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EDILIZIA. UNA
STATISTICA
Tremila alloggi non affittati
Da “La Stampa” del 27 luglio di ALBERTO PRIERI
CUNEO
Un migliaio a Cuneo, altrettanti ad Alba, qualche centinaio nelle
altre città «sorelle» della Granda: in tutto circa 3.000 alloggi
vuoti, che potrebbero essere affittati, ma sono inutilizzati perché
chi li ha teme di perdere i soldi del mensile in questo periodo di
crisi.
Così sono nate le agenzie per la locazione: sfruttano fondi regionali
dando garanzie sia alle famiglie che cercano casa, sia ai proprietari.
«Abbiamo appena iniziato, molti si sono già informati, ma ancora non
sono stati affittati alloggi a canone agevolato» spiega Erio
Ambrosino, assessore ai Servizi sociali a Cuneo. Ovunque il contratto
dura 3 anni (più un rinnovo per altri 2), ma diverso è il contributo
«una tantum» agli affittuari: si va dagli 800 euro a Cuneo ai 1.500 a
Bra. Lo stesso vale per gli sconti Ici riservati ai proprietari: a
Fossano la tassa passa dal 7 al 3 per mille, ad Alba arriva all’1,5
per mille rispetto al normale 6,5, sotto la Zizzola si paga solo il 2
per mille, come nel capoluogo. Qui, secondo una stima del Comune, gli
appartamenti vuoti sono un migliaio. «Una cifra che però secondo noi è
troppo per eccesso - replica Teresio Lamberti, presidente
dell’Associazione piccoli proprietari immobiliari -. Saranno al
massimo 200: molte case non sono sul mercato perché chi le possiede le
destina ai figli».
«Il Comune sta lavorando bene - interviene Silvio Ribero
dell’Associazione “Impegno e partecipazione civile” -: lo sconto Ici
favorisce solo i padroni, invece i contratti concordati calmierano i
prezzi». I parametri di calcolo sono molti, ma per un alloggio di 60
metri quadri ben rifinito in zona piazza Europa, il canone agevolato è
di 438 euro al mese.
Ad Alba, considerando le seconde case, si superano i 2.000
appartamenti disponibili, ma la cifra più attendibile è quella del
censimento risalente al 2001 che indicava 1.140 alloggi sfitti.
Maurizio Bergia, assessore ai Servizi sociali di Fossano: «Incrociando
i dati sulla tassa rifiuti avevamo stimato 400 alloggi inutilizzati.
Negli ultimi mesi 48 sono stati affittati a canone agevolato».
Gli uffici comunali a Savigliano hanno calcolato in circa 200 gli
appartamenti sfitti. A Saluzzo sono 49 le unità immobiliari dichiarate
vuote proprio dai proprietari per avere lo sconto sulla tarsu, ma il
numero effettivo dev’essere maggiore. «Impossibile dire quanti siano a
Bra - ammette il sindaco Bruna Sibille -. Nel censimento che verrà
messo in cantiere nel 2011 daremo la priorità a individuarli con
precisione». «A Mondovì il problema è marginale - dice il sindaco
Stefano Viglione -. I soggetti privati mettono sul mercato i loro
alloggi e non ci sono soggetti deboli in difficoltà nel trovare casa».
Le case «fantasma»
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A Bra
duecento famiglie aspettano alloggi popolari
Da “La Stampa” del 27
giugno di Valter Manzone
Continua l’emergenza
casa a Bra. A fronte di una richiesta che continua a crescere, mancano
gli alloggi popolari per soddisfare le domande di chi li sta
aspettando da mesi. La lista d’attesa, non ancora aggiornata dopo la
chiusura dell’ultimo bando di concorso, scaduto il 29 gennaio, è
lunga: 200 famiglie braidesi attendono un’assegnazione.
Spiega il vicepresidente dell’Atc (Agenzia territoriale casa) cuneese,
Gino Garzino: «A Bra sono attualmente 387 i nuclei che abitano in uno
dei nostri alloggi di edilizia popolare; 134 godono di sussistenza del
Fondo sociale europeo (morosi incolpevoli), mentre una percentuale che
si aggira tra l’8 e il 9% (35 nuclei familiari) sono morosi colpevoli
costantemente monitorata dai nostri uffici. Il problema dell’alloggio
popolare è sempre più sentito, vista la crisi economica. La nostra
graduatoria provinciale conta oltre 2.500 richiedenti a cui si sommano
quotidianamente i “nuovi poveri”, ovvero quelle persone che fino a
poco tempo fa non pensavano minimamente di fare domanda per una casa
popolare».
Alle porte della ripartizione comunale della socioassistenza è un
viavai continuo di capifamiglia che hanno perso il lavoro o che sono
in cassa integrazione da mesi e non hanno più la possibilità di pagare
il mutuo e, spesso, neppure l’affitto mensile. Sono persone che
sperano nell’assegnazione di «emergenza» che può essere gestita
direttamente dal Comune.
Spiega l’assessore competente, Gianni Fogliato: «Sono sempre più
numerose le persone che arrivano da noi con il problema della casa.
Purtroppo il Comune lavora in subordine all’Atc, organismo al quale ci
si deve rivolgere per essere inseriti nella graduatoria degli aventi
diritto». Ancora il vicepresidente Garzino: «Adesso siamo nel secondo
biennio del Piano casa della Regione, con la disponibilità di 30
milioni di euro in tutto il Piemonte per nuove costruzioni. Purtroppo
Bra, ancora senza piano regolatore e vincolata dalla Gozzini (legge
che finanziava la realizzazione di alloggi di edilizia sovvenzionata e
agevolata, ndr) non ha un numero di unità immobiliari tale da
soddisfare tutta la richiesta. Stiamo predisponendo la gara d’appalto
per la manutenzione straordinaria dello stabile di via Piumati con 18
alloggi in stato di degrado.
Agenzia aiuta proprietari chi affitta
Prosegue l’attività
dell’agenzia sociale per la locazione. L’iniziativa, che intende
agevolare l’incontro tra la domanda e offerta di locali da concedere
in affitto, garantisce un contributo «una tantum» di 1500 euro per gli
inquilini, in maniera da sostenere le prime spese, e una garanzia di
pagamento di sei canoni d’affitto per i proprietari in caso di sfratto
per morosità, sulla scorta di precisi limiti di reddito e di
composizione del nucleo familiare previsti per i potenziali
richiedenti. L’assessore Gianni Fogliato: «La garanzia per i
proprietari è rappresentata da un fondo apposito oppure da una
fidejussione. Nostro partner sarà la Banca di Cherasco, che ha saputo
cogliere anche gli aspetti sociali dell’iniziativa. Accollandoci la
spesa della fidejussione, il Comune potrà così garantire un maggior
numero di contratti, raddoppiando i potenziali utenti». Informazioni
per inquilini, locatari, agenzie immobiliari e amministratori
condominiali agli uffici della ripartizone socioassistenziale del
Comune. \
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EDILIZIA. SPESA
COMPLESSIVA DI 80 MILIONI
Seicento nuovi alloggi
popolari
Da “La Stampa” del 29
aprile 2010 di ]MATTEO BORGETTO
CUNEO
Seicentosessanta nuovi alloggi popolari entro il 2015. È l’obiettivo
del «Programma casa» regionale, che ha destinato alla Granda 80
milioni di euro, per tre bienni d’intervento, riferiti a progetti
presentati dal 2007 al 2012. La maggior parte sarà gestita
dall’Agenzia territoriale della casa (Atc), che ha già appaltato i
lavori del primo biennio. Riguardano 220 alloggi (pari a 22,5 milioni)
e i cantieri principali sono a Cuneo (40 appartamenti in via Vecchia
del Borgo), Saluzzo (24 in via vecchia di Barge), Fossano (11 in via
Cuneo), Racconigi (10 in zona Ponte Rosso) e Sommariva Bosco (8 in via
Lungo Ferrovia). Un’altra parte dei finanziamenti andranno ai Comuni,
per il recupero e la trasformazione di alcuni edifici esistenti in
case popolari. È il caso di Verzuolo (6 alloggi nel centro storico),
Borgo San Dalmazzo (8 alla casa Don Roasio), Demonte (6 in via
Bolleris) e Villafalletto (6 in frazione Gerbola). «Entro l’estate del
2011 saranno pronti - annuncia il dirigente tecnico Atc, Roberto
Giorgis -, ma stiamo già predisponendo il secondo biennio, grazie
all’arrivo a gennaio di 30,5 milioni di euro per 230 nuove case».
Interessate, tra le altre, Cuneo (20 alloggi a completamento del lotto
in via Vecchia del Borgo), Fossano (8 in via Mellano, 30 vicino all’ex
Foro boario), Mondovì (15 in via San Rocchetto, 18 in via Cuneo),
Saluzzo (altri 22 in via Vecchia di Barge), Savigliano (24 in via
Leopardi).
Anche il Comune di Cuneo rientra nello stanziamento complessivo e
potrà coprire le spese per i 34 nuovi appartamenti a «Casa Serena», in
frazione Borgo San Giuseppe. «Ad ogni finanziamento corrispondono due
anni di tempo per costruire gli immobili - dice il presidente dell’Atc,
Mario Cismondi -. Il secondo biennio di lavori terminerà nel 2013,
mentre per il terzo abbiamo già ottenuto, a inizio aprile, circa
milione di euro per l’acquisizione delle aree e la progettazione di
230 alloggi. È verosimile ipotizzare la loro costruzione entro il
2015, ma dipenderà dalla volontà politica di dare continuità ai
finanziamenti, garantendo il diritto alla casa».
Non basterà, tuttavia, a colmare il fabbisogno di case popolari in
provincia. Attualmente sono 3.726 (di cui 3.571 gestite dall’Atc), ma
le domande crescono di anno in anno. «Potessimo, saremmo in grado di
soddisfare altre 2.400 richieste - dice il vicepresidente Atc,
Ambrogio Garzino -. Colpa della crisi, che ha aggravato molte
situazioni famigliari e innalzato il numero di chi vive con stipendi
al di sotto della soglia di povertà. Il 70% dei nostri affitti è di 55
euro mensili, il restante da 150 a 300 euro, per una media di 100 euro
ad alloggio. Prezzi che vanno incontro alle esigenze di disoccupati,
anziani, persone in difficoltà».
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Fossano rinnova accordi su 'contratti locazione concordati'
Da
www.targatocn.it del 27 gennaio 2010 di Antonella Balocco
Martedì 26 gennaio,
presso la Sala Rossa del Comune, è stato firmato il nuovo accordo
inerente i contratti di locazione concordati. L’accordo è stato
sottoscritto dai rappresentanti delle organizzazioni che tutelano gli
interessi dei proprietari e degli inquilini, e dai rappresentanti del
Comune di Fossano. Per gli inquilini erano presenti Daniele Racca e
Riccardo Trabucco rispettivamente Segretario Provinciale e membro del
Direttivo Provinciale del Sicet (Sindacato Inquilini della Cisl),
Carla Pellegrino per il Sunia (Sindacato Inquilini della Cgil).
I proprietari erano rappresentati da Massimo Mariani membro del
Direttivo Provinciale dell’Asspi (Associazione Piccoli Proprietari),
Monica Giannini per Federcasa, Antonella Valenza Presidente Vicario
Provinciale dell’Uppi (Unione Piccoli Proprietari) e Maurizio Donetti
Presidente Provinciale dell’Appc (Associazione Piccoli Proprietari
Case). Il Comune di Fossano era rappresentato dall’Assessore alle
Politiche Sociali Maurizio Bergia e dal Vice Sindaco e Assessore alle
Finanze Vincenzo Paglialonga.
