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EDILIZIA. UNA STATISTICA
Tremila alloggi non affittati

Da “La Stampa” del 27 luglio di ALBERTO PRIERI
CUNEO
Un migliaio a Cuneo, altrettanti ad Alba, qualche centinaio nelle altre città «sorelle» della Granda: in tutto circa 3.000 alloggi vuoti, che potrebbero essere affittati, ma sono inutilizzati perché chi li ha teme di perdere i soldi del mensile in questo periodo di crisi.
Così sono nate le agenzie per la locazione: sfruttano fondi regionali dando garanzie sia alle famiglie che cercano casa, sia ai proprietari. «Abbiamo appena iniziato, molti si sono già informati, ma ancora non sono stati affittati alloggi a canone agevolato» spiega Erio Ambrosino, assessore ai Servizi sociali a Cuneo. Ovunque il contratto dura 3 anni (più un rinnovo per altri 2), ma diverso è il contributo «una tantum» agli affittuari: si va dagli 800 euro a Cuneo ai 1.500 a Bra. Lo stesso vale per gli sconti Ici riservati ai proprietari: a Fossano la tassa passa dal 7 al 3 per mille, ad Alba arriva all’1,5 per mille rispetto al normale 6,5, sotto la Zizzola si paga solo il 2 per mille, come nel capoluogo. Qui, secondo una stima del Comune, gli appartamenti vuoti sono un migliaio. «Una cifra che però secondo noi è troppo per eccesso - replica Teresio Lamberti, presidente dell’Associazione piccoli proprietari immobiliari -. Saranno al massimo 200: molte case non sono sul mercato perché chi le possiede le destina ai figli».
«Il Comune sta lavorando bene - interviene Silvio Ribero dell’Associazione “Impegno e partecipazione civile” -: lo sconto Ici favorisce solo i padroni, invece i contratti concordati calmierano i prezzi». I parametri di calcolo sono molti, ma per un alloggio di 60 metri quadri ben rifinito in zona piazza Europa, il canone agevolato è di 438 euro al mese.
Ad Alba, considerando le seconde case, si superano i 2.000 appartamenti disponibili, ma la cifra più attendibile è quella del censimento risalente al 2001 che indicava 1.140 alloggi sfitti. Maurizio Bergia, assessore ai Servizi sociali di Fossano: «Incrociando i dati sulla tassa rifiuti avevamo stimato 400 alloggi inutilizzati. Negli ultimi mesi 48 sono stati affittati a canone agevolato».
Gli uffici comunali a Savigliano hanno calcolato in circa 200 gli appartamenti sfitti. A Saluzzo sono 49 le unità immobiliari dichiarate vuote proprio dai proprietari per avere lo sconto sulla tarsu, ma il numero effettivo dev’essere maggiore. «Impossibile dire quanti siano a Bra - ammette il sindaco Bruna Sibille -. Nel censimento che verrà messo in cantiere nel 2011 daremo la priorità a individuarli con precisione». «A Mondovì il problema è marginale - dice il sindaco Stefano Viglione -. I soggetti privati mettono sul mercato i loro alloggi e non ci sono soggetti deboli in difficoltà nel trovare casa».
Le case «fantasma»

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A Bra duecento famiglie aspettano alloggi popolari

Da “La Stampa” del 27 giugno di Valter Manzone

Continua l’emergenza casa a Bra. A fronte di una richiesta che continua a crescere, mancano gli alloggi popolari per soddisfare le domande di chi li sta aspettando da mesi. La lista d’attesa, non ancora aggiornata dopo la chiusura dell’ultimo bando di concorso, scaduto il 29 gennaio, è lunga: 200 famiglie braidesi attendono un’assegnazione.
Spiega il vicepresidente dell’Atc (Agenzia territoriale casa) cuneese, Gino Garzino: «A Bra sono attualmente 387 i nuclei che abitano in uno dei nostri alloggi di edilizia popolare; 134 godono di sussistenza del Fondo sociale europeo (morosi incolpevoli), mentre una percentuale che si aggira tra l’8 e il 9% (35 nuclei familiari) sono morosi colpevoli costantemente monitorata dai nostri uffici. Il problema dell’alloggio popolare è sempre più sentito, vista la crisi economica. La nostra graduatoria provinciale conta oltre 2.500 richiedenti a cui si sommano quotidianamente i “nuovi poveri”, ovvero quelle persone che fino a poco tempo fa non pensavano minimamente di fare domanda per una casa popolare».
Alle porte della ripartizione comunale della socioassistenza è un viavai continuo di capifamiglia che hanno perso il lavoro o che sono in cassa integrazione da mesi e non hanno più la possibilità di pagare il mutuo e, spesso, neppure l’affitto mensile. Sono persone che sperano nell’assegnazione di «emergenza» che può essere gestita direttamente dal Comune.
Spiega l’assessore competente, Gianni Fogliato: «Sono sempre più numerose le persone che arrivano da noi con il problema della casa. Purtroppo il Comune lavora in subordine all’Atc, organismo al quale ci si deve rivolgere per essere inseriti nella graduatoria degli aventi diritto». Ancora il vicepresidente Garzino: «Adesso siamo nel secondo biennio del Piano casa della Regione, con la disponibilità di 30 milioni di euro in tutto il Piemonte per nuove costruzioni. Purtroppo Bra, ancora senza piano regolatore e vincolata dalla Gozzini (legge che finanziava la realizzazione di alloggi di edilizia sovvenzionata e agevolata, ndr) non ha un numero di unità immobiliari tale da soddisfare tutta la richiesta. Stiamo predisponendo la gara d’appalto per la manutenzione straordinaria dello stabile di via Piumati con 18 alloggi in stato di degrado.

Agenzia aiuta proprietari  chi affitta

Prosegue l’attività dell’agenzia sociale per la locazione. L’iniziativa, che intende agevolare l’incontro tra la domanda e offerta di locali da concedere in affitto, garantisce un contributo «una tantum» di 1500 euro per gli inquilini, in maniera da sostenere le prime spese, e una garanzia di pagamento di sei canoni d’affitto per i proprietari in caso di sfratto per morosità, sulla scorta di precisi limiti di reddito e di composizione del nucleo familiare previsti per i potenziali richiedenti. L’assessore Gianni Fogliato: «La garanzia per i proprietari è rappresentata da un fondo apposito oppure da una fidejussione. Nostro partner sarà la Banca di Cherasco, che ha saputo cogliere anche gli aspetti sociali dell’iniziativa. Accollandoci la spesa della fidejussione, il Comune potrà così garantire un maggior numero di contratti, raddoppiando i potenziali utenti». Informazioni per inquilini, locatari, agenzie immobiliari e amministratori condominiali agli uffici della ripartizone socioassistenziale del Comune. \

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EDILIZIA. SPESA COMPLESSIVA DI 80 MILIONI
Seicento nuovi alloggi popolari

Da “La Stampa” del 29 aprile 2010 di ]MATTEO BORGETTO
CUNEO
Seicentosessanta nuovi alloggi popolari entro il 2015. È l’obiettivo del «Programma casa» regionale, che ha destinato alla Granda 80 milioni di euro, per tre bienni d’intervento, riferiti a progetti presentati dal 2007 al 2012. La maggior parte sarà gestita dall’Agenzia territoriale della casa (Atc), che ha già appaltato i lavori del primo biennio. Riguardano 220 alloggi (pari a 22,5 milioni) e i cantieri principali sono a Cuneo (40 appartamenti in via Vecchia del Borgo), Saluzzo (24 in via vecchia di Barge), Fossano (11 in via Cuneo), Racconigi (10 in zona Ponte Rosso) e Sommariva Bosco (8 in via Lungo Ferrovia). Un’altra parte dei finanziamenti andranno ai Comuni, per il recupero e la trasformazione di alcuni edifici esistenti in case popolari. È il caso di Verzuolo (6 alloggi nel centro storico), Borgo San Dalmazzo (8 alla casa Don Roasio), Demonte (6 in via Bolleris) e Villafalletto (6 in frazione Gerbola). «Entro l’estate del 2011 saranno pronti - annuncia il dirigente tecnico Atc, Roberto Giorgis -, ma stiamo già predisponendo il secondo biennio, grazie all’arrivo a gennaio di 30,5 milioni di euro per 230 nuove case».
Interessate, tra le altre, Cuneo (20 alloggi a completamento del lotto in via Vecchia del Borgo), Fossano (8 in via Mellano, 30 vicino all’ex Foro boario), Mondovì (15 in via San Rocchetto, 18 in via Cuneo), Saluzzo (altri 22 in via Vecchia di Barge), Savigliano (24 in via Leopardi).
Anche il Comune di Cuneo rientra nello stanziamento complessivo e potrà coprire le spese per i 34 nuovi appartamenti a «Casa Serena», in frazione Borgo San Giuseppe. «Ad ogni finanziamento corrispondono due anni di tempo per costruire gli immobili - dice il presidente dell’Atc, Mario Cismondi -. Il secondo biennio di lavori terminerà nel 2013, mentre per il terzo abbiamo già ottenuto, a inizio aprile, circa milione di euro per l’acquisizione delle aree e la progettazione di 230 alloggi. È verosimile ipotizzare la loro costruzione entro il 2015, ma dipenderà dalla volontà politica di dare continuità ai finanziamenti, garantendo il diritto alla casa».
Non basterà, tuttavia, a colmare il fabbisogno di case popolari in provincia. Attualmente sono 3.726 (di cui 3.571 gestite dall’Atc), ma le domande crescono di anno in anno. «Potessimo, saremmo in grado di soddisfare altre 2.400 richieste - dice il vicepresidente Atc, Ambrogio Garzino -. Colpa della crisi, che ha aggravato molte situazioni famigliari e innalzato il numero di chi vive con stipendi al di sotto della soglia di povertà. Il 70% dei nostri affitti è di 55 euro mensili, il restante da 150 a 300 euro, per una media di 100 euro ad alloggio. Prezzi che vanno incontro alle esigenze di disoccupati, anziani, persone in difficoltà».

