdita di oltre 50 posti di lavoro - dice - è particolarmente grave in questo periodo in cui, a causa della crisi mondiale, le possibilità di ricollocamento dei lavoratori sono minime. Occorre battersi per conservare l’attività produttiva della Cdm anche con una nuova gestione».

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VERZUOLO. FRAZIONE VILLANOVETTA
Sindaco, consiglieri e operai presidiano la cartiera “Cdm”

Da “La Stampa” delk 25 agosto di ANDREA GARASSINO
VERZUOLO
Cresce la preoccupazione per il futuro della «Cdm». Istituzioni e lavoratori ieri si sono incontrati di fronte alla cartiera di Villanovetta a Verzuolo. Gli operai, insieme al sindaco, Gianfranco Marengo, al capogruppo di minoranza Gianpiero Pettiti e al consigliere provinciale Alberto Anello hanno deciso di organizzare un presidio esterno (la fabbrica è chiusa) per garantire la sicurezza e monitorare gli eventuali movimenti di mezzi da e per il magazzino. Obiettivo: coinvolgere tutta la cittadinanza per garantire la sorveglianza della fabbrica.
La riunione di ieri pomeriggio è stata organizzata spontaneamente di fronte ai cancelli dai lavoratori preoccupati per alcune operazioni avvenute la notte precedente all’interno del sito industriale. Due Tir avrebbero caricato carta. Uno sarebbe poi stato persuaso a lasciare all’interno il rimorchio  (che infatti era visibile nella zona carico) andando via solo con la motrice.
«Questa è la prova – è stato detto ieri dagli operai – che i proprietari non sono seri e non hanno credibilità. Episodi analoghi sono avvenuti anche la notte di Ferragosto e in altre occasioni. Non c’è l’energia elettrica, non si sa come facciano a pesare il materiale e ad avere le bolle di trasporto». Parole di condanna sono giunte anche dal primo cittadino: «Non abbiamo più nessuna fiducia nei titolari – ha detto Marengo – perché vengono ad operare di notte, di nascosto. Tutte le assicurazioni che ci hanno dato sono poi state disattese. Serve un nuovo incontro istituzionale ed è necessario ripartire con la trattativa».
La «Cdm» di Verzuolo è in crisi da mesi. A luglio si era intravista una possibile risoluzione: la «Ital Tissue», società fondata dall’ex direttore dello stabilimento, Stefano Del Sere, con un capitale sociale di 10 mila euro, si era proposta di affittare il sito produttivo, mantenendo 31 dei 56 lavoratori (che oggi sono tutti in cassa integrazione straordinaria o stanno smaltendo le ferie residue). Dopo l’annuncio, nelle ultime settimane non ci sono state evoluzioni della vicenda e Comune, Provincia e sindacati si erano sempre detti scettici sull’affitto all’«Ital Tissue».
Nei giorni scorsi sono state sospese le erogazioni di luce e acqua. «Facciamoci carico – ha annunciato il sindaco in mezzo ai lavoratori – del controllo e della sorveglianza. Vogliamo garantire una presenza giornaliera anche dei consiglieri comunali». E Anello ha ribadito: «Anche in questa occasione è emersa l’unità di Verzuolo per garantire un futuro a questo stabilimento».

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“Cartiera in affitto rischiamo il posto”