L’accordo territoriale è un documento che integra e sostituisce il
primo accordo stipulato nel marzo del 2001 e si allinea alle nuove
esigenze e ai prezzi di mercato. “Fossano è stato il primo Comune,
non capoluogo di Provincia, a stipulare questo accordo che prevede
delle agevolazioni sia per i proprietari che per gli inquilini -
ha dichiarato Bergia. - Sono molto soddisfatto per questo nuovo
accordo che è condiviso dai presenti perché abbiamo fatto un buon
lavoro ottenendo ottimi risultati. Abbiamo dovuto apportare alcuni
correttivi rispetto al vecchio accordo in considerazione dei cambianti
economici e sociali degli ultimi anni”. Il Vice Sindaco
Paglialonga ha sottolineato che l’Amministrazione Comunale ha voluto
fortemente proseguire con questo tipo di agevolazioni per i cittadini
nonostante la difficoltà di far quadrare il bilancio ed il mancato
introito per le casse comunali.
Cosa prevede il contratto concordato o agevolato? Ha una durata di 5
anni (3 più 2), è calmierato, cioè ha dei limiti di prezzo di
locazione in base al tipo e alle caratteritiche dell’alloggio, alla
zona in cui è ubicato e delle agevolazioni fiscali ed economiche si
per i proprietari che per gli inquilini. Come per i contratti liberi,
che hanno una durata di 8 anni, se non viene disdetto da una delle due
parti al termine della durata prevista, viene automaticamente
rinnovato per altri 5 anni. E’ possibile stipulare questo tipo di
contratto anche per gli alloggi parzialmente o totalmente ammobiliati.
Gli inquilini possono avere uno sgravio Irpef fino a 487 euro sulla
denuncia dei redditi presentando il contratto se il loro reddito non
supera i 15mila euro annui. I Proprietari non hanno l’agevolazione
Irpef, perché è prevista solo per i capoluoghi di provincia, ma hanno
l’Ici agevolata, infatti pagano il 3 per mille anziché il 7 per mille.
Dal 2001 ad oggi a Fossano sono stati stipulati circa 800 contratti
concordati, nel 2009 sono stati 130.
“Il prezzo massimo di locazione per Fossano è di 600 euro mensili
- ha spiegato Daniele Racca – è più alto che quello applicato a
Cuneo che ha un tetto massimo di 450 euro, la ragione è che si è
tenuto conto che i proprietari a Cuneo hanno lo sgravio Irpef previsto
solo per i capoluoghi di provincia, mentre a Fossano godono solo della
riduzione dell’Ici”. Gli inquilini che chiedono questo tipo di
contratto, d’accordo con i proprietari, sono sia persone a monoreddito
(vedovi, separati, single), sia persone con contratti di lavoro a
tempo determinato o in cooperative, che pensionati e famiglie con
figli. Circa il 35 per cento egli inquilini sono stranieri.
“La maggior parte dei contratti stipulati ha un canone di locazione
medio mensile che si aggira dai 300 ai 350 euro - ha sottolineato
Mariani - i casi in cui il prezzo sia stato intorno ai 500 euro
sono rarissimi”. Soddisfazione per l’accordo è stata espressa da
tutte le parti coinvolte. "Abbiamo aggiunto la possibilità di
applicare il canone mensile anche al di sotto del minimo previsto
- ha spiegato Bergia - perché ci sono casi in cui i proprietari,
ritengono di venire incontro al loro inquilino perché è anziano e solo
o per altre ragioni”. “Voglio sottolineare che il Comune di
Fossano ha fatto e fa un grosso sforzo - ha dichiarato Antonella
Valenza - Non c’è nessun obbligo da parte dei Comuni di attuare queste
agevolazioni, quindi è un segnale molto positivo ed apprezzabile”.
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Alba assegna case popolari
Da oggi al 22 dicembre si possono presentare domande per entrare in
graduatoria
Da “La Stampa” del 3
novembre di GIUSEPPINA FIORI
ALBA
Il problema della casa si fa sentire sempre più anche ad Alba, dove
sono in aumento le famiglie con reddito medio-basso, alla ricerca di
alloggi a prezzi accessibili. Ma alcune novità positive sono
all’orizzonte. A partire dagli undici alloggi messi a disposizione
dall’Atc (Agenzia territoriale per la casa), che sono in via di
assegnazione. Ai quali si aggiunge l’offerta di dieci alloggi
pervenuta in municipio da parte di albesi, in risposta al bando del
Comune che vuole acquistare immobili da dare in locazione a prezzi
favorevoli per far fronte ad emergenze abitative (un bando precedente
era andato deserto).
Un’altra iniziativa riguarda l’istituzione, ad Alba, di una Agenzia
sociale per la locazione, per la quale è stata presentata domanda di
contributo alla Regione. Se andrà in porto, per tutti i contratti di
locazione concordati tramite l’Agenzia, ci saranno agevolazoni per i
proprietari, che vedranno ridurre l’Ici dal 6,75 all’1,50 per mille,
oltre ad un fondo di garanzia per insolvenze e danneggiamenti. Per gli
inquilini, che devono avere un reddito basso, è prevista l’erogazione
di un contributo «una tantum» di mille euro da parte del Comune.
Infine, da oggi e fino al 22 dicembre si può partecipare al bando
pubblicato dal Comune di Alba per l’assegnazione di alloggi di
edilizia pubblica sovvenzionata (case popolari), concorrendo così alla
formazione della nuova graduatoria relativa a tutto il territorio. I
moduli sono in distribuzione all’Ufficio Servizi sociali di via Govone
11. Info allo 0173/292343.
Gli undici alloggi Atc disponibili si trovano in frazione Piana
Biglini. Per la metà degli appartamenti spetta al Comune di Alba
l’assegnazione per emergenze abitative, valutate da una commissione,
mentre gli altri saranno distribuiti in base alla graduatoria in
vigore. Sono 114 le persone in lista d’attesa per una casa popolare
nel territorio albese, che comprende 64 Comuni. Pur essendo la maggior
parte di Alba, nella graduatoria ci sono anche abitanti degli altri
Comuni che potrebbero concorrere all’assegnazione. Ad Alba gli ultimi
alloggi Atc furono assegnati nel 2003 (12 abitazioni). Bisogna andare
al 1997 per trovare altri 27 appartamenti ceduti in borgo Moretta.
L’Agenzia territoriale per la casa, ad Alba, ha 326 alloggi di
proprietà, ceduti in locazione. Ci sono inoltre 66 minialloggi per
anziani realizzati dal Comune, di edilizia residenziale pubblica.
La carenza di abitazioni popolari è solo in parte compensata dalle
molte case di edilizia residenziale pubblica convenzionata
(cooperative, consorzi di impresa) che hanno realizzato e stanno
costruendo centinaia di appartamenti. Si calcola che in città ci siano
poi circa 2500 alloggi sfitti, per lo più seconde case. Ma, ad Alba, i
prezzi degli appartamenti al mercato libero, sono tra i più alti in
Provincia e non solo, sia per l’acquisto, sia per l’affitto. E’ per
questo che l’Amministrazione comunale ha deciso di sfruttare tutte le
opportunità, comprese quelle del «Programma casa» della Regione.
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Entro
fine anno nuovi alloggi di edilizia popolare
Da “La Stampa” del 9 settembre di ISOTTA CAROSSO
ALBA
Undici alloggi in edilizia popolare verranno assegnati entro fine
anno. Già ai primi di luglio, dopo un incontro con il sindaco Maurizio
Marello, i funzionari dell’Agenzia Territoriale per la Casa avevano
confermato lo stanziamento di un finanziamento di 1 milione e 700 mila
euro per l’acquisto di queste unità abitative.
Metà degli alloggi verranno assegnati a chi, alcuni anni, fa aveva
fatto domanda entrando in graduatoria (verrà aggiornata e valutata
caso per caso), mentre un’apposita commissione sceglierà a chi dare i
rimanenti. Alcuni appartamenti sono di grandi metrature e potranno
soddisfare le esigenze delle famiglie più numerose.
«Questa è solo una prima tranche - spiega l’assessore alle Politiche
sociali, Mariangela Roggero Domini - e a ottobre ci sarà una gara per
una nuova graduatoria. Proprio in questi giorni una prima ricognizione
del piano regolatore ha messo in evidenza che ben poco spazio è stato
lasciato per le case in edilizia convenzionata e sovvenzionata.
Bisogna trovare soluzioni alternative».
E aggiunge: «In questi mesi ho incontrato troppe famiglie precarie,
con molti figli o madri sole, a cui basta un intoppo per precipitare
dalla normalità alla povertà. Dobbiamo creare una rete a maglie
strette che faccia da paracadute a queste situazioni limite. Sono già
stati mossi i primi passi per costituire l’Agenzia per la Casa che
dovrà far incontrare le tante persone che cercano casa e i molti
alloggi vuoti».
Intanto in Comune sono già disponibili i moduli per accedere ai
contributi regionali per il pagamento degli affitti 2008. Le domande
vanno presentate entro il 15 ottobre. Per sapere i requisiti per
accedere rivolgersi all’ufficio Servizi sociali, in via Generale
Govone 11. Informazioni allo 0173292343.
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il caso
Case popolari
e crisi Tanti affitti non pagati
da “La Stampa” del 29
agosto di Marisa Quaglia
I numeri rivelano una
realtà preoccupante, che emerge dal lungo elenco che l’Azienda
Territoriale per la Casa di Cuneo ha inviato al Comune di Bra: sono
riportati gli abitanti delle Case popolari che risultano morosi
«incolpevoli». Si tratta di famiglie che non riescono a far fronte al
pagamento non solo del canone di locazione, ma anche dei servizi
(luce, gas, acqua, ecc).
Diversi sono gli stabili «popolari» sotto la Zizzola. Si va da via
Solferino a viale Industria, da Madonna dei Fiori alle centrali via
Gianolio ed ex caserma Trevisan, dalla periferica via Piumati a via
Sobrero. «Positiva l’attenzione che c’è sempre stata a Bra nel campo
dell’ediliza popolare - commenta il sindaco Bruna Sibille - così come
alcune scelte compiute negli ultimi vent’anni dalle Amministrazioni
che si sono succedute nel non creare dei ghetti, ma inserire i
complessi di edilizia popolare nel contesto cittadino».
«La situazione però adesso necessita di verifiche serie - aggiunge
Bruna Sibille -: si sono creati negli anni casi di morosità che non
possono essere sottovalutati. Come comune faremo controlli seri e
puntuali per verificare chi effettivamente ha problemi e quindi è
incolpevole del mancato pagamento. Tenendo anche conto della
particolare situazione economica che il nostro Paese sta vivendo e
quindi di situazioni economiche che in questi ultimi tempi si sono
aggravate».
Bra rientra nella media della provincia per quel che riguarda i casi
di morosità. Spiega Gino Garzino, vicepresidente dell’Atc: «Con la
collaborazione dei Comuni stiamo molto attenti ai casi che veramente
sono in condizioni economiche precarie e quindi cerchiamo di venire
incontro a queste famiglie, soprattutto per quanto riguarda il canone.
E’ però doveroso fare controlli seri perché chi può paghi il giusto.
Ci sono diritti e doveri che non devono essere dimenticati».
Continua Garzino: «Oggi il problema dell’alloggio popolare è ancora
più sentito, vista la crisi economica in atto. Come Atc abbiamo una
graduatoria di oltre 2.500 richiedenti a cui si sommano
quotidianamente i ‘’nuovi poveri’’. Sono persone che fino a poco tempo
fa non pensavano minimante di fare domanda per una casa popolare».