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Fossano rinnova accordi su 'contratti locazione concordati'

Da www.targatocn.it del 27 gennaio 2010 di Antonella Balocco

Martedì 26 gennaio, presso la Sala Rossa del Comune, è stato firmato il nuovo accordo inerente i contratti di locazione concordati. L’accordo è stato sottoscritto dai rappresentanti delle organizzazioni che tutelano gli interessi dei proprietari e degli inquilini, e dai rappresentanti del Comune di Fossano. Per gli inquilini erano presenti Daniele Racca e Riccardo Trabucco rispettivamente Segretario Provinciale e membro del Direttivo Provinciale del Sicet (Sindacato Inquilini della Cisl), Carla Pellegrino per il Sunia (Sindacato Inquilini della Cgil).
I proprietari erano rappresentati da Massimo Mariani membro del Direttivo Provinciale dell’Asspi (Associazione Piccoli Proprietari), Monica Giannini per Federcasa, Antonella Valenza Presidente Vicario Provinciale dell’Uppi (Unione Piccoli Proprietari) e Maurizio Donetti Presidente Provinciale dell’Appc (Associazione Piccoli Proprietari Case). Il Comune di Fossano era rappresentato dall’Assessore alle Politiche Sociali Maurizio Bergia e dal Vice Sindaco e Assessore alle Finanze Vincenzo Paglialonga.
L’accordo territoriale è un documento che integra e sostituisce il primo accordo stipulato nel marzo del 2001 e si allinea alle nuove esigenze e ai prezzi di mercato. “Fossano è stato il primo Comune, non capoluogo di Provincia, a stipulare questo accordo che prevede delle agevolazioni sia per i proprietari che per gli inquilini - ha dichiarato Bergia. - Sono molto soddisfatto per questo nuovo accordo che è condiviso dai presenti perché abbiamo fatto un buon lavoro ottenendo ottimi risultati. Abbiamo dovuto apportare alcuni correttivi rispetto al vecchio accordo in considerazione dei cambianti economici e sociali degli ultimi anni”. Il Vice Sindaco Paglialonga ha sottolineato che l’Amministrazione Comunale ha voluto fortemente proseguire con questo tipo di agevolazioni per i cittadini nonostante la difficoltà di far quadrare il bilancio ed il mancato introito per le casse comunali.

Cosa prevede il contratto concordato o agevolato? Ha una durata di 5 anni (3 più 2), è calmierato, cioè ha dei limiti di prezzo di locazione in base al tipo e alle caratteritiche dell’alloggio, alla zona in cui è ubicato e delle agevolazioni fiscali ed economiche si per i proprietari che per gli inquilini. Come per i contratti liberi, che hanno una durata di 8 anni, se non viene disdetto da una delle due parti al termine della durata prevista, viene automaticamente rinnovato per altri 5 anni. E’ possibile stipulare questo tipo di contratto anche per gli alloggi parzialmente o totalmente ammobiliati.

Gli inquilini possono avere uno sgravio Irpef fino a 487 euro sulla denuncia dei redditi presentando il contratto se il loro reddito non supera i 15mila euro annui. I Proprietari non hanno l’agevolazione Irpef, perché è prevista solo per i capoluoghi di provincia, ma hanno l’Ici agevolata, infatti pagano il 3 per mille anziché il 7 per mille. Dal 2001 ad oggi a Fossano sono stati stipulati circa 800 contratti concordati, nel 2009 sono stati 130.

“Il prezzo massimo di locazione per Fossano è di 600 euro mensili - ha spiegato Daniele Racca – è più alto che quello applicato a Cuneo che ha un tetto massimo di 450 euro, la ragione è che si è tenuto conto che i proprietari a Cuneo hanno lo sgravio Irpef previsto solo per i capoluoghi di provincia, mentre a Fossano godono solo della riduzione dell’Ici”. Gli inquilini che chiedono questo tipo di contratto, d’accordo con i proprietari, sono sia persone a monoreddito (vedovi, separati, single), sia persone con contratti di lavoro a tempo determinato o in cooperative, che pensionati e famiglie con figli. Circa il 35 per cento egli inquilini sono stranieri.

“La maggior parte dei contratti stipulati ha un canone di locazione medio mensile che si aggira dai 300 ai 350 euro - ha sottolineato Mariani - i casi in cui il prezzo sia stato intorno ai 500 euro sono rarissimi”. Soddisfazione per l’accordo è stata espressa da tutte le parti coinvolte. "Abbiamo aggiunto la possibilità di applicare il canone mensile anche al di sotto del minimo previsto - ha spiegato Bergia - perché ci sono casi in cui i proprietari, ritengono di venire incontro al loro inquilino perché è anziano e solo o per altre ragioni”. “Voglio sottolineare che il Comune di Fossano ha fatto e fa un grosso sforzo - ha dichiarato Antonella Valenza - Non c’è nessun obbligo da parte dei Comuni di attuare queste agevolazioni, quindi è un segnale molto positivo ed apprezzabile”.

 

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Alba assegna case popolari

Da oggi al 22 dicembre si possono presentare domande per entrare in graduatoria

Da “La Stampa” del 3 novembre di GIUSEPPINA FIORI
ALBA
Il problema della casa si fa sentire sempre più anche ad Alba, dove sono in aumento le famiglie con reddito medio-basso, alla ricerca di alloggi a prezzi accessibili. Ma alcune novità positive sono all’orizzonte. A partire dagli undici alloggi messi a disposizione dall’Atc (Agenzia territoriale per la casa), che sono in via di assegnazione. Ai quali si aggiunge l’offerta di dieci alloggi pervenuta in municipio da parte di albesi, in risposta al bando del Comune che vuole acquistare immobili da dare in locazione a prezzi favorevoli per far fronte ad emergenze abitative (un bando precedente era andato deserto).
Un’altra iniziativa riguarda l’istituzione, ad Alba, di una Agenzia sociale per la locazione, per la quale è stata presentata domanda di contributo alla Regione. Se andrà in porto, per tutti i contratti di locazione concordati tramite l’Agenzia, ci saranno agevolazoni per i proprietari, che vedranno ridurre l’Ici dal 6,75 all’1,50 per mille, oltre ad un fondo di garanzia per insolvenze e danneggiamenti. Per gli inquilini, che devono avere un reddito basso, è prevista l’erogazione di un contributo «una tantum» di mille euro da parte del Comune.
Infine, da oggi e fino al 22 dicembre si può partecipare al bando pubblicato dal Comune di Alba per l’assegnazione di alloggi di edilizia pubblica sovvenzionata (case popolari), concorrendo così alla formazione della nuova graduatoria relativa a tutto il territorio. I moduli sono in distribuzione all’Ufficio Servizi sociali di via Govone 11. Info allo 0173/292343.
Gli undici alloggi Atc disponibili si trovano in frazione Piana Biglini. Per la metà degli appartamenti spetta al Comune di Alba l’assegnazione per emergenze abitative, valutate da una commissione, mentre gli altri saranno distribuiti in base alla graduatoria in vigore. Sono 114 le persone in lista d’attesa per una casa popolare nel territorio albese, che comprende 64 Comuni. Pur essendo la maggior parte di Alba, nella graduatoria ci sono anche abitanti degli altri Comuni che potrebbero concorrere all’assegnazione. Ad Alba gli ultimi alloggi Atc furono assegnati nel 2003 (12 abitazioni). Bisogna andare al 1997 per trovare altri 27 appartamenti ceduti in borgo Moretta. L’Agenzia territoriale per la casa, ad Alba, ha 326 alloggi di proprietà, ceduti in locazione. Ci sono inoltre 66 minialloggi per anziani realizzati dal Comune, di edilizia residenziale pubblica.
La carenza di abitazioni popolari è solo in parte compensata dalle molte case di edilizia residenziale pubblica convenzionata (cooperative, consorzi di impresa) che hanno realizzato e stanno costruendo centinaia di appartamenti. Si calcola che in città ci siano poi circa 2500 alloggi sfitti, per lo più seconde case. Ma, ad Alba, i prezzi degli appartamenti al mercato libero, sono tra i più alti in Provincia e non solo, sia per l’acquisto, sia per l’affitto. E’ per questo che l’Amministrazione comunale ha deciso di sfruttare tutte le opportunità, comprese quelle del «Programma casa» della Regione.

 

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Entro fine anno nuovi alloggi di edilizia popolare

Da “La Stampa” del 9 settembre di ISOTTA CAROSSO
ALBA
Undici alloggi in edilizia popolare verranno assegnati entro fine anno. Già ai primi di luglio, dopo un incontro con il sindaco Maurizio Marello, i funzionari dell’Agenzia Territoriale per la Casa avevano confermato lo stanziamento di un finanziamento di 1 milione e 700 mila euro per l’acquisto di queste unità abitative.
Metà degli alloggi verranno assegnati a chi, alcuni anni, fa aveva fatto domanda entrando in graduatoria (verrà aggiornata e valutata caso per caso), mentre un’apposita commissione sceglierà a chi dare i rimanenti. Alcuni appartamenti sono di grandi metrature e potranno soddisfare le esigenze delle famiglie più numerose.
«Questa è solo una prima tranche - spiega l’assessore alle Politiche sociali, Mariangela Roggero Domini - e a ottobre ci sarà una gara per una nuova graduatoria. Proprio in questi giorni una prima ricognizione del piano regolatore ha messo in evidenza che ben poco spazio è stato lasciato per le case in edilizia convenzionata e sovvenzionata. Bisogna trovare soluzioni alternative».
E aggiunge: «In questi mesi ho incontrato troppe famiglie precarie, con molti figli o madri sole, a cui basta un intoppo per precipitare dalla normalità alla povertà. Dobbiamo creare una rete a maglie strette che faccia da paracadute a queste situazioni limite. Sono già stati mossi i primi passi per costituire l’Agenzia per la Casa che dovrà far incontrare le tante persone che cercano casa e i molti alloggi vuoti».
Intanto in Comune sono già disponibili i moduli per accedere ai contributi regionali per il pagamento degli affitti 2008. Le domande vanno presentate entro il 15 ottobre. Per sapere i requisiti per accedere rivolgersi all’ufficio Servizi sociali, in via Generale Govone 11. Informazioni allo 0173292343.