Da “La Stampa” del 13 agosto

Presidio pacifico di lavoratori, ieri dalle 18, davanti alla cartiera «Cdm» (l’ex Scott e Kimberly Clark) in frazione Villanovetta di Verzuolo. La protesta è stata decisa dai dipendenti «per mantenere viva l’attenzione sui guai dell’azienda».
«All’interno della fabbrica, ci sono circa 55 lavoratori dipendenti, più sei o sette interinali, attualmente in cassa d’integrazione straordinaria per cessazione dell’attività (la domanda è stata presentata alla fine di luglio) - spiegano i sindacati -. C’è apprensione per il futuro: i lavoratori hanno preso finora solo un acconto di 600 euro e sono in difficoltà a far fronte alle scadenze e alle bollette che con il loro stipendio non riescono più a onorare. E’ un fatto grave. Per questo, al presidio di ieri, sono intervenuti tutti i dipendenti, nessuno escluso».
La fabbrica era in crisi dall’inizio di giugno. Intanto, la «Ital Tissue» ha presentato un progetto per rilanciare la storica cartiera verzuolese. «Siamo in attesa del concordato preventivo, che dovrà essere presentato per tutto il gruppo, compresi gli stabilimenti toscani – spiega uno dei rappresentanti sindacali presenti ieri, Mimmo Formicola -. Per il momento, le soluzioni proposte per gli impianti toscani sono credibili, mentre per quanto riguarda lo stabilimento di Verzuolo ci sono ancora diversi problemi. L’azienda è stata affittata alla “Ital Tissue”, e questo lo abbiamo saputo in via informale, perché i titolari non ce l’hanno mai comunicato ufficialmente. E il piano industriale presentato ha diverse criticità: non coinvolge tutti i dipendenti, ma solo una parte di loro, una trentina. E questa è una situazione che non possiamo accettare, Poi non sono previsti investimenti sul piano industriale, né per quanto riguarda le macchine, né l’allestimento. Il terzo problema è che i dipendenti, secondo il nuovo piano industriale, dovrebbero percepire un salario ridotto». Al presidio di ieri, sono intervenuti anche l’assessore provinciale al Lavoro Pietro Blengini e Bruno Sabbatini, assessore del Comune di Verzuolo con delega alla Valorizzazione del territorio, al Commercio e all’Artigianato. Anche a loro, che hanno portato il sostegno delle istituzioni, sono stati esposti i problemi dei lavoratori. \

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Verzuolo
«Cdm»: cassa a Villanovetta per fine attività

Da “La Stampa” del 22 luglio

La proprietà della «Cdm - papar group» ha chiesto la cassa integrazione straordinaria per cessazione dell’attività nello stabilimento di Villanovetta a Verzuolo. Coinvolge 56 dipedenti. Ieri, intanto, la «Ital Tissue», che ha presentato un progetto per rilanciare la fabbrica verzuolese che produce carta igienica e fazzoletti, ha incontrato in Confindustria a Cuneo le segreterie provinciali dei sindacati per discutere del futuro occupazionale che riguarderà non più di 31 operai.

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CDM: stipendi e sicurezza                                                                                                                                                        

Da “La Gazzetta di Saluzzo” del 16 luglio di Andrea Caponnetto

VERZUOLO I Il futuro dello stabilimento della ex Kimberly Clark da diversi anni in mano al quarto colosso cartario italiano Cdm Paper group è ancora in bi­lico. Nel corso dell'incontro di martedi scorso in Provincia le rappresentanze sindacali hanno affrontato le diverse problema­tiche connesse al possibile pas­saggio di attività dalla Cdm di Antonio Pieri alla nuova Ital Tissue di Stefano Del Sere, re­centemente dettasi disponibile ad avviare una trattativa per un affitto prolungato (si parla di 12 anni)

Tutte le parti presenti hanno convenuto sull'importanza di mantenere in attività lo stabi­limento di Vii­lanovetta e per questo sono stati programmati nuovi incon­tri tra sigle e imprenditori, a par­tire gia dall'indomani all'Unio­ne industriale di Cuneo. Gio­vedì a Torino vi sarà un nuovo vertice: prima con l'ammini­stratore delegato della Cdm si effettuerà l'esame congiunto sulla cassa integrazione. Poi un nuovo incontro con il potenzia­le affittuario permetterà ap­profondire i dettagli del piano industriale.

Molte le perplessità espresse dai sindacati, specialmente in merito alle garanzie per le spet­tanze maturate nell'attività la­vorativa. Anzitutto il tema oc­cupazione: «Al netto degli ac­compagnamenti alla pensione, non ci sono garanzie per tutti i lavoratori (64, compresi gli in­terinali) - spiega il segretario Cgil Mimmo Formicola - e sem­bra troppo lungo il tempo di riattivazione del settore conver­ting». Quindi le questioni di or­ganico, con ricadute anche in termini di sicurezza: «Il piano di Del Sere prevede un dimez­zamento delle maestranze: non cambiando nulla a livello tec­nologico, non si giustifica una riduzione così massiccia del personale, in particolare sulla linea continua, dove gli addetti passerebbero da 23 a 19: moti­vato dunque il timore di un peg­gioramento della qualità del la­voro, con aumento proporzio­nale dei rischi».