Una prima soluzione è arrivata con il primo biennio dei finanziamenti
regionali sul Piano Casa. A settembre ci sarà il bando per il secondo
biennio, che porterà in provincia circa 27 milioni di euro per ediliza
popolare. «Stiamo già lavorando su questo - continua il vicepresidente
Atc - coinvolgendo anche attivamente i comuni. Quello della casa è un
problema serio, le liste d’attesa continuano ad allungarsi e bisogna
trovare una soluzione».
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EDILIZIA. EMERGENZA
ABITATIVA
Alba ha bisogno di case
popolari
Da “La Stampa “ del
12 aprile di ]ISOTTA CAROSSO
ALBA
Alba ha bisogno di nuove case per chi ha redditi bassi.
L’Amministrazione comunale ha chiesto all’Agenzia territoriale per la
casa di Cuneo di aiutarla a incrementare il patrimonio immobiliare per
l’edilizia sovvenzionata, anche attraverso l’acquisto di alloggi
costruiti da privati.
Canoni elevati, alloggi liberi ma di fascia medio alta, poca
disponibilità dei proprietari ad affittare alle famiglie monoreddito o
straniere, precarietà economica, aumento dei nuclei familiari con un
unico genitore: sono i prinicipali fattori dell’emergenza abitativa
albese. Nel 2008 gli sfratti convalidati, la maggior parte per
morosità, sono stati 109, di cui 41 esecutivi. Sono 364 gli alloggi
albesi di edilizia sovvenzionata, ovvero quelli destinati alle «fasce
deboli», 326 dell’Atc e 38 gestiti dal Comune e destinati agli
anziani. Solo sette si sono liberati l’anno scorso e sono stati quindi
riassegnati.
«Il Consorzio socio assistenziale - spiega il presidente, Sebastiano
Cavalli - vive l’emergenza abitativa in forma sempre più pressante.
Non abbiamo mezzi per comprare o costruire nuove case, ma interveniamo
spesso con soluzioni temporanee e sostegni economici. Il problema di
Alba è che ci sono molte case vuote, ma hanno prezzi medio-alti e non
sono a disposizione delle fasce deboli. E’ una questione che dev’essere
affrontata dagli enti competenti. Anche il nuovo Piano regolatore
potrà aiutare a trovare una soluzione».
In attesa del Piano regolatore, la possibilità che l’Atc acquisti
alcune decine di alloggi già esistenti permetterà al Comune di non
dover attendere che si liberino case già assegnate.
«Ad Alba - spiega il sindaco Giuseppe Rossetto - gli alloggi ci sono,
ma bisogna fare uno sforzo perché l’edilizia residenziale sia il più
possibile flessibile. Le fasce deboli non sono omogenee, ci vogliono
risposte articolate. Il Comune sta lavorando su più fronti,
dall’edilizia convenzionata a quella libera, alla legge Gozzini, oltre
alle risposte che arriveranno con il Piano regolatore. E’ possibile
che gli alloggi sovvenzionati che verranno acquistati dall’Atc siano
già disponibili entro l’estate».
«E’ l’ultima possibilità che rimane a fronte di molte che
l’Amministrazione si è lasciata scappare - replica Franco Foglino
dell’opposizione -. Il vecchio Piano regolatore non comprendeva
terreni per l’edilizia popolare e il nuovo non c’è ancora. Intanto
cresce il numero degli alloggi vuoti, come anche le richieste di
alloggi sovvenzionati. Nemmeno la proposta di un’agenzia per la casa
che faccia da garante per chi ha redditi bassi non è ancora stata
presa in considerazione».
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BRA. POLEMICA
Mancano Case
popolari In attesa 206 famiglie
Da “La Stampa” del 11
aprile di ]VALTER MANZONE
BRA
Per ora le 206 famiglie che aspirano a avere assegnata una «casa
popolare» a Bra non otterranno, almeno nel breve periodo, risposta
positiva. Perché mancano gli alloggi. Pur essendo ormai iniziato il
secondo biennio del Piano casa varato dalla Regione, che mette a
disposizione della provincia di Cuneo quasi 29 milioni di euro per
realizzare nuovi immobili.
Gino Garzino, vice-presidente dell’Atc (Agenzia territoriale per la
casa) commenta: «Bra è una città che ha un gran bisogno di case
popolari, perché dall’ultimo bando 2007, la graduatoria, con 206
domande, non sta affatto diminuendo. E dire che abbiamo a disposizione
una montagna di denaro che aspetta solo di essere utilizzato: per ora
gli amministratori braidesi sembrano non voler prendere in
considerazione tale opportunità».
Il presidente del consorzio socio-assistenziale Intesa, Piero Degetto,
nel giugno scorso, si era espresso categoricamente. Partendo dal
presupposto che Bra ha già pagato un tributo elevato alla causa e che
invece poco avessero fatto in questa direzione gli altri 11 Comuni che
fanno capo al Consorzio, aveva detto: «E’ tempo che ogni sindaco si
assuma le proprie responsabilità e decida di realizzare nel proprio
comune immobili da destinare alle famiglie meno abbienti. So, ad
esempio, che nella vicina Cherasco, con quasi 8 mila abitanti, ci sono
solo 6 alloggi dell’Atc. Credo che analoga situazione si possa
verificare anche negli altri territori. Una più ampia distribuzione di
queste residenze, permetterebbe da un lato di accedere alla tranche di
finanziamenti previsti per il secondo biennio e dall’altro di creare i
presupposti per una maggior integrazione di questi nuclei familiari».
E Garzino aggiunge: «Mi risulta anche che a Bra, pur avendo la
possibilità di realizzare dei nuovi alloggi, gli amministratori non
abbiamo individuato i terreni idonei allo scopo. Condivido anche il
pensiero di qualche amministratore, che suggeriva l’idea di realizzare
nuovi fabbricati, magari nella vicina Cherasco piuttosto che in altri
comuni dell’hinterland. L’Atc per ora non ha intenzione di acquistare
degli appartamenti già realizzati con altre finalità, anche per la
presenza di vincoli consistenti. Attualmente gestiamo al meglio i 378
alloggi di cui siamo titolari, verificando che non ci siano situazioni
di sfruttamento da parte di famiglie che si potrebbero anche
permettere un altro tipo di casa, ma che magari continuano ad
utilizzare le nostre».
Ferma, su questo punto, anche la reazione del consigliere Anna Messa,
delegata dal sindaco alla gestione del problema: «L’Amministrazione si
impegna a tutelare tutte le famiglie dei morosi incolpevoli, ma agirà
sicuramente in concerto con l’Agenzia cuneese per stanare coloro che
intendono approfittare della situazione». Ma sulla gestione dei fondi
conclude: «Credo che i terreni individuati per realizzare case con i
fondi della legge Gozzini, possano essere dedicati anche a questi
cantieri. Intanto io sto lavorando per creare una Agenzia comunale per
la casa, che si impegni a dare risposte concrete a chi è in
difficoltà».
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PIANO DEL GOVERNO.
PRIME STIME
Case Atc, dalla vendita
100 milioni
Da “La Stampa” del 26
marzo di ALBERTO PRIERI
CUNEO
Sul «piano casa» è iniziata la discussione tra Governo e Regioni: fra
i vari temi da chiarire anche l’ipotesi della vendita delle case
popolari. Sono quelle realizzate dall’Atc (Agenzia territoriale della
casa, l’ex istituto autonomo case popolari) di cui le Regioni vantano
la proprietà. Soltanto martedì si conoscerà l’esito del confronto,
intanto si è scatenata la «stima all’alloggio» per capire quanto valga
questo patrimonio immobiliare.
In provincia di Cuneo, gli appartamenti a canone agevolato sono 3.466.
Se, come ipotizzato in una prima bozza, venissero venduti consentendo
agli inquilini la trasformazione dell’affitto in un mutuo, sarebbero
riscattati ad un prezzo medio di 30 mila euro. Nella Granda, la stima
è di un incasso di 100 milioni.
«In passato ci furono iniziative analoghe, come la legge Nicolazzi del
‘93» dice l’ingegner Giovanni Resio, direttore dell’Atc di Cuneo. Con
quel sistema furono 898 le abitazioni vendute ma la norma è in vigore
ancora oggi: stabilisce che chi vive in un alloggio popolare da almeno
cinque anni e sia in regola con il pagamento dell’affitto (senza
ovviamente possedere altri immobili), possa richiederne l’acquisto.
Soltanto, però, in quegli stabili dove già siano stati venduti quasi
tutti gli appartamenti.
«L’Atc Cuneo esiste dal ‘39 e in questi settant’anni ha ceduto
migliaia di abitazioni - riprende Resio - senza quelle alienazioni, la
disponibilità attuale sarebbe di almeno 7.000 alloggi. Ne restano
comunque in tutta la Granda, da Ormea a Santo Stefano Belbo».
Tutti alloggi affittati a prezzo agevolato in base al reddito della
famiglia. Il canone medio si aggira sui 110 euro al mese, ma la
forbice va dai 30 ai 200 e, in caso di vendita, diventerebbe uno dei
fattori in base ai quali stabilire la quotazione. Anche nel resto
d'Italia, il valore medio di riscatto delle case popolari è di 30 mila
euro, pari a un valore complessivo di 20 miliardi di euro.
Ancora Resio: «I nostri alloggi dovrebbero andare da un minimo di 25
mila ad un massimo di 40 mila euro: per questa cifra si potrebbe
acquistare a Cuneo un appartamento che, sul mercato, potrebbe valerne
almeno 250 mila euro». La valutazione considera anche le rendite
catastali, diverse da città a città.
Conti a parte, l’operazione potrebbe rivelarsi comunque difficile
perché resta destinata a chi ha problemi di reddito: secondo Federcasa
(associazione delle Atc italiane), un’alloggio popolare su tre è
occupato da anziani con più di 65 anni, poco propensi all’acquisto e
all’accensione di mutui, mentre al Nord gli immigrati sono più del 10
per cento degli inquilini nelle case popolari.
Duemila famiglie in lista d’attesa per un alloggio
Gino Garzino è
vicepresidente Atc di Cuneo. Non nasconde la sua contrarietà alla
vendita degli alloggi popolari ipotizzata nella prima versione del
«piano casa» del Governo.
Perchè?
«Lo Stato non potrà vendere il patrimonio
immobiliare delle Regioni, c’è già una sentenza della Corte
Costituzionale che lo chiarisce. Non è possibile prevedere ora come
verrà licenziato il testo definitivo del piano casa, ma credo che il
governo non cercherà di arrivare alla vendita forzata di questi
alloggi, ci sono troppi rischi».
Quali?
«Oltre a quelli di uno scontro istituzionale,
quelli legati alla speculazione perchè i prezzi stimati per il
riscatto sono bassissimi. Ci sarà chi chiederà anche 140 mila euro per
il suo alloggio dopo averlo riscattato spendendone appena 22 mila».
E chi ha bisogno di un alloggio?
«Chiede la casa popolare chi ha reali
necessità e non può permettersi affitti alti. Queste sono soluzioni
abitative importanti, specie in un momento di emergenza sociale come
l’attuale. Non avrei mai venduto nulla, neanche negli anni passati,
perchè il bisogno c’è sempre: oggi nella Granda sono 2000 le famiglie
in lista d’attesa per un alloggio popolare».
Che cosa si sta facendo per loro?
«La Regione ha definito un piano di sostegno
finanziario che ci consentirà di realizzare 339 nuovi alloggi in
questo biennio per arrivare a 600 appartamenti entro il 2012».
Sarà sufficiente?
«Non basta costruire nuove case, va recuperato
il patrimonio esistente: da anni chiediamo che ci vengano messi a
disposizione gli edifici dismessi dal Demanio».