 

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il caso
Case popolari e crisi Tanti affitti non pagati

da “La Stampa” del 29 agosto di Marisa Quaglia

I numeri rivelano una realtà preoccupante, che emerge dal lungo elenco che l’Azienda Territoriale per la Casa di Cuneo ha inviato al Comune di Bra: sono riportati gli abitanti delle Case popolari che risultano morosi «incolpevoli». Si tratta di famiglie che non riescono a far fronte al pagamento non solo del canone di locazione, ma anche dei servizi (luce, gas, acqua, ecc).
Diversi sono gli stabili «popolari» sotto la Zizzola. Si va da via Solferino a viale Industria, da Madonna dei Fiori alle centrali via Gianolio ed ex caserma Trevisan, dalla periferica via Piumati a via Sobrero. «Positiva l’attenzione che c’è sempre stata a Bra nel campo dell’ediliza popolare - commenta il sindaco Bruna Sibille - così come alcune scelte compiute negli ultimi vent’anni dalle Amministrazioni che si sono succedute nel non creare dei ghetti, ma inserire i complessi di edilizia popolare nel contesto cittadino».
«La situazione però adesso necessita di verifiche serie - aggiunge Bruna Sibille -: si sono creati negli anni casi di morosità che non possono essere sottovalutati. Come comune faremo controlli seri e puntuali per verificare chi effettivamente ha problemi e quindi è incolpevole del mancato pagamento. Tenendo anche conto della particolare situazione economica che il nostro Paese sta vivendo e quindi di situazioni economiche che in questi ultimi tempi si sono aggravate».
Bra rientra nella media della provincia per quel che riguarda i casi di morosità. Spiega Gino Garzino, vicepresidente dell’Atc: «Con la collaborazione dei Comuni stiamo molto attenti ai casi che veramente sono in condizioni economiche precarie e quindi cerchiamo di venire incontro a queste famiglie, soprattutto per quanto riguarda il canone. E’ però doveroso fare controlli seri perché chi può paghi il giusto. Ci sono diritti e doveri che non devono essere dimenticati».
Continua Garzino: «Oggi il problema dell’alloggio popolare è ancora più sentito, vista la crisi economica in atto. Come Atc abbiamo una graduatoria di oltre 2.500 richiedenti a cui si sommano quotidianamente i ‘’nuovi poveri’’. Sono persone che fino a poco tempo fa non pensavano minimante di fare domanda per una casa popolare».
Una prima soluzione è arrivata con il primo biennio dei finanziamenti regionali sul Piano Casa. A settembre ci sarà il bando per il secondo biennio, che porterà in provincia circa 27 milioni di euro per ediliza popolare. «Stiamo già lavorando su questo - continua il vicepresidente Atc - coinvolgendo anche attivamente i comuni. Quello della casa è un problema serio, le liste d’attesa continuano ad allungarsi e bisogna trovare una soluzione».

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EDILIZIA. EMERGENZA ABITATIVA
Alba ha bisogno di case popolari

Da “La Stampa “ del 12 aprile di ]ISOTTA CAROSSO
ALBA
Alba ha bisogno di nuove case per chi ha redditi bassi. L’Amministrazione comunale ha chiesto all’Agenzia territoriale per la casa di Cuneo di aiutarla a incrementare il patrimonio immobiliare per l’edilizia sovvenzionata, anche attraverso l’acquisto di alloggi costruiti da privati.
Canoni elevati, alloggi liberi ma di fascia medio alta, poca disponibilità dei proprietari ad affittare alle famiglie monoreddito o straniere, precarietà economica, aumento dei nuclei familiari con un unico genitore: sono i prinicipali fattori dell’emergenza abitativa albese. Nel 2008 gli sfratti convalidati, la maggior parte per morosità, sono stati 109, di cui 41 esecutivi. Sono 364 gli alloggi albesi di edilizia sovvenzionata, ovvero quelli destinati alle «fasce deboli», 326 dell’Atc e 38 gestiti dal Comune e destinati agli anziani. Solo sette si sono liberati l’anno scorso e sono stati quindi riassegnati.
«Il Consorzio socio assistenziale - spiega il presidente, Sebastiano Cavalli - vive l’emergenza abitativa in forma sempre più pressante. Non abbiamo mezzi per comprare o costruire nuove case, ma interveniamo spesso con soluzioni temporanee e sostegni economici. Il problema di Alba è che ci sono molte case vuote, ma hanno prezzi medio-alti e non sono a disposizione delle fasce deboli. E’ una questione che dev’essere affrontata dagli enti competenti. Anche il nuovo Piano regolatore potrà aiutare a trovare una soluzione».
In attesa del Piano regolatore, la possibilità che l’Atc acquisti alcune decine di alloggi già esistenti permetterà al Comune di non dover attendere che si liberino case già assegnate.
«Ad Alba - spiega il sindaco Giuseppe Rossetto - gli alloggi ci sono, ma bisogna fare uno sforzo perché l’edilizia residenziale sia il più possibile flessibile. Le fasce deboli non sono omogenee, ci vogliono risposte articolate. Il Comune sta lavorando su più fronti, dall’edilizia convenzionata a quella libera, alla legge Gozzini, oltre alle risposte che arriveranno con il Piano regolatore. E’ possibile che gli alloggi sovvenzionati che verranno acquistati dall’Atc siano già disponibili entro l’estate».
«E’ l’ultima possibilità che rimane a fronte di molte che l’Amministrazione si è lasciata scappare - replica Franco Foglino dell’opposizione -. Il vecchio Piano regolatore non comprendeva terreni per l’edilizia popolare e il nuovo non c’è ancora. Intanto cresce il numero degli alloggi vuoti, come anche le richieste di alloggi sovvenzionati. Nemmeno la proposta di un’agenzia per la casa che faccia da garante per chi ha redditi bassi non è ancora stata presa in considerazione».

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BRA. POLEMICA
Mancano Case popolari In attesa 206 famiglie

Da “La Stampa” del 11 aprile di ]VALTER MANZONE
BRA
Per ora le 206 famiglie che aspirano a avere assegnata una «casa popolare» a Bra non otterranno, almeno nel breve periodo, risposta positiva. Perché mancano gli alloggi. Pur essendo ormai iniziato il secondo biennio del Piano casa varato dalla Regione, che mette a disposizione della provincia di Cuneo quasi 29 milioni di euro per realizzare nuovi immobili.
Gino Garzino, vice-presidente dell’Atc (Agenzia territoriale per la casa) commenta: «Bra è una città che ha un gran bisogno di case popolari, perché dall’ultimo bando 2007, la graduatoria, con 206 domande, non sta affatto diminuendo. E dire che abbiamo a disposizione una montagna di denaro che aspetta solo di essere utilizzato: per ora gli amministratori braidesi sembrano non voler prendere in considerazione tale opportunità».
Il presidente del consorzio socio-assistenziale Intesa, Piero Degetto, nel giugno scorso, si era espresso categoricamente. Partendo dal presupposto che Bra ha già pagato un tributo elevato alla causa e che invece poco avessero fatto in questa direzione gli altri 11 Comuni che fanno capo al Consorzio, aveva detto: «E’ tempo che ogni sindaco si assuma le proprie responsabilità e decida di realizzare nel proprio comune immobili da destinare alle famiglie meno abbienti. So, ad esempio, che nella vicina Cherasco, con quasi 8 mila abitanti, ci sono solo 6 alloggi dell’Atc. Credo che analoga situazione si possa verificare anche negli altri territori. Una più ampia distribuzione di queste residenze, permetterebbe da un lato di accedere alla tranche di finanziamenti previsti per il secondo biennio e dall’altro di creare i presupposti per una maggior integrazione di questi nuclei familiari».
E Garzino aggiunge: «Mi risulta anche che a Bra, pur avendo la possibilità di realizzare dei nuovi alloggi, gli amministratori non abbiamo individuato i terreni idonei allo scopo. Condivido anche il pensiero di qualche amministratore, che suggeriva l’idea di realizzare nuovi fabbricati, magari nella vicina Cherasco piuttosto che in altri comuni dell’hinterland. L’Atc per ora non ha intenzione di acquistare degli appartamenti già realizzati con altre finalità, anche per la presenza di vincoli consistenti. Attualmente gestiamo al meglio i 378 alloggi di cui siamo titolari, verificando che non ci siano situazioni di sfruttamento da parte di famiglie che si potrebbero anche permettere un altro tipo di casa, ma che magari continuano ad utilizzare le nostre».
Ferma, su questo punto, anche la reazione del consigliere Anna Messa, delegata dal sindaco alla gestione del problema: «L’Amministrazione si impegna a tutelare tutte le famiglie dei morosi incolpevoli, ma agirà sicuramente in concerto con l’Agenzia cuneese per stanare coloro che intendono approfittare della situazione». Ma sulla gestione dei fondi conclude: «Credo che i terreni individuati per realizzare case con i fondi della legge Gozzini, possano essere dedicati anche a questi cantieri. Intanto io sto lavorando per creare una Agenzia comunale per la casa, che si impegni a dare risposte concrete a chi è in difficoltà».

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PIANO DEL GOVERNO. PRIME STIME
Case Atc, dalla vendita 100 milioni

Da “La Stampa” del 26 marzo di ALBERTO PRIERI
CUNEO
Sul «piano casa» è iniziata la discussione tra Governo e Regioni: fra i vari temi da chiarire anche l’ipotesi della vendita delle case popolari. Sono quelle realizzate dall’Atc (Agenzia territoriale della casa, l’ex istituto autonomo case popolari) di cui le Regioni vantano la proprietà. Soltanto martedì si conoscerà l’esito del confronto, intanto si è scatenata la «stima all’alloggio» per capire quanto valga questo patrimonio immobiliare.
In provincia di Cuneo, gli appartamenti a canone agevolato sono 3.466. Se, come ipotizzato in una prima bozza, venissero venduti consentendo agli inquilini la trasformazione dell’affitto in un mutuo, sarebbero riscattati ad un prezzo medio di 30 mila euro. Nella Granda, la stima è di un incasso di 100 milioni.
«In passato ci furono iniziative analoghe, come la legge Nicolazzi del ‘93» dice l’ingegner Giovanni Resio, direttore dell’Atc di Cuneo. Con quel sistema furono 898 le abitazioni vendute ma la norma è in vigore ancora oggi: stabilisce che chi vive in un alloggio popolare da almeno cinque anni e sia in regola con il pagamento dell’affitto (senza ovviamente possedere altri immobili), possa richiederne l’acquisto. Soltanto, però, in quegli stabili dove già siano stati venduti quasi tutti gli appartamenti.
«L’Atc Cuneo esiste dal ‘39 e in questi settant’anni ha ceduto migliaia di abitazioni - riprende Resio - senza quelle alienazioni, la disponibilità attuale sarebbe di almeno 7.000 alloggi. Ne restano comunque in tutta la Granda, da Ormea a Santo Stefano Belbo».
Tutti alloggi affittati a prezzo agevolato in base al reddito della famiglia. Il canone medio si aggira sui 110 euro al mese, ma la forbice va dai 30 ai 200 e, in caso di vendita, diventerebbe uno dei fattori in base ai quali stabilire la quotazione. Anche nel resto d'Italia, il valore medio di riscatto delle case popolari è di 30 mila euro, pari a un valore complessivo di 20 miliardi di euro.
Ancora Resio: «I nostri alloggi dovrebbero andare da un minimo di 25 mila ad un massimo di 40 mila euro: per questa cifra si potrebbe acquistare a Cuneo un appartamento che, sul mercato, potrebbe valerne almeno 250 mila euro». La valutazione considera anche le rendite catastali, diverse da città a città.
Conti a parte, l’operazione potrebbe rivelarsi comunque difficile perché resta destinata a chi ha problemi di reddito: secondo Federcasa (associazione delle Atc italiane), un’alloggio popolare su tre è occupato da anziani con più di 65 anni, poco propensi all’acquisto e all’accensione di mutui, mentre al Nord gli immigrati sono più del 10 per cento degli inquilini nelle case popolari.