Infine la "grana" degli stipendi: il contratto na­zionale, più il premio di ri­sultato matu­rato in Cdm non è più sufficiente secondo i sindacati agli operai, che ve­drebbero peggiorare le loro condizioni contrattuali.

Al termine dell'incontro di mar­tedì il sindaco di Verzuolo Gianfranco Marengo ha voluto richiamare l'attenzione sulle conseguenze che le difficoltà di Cdm Paper potrebbero avere anche sull'economia locale, in particolare per le ditte ed impre­se che aspettano dei pagamenti per lavori eseguiti o forniture. Da parte di Pieri è arrivata l'assi­curazione che i debiti verso im­prese locali risultano contenuti, mentre Del Sere ha affermato che con la ripresa dell'attività produttiva si potranno privile­giare le imprese locali

 

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Ital Tissue vuole acquisire la “Cdm”

Da “La Stampa” del 4 luglio

Si è presentata l’altro giorno in Provincia, a Cuneo, di fronte alla presidente Gianna Gancia e alle parti sociali, la società «Ital Tissue», che vuole acquistare lo stabilimento «Cdm» di Villanovetta a Verzuolo (ex Kimberly-Clark), dove si producono fazzoletti e carta igienica. La fabbrica è in crisi da inizio giugno e le maestranze sono in cassa integrazione.
Il proprietario della nuova società è Stefano Del Sere, l’ex direttore della «Cdm» di Verzuolo. «Abbiamo presentato un solido progetto industriale – dicono dalla Ital Tissue – e abbiamo tutto l’interesse a confermare gran parte dei dipendenti».
I lavoratori della cartiera sono cinquantasei e in fabbrica c’è sempre stata la presenza di otto lavoratori interinali.
Nell’incontro a Cuneo sono state fatte alcune previsioni: 31 sarebbero gli operai assunti dalla nuova proprietà, 16 le persone che usufruirebbero della cassa integrazione con la possibilità di rientrare in fabbrica in caso di sviluppo dell’azienda, il resto della forza lavoro in prepensionamento.
Scettici sul quadro che si sta delineando a Verzuolo i sindacati. Mimmo Formicola, Cgil: «Abbiamo informato i lavoratori sulle proposte emerse a Cuneo, ma non abbiamo ancora espresso giudizi perché prima vogliamo parlare con il presidente di Cdm Antonio Pieri. Lo incontreremo martedì. Come sindacato non abbiamo ancora ricevuto nessuna proposta sull’eventuale affitto dell’azienda e sul suo futuro. Questo progetto non prevede la piena occupazione e noi per questo stiamo lottando. La Ital Tissue ha il capitale sociale minimo richiesto dalla legge, ma per progetti ambiziosi servono cifre importanti. Inoltre, la Cdm è ancora la proprietaria del sito e deve darci garanzie sul futuro dei lavoratori, sugli stipendi arretrati ancora da pagare e sui Tfr. Fino a che non avremo tutti questi dati non potremo sbilanciarci».

 

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Cdm: si affitta

Da “Gazzetta di Saluzzo” del 25 giugno di Andrea Caponnetto

La strada per salvare lo stabilimento villanovettese della Cdm Group (ex Kimberly Clark) passa attraverso un con­tratto di affitto: un'azienda, di cui non si conoscono ancora le generalità, potrebbe acquisire per un lasso di tempo la gestio­ne dei rami principali della car­tiera specializzata in carta igie­nica e "family tissue" (carte assorbenti e domestiche) e per­mettere così un riassestamento finanziario del gruppo.

Un'operazione, resa nota ve­nerdì scorso nell'incontro di Pescia tra Cdm e sindacati (cu­neesi e toscani insieme), che potrebbe rimettere in moto un'impresa che si era parados­salmente fermata per carenza di materia prima (viste le insol­venze, i fornitori di cellulosa hanno interrotto l'approvvi­gionamento) nonostante le commissioni non mancassero. «La nostra priorità è vederci chiaro: vogliamo incontrare l'amministratore delegato per sincerarci che si stia disponen­do un'azione seria e trasparen­te e che gli imprenditori in gio­co provengano dal settore - spiega il segretario Cgil Mim­mo Formicola: che non si veri­fichi un caso "Vecafin bis"» ammonisce, facendo riferi­mento feri­mento alla finanziaria londinese che a febbraio acquisì il 75 per cento delle quote senza però effettuare la ricapitalizza­zione promessa, generando così un ulteriore "buco" di un milione e 300 mila euro nel bi­lancio.