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Alba: Il Comune sigla un nuovo accordo
per le locazioni concordate, che non decollano. Franco Foglino
dall’opposizione chiede una vera politica per la casa
3.500 alloggi sfitti in
città
Da “La Gazzetta di Alba” del 13
gennaio di di MARIA GRAZIA OLIVERO
C'è un modo per pagare meno Ici,
Irpef e imposta di registro sugli alloggi in affitto: stipulare un
contratto di locazione concordato, uno strumento che offre
all’inquilino e al proprietario un taglio alla spesa per la casa.
Peccato che al momento non si contino sotto le torri che poche
centinaia di accordi (250), sebbene la possibilità esista fin dal
2003. Con qualche agevolazione in più, piazza Duomo spera ora di far
lievitare i numeri.
I vantaggi.
L’Imposta comunale sugli immobili si abbassa dal 6,75 per mille al 3;
si ottiene inoltre uno sconto del 30 per cento sull’imponibile Irpef e
altrettanto sull’Imposta di registro. La Giunta di Giuseppe Rossetto,
dopo una serie d’incontri con i sindacati di inquilini e proprietari,
ha così dato il "la" al rinnovo dell’accordo territoriale, mettendo
qualche puntino sulle "i". Da quest’anno la nuova intesa prevede
limiti in più relativi alla superficie – non si può "concordare" un
affitto se l’alloggio è di dimensioni superiori a 130 metri quadrati,
oltre i quali un’abitazione è considerata di livello elevato –, al
canone – non è possibile andare oltre i 550 euro mensili di affitto –,
ma si sono inseriti nuovi parametri per il calcolo della locazione,
puntando, ad esempio, sul tema del risparmio energetico: il
proprietario che ha investito sull’immobile per migliorarlo dal punto
di vista termico ha vantaggi. Lo spiega Roberto Dellatorre, consulente
del Comune nel 2002, quando l’accordo fu studiato e avviato, e
supporto dell’avvocato Rossetto in questo frangente.
Ma gli accordi non decollano.
Forse ai proprietari non piace dichiarare quanto s’incassa? Dellatorre:
«Al momento gli affitti concordati sono circa 250. In effetti, esiste
una certa resistenza e forse poca conoscenza. In ogni caso, lo
consideriamo un buon inizio. Chi affitta può risparmiare circa il 15
per cento rispetto al prezzo di mercato, mentre il proprietario non ci
rimette, perché recupera il minor introito attraverso Ici e Irpef».
Quanto risparmia chi affitta?
«A seconda del reddito, l’inquilino
accede a contributi statali che variano da 20 a 40 euro mensili. Per
questo molti giovani hanno già colto l’opportunità, specie in zone
d’espansione della città. Affittuari e proprietari, inoltre, fruiscono
del 30 per cento di sconto sull’Imposta di registro», chiarisce
Dellatorre.
L’altra campana.
Spiega il consigliere di opposizione Franco Foglino: «L’iniziativa è
lodevole, ma è ferma, non promozionata, né spinta o agevolata. Gli
affitti concordati sono solo un tassello di quella che dovrebbe essere
una strategia politica per la casa, che ad Alba non esiste. Nel
censimento 2001 risultavano in città 2 mila locali – alloggi per la
maggior parte, ma anche garage, magazzini, negozi – vuoti. Da
allora si è costruito a tambur battente. A mio avviso, pur non
esistendo una nuova indagine, possiamo stimare in 3.500-4 mila i
locali oggi non occupati. Chi acquistava negli anni passati, lo faceva
spesso per investire e rivendere. L’attuale crisi immobiliare ha
frenato il mercato. Il Comune – considerata l’estrema urgenza di case
da parte di moltissime persone, a fronte di troppe abitazioni sfitte –
dovrebbe assumere un’iniziativa politica chiara. Come Consorzio
socio-assistenziale abbiamo proposto un’agenzia, ma come opposizione
abbiamo più volte, vanamente, affrontato l’argomento in Consiglio,
anche proponendo un’aliquota Ici più elevata per chi non intende
locare gli immobili. Duemila alloggi sfitti significano un capitale di
almeno 200 milioni. Possiamo tenerlo fermo?».
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ALBA. IL COMUNE E’
GARANTE DEI LOCATARI
Le regole per gli
affitti agevolati
Da “La Stampa” del 10
gennaio di ISOTTA CAROSSO
ALBA
E’ entrato in vigore il nuovo accordo territoriale per la stipula dei
contratti di affitto agevolati. Anche quest’anno il Comune ha deciso
di rinnovare l’iniziativa per far incontrare domanda e offerta del
mercato degli alloggi da affittare, impresa non facile nella capitale
delle Langhe, dove i prezzi rimangono tra i più alti della provincia.
In base ai parametri concordati tra le organizzazioni sindacali dei
proprietari di appartamenti e quelle degli affittuari, il Comune
garantisce agevolazioni per entrambe le parti. In particolare, il
proprietario gode di un abbassamento dell’Ici sulla seconda casa dal
6,75 al 3 per mille, oltre a un risparmio sull’imponibile Irpef e
sull’imposta di registro. L’inquilino, invece, ha diritto a pagare un
canone inferiore a quello di mercato: affitti equi dunque, stabiliti
attraverso una serie di regole, che vanno dalla zona (sei in tutto) in
cui si trova la casa agli elementi di pregio che alzano il valore
dell’appartamento. «E’ un modo per incentivare i proprietari a non
lasciare gli alloggi sfitti, ma anche per tutelare le fasce più deboli
da prezzi eccessivi» dice l’assessore ai Servizi sociali Raffaella
Delsanto.
La novità più significativa di quest’anno è l’inserimento di un tetto
massimo di canone (550 euro) e di superficie convenzionale (130 metri
quadri) per evitare le speculazioni sugli appartamenti più grandi. Dal
2003 sono più di 250 gli alloggi affittati con questo tipo di
contratto. «Potrebbero almeno raddoppiare – commenta il consigliere di
opposizione Franco Foglino -.. È un ottimo strumento, ma non è stato
abbastanza promosso e fatto conoscere. Inoltre la mentalità dei
proprietari è ancora troppo quella del guadagno e le agevolazioni non
sono così alte da indurli a cambiare».
«Stiamo studiando altre iniziative insieme con il Consorzio
socio-assistenziale – dice ancora l’assessore Delsanto -. Una di
queste è l’Agenzia per la Casa, una struttura che potrebbe fare da
garante anche alle persone che per problemi di reddito o sfratti e
morosità alle spalle, fanno fatica a trovare una sistemazione». La
modulistica per i contratti agevolati è già on-line sul sito del
comune. Chi volesse maggiori informazioni può rivolgersi alla
ripartizione Servizi sociali in via Generale Govone 11. Info:
0173/292343.
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EDILIZIA. ENTRO IL
2012
Cuneo avrà 111 nuovi
alloggi popolari
Da “La Stampa” del 30
dicembre di ]LORENZO BORATTO
CUNEO
Dopo uno stop di dieci anni si torna a realizzare case popolari a
Cuneo, sull’Altipiano.
Il sindaco Alberto Valmaggia sintetizza: «Da tempo non si costruiscono
abitazioni nuove per i meno abbienti, mentre molte sono state
riscattate dagli inquilini. In pratica, ogni anno, sono meno di 20
quelle di “risulta” che si possono assegnare: impossibile soddisfare
tutte le richieste. Con 38 nuovi alloggi nella zona Donatello si tenta
di dare una prima risposta». Sono oltre 400 le famiglie del capoluogo
in attesa di una casa gratis o con un affitto sotto i prezzi di
mercato. Da marzo s’inizierà a costruire in via Madonna del Colletto,
di fronte a corso De Gasperi.
Le ultime costruzioni in città, se si esclude la ristrutturazione del
2003 in via fratelli Vaschetto, risalgono agli Anni ‘90 in via Alessi,
frazione Cerialdo. Le domande sono cresciute vertiginosamente,
passando dalle 150 del 1992 alle 409 attuali. In vent’anni sono stati
quasi 200 gli appartamenti riscattati dagli inquilini che ne avevano
possibilità.
L’assessore comunale ai Servizi sociali, Erio Ambrosino: «Abitazioni
che non saranno terminate prima di due anni. La nostra intenzione era
costruire in via Giotto, dove ci sono i magazzini comunali. La Regione
ha finanziato 18 alloggi per 1,9 milioni di euro. Abbiamo deciso di
“rilocalizzarli” in via Madonna del Colletto, su un terreno di
proprietà dell’Atc, dove andranno ad aggiungendosi agli alloggi già
programmati da quest’ultima. Lo spostamento ci permetterà di non
perdere il finanziamento». «Si tratta in totale di 38 alloggi tra Atc
e Comune. Il cantiere deve iniziare entro aprile, perché sono soldi
vincolati - aggiunge Gino Garzino, vicepresidente dell’Atc di Cuneo -.
Altri venti dell’Agenzia territoriale saranno costruiti dal 2010 nella
stessa zona. Per la Granda nel biennio 2009-2010 ci sono altri 29
milioni di euro: le amministrazioni di Cuneo e degli altri Comuni
maggiori devono continuare a individuare altre aree o immobili da
recuperare». Grazie al «Programma casa 2012» della Regione, sono stati
destinati a Comune di Cuneo e Atc 5,3 milioni di euro per 111 nuovi
alloggi di edilizia popolare e convenzionata: parte dei soldi sarà
impiegata nella realizzazione di alloggi per anziani in via Rocca de’
Baldi e via Vinaj, il restante in quella delle case in via Madonna del
Colletto.
Altri interventi di edilizia a prezzi calmierati saranno avviati,
sempre nel 2009, dalla cooperativa Flavia di Cuneo, che costruisce
abitazioni e le consegna ai soci a prezzi fuori mercato. Il presidente
Piero Ghio: «Il progetto maggiore inizierà in primavera con la
costruzione di un primo lotto di 72 case nel quartiere Cerialdo:
saranno alloggi di edilizia convenzionata, popolare e libera, accanto
al campo di calcio, su un’area di 55 mila metri quadri di cui una
parte a verde e servizi. La Regione contribuirà con 50 mila euro allo
studio di fattibilità, già consegnato e approvato dal Comune». La
cooperativa conta 550 soci in tutta la provincia: 160 aspettano un
appartamento. «Sempre il prossimo anno - conclude Ghio - saranno
avviati altri due cantieri per 11 alloggi al Cerialdo e 16 in frazione
Ronchi, sempre riservati ai soci».
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L’emergenza abitativa si fa drammatica: oltre sessanta le famiglie
senza casa ospitate dalla pronta accoglienza
Uno sfratto al giorno per
morosità
Da “La Guida” del 12 dicembre di Massimiliano Cavallo
Cuneo - Compravendite
scarse, affitti diminuiti nonostante
il bisogno sempre più
alto di
una casa, famiglie sfrattate che
aumentano e per la prima
volta a Cuneo decine e
decine di estratti per morosità,
di inquilini che non pagano
più l'affitto.
È emergenza abitativa a Cu‑neo
e la crisi dell'ultimo annoe degli ultimi mesi in partico‑lare
ha evidenziato i problemi. Sono
oltre sessanta i nu‑clei familiari senza casa ospi‑tati
dalla pronta accoglienzae
dalle associazioni che hanno
a disposizione locali. La si‑tuazione
è al limite e negli uf‑fici comunali la media di ri‑chieste
di famiglie sfrattate oche
hanno lo sfratto esecutivoè almeno di un caso al giorno.