Duemila famiglie in lista d’attesa per un alloggio

Gino Garzino è vicepresidente Atc di Cuneo. Non nasconde la sua contrarietà alla vendita degli alloggi popolari ipotizzata nella prima versione del «piano casa» del Governo.
Perchè?
«Lo Stato non potrà vendere il patrimonio immobiliare delle Regioni, c’è già una sentenza della Corte Costituzionale che lo chiarisce. Non è possibile prevedere ora come verrà licenziato il testo definitivo del piano casa, ma credo che il governo non cercherà di arrivare alla vendita forzata di questi alloggi, ci sono troppi rischi».
Quali?
«Oltre a quelli di uno scontro istituzionale, quelli legati alla speculazione perchè i prezzi stimati per il riscatto sono bassissimi. Ci sarà chi chiederà anche 140 mila euro per il suo alloggio dopo averlo riscattato spendendone appena 22 mila».
E chi ha bisogno di un alloggio?
«Chiede la casa popolare chi ha reali necessità e non può permettersi affitti alti. Queste sono soluzioni abitative importanti, specie in un momento di emergenza sociale come l’attuale. Non avrei mai venduto nulla, neanche negli anni passati, perchè il bisogno c’è sempre: oggi nella Granda sono 2000 le famiglie in lista d’attesa per un alloggio popolare».
Che cosa si sta facendo per loro?
«La Regione ha definito un piano di sostegno finanziario che ci consentirà di realizzare 339 nuovi alloggi in questo biennio per arrivare a 600 appartamenti entro il 2012».
Sarà sufficiente?
«Non basta costruire nuove case, va recuperato il patrimonio esistente: da anni chiediamo che ci vengano messi a disposizione gli edifici dismessi dal Demanio».

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Alba: Il Comune sigla un nuovo accordo per le locazioni concordate, che non decollano. Franco Foglino dall’opposizione chiede una vera politica per la casa

3.500 alloggi sfitti in città

Da “La Gazzetta di Alba” del 13 gennaio di di MARIA GRAZIA OLIVERO  

C'è un modo per pagare meno Ici, Irpef e imposta di registro sugli alloggi in affitto: stipulare un contratto di locazione concordato, uno strumento che offre all’inquilino e al proprietario un taglio alla spesa per la casa. Peccato che al momento non si contino sotto le torri che poche centinaia di accordi (250), sebbene la possibilità esista fin dal 2003. Con qualche agevolazione in più, piazza Duomo spera ora di far lievitare i numeri.

I vantaggi. L’Imposta comunale sugli immobili si abbassa dal 6,75 per mille al 3; si ottiene inoltre uno sconto del 30 per cento sull’imponibile Irpef e altrettanto sull’Imposta di registro. La Giunta di Giuseppe Rossetto, dopo una serie d’incontri con i sindacati di inquilini e proprietari, ha così dato il "la" al rinnovo dell’accordo territoriale, mettendo qualche puntino sulle "i". Da quest’anno la nuova intesa prevede limiti in più relativi alla superficie – non si può "concordare" un affitto se l’alloggio è di dimensioni superiori a 130 metri quadrati, oltre i quali un’abitazione è considerata di livello elevato –, al canone – non è possibile andare oltre i 550 euro mensili di affitto –, ma si sono inseriti nuovi parametri per il calcolo della locazione, puntando, ad esempio, sul tema del risparmio energetico: il proprietario che ha investito sull’immobile per migliorarlo dal punto di vista termico ha vantaggi. Lo spiega Roberto Dellatorre, consulente del Comune nel 2002, quando l’accordo fu studiato e avviato, e supporto dell’avvocato Rossetto in questo frangente.

Ma gli accordi non decollano. Forse ai proprietari non piace dichiarare quanto s’incassa? Dellatorre: «Al momento gli affitti concordati sono circa 250. In effetti, esiste una certa resistenza e forse poca conoscenza. In ogni caso, lo consideriamo un buon inizio. Chi affitta può risparmiare circa il 15 per cento rispetto al prezzo di mercato, mentre il proprietario non ci rimette, perché recupera il minor introito attraverso Ici e Irpef».

Quanto risparmia chi affitta? «A seconda del reddito, l’inquilino accede a contributi statali che variano da 20 a 40 euro mensili. Per questo molti giovani hanno già colto l’opportunità, specie in zone d’espansione della città. Affittuari e proprietari, inoltre, fruiscono del 30 per cento di sconto sull’Imposta di registro», chiarisce Dellatorre.

L’altra campana. Spiega il consigliere di opposizione Franco Foglino: «L’iniziativa è lodevole, ma è ferma, non promozionata, né spinta o agevolata. Gli affitti concordati sono solo un tassello di quella che dovrebbe essere una strategia politica per la casa, che ad Alba non esiste. Nel censimento 2001 risultavano in città 2 mila locali – alloggi per la maggior parte, ma anche garage, magazzini, negozi – vuoti. Da allora si è costruito a tambur battente. A mio avviso, pur non esistendo una nuova indagine, possiamo stimare in 3.500-4 mila i locali oggi non occupati. Chi acquistava negli anni passati, lo faceva spesso per investire e rivendere. L’attuale crisi immobiliare ha frenato il mercato. Il Comune – considerata l’estrema urgenza di case da parte di moltissime persone, a fronte di troppe abitazioni sfitte – dovrebbe assumere un’iniziativa politica chiara. Come Consorzio socio-assistenziale abbiamo proposto un’agenzia, ma come opposizione abbiamo più volte, vanamente, affrontato l’argomento in Consiglio, anche proponendo un’aliquota Ici più elevata per chi non intende locare gli immobili. Duemila alloggi sfitti significano un capitale di almeno 200 milioni. Possiamo tenerlo fermo?».

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ALBA. IL COMUNE E’ GARANTE DEI LOCATARI
Le regole per gli affitti agevolati

Da “La Stampa” del 10 gennaio di ISOTTA CAROSSO
ALBA
E’ entrato in vigore il nuovo accordo territoriale per la stipula dei contratti di affitto agevolati. Anche quest’anno il Comune ha deciso di rinnovare l’iniziativa per far incontrare domanda e offerta del mercato degli alloggi da affittare, impresa non facile nella capitale delle Langhe, dove i prezzi rimangono tra i più alti della provincia.
In base ai parametri concordati tra le organizzazioni sindacali dei proprietari di appartamenti e quelle degli affittuari, il Comune garantisce agevolazioni per entrambe le parti. In particolare, il proprietario gode di un abbassamento dell’Ici sulla seconda casa dal 6,75 al 3 per mille, oltre a un risparmio sull’imponibile Irpef e sull’imposta di registro. L’inquilino, invece, ha diritto a pagare un canone inferiore a quello di mercato: affitti equi dunque, stabiliti attraverso una serie di regole, che vanno dalla zona (sei in tutto) in cui si trova la casa agli elementi di pregio che alzano il valore dell’appartamento. «E’ un modo per incentivare i proprietari a non lasciare gli alloggi sfitti, ma anche per tutelare le fasce più deboli da prezzi eccessivi» dice l’assessore ai Servizi sociali Raffaella Delsanto.
La novità più significativa di quest’anno è l’inserimento di un tetto massimo di canone (550 euro) e di superficie convenzionale (130 metri quadri) per evitare le speculazioni sugli appartamenti più grandi. Dal 2003 sono più di 250 gli alloggi affittati con questo tipo di contratto. «Potrebbero almeno raddoppiare – commenta il consigliere di opposizione Franco Foglino -.. È un ottimo strumento, ma non è stato abbastanza promosso e fatto conoscere. Inoltre la mentalità dei proprietari è ancora troppo quella del guadagno e le agevolazioni non sono così alte da indurli a cambiare».
«Stiamo studiando altre iniziative insieme con il Consorzio socio-assistenziale – dice ancora l’assessore Delsanto -. Una di queste è l’Agenzia per la Casa, una struttura che potrebbe fare da garante anche alle persone che per problemi di reddito o sfratti e morosità alle spalle, fanno fatica a trovare una sistemazione». La modulistica per i contratti agevolati è già on-line sul sito del comune. Chi volesse maggiori informazioni può rivolgersi alla ripartizione Servizi sociali in via Generale Govone 11. Info: 0173/292343.