Nei giorni scorsi è arrivato l'acconto degli stipendi di maggio e entro venerdì l'a­zienda gararantisce il saldo dell'intera mensilità. Giovedì giungerà a Villanovetta l'ad Antonio Pieri, che darà l'aval­lo all'operazione di affitto. In quel frangente i sindacati chiederanno subito conto degli sviluppi previsti dalla "casa madre" (che deve risolvere la questione con la finanziaria prima di tornare ufficialmente proprietaria dello stabilimen­to) per l'industria verzuolese. Una giornata "di fuoco", in cui, per sensibilizzare l'opi­nione pubblica e manifestare tutta la preoccupazione dei di­pendenti, operai e impiegati al­lestiranno fuori dai cancelli un presidio.

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Verzuolo
Si aprono spiragli nella crisi «Cdm»

Da “La Stampa” del 20 giugno

Spiragli per la soluzione della crisi della cartiera «Cdm» di Verzuolo, ma i sindacati sono ancora in attesa di garanzie precise. I vertici del gruppo, ieri, durante un incontro tra il presidente Antonio Pieri e i sindacalisti a Pescia (Pistoia), hanno prospettato la possibilità di un affitto dell’azienda. I rappresentanti dei lavoratori, però, hanno chiesto maggiori elementi per giudicare quest’eventualità. «Per adesso è solo un’ipotesi e non ci sbilanciamo. Vogliamo prima capire quale tipo di società è quella che affitterebbe lo stabilimento di Villanovetta - dice Mimmo Formicola, Cgil, unico esponente cuneese ieri in Toscana -, perché non ci si ripresenti una Vecafin bis, cioè una nuova finanziaria che acquista e poi non paga, come accaduto a febbraio con questo marchio inglese. Speriamo, invece, che si tratti di imprenditori veri, del settore, con esperienza nel ramo cartaio, che portino soprattutto capitale reale. Ho avuto modo di dire di fronte al presidente Pieri che siamo gente di Cuneo e vogliamo delle garanzie precise prima di dare fiducia». Lunedì alle 9 la questione sarà discussa nello stabilimento verzuolese dov’è stata convocata un’assemblea dei 70 lavoratori, da diversi giorni in cassa integrazione o a casa per smaltire le ferie accumulate. Alle 12,30, nella sede della Cdm a Pescia, invece, si terrà un consiglio di amministrazione che i sindacati sperano essere «risolutivo». Buone notizie arrivano almeno dal fronte degli stipendi arretrati, che i dipendenti della cartiera dovevano ricevere già la scorsa settimana. «Tutti hanno incassato nel loro conto corrente la prima tranche - dicono i sindacalisti - e l’azienda ha garantito di aver dato mandato oggi (ieri, ndr) per i bonifici della seconda di 300 euro che sarà disponibile tra lunedì e martedì. Il saldo, invece, sarà liquidato da mercoledì». La crisi della Cdm sarà al centro di un incontro martedì 30 giugno in Regione, nell’ufficio dell’assessore al Lavoro, Angela Migliasso.

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L’odissea CDM

Da “Gazzetta di Saluzzo” del 18 giugno di  Andrea Caponnetto

Casella di testo: nn•
Sembra la trama di una fiction la storia recente della Cdm (ex Kimberly Clark) di Villanovet­ta: dai tracolli finanziari ai finti salvataggi, dalla fine della liqui­dità allo spegnimento delle macchine per mancanza di ma­teria prima. Quattro mesi di in­certezza sul futuro dell'azienda che, animale ferito nella selva del comparto cartario naziona­le, ha ricevuto qualche settima­na fa quello che sembra un colpo di grazia.I guai cominciano a febbraio, con l'acquisto del 75 per cento delle quote da parte della finan­ziaria londinese (con diversi in­vestitori italiani) Vecafin, cui non è però seguita la ricapitaliz­zazione promessa di 8 milioni di euro, che avrebbe dovuto rap­presentare il saldo di liquidità per il rilancio dell'azienda. Oltre il danno, la beffa: il risultato del­l'accordo ha determinato un ul­teriore buco di un milione e 300 mila euro nel bilancio, con un'o­perazione sulla cui legalità si:in° stati stati sollevati seri dubbi. La vicenda, infatti, è stata denun­ciata alle autorità competenti dall'amministratore delegato del gruppo toscano Antonio Pie­ri. Le quote potrebbero essere sequestrate in via cautelativa prima di tornare in possesso del­la Cdm.