La lista di chi
attende alloggi popolari e che fa richieste negli uffici dell'Assessorato ai Servizi Sociali
di Cuneo è sempre più lunga. A
giorni dovrebbero uscire
le nuove graduatorie dell'Atc
per l'assegnazione degli
alloggi ai nuclei familiari
con redditi medio-bassi. Si
tratta di alloggi che si trovano
nella Cuneo storica, in
centro Cuneo, a Cuneo 2, al
Donatello e in frazione Cerialdo.
Ma queste case non bastano:
oggi sul territorio comunale
sono 765 gli
alloggi
popolari, dopo che negli
ultimi anni 120 altri appartamenti
sono stati riscattati
dagli inquilini stessi ovviamente
a dei prezzi decisamente
più bassi di quelli del
mercato della casa, e di questi
135 alloggi sono di proprietà
del Comune, dati in
uso
trentennale.
"Le prime accoglienze sono
tutte esaurite - spiega l'assessore
ai servizi sociali del Comune di Cuneo, Erio
Ambrosino - con l'utilizzo
anche di alcune stanze dell'ostello dell'Oasi. La situazione
in questi anni non è
migliorata e ultimamente si
fa sempre più grave: ci sono
single, ma oggi più di prima
giovani famiglie e molte
mamme con bambini. Si sono
anche allungati molto i tempi della media di accoglienza,
da un mese fino a un anno e
mezzo, e quel che preoccupa
per il futuro è che la
situazione è sempre più
provvisoria".
Ai casi di chi ha bisogno di
una casa si aggiungono le situazioni
sempre più frequenti
di "forte sovraffollamento",
cioè di chi vive in
meno di 25 metri quadrati
per ogni componente familiare,
e di chi deve investire più del 60
per cento del suo reddito
per pagare l'affitto, e dunque spesso non paga, o
chi per pagare va in rosso
sul conto o rinuncia a riscaldamento
ed elettricità. Il problema non riguarda soltanto
le famiglie che hanno le case
popolari ma anche chi
affitta dai privati. Si sono affacciati sullo scenario
cittadino delle famiglie di
nuovi poveri, di gente che ha
perso il lavoro, spesso
senza ammortizzatori sociali,
di chi lavora ma con stipendi
troppo bassi per pagare affitto,
bollette, medicine, scuola e
il cibo per tutta la famiglia.
"Abbiamo constatato nell'ultimo
anno un dato mai
verificatosi a Cuneo - sottolinea
Teresio Lamberti, presidente
dell'Asppi, l'associazione
sindacale piccoli proprietari
immobiliari - oltre sessanta
casi di estratti per
morosità, ovvero cause che i
proprietari fanno nei confronti
degli inquilini che sono morosi,
che non pagano. Non è mai
successo a Cuneo, potevi
capitare qualche caso di ritardi nei pagamenti
di qualche mese ma una situazione così non l'abbiamo mai
registrata".
"I casi di morosità negli affitti
anche nella case popolari
aumentano - continua
Ambrosino - ma soprattutto
i nostri uffici sono, sorpresi
dal
quotidiano passaggio di persone che
hanno perso il lavoro. Si
tratta in particolare di
persone di una certa età che
sono difficilmente ricollocabili
e che hanno alle spalle una famiglia da mantenere.
Oppure giovani che
riescono a trovare solo
lavoretti saltuari e non
garantiti. Un'emergenza che registriamo
solo ora e che mai si era
verificata prima in dimensioni tali".
Secondo l'Asppi gli affitti
a Cuneo non sono aumentati
negli ultimi anni, anzi
hanno subito una flessione,
soprattutto nei confronti di altre
città della provincia. Merito questo dell'aumento
degli affitti concertati che
hanno anche calmierato il
mercato. Oggi a Cuneo per
affittare un alloggio di 80 metri
quadrati si va dai 350 ai 400 euro mensili. Il contratto concertato deve essere concordato da Comune e sindacati di
inquilini e proprietari. Definite le fasce di
valori di affitto a seconda
delle microzone in cui è diviso
il Comune, viene decisa una cifra di affitto a metro quadrato.
Se il proprietario stabilisce
l'affitto in base a quei prezzi, che sono generalmente
almeno il 25 per cento in
meno del prezzo di mercato,
ha diversi vantaggi: 30 per
cento in meno di Irpef e di
tassa di registro,
l'abbattimento al 2 per mille dell'Ici e la riduzione del periodo
di contratto, non più quattro anni più quattro per
il rinnovo, ma tre anni più
due. In tutto questo accordo il
Comune si pone a garanzia
del proprietario garantendogli,
in caso di insolvenza da
parte dell'inquilino fino a
dodici mesi di affitto e le spese legali. Il contratto
concertato è un modó anche
per combattere la piaga degli
affitti in nero e garantisce
il proprietario anche nel
momento in cui vuole sfrattare
l'inquilino, perché senza
contratto registrato, l'inquilino
può continuare a rimanere dove è.
"I
contratti concertati - dice
Lamberti - sono saliti a
centinaia, hanno sicuramente aiutato a calmierare il mercato e
con un affitto concertato non si supera mai i 475 euro al mese, ma
oggi stanno avendo uno stop
perché hanno anche meno
attrattiva in quanto da due anni i valori non vengono
aggiornati neppure
ai dati I-
stat. L'altro dato che fa riflettere
sul momento particolare è quello
delle compravendite che
sono quasi ferme, sono diminuite in modo forte negli ultimi
mesi".
La
causa?
"Forse - continua Lamberti
- sono tante motivazioni
messe insieme: ci sono meno
soldi e molte famiglie che
prima
avrebbero acceso un mutuo per
l'acquisto della prima casa
ora non lo fanno più, non se
la sentono in questo
momento di crisi. Incidono
anche molto le crisi
familiari che esistono, con
sempre più frequenti separazioni
e divorzi, e l'informazione
spesso allarmistica.
A Cuneo c'è poi un dato particolare,
perché il mercato
immobiliare è particolare:
chi
vorrebbe vendere sta aspettando
perché spesso non si fida di
chi compra, e chi vorrebbe comprare aspetta
che i prezzi scendano. Ma
difficilmente succederà, anzi
a Cuneo soprattutto sui nuovi
alloggi i prezzi sono ancora saliti".
Intanto permane a Cuneo
una situazione di alta tensione
abitativa e rimangono in
città
molte case sfitte, di proprietari
che preferiscono non
affittare piuttosto che
rischiare di avere inquilini
che non pagano. Non c'è
d'altra parte una vera e propria
politica della casa più
incisiva con l'incentivazione all'affitto secondo il contratto
concertato e controlli a
tappeto per chi non dichiara
le case sfitte e conseguentemente
non paga l'Ici maggiorata
del 9 per mille. Ma
rimangono anche tante le famiglie
che non hanno una casa. Le
case popolari scarseggiano,
le domande all'Atc
aumentano e il "Piano Casa"
dei 10 mila alloggi popolari
in Piemonte è stato approvato ma
ci vorranno diversi anni
per arrivare a ottanta alloggi
in più previsti a Cuneo dal
piano regionale. Dovrebbero
sorgere su un'area al
Donatello in via Monsignor
Riberi, in via Giotto al posto
delle Officine comunali e a
Borgo San Giuseppe dalla
residenza Bisalta. Ma intanto
l'emergenza resta e le necessità riguardano l'oggi.
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SOCIOASSISTENZA. LA
PROPOSTA DI «INTESA»
“Più case popolari, ma
fuori Bra”
Da “La Stampa” del 18
giugno di VALTER MANZONE
«Le nuove case popolari? Non più a Bra». Parla chiaro Piero Degetto,
presidente del Consorzio socioassistenziale Intesa, che stasera
lancerà la proposta all’assemblea dei sindaci per l’approvazione del
bilancio, in via De Gasperi. Una questione delicata e «da
regolamentare» secondo l’amministratore che precisa: «Ritengo che Bra
abbia già pagato un tributo elevato. Adesso anche gli 11 Comuni che
hanno dato vita al Consorzio devono fare la loro parte».
«E’ tempo che ogni sindaco si assuma le proprie responsabilità e
accetti di far realizzare sul territorio del proprio comune edifici da
destinare alle famiglie meno abbienti, che hanno legittimamente
diritto all’assegnazione di una casa popolare - aggiunge Degetto -.
So, ad esempio, che nella vicina Cherasco, che ha poco più di 8 mila
abitanti, sono attualmente presenti solo sei alloggi dell’Atc; credo
che la stessa situazione riguardi anche altri territori. Una più ampia
distribuzione di queste residenze permetterebbe da un lato di accedere
alla tranche di finanziamenti previsti per il secondo biennio e
dall’altro, cosa ancora più significativa, di creare i presupposti per
una maggiore integrazione di questi nuclei familiari».
Ancora: «Se continuassimo a costruire a Bra si rischierebbe di creare
un “ghetto” che farebbe certamente aumentare i problemi di convivenza
e quindi anche i casi di disagio sociale che poi necessitano di essere
seguiti dai nostri Servizi».
Le domande inserite dall’Atc nelle graduatorie braidesi sono 161 anche
se ne erano pervenute ben 206. Fra gli utenti che hanno presentato la
richiesta, 72 sono italiani, i restanti 89 extracomunitari. Di questi
ultimi 55 arrivano dal Marocco e 10 dall’Albania, espressione delle
due etnie più radicate a Bra. Ma 46 domande sono arrivate da famiglie
che risiedono già in uno dei comuni che fa parte del bacino del
Consorzio Intesa.
L’ipotesi che sta per mettere sul tavolo il presidente Degetto, il
quale ha recentemente espresso la volontà di confrontarsi con
l’assessore comunale ai Lavori pubblici Gianfranco Dallorto sulla
vicenda, è condivisa anche dal vicepresidente dell’Atc (Agenzia
territoriale per la casa) cuneese, Gino Garzino.
«I fondi del primo biennio del Piano regionale casa sono ormai in
esaurimento e Bra non ha ricevuto alcun finanziamento perché non aveva
aree a disposizione da destinare alla realizzazione di case popolari -
spiega Garzino -. In autunno, a ottobre o novembre, sarà pubblicato il
bando per il secondo bienno 2009-2010: sarebbe veramente grave se
anche questa volta tutto il territorio che gravita su Bra, dove c’è
sempre una significativa emergenza abitativa, non presentasse alcuna
richiesta. Se torno indietro con la memoria, ricordo che già sul
finire del 2006 avevo espresso l’idea che qualcuno dei Comuni della
zona presentasse progetti degni di essere finanziati. Il prossimo
contributo regionale ammonterà a 29 milioni di euro, mentre l’ultimo
biennio disporrà di altri 20 milioni. Nei prossimi mesi chiederò un
incontro sia con i vertici di Intesa sia con il sindaco Camillo
Scimone, proprio per sollecitare la progettazione in merito a questi
bandi».
Sottolinea Degetto: «A Bra avremo già delle nuove realizzazioni con i
finanziamenti derivanti dalla legge Gozzini, per cui diventa veramente
necessario spalmare sul territorio degli undici Comuni le nuove
realizzazioni, per non correre il rischio di non accedere ai
finanziamenti».
E conclude lanciando una proposta: «Tutta la partita delle case
popolari potrebbe poi essere gestita da un nuovo ente, che al momento
non esiste ancora, incaricato di occuparsi del nostro territorio e di
intervenire ogni volta che se ne presenterà la necessità».