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EDILIZIA. ENTRO IL 2012
Cuneo avrà 111 nuovi alloggi popolari

Da “La Stampa” del 30 dicembre di ]LORENZO BORATTO
CUNEO
Dopo uno stop di dieci anni si torna a realizzare case popolari a Cuneo, sull’Altipiano.
Il sindaco Alberto Valmaggia sintetizza: «Da tempo non si costruiscono abitazioni nuove per i meno abbienti, mentre molte sono state riscattate dagli inquilini. In pratica, ogni anno, sono meno di 20 quelle di “risulta” che si possono assegnare: impossibile soddisfare tutte le richieste. Con 38 nuovi alloggi nella zona Donatello si tenta di dare una prima risposta». Sono oltre 400 le famiglie del capoluogo in attesa di una casa gratis o con un affitto sotto i prezzi di mercato. Da marzo s’inizierà a costruire in via Madonna del Colletto, di fronte a corso De Gasperi.
Le ultime costruzioni in città, se si esclude la ristrutturazione del 2003 in via fratelli Vaschetto, risalgono agli Anni ‘90 in via Alessi, frazione Cerialdo. Le domande sono cresciute vertiginosamente, passando dalle 150 del 1992 alle 409 attuali. In vent’anni sono stati quasi 200 gli appartamenti riscattati dagli inquilini che ne avevano possibilità.
L’assessore comunale ai Servizi sociali, Erio Ambrosino: «Abitazioni che non saranno terminate prima di due anni. La nostra intenzione era costruire in via Giotto, dove ci sono i magazzini comunali. La Regione ha finanziato 18 alloggi per 1,9 milioni di euro. Abbiamo deciso di “rilocalizzarli” in via Madonna del Colletto, su un terreno di proprietà dell’Atc, dove andranno ad aggiungendosi agli alloggi già programmati da quest’ultima. Lo spostamento ci permetterà di non perdere il finanziamento». «Si tratta in totale di 38 alloggi tra Atc e Comune. Il cantiere deve iniziare entro aprile, perché sono soldi vincolati - aggiunge Gino Garzino, vicepresidente dell’Atc di Cuneo -. Altri venti dell’Agenzia territoriale saranno costruiti dal 2010 nella stessa zona. Per la Granda nel biennio 2009-2010 ci sono altri 29 milioni di euro: le amministrazioni di Cuneo e degli altri Comuni maggiori devono continuare a individuare altre aree o immobili da recuperare». Grazie al «Programma casa 2012» della Regione, sono stati destinati a Comune di Cuneo e Atc 5,3 milioni di euro per 111 nuovi alloggi di edilizia popolare e convenzionata: parte dei soldi sarà impiegata nella realizzazione di alloggi per anziani in via Rocca de’ Baldi e via Vinaj, il restante in quella delle case in via Madonna del Colletto.
Altri interventi di edilizia a prezzi calmierati saranno avviati, sempre nel 2009, dalla cooperativa Flavia di Cuneo, che costruisce abitazioni e le consegna ai soci a prezzi fuori mercato. Il presidente Piero Ghio: «Il progetto maggiore inizierà in primavera con la costruzione di un primo lotto di 72 case nel quartiere Cerialdo: saranno alloggi di edilizia convenzionata, popolare e libera, accanto al campo di calcio, su un’area di 55 mila metri quadri di cui una parte a verde e servizi. La Regione contribuirà con 50 mila euro allo studio di fattibilità, già consegnato e approvato dal Comune». La cooperativa conta 550 soci in tutta la provincia: 160 aspettano un appartamento. «Sempre il prossimo anno - conclude Ghio - saranno avviati altri due cantieri per 11 alloggi al Cerialdo e 16 in frazione Ronchi, sempre riservati ai soci».

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L’emergenza abitativa si fa drammatica: oltre sessanta le famiglie senza casa ospitate dalla pronta accoglienza

Uno sfratto al giorno per morosità

Da “La Guida” del 12 dicembre di Massimiliano Cavallo

Cuneo - Compravendite scarse, affitti diminuiti nono­stante il bisogno sempre più alto di una casa, famiglie sfrattate che aumentano e per la prima volta a Cuneo decine e decine di estratti per moro­sità, di inquilini che non paga­no più l'affitto.

È emergenza abitativa a Cu‑neo e la crisi dell'ultimo annoe degli ultimi mesi in partico‑lare ha evidenziato i problemi. Sono oltre sessanta i nu‑clei familiari senza casa ospi‑tati dalla pronta accoglienzae dalle associazioni che hanno a disposizione locali. La si‑tuazione è al limite e negli uf‑fici comunali la media di ri‑chieste di famiglie sfrattate oche hanno lo sfratto esecutivoè almeno di un caso al giorno.

La lista di chi attende al­loggi popolari e che fa ri­chieste negli uffici dell'As­sessorato ai Servizi Sociali di Cuneo è sempre più lun­ga. A giorni dovrebbero usci­re le nuove graduatorie del­l'Atc per l'assegnazione degli alloggi ai nuclei familiari con redditi medio-bassi. Si tratta di alloggi che si trova­no nella Cuneo storica, in centro Cuneo, a Cuneo 2, al Donatello e in frazione Ce­rialdo. Ma queste case non bastano: oggi sul territorio comunale sono 765 gli allog­gi popolari, dopo che negli ultimi anni 120 altri appar­tamenti sono stati riscattati dagli inquilini stessi ovvia­mente a dei prezzi decisa­mente più bassi di quelli del mercato della casa, e di que­sti 135 alloggi sono di pro­prietà del Comune, dati in uso trentennale.

"Le prime accoglienze so­no tutte esaurite - spiega l'assessore ai servizi sociali del Comune di Cuneo, Erio Ambrosino - con l'utilizzo anche di alcune stanze del­l'ostello dell'Oasi. La situa­zione in questi anni non è migliorata e ultimamente si fa sempre più grave: ci sono single, ma oggi più di prima giovani famiglie e molte mamme con bambini. Si so­no anche allungati molto i tempi della media di acco­glienza, da un mese fino a un anno e mezzo, e quel che preoccupa per il futuro è che la situazione è sempre più provvisoria".

Ai casi di chi ha bisogno di una casa si aggiungono le si­tuazioni sempre più fre­quenti di "forte sovraffolla­mento", cioè di chi vive in meno di 25 metri quadrati per ogni componente fami­liare, e di chi deve investire più del 60 per cento del suo reddito per pagare l'affitto, e dunque spesso non paga, o chi per pagare va in rosso sul conto o rinuncia a riscal­damento ed elettricità. Il problema non riguarda sol­tanto le famiglie che hanno le case popolari ma anche chi affitta dai privati. Si so­no affacciati sullo scenario cittadino delle famiglie di nuovi poveri, di gente che ha perso il lavoro, spesso senza ammortizzatori sociali, di chi lavora ma con stipendi troppo bassi per pagare af­fitto, bollette, medicine, scuola e il cibo per tutta la famiglia.

"Abbiamo constatato nel­l'ultimo anno un dato mai verificatosi a Cuneo - sotto­linea Teresio Lamberti, pre­sidente dell'Asppi, l'associa­zione sindacale piccoli pro­prietari immobiliari - oltre sessanta casi di estratti per morosità, ovvero cause che i proprietari fanno nei con­fronti degli inquilini che so­no morosi, che non pagano. Non è mai successo a Cu­neo, potevi capitare qualche caso di ritardi nei pagamen­ti di qualche mese ma una situazione così non l'abbia­mo mai registrata".

"I casi di morosità negli af­fitti anche nella case popo­lari aumentano - continua Ambrosino - ma soprattutto i nostri uffici sono, sorpresi dal quotidiano passaggio di persone che hanno perso il lavoro. Si tratta in particolare di persone di una certa età che sono difficilmente ricollocabili e che hanno alle spalle una famiglia da mantenere. Oppure giovani che
riescono a trovare solo lavoretti saltuari e non garantiti. Un'emergenza che registriamo solo ora e che mai si era verificata prima in dimensioni tali".

Secondo l'Asppi gli affitti a Cuneo non sono aumenta­ti negli ultimi anni, anzi hanno subito una flessione, soprattutto nei confronti di altre città della provincia. Merito questo dell'aumento degli affitti concertati che hanno anche calmierato il mercato. Oggi a Cuneo per affittare un alloggio di 80 metri quadrati si va dai 350 ai 400 euro mensili. Il con­tratto concertato deve essere concordato da Comune e sindacati di inquilini e pro­prietari. Definite le fasce di valori di affitto a seconda delle microzone in cui è divi­so il Comune, viene decisa una cifra di affitto a metro quadrato. Se il proprietario stabilisce l'affitto in base a quei prezzi, che sono gene­ralmente almeno il 25 per cento in meno del prezzo di mercato, ha diversi vantag­gi: 30 per cento in meno di Irpef e di tassa di registro, l'abbattimento al 2 per mille dell'Ici e la riduzione del pe­riodo di contratto, non più quattro anni più quattro per il rinnovo, ma tre anni più due. In tutto questo accordo il Comune si pone a garan­zia del proprietario garan­tendogli, in caso di insolven­za da parte dell'inquilino fi­no a dodici mesi di affitto e le spese legali. Il contratto concertato è un modó anche per combattere la piaga de­gli affitti in nero e garanti­sce il proprietario anche nel momento in cui vuole sfrat­tare l'inquilino, perché sen­za contratto registrato, l'in­quilino può continuare a ri­manere dove è.

"I contratti concertati - di­ce Lamberti - sono saliti a centinaia, hanno sicuramen­te aiutato a calmierare il mercato e con un affitto concertato non si supera mai i 475 euro al mese, ma oggi stanno avendo uno stop perché hanno anche meno attrattiva in quanto da due anni i valori non vengono aggiornati neppure ai dati I- stat. L'altro dato che fa riflet­tere sul momento particola­re è quello delle compraven­dite che sono quasi ferme, sono diminuite in modo for­te negli ultimi mesi".

La causa?

"Forse - continua Lamber­ti - sono tante motivazioni messe insieme: ci sono me­no soldi e molte famiglie che prima avrebbero acceso un mutuo per l'acquisto della prima casa ora non lo fanno più, non se la sentono in questo momento di crisi. In­cidono anche molto le crisi familiari che esistono, con sempre più frequenti sepa­razioni e divorzi, e l'infor­mazione spesso allarmistica.

A Cuneo c'è poi un dato par­ticolare, perché il mercato immobiliare è particolare: chi vorrebbe vendere sta a­spettando perché spesso non si fida di chi compra, e chi vorrebbe comprare aspetta che i prezzi scendano. Ma difficilmente succederà, an­zi a Cuneo soprattutto sui nuovi alloggi i prezzi sono ancora saliti".

Intanto permane a Cuneo una situazione di alta tensio­ne abitativa e rimangono in città molte case sfitte, di proprietari che preferiscono non affittare piuttosto che rischiare di avere inquilini che non pagano. Non c'è d'altra parte una vera e pro­pria politica della casa più incisiva con l'incentivazione all'affitto secondo il contrat­to concertato e controlli a tappeto per chi non dichiara le case sfitte e conseguente­mente non paga l'Ici mag­giorata del 9 per mille. Ma rimangono anche tante le fa­miglie che non hanno una casa. Le case popolari scar­seggiano, le domande all'Atc aumentano e il "Piano Casa" dei 10 mila alloggi popolari in Piemonte è stato approva­to ma ci vorranno diversi an­ni per arrivare a ottanta al­loggi in più previsti a Cuneo dal piano regionale. Dovreb­bero sorgere su un'area al Donatello in via Monsignor Riberi, in via Giotto al posto delle Officine comunali e a Borgo San Giuseppe dalla residenza Bisalta. Ma intan­to l'emergenza resta e le ne­cessità riguardano l'oggi.