A causa della mancanza di liqui­dità e dei ritardi nei pagamenti dei fornitori, la produzione di carta igienica e "family tissue" a Villanovetta è stata interrotta giovedì scorso poiché la materia  prima (cellulosa) era stata esau­rita. Da allora a Villanovetta è tutto fermo. Dall'incontro avuto in Toscana dai sindacati con la proprietà è emerso il complicato quadro finanziario in cui versa l'azienda, quarto gruppo italiano del settore carta, con altri tre sta­bilimenti nel Pistoiese (2) e in Lucchesia .

Mentre si sviluppa un'azione di coordinamento tra i sindacati to­scani e quelli cuneesi, le richie­ste per i prossimi giorni, definite lunedì e martedì nelle due as­semblee dei lavoratori nel corti­le dello stabilimento, sono la ri­scossione degli stipendi di mag­gio e maggiore chiarezza sul fu­turo del gruppo. I salari dovreb­bero essere pagati: a giorni è previsto un bonifico con un ac­conto, a cui farà seguito la parte restante in poche ore. Le condi­zioni per rimettere in piedi il gruppo invece sono più com­plesse: anzitutto Cdm deve ri­tornare proprietaria (su questo dovrà pronunciarsi il tribunale di Pistoia); quindi deve entrare in gioco un partner (se non un acquirente) serio: Pieri si è detto disponibile ad affittare rami di a­zienda per incentivare il rilan­cio. Lo stabilimento villanovet­tese impiega una settantina di di­pendenti tra cui 10 lavoratori in­terinali che sono ora a casa in fe­rie forzate o in cassa integrazio­ne ordinaria. Qualora la batta­glia nei prossimi giorni non giunga ad una stretta decisiva i lavoratori Cdm si sono detti di­sponibili ad allestire un presidio per sensibilizzare l'opinione pubblica.

 

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 Verzuolo
Assemblea alla «Cdm»

Da “La Stampa” del 13 giugno

Crisi di liquidità e «sofferenza» economica. Sono i «mali» del gruppo cartaio «Cdm», che ha 2 stabilimenti in Toscana e uno a Villanovetta di Verzuolo. Ieri sindacati e azienda si sono incontrati a Pescia (Pistoia). «Abbiamo chiesto il pagamento degli stipendi che dovevano arrivare il 10 – dicono Mimmo Formicola, Cgil; Gino Mazzocchi, Uil e le Rsu – e martedì arriveranno i soldi o un acconto». Intanto, sono state analizzate le ipotesi per superare i nodi finanziari. «Potrebbe esserci l’affitto di un ramo d’azienda – proseguono i sindacati – per non perdere i clienti». Nella cartiera lavorano 70 persone che lunedì, alle 11, parteciperanno alle assemblee. Produzione ferma da giovedì.

 

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Ex Kimberly
Verzuolo, Cdm vuole «tagliare» ventitre posti

Da “La Stampa” del 21 dicembre

La direzione aziendale delle «Cdm-Cartiere della Madonnina», ha comunicato ai sindacati l’intenzione di tagliare 23 posti di lavoro nello stabilimento di Villanovetta di Verzuolo, ex Kimberly, dove sono 56 i dipendenti diretti e 22 i lavoratori atipici.
Domani, alle 10,30, nella sede di Confindustria a Cuneo, si terrà la riunione decisiva tra vertici della ditta e sindacati.
«La direzione vuole una riorganizzazione del reparto “Allestimento” - dice Mimmo Formicola, Cgil - dove la carta viene trasformata in “tissue”, carta igienica e da cucina. Abbiamo chiesto all’azienda di presentare un piano per il futuro, che sia richiesta la cassa integrazione per crisi e che ci siano incentivi all’esodo».
La direzione ha comunicato che potrebbe essere aperta una procedura di mobilità per avvicinamento alla pensione e, in cambio, i lavoratori precari potrebbero essere assunti in maniera definitiva. «Cdm» intende stabilizzarsi a quota 58 lavoratori.

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