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SAVIGLIANO. DOPO LE POLEMICHE
“Troveremo un altro sito per gli alloggi popolari”
Da “La
Stampa” del 16 maggio
La Giunta
di Savigliano ha deciso di istituire una variante al piano regolatore
per risolvere il problema delle case popolari, una quarantina di
alloggi in tutto, emerso tempo fa quando il Tar aveva accettato il
ricorso presentato dagli abitanti di via Suniglia, secondo i quali
l’area per costruire i nuovi appartamenti non era sufficiente e si
sarebbero dovuti espropriare spazi verdi e altre superfici.
«Il Tar ha emesso un decreto di sospensione per il ricorso, peraltro
non presentato da chi riteneva di essere danneggiato nella volumetria
o da quelli che avrebbero avuto il terreno espropriato - spiega
l’assessore all'Urbanistica, Lorenzo Morello -. L’Amministrazione ha
preso in considerazione il ricorso gerarchico contro la sentenza, con
buona possibilità di vittoria, ma i tempi si allungherebbero troppo.
Così si è deciso di partire con una variante strutturale per superare
le motivazioni del Tar. La scelta della Giunta impegnerà le future
amministrazioni; a noi ora spetta l’onere di trovare un altro sito da
utilizzare per la costruzione delle case popolari, che sono
indispensabili».
La soluzione illustrata dall’assessore Morello allungherà di molto i
tempi di costruzione, ma la Giunta pensa in questo modo di poter
ancora accedere ai finanziamenti regionali per investimenti di questo
tipo
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SAVIGLIANO. DOPO LA SENTENZA DEL TAR
“Lo stop alle case popolari frutto degli errori di Giunta”
Da “La
Stampa” del 6 maggio di ALDO MANO
«La sospensiva decisa dal Tar e il conseguente stop alle nuove case
popolari in via Suniglia danno ragione oltre che ai 23 ricorrenti
anche al sottoscritto e a quei consiglieri di minoranza che in
Consiglio comunale avevano cercato in tutti i modi di raccomandare
all'Amministrazione maggior prudenza e ponderazione».
Secondo Guido Ghione, consigliere comunale della Lega Nord a
Savigliano, è gravissima la colpa della Giunta per non aver previsto
nel piano regolatore alcun sito per l'edilizia popolare, con il
conseguente rischio di perdere dei consistenti finanziamenti
regionali.
La decisione, a suo tempo non condivisa dai gruppi della minoranza, di
deliberare una variante al piano regolatore con la quale si concedeva
il via libera alla costruzione di case popolari in via Suniglia, era
stata presa dalla giunta Comina circa un anno fa.
La zona è caratterizzata dalla presenza di basse abitazioni, per lo
più villette uni e bifamigliari. Alcuni terreni ancora edificabili
erano destinati secondo il piano regolatore ad area produttiva,
laboratori artigianali con annessa casa di pertinenza. «Ritengo sia
giusto che un amministratore cerchi di capire i sentimenti delle
persone, le aspettative degli abitanti di un quartiere, che difenda le
aspirazioni della gente - continua il consigliere Ghione - Per questo
bisogna ricercare azioni condivise, meditarne ogni passaggio cercando
di evitare scelte improvvise che possono celare errori di valutazione
e stravolgimenti senza rimedi».
Di recente, in materia di urbanistica, l'Amministrazione comunale è
già stata più volte nell'occhio del ciclone, dopo la sentenza del
Consiglio di Stato per via Novellis e i problemi di via Pylos. «Ci
sono delle difficoltà di gestione dell'urbanistica - spiega Guido
Ghione -, ma più in generale c’è anche una grave incapacità di
mediazione dei nostri attuali amministratori».
L'esponente del Caroccio ribadisce il rischio di perdere i contributi
regionali per l'edilizia popolare, i primi dopo vent'anni, nonostante
le assicurazioni in merito dell'assessore all'Urbanistica Lorenzo
Morello.
«Per quanto riguarda le case popolari non credo vi siano oppositori -
conclude Ghione -, ma è necessaria una variante strutturale, un'area
adatta condivisa da tutti, una politica che l'attuale amministrazione,
ormai appannata da quasi quindici anni di potere, non è più in grado
di garantire e di proporre in modo credibile».
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Contributi per gli affitti a giovani e universitari fuori sede
Da “La Guida” del
25 aprile
La giunta comunale
ha approvato le
misure a sostegno
dell'autonomia
abitativa dei giovani. Si tratta di tre interventi differenziati,
finanziati dal-la Regione.
Due misure sono
rivolte agli studenti universitari:
per chi è residente a Cuneo e, per ragioni di studio,
é
domiciliato in altre città, oppure per chi è venuto a
studiare a Cuneo,
nella nuova
sede dell'università, pro-venendo da altri Comuni. La terza misura P
rivolta ai
giovani tra 18 e 35 anni che
abitano a Cuneo e che pagano un affitto elevato.
Per poter ottenere i con-tributi, gli studenti di Cuneo che studiano a117iniversità
e che abitano fuori città devono essere iscritti, per
l'anno accademico 2007/08, a facoltà universitarie o
scuole di alta formazione la cui frequenza comporti la
necessità di una sistemazione abitativa
al
di fuori del proprio nucleo familiare di origine; l'iscrizione
deve es-sere effettuata ad un corso di laurea, di laurea specialistica,
di laurea specialistica a ciclo unico, a un corso di specializzazione
o di dotto-rato di ricerca; affittare un
alloggio (con esclusione de-gli alloggi di categoria catastale Al, A7, A8, A9 e
A10)
oppure utilizzare residenze universitarie nel periodo dal
P ottobre 2006 al 28 febbraio 2008.
Gli iscritti agli
anni successivi al primo devono
aver
conseguito, entro
il 31
dicembre 2007, un numero di crediti pari a un terzo di quelli complessivi
previsti dall'ultimo piano di studi approvato. Occorre, inoltre essere
in possesso di un I-see, riferito all'intero nucleo famigliare di
origine dello
studente,
inferiore a 29.000
euro. Le spese sostenute dovranno
essere documenta-te, attraverso le ricevute di versamento mensili.
Il Comune erogherà i con-tributi
in proporzione al numero di richieste pervenute, da un minimo di 50
euro a un massimo di 1.500.
Gli stessi
requisiti devono
essere in
possesso degli studenti che frequentano corsi
universitari a Cuneo e che non sono residenti in città.
La terza
opportunità è tiservata
ai giovani tra i 18 e 35
anni (nati tra
il
1° marzo
1973 e il 28 febbraio 1990);
il
nucleo famigliare deve es-sere
composto esclusiva-mente da soggetti rientranti nella fascia di età
indicata, fatta salva la
presenza di figli minori;
essere annua-ti di un
alloggio situato in Cuneo
(con esclusione degli
alloggi di categoria catasta-le Al, A7, A8, A9 e
A10)
nel periodo dal t° gennaio al 31
dicembre 2007; avere un I-see,-riferito al nucleo [amigliare.
inferiore a
25.000euro; non essere proprietari
di un alloggio adeguato;
11 Comune erogherà
i con-tributi
in proporzione al numero
di
richieste
pervenute.
Le domande, da
compilarsi sui moduli in distribuzione presso
il settore socio-educativo, devono esse-re presentate o spedite entro
il 13 giugno 2008, al Comune di Cuneo - settore
sodo-educativo, via Roma 4 -
12100
Cuneo. Per
scaricare la copia dei bandi e per maggiori informazioni:
www.comune.cuneo.it; tel. 0171-444506.
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SAVIGLIANO. ACCOLTO UN RICORSO
Case popolari, “stop” dal Tar
Da “La
Stampa” del 25 aprile di ALDO MANO
Il Tar del Piemonte ha accolto il ricorso, sottoscritto da 23
residenti di via Suniglia, contro una delibera comunale che, per
consentire la realizzazione di quaranta alloggi di edilizia popolare
nella zona, ha trasferito volumi tecnici sottratti ad alcuni
fabbricati progettati in precedenza.
La decisione era stata presa un anno fa, in occasione di una variante
al piano regolatore generale, presentata in Consiglio comunale,
contestata dall'opposizione ed approvata con i voti della maggioranza.
Il Tribunale amministrativo regionale ha inoltre eccepito in merito al
cambiamento della destinazione d'uso del lotto di proprietà Gullino,
in contrasto con quanto previsto dall'attuale piano regolatore,
sancito con una convenzione tra i ricorrenti ed il Comune.
Secondo l'assessore all'Urbanistica Lorenzo Morello, l'Amministrazione
comunale non ha commesso irregolarità: «Il Tar ha rilevato un vizio di
forma, e ha emesso una sentenza di sospensione. Non possiamo
sostituirci ai giudici, ma riteniamo di aver agito in base alla
specifica legge regionale in materia di edilizia popolare».
La Giunta sta ora valutando come reagire, e con tutta probabilità
ricorrerà al Consiglio di Stato. C'é il rischio concreto che
Savigliano, non avendo ancora individuato altre zone dove realizzare
gli interventi di edilizia residenziale pubblica, perda i
finanziamenti regionali per le case popolari, i primi dopo vent'anni.
«Questo per una amministrazione di sinistra é particolarmente
bruciante - commenta Antonio Giaccardi, coordinatore cittadino di
Alleanza Nazionale - e mette in evidenza lo stato confusionale in tema
di urbanistica in cui si dibatte la giunta Comina». Anche secondo
l'assessore Morello il rischio c'è, ma è remoto. Precisa:
«L'Amministrazione si è già messa in contatto con la Regione.
Cerchiamo di trovare una soluzione e siamo fiduciosi di riuscire a
scongiurare il rischio di perdere i finanziamenti». In lista di attesa
per l'assegnazione di un alloggio, ci sono circa 200 persone, l'85 per
cento delle quali è di nazionalità italiana. «È un problema politico a
cui dare risposta - conclude Lorenzo Morello -. Nella recente campagna
elettorale, anche partiti di colore diametralmente opposto al nostro
hanno messo in evidenza la necessità di risolvere il problema della
casa. Purtroppo, a volte, le scelte a favore della collettività
contrastano con gli interessi privati».
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Edilizia: un gruppo di cittadini ottiene la sospensione dal Tar
Stop alle nuove case popolari
Da “Il Saviglianese” del 24 aprile di Guido Martini
Inatteso altolà alla costruzione di case popolari in via Leopardi.
Nei giorni scorsi,
il
Tribunale amministrativo regionale di Torino ha infatti sospeso la
"variante parziale n. 15" al Piano regolatore, deliberata
dal Consiglio comunale (favorevoli
la maggioranza e Gianfranco Saglione) lo scorso 30 ottobre, con la
quale si dava il via libera alla costruzione di 40 alloggi, di cui
24 di edilizia popola-re, in fondo alla strada che incrocia via
Suniglia.
La questione era stata oggetto
di uno scontro molto duro tra la maggioranza e l'opposizione,
che sospettava delle irregolarità in materia
urbanistica ed aveva deciso di cavalcare la protesta di un gruppo di
residenti contrari alla costruzione degli alloggi. Prima del
Consiglio comunale del 30 ottobre c'era stata una riunione
tra consiglieri di minoranza e residenti, al fine di presentare alcune
osservazioni e richieste di modifica al pro-getto. In aula ne
attivarono ben 36, rate respinte dalla maggioranza
che, tramite l'assessore al-l'Urbanistica Lorenzo
Morello,
si era detta tranquilla sulla correttezza
dell'operazione. La giunta Corvina aveva scelto quell'area perché la
Regione, per elargire un contributo finalizzato alla realizzazione
delle abitazioni, aveva imposto l'indicazione di una zona già "urbanizzata",
ovvero dotata di servizi ed allacciamenti.
Il
problema stava però nel fatto che quella fetta di verde incolto era
destinata, secondo il Piano regolatole, ad area produttiva. Si era
reso necessario, dunque,
cambiarne la destinazione
e
portarla a "residenziale". Cosa che in effetti venne fatta
quella sera in Consiglio comunale.