 

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SOCIOASSISTENZA. LA PROPOSTA DI «INTESA»
“Più case popolari, ma fuori Bra”

Da “La Stampa” del 18 giugno di VALTER MANZONE

«Le nuove case popolari? Non più a Bra». Parla chiaro Piero Degetto, presidente del Consorzio socioassistenziale Intesa, che stasera lancerà la proposta all’assemblea dei sindaci per l’approvazione del bilancio, in via De Gasperi. Una questione delicata e «da regolamentare» secondo l’amministratore che precisa: «Ritengo che Bra abbia già pagato un tributo elevato. Adesso anche gli 11 Comuni che hanno dato vita al Consorzio devono fare la loro parte».
«E’ tempo che ogni sindaco si assuma le proprie responsabilità e accetti di far realizzare sul territorio del proprio comune edifici da destinare alle famiglie meno abbienti, che hanno legittimamente diritto all’assegnazione di una casa popolare - aggiunge Degetto -. So, ad esempio, che nella vicina Cherasco, che ha poco più di 8 mila abitanti, sono attualmente presenti solo sei alloggi dell’Atc; credo che la stessa situazione riguardi anche altri territori. Una più ampia distribuzione di queste residenze permetterebbe da un lato di accedere alla tranche di finanziamenti previsti per il secondo biennio e dall’altro, cosa ancora più significativa, di creare i presupposti per una maggiore integrazione di questi nuclei familiari».
Ancora: «Se continuassimo a costruire a Bra si rischierebbe di creare un “ghetto” che farebbe certamente aumentare i problemi di convivenza e quindi anche i casi di disagio sociale che poi necessitano di essere seguiti dai nostri Servizi».
Le domande inserite dall’Atc nelle graduatorie braidesi sono 161 anche se ne erano pervenute ben 206. Fra gli utenti che hanno presentato la richiesta, 72 sono italiani, i restanti 89 extracomunitari. Di questi ultimi 55 arrivano dal Marocco e 10 dall’Albania, espressione delle due etnie più radicate a Bra. Ma 46 domande sono arrivate da famiglie che risiedono già in uno dei comuni che fa parte del bacino del Consorzio Intesa.
L’ipotesi che sta per mettere sul tavolo il presidente Degetto, il quale ha recentemente espresso la volontà di confrontarsi con l’assessore comunale ai Lavori pubblici Gianfranco Dallorto sulla vicenda, è condivisa anche dal vicepresidente dell’Atc (Agenzia territoriale per la casa) cuneese, Gino Garzino.
«I fondi del primo biennio del Piano regionale casa sono ormai in esaurimento e Bra non ha ricevuto alcun finanziamento perché non aveva aree a disposizione da destinare alla realizzazione di case popolari - spiega Garzino -. In autunno, a ottobre o novembre, sarà pubblicato il bando per il secondo bienno 2009-2010: sarebbe veramente grave se anche questa volta tutto il territorio che gravita su Bra, dove c’è sempre una significativa emergenza abitativa, non presentasse alcuna richiesta. Se torno indietro con la memoria, ricordo che già sul finire del 2006 avevo espresso l’idea che qualcuno dei Comuni della zona presentasse progetti degni di essere finanziati. Il prossimo contributo regionale ammonterà a 29 milioni di euro, mentre l’ultimo biennio disporrà di altri 20 milioni. Nei prossimi mesi chiederò un incontro sia con i vertici di Intesa sia con il sindaco Camillo Scimone, proprio per sollecitare la progettazione in merito a questi bandi».
Sottolinea Degetto: «A Bra avremo già delle nuove realizzazioni con i finanziamenti derivanti dalla legge Gozzini, per cui diventa veramente necessario spalmare sul territorio degli undici Comuni le nuove realizzazioni, per non correre il rischio di non accedere ai finanziamenti».
E conclude lanciando una proposta: «Tutta la partita delle case popolari potrebbe poi essere gestita da un nuovo ente, che al momento non esiste ancora, incaricato di occuparsi del nostro territorio e di intervenire ogni volta che se ne presenterà la necessità».

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SAVIGLIANO. DOPO LE POLEMICHE
“Troveremo un altro sito per gli alloggi popolari”

Da “La Stampa” del 16 maggio

La Giunta di Savigliano ha deciso di istituire una variante al piano regolatore per risolvere il problema delle case popolari, una quarantina di alloggi in tutto, emerso tempo fa quando il Tar aveva accettato il ricorso presentato dagli abitanti di via Suniglia, secondo i quali l’area per costruire i nuovi appartamenti non era sufficiente e si sarebbero dovuti espropriare spazi verdi e altre superfici.
«Il Tar ha emesso un decreto di sospensione per il ricorso, peraltro non presentato da chi riteneva di essere danneggiato nella volumetria o da quelli che avrebbero avuto il terreno espropriato - spiega l’assessore all'Urbanistica, Lorenzo Morello -. L’Amministrazione ha preso in considerazione il ricorso gerarchico contro la sentenza, con buona possibilità di vittoria, ma i tempi si allungherebbero troppo. Così si è deciso di partire con una variante strutturale per superare le motivazioni del Tar. La scelta della Giunta impegnerà le future amministrazioni; a noi ora spetta l’onere di trovare un altro sito da utilizzare per la costruzione delle case popolari, che sono indispensabili».
La soluzione illustrata dall’assessore Morello allungherà di molto i tempi di costruzione, ma la Giunta pensa in questo modo di poter ancora accedere ai finanziamenti regionali per investimenti di questo tipo

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SAVIGLIANO. DOPO LA SENTENZA DEL TAR
“Lo stop alle case popolari frutto degli errori di Giunta”

Da “La Stampa” del 6 maggio di ALDO MANO

«La sospensiva decisa dal Tar e il conseguente stop alle nuove case popolari in via Suniglia danno ragione oltre che ai 23 ricorrenti anche al sottoscritto e a quei consiglieri di minoranza che in Consiglio comunale avevano cercato in tutti i modi di raccomandare all'Amministrazione maggior prudenza e ponderazione».
Secondo Guido Ghione, consigliere comunale della Lega Nord a Savigliano, è gravissima la colpa della Giunta per non aver previsto nel piano regolatore alcun sito per l'edilizia popolare, con il conseguente rischio di perdere dei consistenti finanziamenti regionali.
La decisione, a suo tempo non condivisa dai gruppi della minoranza, di deliberare una variante al piano regolatore con la quale si concedeva il via libera alla costruzione di case popolari in via Suniglia, era stata presa dalla giunta Comina circa un anno fa.
La zona è caratterizzata dalla presenza di basse abitazioni, per lo più villette uni e bifamigliari. Alcuni terreni ancora edificabili erano destinati secondo il piano regolatore ad area produttiva, laboratori artigianali con annessa casa di pertinenza. «Ritengo sia giusto che un amministratore cerchi di capire i sentimenti delle persone, le aspettative degli abitanti di un quartiere, che difenda le aspirazioni della gente - continua il consigliere Ghione - Per questo bisogna ricercare azioni condivise, meditarne ogni passaggio cercando di evitare scelte improvvise che possono celare errori di valutazione e stravolgimenti senza rimedi».
Di recente, in materia di urbanistica, l'Amministrazione comunale è già stata più volte nell'occhio del ciclone, dopo la sentenza del Consiglio di Stato per via Novellis e i problemi di via Pylos. «Ci sono delle difficoltà di gestione dell'urbanistica - spiega Guido Ghione -, ma più in generale c’è anche una grave incapacità di mediazione dei nostri attuali amministratori».
L'esponente del Caroccio ribadisce il rischio di perdere i contributi regionali per l'edilizia popolare, i primi dopo vent'anni, nonostante le assicurazioni in merito dell'assessore all'Urbanistica Lorenzo Morello.
«Per quanto riguarda le case popolari non credo vi siano oppositori - conclude Ghione -, ma è necessaria una variante strutturale, un'area adatta condivisa da tutti, una politica che l'attuale amministrazione, ormai appannata da quasi quindici anni di potere, non è più in grado di garantire e di proporre in modo credibile».

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Contributi per gli affitti a giovani e universitari fuori sede

 

Da “La Guida” del 25 aprile

 

La giunta comunale ha approvato le misure a sostegno dell'auto­nomia abitativa dei giovani. Si tratta di tre interventi differenziati, finanziati dal-la Regione.

Due misure sono rivolte agli studenti universitari: per chi è residente a Cuneo e, per ragioni di studio, é domiciliato in altre città, oppure per chi è venuto a studiare a Cuneo, nella nuo­va sede dell'università, pro-venendo da altri Comuni. La terza misura P rivolta ai giovani tra 18 e 35 anni che abitano a Cuneo e che pa­gano un affitto elevato.

Per poter ottenere i con-tributi, gli studenti di Cuneo che studiano a117iniver­sità e che abitano fuori città devono essere iscritti, per l'anno accademico 2007/08, a facoltà universitarie o scuole di alta formazione la cui frequenza comporti la necessità di una sistemazio­ne abitativa al di fuori del proprio nucleo familiare di origine; l'iscrizione deve es-sere effettuata ad un corso di laurea, di laurea speciali­stica, di laurea specialistica a ciclo unico, a un corso di specializzazione o di dotto-rato di ricerca; affittare un alloggio (con esclusione de-gli alloggi di categoria cata­stale Al, A7, A8, A9 e A10) oppure utilizzare residenze universitarie nel periodo dal P ottobre 2006 al 28 febbraio 2008.

Gli iscritti agli anni suc­cessivi al primo devono a­ver conseguito, entro il 31 dicembre 2007, un numero di crediti pari a un terzo di quelli complessivi previsti dall'ultimo piano di studi approvato. Occorre, inoltre essere in possesso di un I-see, riferito all'intero nucleo famigliare di origine dello studente, inferiore a 29.000 euro. Le spese sostenute do­vranno essere documenta-te, attraverso le ricevute di versamento mensili.

Il Comune erogherà i con-tributi in proporzione al numero di richieste perve­nute, da un minimo di 50 euro a un massimo di 1.500.

Gli stessi requisiti devono essere in possesso degli stu­denti che frequentano corsi universitari a Cuneo e che non sono residenti in città.

