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Caseificio Reale di Racconigi:
intervengono i sindacati di categori
Da
www.targatocn.it del 18 settembre
Riceviamo e pubblichiamo
"Le
OO.SS territoriali di categoria FAI-CISL E FLAI-CGIL nelle persone di
Fortunato La Spina e Paolo Capra, intendono comunicare e aggiornare
sulla situazione del Caseificio Reale di Racconigi fallito in data
18/06/2010. Visto l’aggravarsi della situazione per i lavoratori, ci
siamo impegnati fin da subito con il consulente, per richiedere il
pagamento diretto della cassa integrazione ordinaria da parte
dell’INPS di Cuneo dal 01/04/2010 al 17/06/2010, procedura molto
complessa e nuova in provincia, infatti questo è il secondo caso di
attivazione. Nel frattempo in raccordo con la provincia di Cuneo, come
funzionari sindacali di Fai e Flai, prima delle ferie abbiamo
sollecitato con urgenza un incontro, per siglare il protocollo, che
prevede l’anticipo della cassa integrazione straordinaria, mediante un
fondo istituito a livello provinciale con le varie istituzioni (B.r.e,
la Provincia, i Comuni, l’Inps, e Sindacati Confederali, ai sensi
dell’accordo quadro già siglato nel 2007), per dare risposte a
situazioni di crisi sul territorio. Il protocollo specifico è stato
siglato il 16/09/2010, ci riteniamo soddisfatti, perché anche un altro
tassello si è aggiunto. Questo risultato, consente ai lavoratori di
percepire queste mensilità in un tempo molto più breve, rispetto alle
tempistiche delle normali procedure fallimentari. Il 22 Settembre nel
Comune di Racconigi, faremo un'assemblea per tutte le maestranze,
avvalendoci della collaborazione di un funzionario della B.R.E per
dare spiegazioni tecniche su tutta la modulistica necessaria. Non ci
sfugge che la situazione su quel territorio è drammatica per intere
famiglie, stiamo seguendo e monitorando costantemente di concerto con
il Curatore fallimentare di Torino, valutando ogni soluzione possibile
e concreta, mirata a tutelare e far ripartire l’occupazione di quel
sito produttivo. Troviamo di pessimo gusto, il tentativo di
scavalcarci in un momento assai delicato, che è stato fatto da alcuni
rappresentanti politici locali, senza interpellare le rappresentanze
sindacali che conoscono in maniera diretta e approfondita questa
situazione. Speriamo per il futuro, che questi incidenti di percorso,
non avvengano, e invitiamo allo stesso tempo ad una totale
collaborazione tra le parti, nel pieno rispetto dei ruoli, con
l’obbiettivo di tutelare al meglio, sia i lavoratori che gli
insediamenti produttivi".
Le
segreterie FAI-CISL e FLAI-CGIL
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Cassa
integrazione al caseificio di Racconigi
Da “La Stampa” del 11
febbraio 2010
È cassa integrazione
ordinaria per i quaranta lavoratori del Caseificio Reale di Racconigi,
azienda che produce ed esporta i formaggi della tradizione piemontese.
Iniziata la scorsa settimana, durerà almeno fino al termine di
febbraio, così come annunciato nell’incontro avvenuto ieri tra
dirigenza e sindacati.
«L’azienda ha dimostrato particolare attenzione e disponibilità nei
confronti dei lavoratori», dice Giuseppe Farina (Flai Cigl). «Una
situazione difficile, ma dalla quale ci sono buone prospettive
d’uscita», commenta Fortunato La Spina (Fai Cisl).
La crisi del Caseificio Reale non sembra essere dettata dalla
situazione di mercato, quanto da difficoltà finanziare dell’azienda.
«Il Caseificio era in crescita esponenziale - aggiunge Farina -. Pare
sia mancato il supporto degli istituti di credito». Proprio la veloce
crescita dell’azienda sembra essere, dunque, causa della difficile
situazione economica: sono mancati i finanziamenti che dovevano
supportare gli investimenti messi in atto negli ultimi anni.
Il Caseificio Reale è un’azienda conosciuta in Europa e oltreoceano
(esportato in California il formaggio di capra e la «toma»
piemontese), inserita nel circuito enogastronomico di Eataly.
«Tanti fornitori hanno chiesto all’azienda di continuare a conferire
il latte, segno della fiducia in una ripresa», continua Farina,
spiegando come i dirigenti abbiano accennato all’esistenza di un
possibile compratore che potrebbe risollevare il Caseificio dalla
situazione attuale.
Intanto la produzione è ferma e i lavoratori restano in attesa dello
stipendio di gennaio e di parte di quello di dicembre, ma il loro
posto di lavoro non sembra essere a rischio. «Durante l’incontro non
si è mai parlato di possibili licenziamenti», assicura Farina. \
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