Fallita la via politica, al gruppo di persone (una
ventina) contrarie all'insediamento delle case popolari non à rimasto
che il ricorso al Tar.
Ed
arriviamo ad oggi. Lo scorso 17 aprile, l'organo di primo grado della
giustizia amministrativa ha deciso di sospendere l'esecuzione
del
provvedimento impugnato.
In
attesa della sentenza definitiva, dunque, l'iter per la
realizzazione delle case popolati non potrà proseguire.
Che cosa farà ora
il
Comune? Abbiamo sentito il sindaco Aldo Canina:.Oggl (mercoledì,
rida)
incontrerò
l'assessore
Morel-lo
ed
il nostro
legale per
capire be-ne le motivazioni della sospensiva
che ci ha dato torto. Di conseguenza,
vedremo
come agire. Abbiamo
diverse opzioni: aspettare la
sentenza
(ma
ci
vorrebbe
chissà
quanto tempa); ricorrere al Consiglio
di Sorto contro lo sospensiva; fare una
"variante struttura-le" al Piano regolatore (al posto di
quella
parziale,
ma ci
vorrebbe comunque un anno di tempo e si
finìrebbe
a cavallo delle prossime
elezioni); individuare un'altra area
dove
costruire le case popolari. Di certo — conclude
il primo cittadino — per noi l'obiettivo resta
quello di
costruire le
case
popolari,
visto che gli alloggi sarebbero utili per le
famiglie che oggi vivo-no situazioni difficili».
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CASE.
PREZZI AUMENTATI E FAMIGLIE PIU’ POVERE
A Cuneo 1046 alloggi vuoti e sfitti
Da “La
Stampa” del 20 aprile di LORENZO BORATTO
Affitti sempre più cari o famiglie più povere, il risultato è lo
stesso. A Cuneo sono oltre mille le case sfitte, mentre aumentano
vertiginosamente il numero degli «affitti concordati» e le richieste
di contributi per la locazione da parte dei meno abbienti.
«Sono 1046 gli alloggi sfitti in Cuneo, secondo il Comune, ma il dato
è vecchio di un anno - spiega Silvio Ribero, dell’associazione Impegno
e partecipazione civile -. A questi vanno aggiunte un altro centinaio
di abitazioni: le case appena realizzate, ma ancora vuote. Il Comune
fa uno sconto specifico per le aziende costruttrici che pagano
un’aliquota Ici al 4 per mille per i primi 3 anni, anzichè al 6,5.
Sono pochissimi i Comuni in provincia con quest’agevolazione: fra
quelli grandi, solamente Alba e Borgo San Dalmazzo».
Ci sono poi i contratti di affitto «calmierati», quasi raddoppiati in
5 anni: grazie a una legge regionale del ‘99 e con l’intervento
diretto del Comune, ci sono benefici per i proprietari (riduzione
Irpef del 40,5% sul reddito che deriva dall’immobile, sconto del 30%
sull’imposta di registro e Ici al 2 per mille anziché al 6,5) e per
chi affitta (deduzioni fino a 495 euro sull’Irpef se il reddito non
supera i 30 mila euro e riduzione del 30% sull’imposta di registro).
Gli affitti concordati in Cuneo erano 480 nel 2003 e quest’anno,
secondo la previsione di bilancio del Comune, saranno 840.
Rinaldo Olocco della Sicet Cisl, che cura l’interesse dei locatari,
spiega: «Finalmente a Cuneo si è capito che convengono, a chi ci vive
e al proprietario. I cartelli “affittasi” che si vedono in Cuneo sono
un chiaro segnale che il mercato deve scendere con i prezzi, tenendo
conto che l’Ici già penalizza i proprietari di case vuote da oltre due
anni, facendoli pagare di più. Gli sfratti esecutivi sono praticamente
inesistenti a Cuneo». Le abitazioni non locate da oltre due anni in
città sono oggi 295, solo cinque in meno rispetto al 2003.
Esplose anche le domande per il contributo affitti: le richieste
presentate erano 145 nel ‘99 e sono passate a 756 nel 2006. Il nuovo
bando si chiude il 30 maggio. «All’inizio si sapeva poco di questa
opportunità e tutte le domande accolte erano “evase” - spiega Erio
Ambrosino, assessore al Sociale del Comune -. Adesso in molti fanno
richiesta: con l’ultimo bando abbiamo dato 432 mila euro a 512
famiglie, ma ne sarebbero serviti 962 mila. Questi contributi sono
erogati in base ai pagamenti del biennio precedente: anche se sono
soldi che arrivano in ritardo, le famiglie si pagano due mensilità o
il riscaldamento. La richiesta è variegata, anche da parte di
immigrati, ma la maggior parte sono italiani, che hanno comunque la
priorità. Fa domanda anche chi vive in case popolari: hanno già questo
privilegio, credo che in questo caso la legge andrebbe cambiata». E
ancora: «Gli affitti concordati? Se vanno bene è perchè
l'amministrazione è stata lungimirante. L’Ici variabile ci ha permesso
di “invitare” in parte chi ha la casa vuota a metterla sul mercato: è
del 9 per mille per chi ha una seconda casa e non l'affitta da due
anni. Il Comune prevede che nel 2008 le seconde case sfitte da due
anni scendano a 177. Il problema è l'abolizione di questa tassa, come
chiede il nuovo governo: non è accettabile». Per Cuneo la previsione
del gettito Ici nel 2008 è di 11,6 milioni di euro, quasi un terzo
delle entrate totali.
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Nuovo bando per l’assegnazione di contributi per l’affitto
Da “La Guida” del 11 aprile
È
uscito il nuovo bando per l'assegnazione dei contributi per l'affitto:
fino al 30 maggio si raccolgono le domande riferite agli anni 2006 e
2007. II contributo che il Comune erogherà in seguito al trasferimento
dei fondi regionali, viene calcolato in base all'incidenza del canone
di affitto effettivamente pagato negli anni 2006 e/o 2007
sull'ammontare dei redditi percepiti dall'intero nucleo familiare nell'anno
2006.
Particolari agevolazioni, sia in termini di limiti di reddito, sia per
quanto riguarda l'ammontare del contributo, sono previste in caso di
determinate situazioni familiari di disagio sociale, quali: presenza
nel nucleo familiare di soggetti ultrasessantacinquenni o di disabili
con invalidità pari o superiore al 67%, famiglie colpite da sfratto
esecutivo per finita locazione, famiglie con 3 o più figli minori e
nuclei monoreddito con 2 o più figli minori.
Nella
domanda, l'intestatario del contratto di affitto dichiara la propria
situazione familiare e reddituale, i dati del contratto, alcune
informazioni sull'alloggio locato e l'ammontare del canone
effettivamente pagato.
Le
domande devono essere presentate entro le ore 12 del 30 maggio presso
il settore socio-educativo del Comune di Cuneo (via Roma 2).
Informazioni possono essere richieste presso l'ufficio casa
dell'assessorato ai servizi socio-educativi, via Roma 4
(tel.0171-444512) oppure sul sito www.comune.cuneo.it/socioeducativo.
Possono
fare domanda coloro che risultano essere intestatari di un contratto
di affitto regolarmente registrato relativo all'anno 2006
e/o 2007 e che si trovino nelle seguenti condizioni: abbiano un
reddito annuo fiscalmente imponibile complessivo dell'intero nucleo
familiare non superiore 11.117,08 euro, rispetto al quale
l'incidenza del canone di locazione risulti superiore al 14%;
abbiano un reddito annuo fiscalmente imponibile complessivo
dell'intero nucleo familiare non superiore ai seguenti limiti,
rispetto al quale l'incidenza del canone di locazione risulti
superiore al 24%: 18.515,32 euro per una famiglia di una o due
persone; 22.588,69 euro per una famiglia di 3 persone; 26.291,75 euro
per un nucleo di 4 persone; 29.624,51 euro per una famiglia di 5 o
più persone.
I
redditi da considerare sono quelli complessivi, relativi al 2006,
fiscalmente imponibili del nucleo familiare, diminuiti, per ciascun
anno, di 516,46 euro per ogni figlio a carico. Il nucleo familiare che
occorre considerare è quello che risulta anagraficamente al 13 marzo
2008.
Non
possono accedere al fondo: gli affittuari di alloggi di categoria
catastale AI, A7, A8, A9 e Aio; i titolari, siano essi richiedenti o
componenti del nucleo familiare, di diritti esclusivi di proprietà
(salvo che si tratti di nuda proprietà), usufruito, uso e abitazione
su uno o più immobili dì categoria catastale Al, A2, A7, A8, A9 e
AIO, ubicati in qualunque località del territorio nazionale, oltre ai
titolari, siano essi richiedenti o componenti del nucleo familiare,
di diritti esclusivi di proprietà (salvo che si tratti di nuda
proprietà), usufrutto, uso e abitazione su uno o più immobili di
categoria catastale A3 ubicati sul tenitorio della provincia di
residenza.
Nel
2006 sono state. accolte 512 domande (su 756 presentate), per un
importo di 432.583,35 euro; nel 2005 erano state accolte 461 domande
(su 665 presentate), per un contributo complessivo di 349.926,31
euro.
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FOSSANO.
PROGETTO PILOTA
Casa ai poveri, garantisce il Comune
Da “La
Stampa” del 11 aprile di WALTER LAMBERTI
Si chiama Asolo (Agenzia sociale per la locazione) ed è un progetto
sperimentale, il primo in provincia, promosso dal Comune per
affrontare il problema della casa che riguarda un numero sempre
maggiore di famiglie monoreddito. Non un'agenzia immobiliare, ma
un'agenzia pubblica destinata ad operare nel settore immobiliare e
collaborare con i professionisti del settore. Il Comune ha partecipato
al bando regionale sul piano casa «10.000 alloggi», ottenendo un
finanziamento di 156.000 euro che saranno ripartiti su due anni,
79.000 euro sul 2008 e 77.000 sul 2009.
Il compito di «Asolo» sarà quello di fornire ai proprietari degli
alloggi sfitti che accetteranno di affittare il loro immobile ad una
delle famiglie segnalate dall'agenzia un'assicurazione contro il
rischio di morosità degli inquilini, attraverso un Fondo di Garanzia
appositamente istituito, in collaborazione con la Cassa di risparmio
di Fossano. Inoltre, i proprietari godranno anche di un'agevolazione
sull'Ici, che l'Amministrazione potrebbe in questi casi, con propria
determinazione, portare fino all'1 per mille (già oggi i proprietari
che scelgono di stipulare un contratto concordato godono di
un'agevolazione Ici al 3 per mille). In cambio, dovranno affittare gli
alloggi ad un prezzo vincolato ad inquilini che abbiano ottenuto una
specifica attestazione di emergenza abitativa.
Alla stipula del contratto, l'agenzia potrà concedere un bonus
all'inquilino che andrà a sostenere la famiglia nelle spese per
l'affitto nel primo anno. L'Agenzia avrà un operatore che seguirà
l'incontro tra la domanda e l'offerta di alloggi, gestirà le
graduatorie secondo i criteri prefissati e fornirà indicazioni a
proprietari e inquilini sui contratti da stipulare. Il servizio
effettivo dell'agenzia partirà nell'estate.