La terza opportunità è ti­servata ai giovani tra i 18 e 35 anni (nati tra il 1° marzo 1973 e il 28 febbraio 1990); il nucleo famigliare deve es-sere composto esclusiva-mente da soggetti rientran­ti nella fascia di età indica­ta, fatta salva la presenza di figli minori; essere annua-ti di un alloggio situato in Cuneo (con esclusione degli alloggi di categoria catasta-le Al, A7, A8, A9 e A10) nel periodo dal t° gennaio al 31 dicembre 2007; avere un I-see,-riferito al nucleo [ami­gliare. inferiore a 25.000eu­ro; non essere proprietari di un alloggio adeguato;

11 Comune erogherà i con-tributi in proporzione al numero di richieste perve­nute.

Le domande, da compi­larsi sui moduli in distribu­zione presso il settore so­cio-educativo, devono esse-re presentate o spedite en­tro il 13 giugno 2008, al Co­mune di Cuneo - settore so­do-educativo, via Roma 4 - 12100 Cuneo. Per scaricare la copia dei bandi e per maggiori informazioni: www.comune.cuneo.it; tel. 0171-444506.

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SAVIGLIANO. ACCOLTO UN RICORSO

Case popolari, “stop” dal Tar

Da “La Stampa” del 25 aprile di ALDO MANO

Il Tar del Piemonte ha accolto il ricorso, sottoscritto da 23 residenti di via Suniglia, contro una delibera comunale che, per consentire la realizzazione di quaranta alloggi di edilizia popolare nella zona, ha trasferito volumi tecnici sottratti ad alcuni fabbricati progettati in precedenza.
La decisione era stata presa un anno fa, in occasione di una variante al piano regolatore generale, presentata in Consiglio comunale, contestata dall'opposizione ed approvata con i voti della maggioranza. Il Tribunale amministrativo regionale ha inoltre eccepito in merito al cambiamento della destinazione d'uso del lotto di proprietà Gullino, in contrasto con quanto previsto dall'attuale piano regolatore, sancito con una convenzione tra i ricorrenti ed il Comune.
Secondo l'assessore all'Urbanistica Lorenzo Morello, l'Amministrazione comunale non ha commesso irregolarità: «Il Tar ha rilevato un vizio di forma, e ha emesso una sentenza di sospensione. Non possiamo sostituirci ai giudici, ma riteniamo di aver agito in base alla specifica legge regionale in materia di edilizia popolare».
La Giunta sta ora valutando come reagire, e con tutta probabilità ricorrerà al Consiglio di Stato. C'é il rischio concreto che Savigliano, non avendo ancora individuato altre zone dove realizzare gli interventi di edilizia residenziale pubblica, perda i finanziamenti regionali per le case popolari, i primi dopo vent'anni.
«Questo per una amministrazione di sinistra é particolarmente bruciante - commenta Antonio Giaccardi, coordinatore cittadino di Alleanza Nazionale - e mette in evidenza lo stato confusionale in tema di urbanistica in cui si dibatte la giunta Comina». Anche secondo l'assessore Morello il rischio c'è, ma è remoto. Precisa: «L'Amministrazione si è già messa in contatto con la Regione. Cerchiamo di trovare una soluzione e siamo fiduciosi di riuscire a scongiurare il rischio di perdere i finanziamenti». In lista di attesa per l'assegnazione di un alloggio, ci sono circa 200 persone, l'85 per cento delle quali è di nazionalità italiana. «È un problema politico a cui dare risposta - conclude Lorenzo Morello -. Nella recente campagna elettorale, anche partiti di colore diametralmente opposto al nostro hanno messo in evidenza la necessità di risolvere il problema della casa. Purtroppo, a volte, le scelte a favore della collettività contrastano con gli interessi privati».

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Edilizia: un gruppo di cittadini ottiene la sospensione dal Tar

Stop alle nuove case popolari

Da “Il Saviglianese” del 24 aprile di Guido Martini

Inatteso altolà alla costru­zione di case popolari in via Leopardi. Nei giorni scorsi, il Tribu­nale amministrativo regionale di Torino ha infatti sospeso la "variante parziale n. 15" al Piano regolatore, deliberata dal Consiglio comunale (favorevo­li la maggioranza e Gianfranco Saglione) lo scorso 30 ottobre, con la quale si dava il via libe­ra alla costruzione di 40 allog­gi, di cui 24 di edilizia popola-re, in fondo alla strada che in­crocia via Suniglia.

La questione era stata ogget­to di uno scontro molto duro tra la maggioranza e l'opposizione, che sospettava delle irregolarità in materia urbanistica ed aveva deciso di cavalcare la protesta di un gruppo di residenti con­trari alla costruzione degli allog­gi. Prima del Consiglio comu­nale del 30 ottobre c'era stata una riunione tra consiglieri di minoranza e residenti, al fine di presentare alcune osservazioni e richieste di modifica al pro-getto. In aula ne attivarono ben 36, rate respinte dalla maggio­ranza che, tramite l'assessore al-l'Urbanistica Lorenzo Morello, si era detta tranquilla sulla cor­rettezza dell'operazione. La giunta Corvina aveva scelto quell'area perché la Regione, per elargire un contributo fina­lizzato alla realizzazione delle abitazioni, aveva imposto l'in­dicazione di una zona già "ur­banizzata", ovvero dotata di ser­vizi ed allacciamenti. Il proble­ma stava però nel fatto che quella fetta di verde incolto era destinata, secondo il Piano re­golatole, ad area produttiva. Si era reso necessario, dunque, cambiarne la destinazione e portarla a "residenziale". Cosa che in effetti venne fatta quella se­ra in Consiglio comunale.

Fallita la via politica, al gruppo di persone (una venti­na) contrarie all'insediamento delle case popolari non à rimasto che il ricorso al Tar.

Ed arriviamo ad oggi. Lo scorso 17 aprile, l'organo di pri­mo grado della giustizia amministrativa ha deciso di sospen­dere l'esecuzione del provvedimento impugnato.

In attesa della sentenza de­finitiva, dunque, l'iter per la rea­lizzazione delle case popolati non potrà proseguire.

Che cosa farà ora il Comu­ne? Abbiamo sentito il sindaco Aldo Canina:.Oggl (mercoledì, rida) incontrerò l'assessore Morel-lo ed il nostro legale per capire be-ne le motivazioni della sospensiva che ci ha dato torto. Di  conseguenza, vedremo come agire. Abbia­mo diverse opzioni: aspettare la sentenza (ma ci vorrebbe chissà quanto tempa); ricorrere al Con­siglio di Sorto contro lo sospensi­va; fare una "variante struttura-le" al Piano regolatore (al posto di quella parziale, ma ci vorrebbe co­munque un anno di tempo e si fi­nìrebbe a cavallo delle prossime elezioni); individuare un'altra area dove costruire le case popolari. Di certo — conclude il primo citta­dino — per noi l'obiettivo resta quello di costruire le case popola­ri, visto che gli alloggi sarebbero utili per le famiglie che oggi vivo-no situazioni difficili».

 

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CASE. PREZZI AUMENTATI E FAMIGLIE PIU’ POVERE

A Cuneo 1046 alloggi vuoti e sfitti

Da “La Stampa” del 20 aprile di LORENZO BORATTO

Affitti sempre più cari o famiglie più povere, il risultato è lo stesso. A Cuneo sono oltre mille le case sfitte, mentre aumentano vertiginosamente il numero degli «affitti concordati» e le richieste di contributi per la locazione da parte dei meno abbienti.
«Sono 1046 gli alloggi sfitti in Cuneo, secondo il Comune, ma il dato è vecchio di un anno - spiega Silvio Ribero, dell’associazione Impegno e partecipazione civile -. A questi vanno aggiunte un altro centinaio di abitazioni: le case appena realizzate, ma ancora vuote. Il Comune fa uno sconto specifico per le aziende costruttrici che pagano un’aliquota Ici al 4 per mille per i primi 3 anni, anzichè al 6,5. Sono pochissimi i Comuni in provincia con quest’agevolazione: fra quelli grandi, solamente Alba e Borgo San Dalmazzo».
Ci sono poi i contratti di affitto «calmierati», quasi raddoppiati in 5 anni: grazie a una legge regionale del ‘99 e con l’intervento diretto del Comune, ci sono benefici per i proprietari (riduzione Irpef del 40,5% sul reddito che deriva dall’immobile, sconto del 30% sull’imposta di registro e Ici al 2 per mille anziché al 6,5) e per chi affitta (deduzioni fino a 495 euro sull’Irpef se il reddito non supera i 30 mila euro e riduzione del 30% sull’imposta di registro). Gli affitti concordati in Cuneo erano 480 nel 2003 e quest’anno, secondo la previsione di bilancio del Comune, saranno 840.
Rinaldo Olocco della Sicet Cisl, che cura l’interesse dei locatari, spiega: «Finalmente a Cuneo si è capito che convengono, a chi ci vive e al proprietario. I cartelli “affittasi” che si vedono in Cuneo sono un chiaro segnale che il mercato deve scendere con i prezzi, tenendo conto che l’Ici già penalizza i proprietari di case vuote da oltre due anni, facendoli pagare di più. Gli sfratti esecutivi sono praticamente inesistenti a Cuneo». Le abitazioni non locate da oltre due anni in città sono oggi 295, solo cinque in meno rispetto al 2003.
Esplose anche le domande per il contributo affitti: le richieste presentate erano 145 nel ‘99 e sono passate a 756 nel 2006. Il nuovo bando si chiude il 30 maggio. «All’inizio si sapeva poco di questa opportunità e tutte le domande accolte erano “evase” - spiega Erio Ambrosino, assessore al Sociale del Comune -. Adesso in molti fanno richiesta: con l’ultimo bando abbiamo dato 432 mila euro a 512 famiglie, ma ne sarebbero serviti 962 mila. Questi contributi sono erogati in base ai pagamenti del biennio precedente: anche se sono soldi che arrivano in ritardo, le famiglie si pagano due mensilità o il riscaldamento. La richiesta è variegata, anche da parte di immigrati, ma la maggior parte sono italiani, che hanno comunque la priorità. Fa domanda anche chi vive in case popolari: hanno già questo privilegio, credo che in questo caso la legge andrebbe cambiata». E ancora: «Gli affitti concordati? Se vanno bene è perchè l'amministrazione è stata lungimirante. L’Ici variabile ci ha permesso di “invitare” in parte chi ha la casa vuota a metterla sul mercato: è del 9 per mille per chi ha una seconda casa e non l'affitta da due anni. Il Comune prevede che nel 2008 le seconde case sfitte da due anni scendano a 177. Il problema è l'abolizione di questa tassa, come chiede il nuovo governo: non è accettabile». Per Cuneo la previsione del gettito Ici nel 2008 è di 11,6 milioni di euro, quasi un terzo delle entrate totali.