«È un progetto a cui l'Amministrazione tiene molto - dice l'assessore
al Sociale Maurizio Bergia, - perché crediamo aiuterà molte famiglie
che faticano ad accedere al mercato immobiliare, invogliando alla
locazione i proprietari che tengono sfitti i loro alloggi o che
chiedono a volte garanzie non sostenibili per molte famiglie. Saremo
la prima città della provincia ad aprire questo servizio e dobbiamo
ringraziare di cuore la Regione che ha scelto, attraverso il piano
casa, di dare una risposta concreta ai problemi del caro-vita e della
ricerca di un'abitazione a costi sostenibili. Sarà possibile venire
incontro ai bisogni abitativi delle famiglie che più faticano ad
arrivare a fine mese ed ai bisogni dei proprietari più sensibili che
hanno chiedono però maggiori garanzie».
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Fisco: la CGIL precisa i soggetti che ne hanno diritto in base alla
legge
Quando si può
detrarre il canone d'affitto
Da “Il Saviglianese” del 10 Aprile
La Finanziaria ha stabilito che gli inquilini
con contratti di locazione per l'abitazione principale, regolarmente
regi-strati e con le relative ricevute, ai sensi della Legge 431198
hanno diritto a por-tare in detrazione il canone d'affitto presentando
la denuncia dei redditi dell'anno in corso. Le date di scadenza sono 31 maggio per il 730 e
31 luglio per il modello unico. Le detrazioni spettanti sono
di
300 euro se il
reddito
complessivo
non
supera i
15.493,71 euro, e di 150
peri
redditi che vanno
da 15.493,71 fino a 30.987,41 euro. Nei giorni scorsi sono state
precisa-te in via definitiva tutte le seguenti tipologie
di contratti che possono essere
portati in detrazione: contratti di libera Iocazione,
transitori, patti in deroga ed equo
canone rinnovati tacitamente
alla scadenza successiva al
15/12/98 e contratti
stipulati successivamente al IS dicembre 1998
nei
quali è omesso il riferimento
al-la Legge 431/98. Sono
esclusi dalla detrazione ì
contratti stipulati con l'istituto delle case popolari e con le
cooperative edilizie. Pertanto, coloro i quali le scorse settimane il
Caaf
ha comunicato l'impossibilita di poter applicare la detrazione perché
alcuni contratti non facevano riferimento alla Legge 431/98 sono
pregati di ritornare presso la sede Cgil
di corso
Roma n. 29 a
Savigliano.
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CUNEO. DOMANDE IN COMUNE
Venerdì
chiude il bando per gli alloggi “popolari”
da "La Stampa"
del 12 marzo 2008
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Gli interessati agli alloggi in case
popolari a Cuneo possono presentare le domande fino a venerdì. Si
chiude infatti questa settimana il bando per l’assegnazione,
indetto ogni due anni dal Comune.
«Solitamente si liberano una ventina di alloggi “popolari”
all’anno, nei quartieri Centro storico, Cerialdo e Cuneo 2» spiega
Erio Ambrosino, assessore comunale alle Politiche sociali. Finora
sono stati trecento i residenti in città o nei paesi limitrofi a
presentare la domanda. Per farlo (moduli scaricabili da
www.comune.cn.it/socioeducativo) bisogna presentarsi entro venerdì
al settore Socioeducativo in via Roma 2: oggi e domani ore 9-12 e
15-16,30. Venerdì 9-12 (info 0171444512).
«Domani (oggi, ndr) incontrerò il sindaco Valmaggia per valutare
la possibilità di accedere ai finanziamenti regionali per la
costruzione di nuovi alloggi popolari - conclude Ambrosino -. Se
il progetto andrà in porto, ne costruiremo circa 140 nei prossimi
cinque o sei anni».\ |
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Bra elenco provvisorio
Affissa in Comune la graduatoria delle
case popolari
Valide 161 delle 206 domande presentate.
Come e dove avviare ricorsi e proteste
da "La Stampa" del 5 marzo 2008 di
Valter Manzone
C'è
la nuova graduatoria per le
case popolari a Bra. Spiega ll sindaco
Camillo Scimone, che ha anche la delega alla socio-assistenza:
«Abbiamo approvato molte delibere per venire incontro alle esigenze di
tanti concittadini che magari faticano a trovare
un alloggio o a sobbarcarsene
le spese. Abbiamo lavorato sulla
riduzione dell’Ici,sugli affitti agevolati e abbiamo partecipato al
bando per ottenere i finanziamenti mirati alla realizzazione di case
in edilizia convenzionata. Adesso gli uffici comunali hanno stilato
una prima graduatoria. Nei prossimi giorni ne verificheremo
la correttezza e poi faremo
le assegnazioni.
Spiegano i funzionari della
Ripartizione: “La lista che abbiamo
stilato esaminando le 206 richieste,
ci ha permesso di accettarne 161; entro il 28 marzo coloro
che avessero lamentele da sottoporci
o ricorsi da attivare, lo possono fare presentando una raccomandata
con ricevuta di ritorno,
accompagnata da una marca
da bollo da 14,62 euro, che va indirizzata
alla Commissione assegnazione
alloggi presso l'Agenzia
Territoriale per la Casa (Atc) di Cuneo,in via Santa Croce
11..
La graduatoria è a disposizione
del pubblico nell'Ufficio assistanza, al primo piano di via Barbacana
(telefono 0172/436336)
dal lunedi al giovedl (dale 8,30 alle12,45
e dalle15alle16)e il venerdì mattina.
Aggiunge il vice presidente dell'Atc cuneese, Gino
Garzino:
«La graduatoria è stata stilata da un'apposita
commissione, presieduta da un magistrato, comprensiva di due
rappresentanti dell'Anci, di un esponente delle organizzazioni
sindacali, del sindacato
inquilini, delle organizzazioni di categoria e dell'Atc.
Le
206 domande ci dicono che c'è un trend in aumento:
occorre quindi utilizzare
al meglio le risorse del Piano
casa 2007-2012 che stanzia, nel prossimo biennio, ben 30 milioni di
euro. Gli Enti locali devono impegnarsi
a trovare aree per realizzare
case popolari”
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Emergenza
casa
Due anni per i primi interventi e per la graduatoria da "La Guida"
del 8 febbraio 2008 - di Enrico Giaccone
|
Cuneo -
"Abbiamo i centri di
accoglienza e le case popolari piene. Sono in progetto nuove case popolari:
speriamo che i tempi vengano rispettati, cosi potremo respirare". L'assessore ai
servizi sociali
del Comune di Cuneo,
Eric) Ambrosino, da tempo
denuncia corne la casa
sia diventata
anche a Cuneo un'emergenza
ed i numeri Io confermano.
La situazione è destinata a migliorare lentamente con il nuovo "Piano
casa 2006-2012" della
Regionee che inizia a muovere i primi
passi. Per il primo biennio, Comune e Atc hanno ottenuto il finanziamento per
40 nuovi alloggi,
circa il doppio
dovrebbero essere finanziati nel biennio successivo, mentre sono ancora aperti i
termini per il nuovo bando
delle case popolari. Ci
vorranno però
due-tre anni prima della nuova graduatoria.
In occasione dell'ultimo
bando di
assegnazione delle
case popolari a
Cuneo, chiuso nel
2005, oltre 400 domande hanno soddisfatto i parametri richiesti, ma soltanto
poche decine hanno trovato risposte concrete per la carenza di case popolari di
edilizia sovvenzionata che sono sempre di meno: delle circa 1.850 gestite in
passato, l'Atc dispone oggi a Cuneo di 727 alloggi (sono 3.027 in tutta la
provincia).
Il nuovo bando per l'assegnazione
di edilizia residenziale pubblica emesso dal
Comune, con scadenza al
14 marzo 2008
(informazioni sul sito www.comune.cuneo.it), ed il "Piano casa 2006-2012" della
Regione sembrano aprire ora qualche spiraglio positivo per chi deve far fronte
alle do-mande e per chi vive sulla
propria pelle
l'impossibilità,
pur
nella necessità, di trovare
un'abitazione a canone calmierato.
"Per la disamina delle
domande - dice l'assessore Erio Ambrosino - ci vorrà un anno, almeno altrettanto
per gli eventuali ricorsi e per il lavoro della commissione. Nel frattempo sarà
valida quella del precedente bando".
Sul fronte edilizio, nel
primo biennio del
piano 2006-2012,
la Regione finanzierà
la realizzazione
di 21 nuovi
alloggi popolari dell'Atc
(1.226.000 euro) e di
altri 18 alloggi
popolari del Comune (1.900.000 euro). Per il
biennio successivo è in
fase
di progettazione la
richiesta
per altri 40 alloggi da
parte dell'Atc
ed altri 32 del Comune.
Nel frattempo, grazie
alla Legge 159
del 2007, che
finanzia il recupero di immobili
fatiscenti, il Comune
potrà effettuare
un intervento
di ristrutturazione a fini
di edilizia sovvenzionata a
Tetti Pesio e l'Atc ha
in cantiere interventi di manutenzione
su alloggi inutilizzabili a Cuneo. Altri 20
alloggi popolari dovrebbero poi essere
costruiti nell'ambito dell'intervento progettato dalla
Co.Ge.In a Madonna dell'Olmo,
ma in questo caso l'Atc si riserva di
decidere in funzione del finanziamento
previsto dallo Stato.
Infine,
una manciata di
nuovi
alloggi popolari sarà
ricavata dal Comune grazie
ai finanziamenti del Contratto di Quartiere. Nello specifico 6
insediamenti abitativi di edilizia sovvenzionata
sono previsti in Casa
Samone e 14 di edilizia agevolata
in via Barbaroux,
rivolta ad inquilini
dell'Atc
che per tre anni
consecutivi
abbiano superato i limiti di reddito.
La situazione attuale ed
i progetti futuri sono stati illustrati
ai consiglieri comunali
dal presidente dell'Atc,
Mario Cismondi, nel corso
della commissione comunale
richiesta da Giuseppe
Lauria per fare il punto
sull'emergenza
casa nel Comune
di Cuneo.
Dai consiglieri comunali
sono arrivate richieste e proposte, come quella di
cercare il modo di
utilizzare gli
alloggi vuoti nel palazzo degli uffici finanziari. "E una delle prime cose da
fare - ha detto Giuseppe Lauria (An) - Più in generale è necessario definire
linee guida comuni per dare risposte rapide alle necessità".
Riccardo Cravero (Udc)
ha chiesto
particolare attenzione
agli anziani in difficoltà, proponendo anche graduatorie distinte tra chi
da tempo risiede sul
territorio e chi
invece è arrivato da
poco, Imelda Massa (Moderati) ha proposto interventi a favore delle giovani
coppie.
"Per gli anziani - ha
replicato Cismondi - è possibile prevedere bandi specifici in
caso di necessità
diffuse sul
territorio. Per i giovani il piano casa prevede invece finanziamenti a fondo
perduto".Luigi Mazzucchi ha chiesto
chiarimenti in particolare
sui cambi alloggi tra inquilini delle case popolari,
su cui ha competenza
l'Atc.
"La sensazione - ha
detto il
capogruppo del Centra Lista Civica residente a Cerialdo
- è che questi cambi vengano
fatti senza regola. In
un quartiere come
Cerialdo questo
provoca notevoli problemi dal punto di vista sociale: ogni volta, dopo poco
tempo, bisogna ricominciare da capo il processo di integrazione".
La questione ha aperto
un confronto tra
Comune e Atc.
"Sappiamo
- ha detto l'assessore
Ambrosino - di cambi
avvenuti fuori graduatoria: se questi sono "coca vostra",
il Comune si tira fuori, altrimenti chiediamo di collaborare con maggior
chiarezza".
In risposta Cismondi ha
assicurato
l'impegno
a chia-rire la
questione: "Non conosco questi casi, ma chiederà
una verifica e mi impegno
a capire i motivi di queste
decisioni".
Enrico Giaccone
Archivio
rassegna stampa locale
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