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Nuovo bando per l’assegnazione di contributi per l’affitto

Da “La Guida” del 11 aprile

È uscito il nuovo bando per l'assegnazione dei contributi per l'affitto: fino al 30 maggio si raccolgono le domande riferite agli anni 2006 e 2007. II contributo che il Comune erogherà in seguito al trasferimento dei fondi regionali, viene calcolato in base all'incidenza del canone di affitto effettivamente pagato negli anni 2006 e/o 2007 sull'ammontare dei redditi percepiti dall'intero nucleo familiare nell'anno 2006.

Particolari agevolazioni, sia in termini di limiti di reddito, sia per quanto riguarda l'am­montare del contributo, sono previste in caso di determinate situazioni familiari di disa­gio sociale, quali: presenza nel nucleo familiare di sog­getti ultrasessantacinquenni o di disabili con invalidità pa­ri o superiore al 67%, fami­glie colpite da sfratto esecuti­vo per finita locazione, fami­glie con 3 o più figli minori e nuclei monoreddito con 2 o più figli minori.

Nella domanda, l'intestatario del contratto di affitto dichiara la propria situazione familiare e reddituale, i dati del contratto, alcune infor­mazioni sull'alloggio locato e l'ammontare del canone ef­fettivamente pagato.

Le domande devono essere presentate entro le ore 12 del 30 maggio presso il settore socio-educativo del Comune di Cuneo (via Roma 2). Infor­mazioni possono essere ri­chieste presso l'ufficio casa dell'assessorato ai servizi so­cio-educativi, via Roma 4 (tel.0171-444512) oppure sul sito www.comune.cuneo.it/so­cioeducativo.

Possono fare domanda coloro che risultano essere in­testatari di un contratto di af­fitto regolarmente registrato relativo all'anno 2006 e/o 2007 e che si trovino nelle se­guenti condizioni: abbiano un reddito annuo fiscalmen­te imponibile complessivo dell'intero nucleo familiare non superiore 11.117,08 eu­ro, rispetto al quale l'inciden­za del canone di locazione ri­sulti superiore al 14%; abbiano un reddito annuo fiscalmente imponibile complessi­vo dell'intero nucleo familia­re non superiore ai seguenti limiti, rispetto al quale l'inci­denza del canone di locazio­ne risulti superiore al 24%: 18.515,32 euro per una fami­glia di una o due persone; 22.588,69 euro per una fami­glia di 3 persone; 26.291,75 euro per un nucleo di 4 per­sone; 29.624,51 euro per una famiglia di 5 o più persone.

I redditi da considerare sono quelli complessivi, relativi al 2006, fiscalmente imponibili del nucleo familiare, di­minuiti, per ciascun anno, di 516,46 euro per ogni figlio a carico. Il nucleo familiare che occorre considerare è quello che risulta anagraficamente al 13 marzo 2008.

Non possono accedere al fondo: gli affittuari di alloggi di categoria catastale AI, A7, A8, A9 e Aio; i titolari, siano essi richiedenti o componen­ti del nucleo familiare, di diritti esclusivi di proprietà (salvo che si tratti di nuda proprietà), usufruito, uso e a­bitazione su uno o più immo­bili dì categoria catastale Al, A2, A7, A8, A9 e AIO, ubicati in qualunque località del ter­ritorio nazionale, oltre ai ti­tolari, siano essi richiedenti o componenti del nucleo fami­liare, di diritti esclusivi di proprietà (salvo che si tratti di nuda proprietà), usufrutto, uso e abitazione su uno o più immobili di categoria cata­stale A3 ubicati sul tenitorio della provincia di residenza.

Nel 2006 sono state. accolte 512 domande (su 756 presen­tate), per un importo di 432.583,35 euro; nel 2005 e­rano state accolte 461 do­mande (su 665 presentate), per un contributo complessi­vo di 349.926,31 euro.

 

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FOSSANO. PROGETTO PILOTA

Casa ai poveri, garantisce il Comune

Da “La Stampa” del 11 aprile di WALTER LAMBERTI

Si chiama Asolo (Agenzia sociale per la locazione) ed è un progetto sperimentale, il primo in provincia, promosso dal Comune per affrontare il problema della casa che riguarda un numero sempre maggiore di famiglie monoreddito. Non un'agenzia immobiliare, ma un'agenzia pubblica destinata ad operare nel settore immobiliare e collaborare con i professionisti del settore. Il Comune ha partecipato al bando regionale sul piano casa «10.000 alloggi», ottenendo un finanziamento di 156.000 euro che saranno ripartiti su due anni, 79.000 euro sul 2008 e 77.000 sul 2009.
Il compito di «Asolo» sarà quello di fornire ai proprietari degli alloggi sfitti che accetteranno di affittare il loro immobile ad una delle famiglie segnalate dall'agenzia un'assicurazione contro il rischio di morosità degli inquilini, attraverso un Fondo di Garanzia appositamente istituito, in collaborazione con la Cassa di risparmio di Fossano. Inoltre, i proprietari godranno anche di un'agevolazione sull'Ici, che l'Amministrazione potrebbe in questi casi, con propria determinazione, portare fino all'1 per mille (già oggi i proprietari che scelgono di stipulare un contratto concordato godono di un'agevolazione Ici al 3 per mille). In cambio, dovranno affittare gli alloggi ad un prezzo vincolato ad inquilini che abbiano ottenuto una specifica attestazione di emergenza abitativa.
Alla stipula del contratto, l'agenzia potrà concedere un bonus all'inquilino che andrà a sostenere la famiglia nelle spese per l'affitto nel primo anno. L'Agenzia avrà un operatore che seguirà l'incontro tra la domanda e l'offerta di alloggi, gestirà le graduatorie secondo i criteri prefissati e fornirà indicazioni a proprietari e inquilini sui contratti da stipulare. Il servizio effettivo dell'agenzia partirà nell'estate.
«È un progetto a cui l'Amministrazione tiene molto - dice l'assessore al Sociale Maurizio Bergia, - perché crediamo aiuterà molte famiglie che faticano ad accedere al mercato immobiliare, invogliando alla locazione i proprietari che tengono sfitti i loro alloggi o che chiedono a volte garanzie non sostenibili per molte famiglie. Saremo la prima città della provincia ad aprire questo servizio e dobbiamo ringraziare di cuore la Regione che ha scelto, attraverso il piano casa, di dare una risposta concreta ai problemi del caro-vita e della ricerca di un'abitazione a costi sostenibili. Sarà possibile venire incontro ai bisogni abitativi delle famiglie che più faticano ad arrivare a fine mese ed ai bisogni dei proprietari più sensibili che hanno chiedono però maggiori garanzie».

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Fisco: la CGIL precisa i soggetti che ne hanno diritto in base alla legge

Quando si può detrarre il canone d'affitto

Da “Il Saviglianese” del 10 Aprile

 

La Finanziaria ha stabilito che gli in­quilini con contratti di locazione per l'a­bitazione principale, regolarmente regi-strati e con le relative ricevute, ai sensi della Legge 431198 hanno diritto a por-tare in detrazione il canone d'affitto pre­sentando la denuncia dei redditi dell'anno in corso. Le date di scadenza sono 31 maggio per il 730 e 31 luglio per il mo­dello unico. Le detrazioni spettanti sono di 300 euro se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro, e di 150 peri redditi che vanno da 15.493,71 fino a 30.987,41 euro. Nei giorni scorsi sono state precisa-te in via definitiva tutte le seguenti tipo­logie di contratti che possono essere por­tati in detrazione: contratti di libera Iocazione, transitori, patti in deroga ed equo canone rinnovati tacitamente alla scaden­za successiva al 15/12/98 e contratti sti­pulati successivamente al IS dicembre 1998 nei quali è omesso il riferimento al-la Legge 431/98. Sono esclusi dalla detrazione ì contratti stipulati con l'istituto delle case popolari e con le cooperative edilizie. Pertanto, coloro i quali le scorse set­timane il Caaf ha comunicato l'impossi­bilita di poter applicare la detrazione perché alcuni contratti non facevano riferi­mento alla Legge 431/98 sono pregati di ritornare presso la sede Cgil di corso Ro­ma n. 29 a Savigliano.

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CUNEO. DOMANDE IN COMUNE

Venerdì chiude il bando per gli alloggi “popolari”

da "La Stampa" del 12 marzo 2008
 

  Gli interessati agli alloggi in case popolari a Cuneo possono presentare le domande fino a venerdì. Si chiude infatti questa settimana il bando per l’assegnazione, indetto ogni due anni dal Comune.
«Solitamente si liberano una ventina di alloggi “popolari” all’anno, nei quartieri Centro storico, Cerialdo e Cuneo 2» spiega Erio Ambrosino, assessore comunale alle Politiche sociali. Finora sono stati trecento i residenti in città o nei paesi limitrofi a presentare la domanda. Per farlo (moduli scaricabili da www.comune.cn.it/socioeducativo) bisogna presentarsi entro venerdì al settore Socioeducativo in via Roma 2: oggi e domani ore 9-12 e 15-16,30. Venerdì 9-12 (info 0171444512).
«Domani (oggi, ndr) incontrerò il sindaco Valmaggia per valutare la possibilità di accedere ai finanziamenti regionali per la costruzione di nuovi alloggi popolari - conclude Ambrosino -. Se il progetto andrà in porto, ne costruiremo circa 140 nei prossimi cinque o sei anni».\

 

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Bra elenco provvisorio

Affissa in Comune la graduatoria delle case popolari

Valide 161 delle 206 domande presentate. Come e dove avviare ricorsi e proteste

da "La Stampa" del 5 marzo 2008 di Valter Manzone

 

C'è la nuova graduatoria per le case popolari a Bra. Spiega ll sindaco Camillo Scimone, che ha anche la delega alla socio-assistenza: «Abbiamo approvato molte delibere per venire incontro alle esigenze di tanti concittadini che magari faticano a trovare un alloggio o a sobbarcarsene le spese. Abbiamo lavorato sulla riduzione dell’Ici,sugli affitti agevolati e abbiamo partecipato al bando per ottenere i finanzia­menti mirati alla realizzazione di case in edilizia convenzionata. Adesso gli uffici comunali hanno stilato una prima graduatoria. Nei prossimi giorni ne verificheremo la correttezza e poi faremo le assegnazioni.

Spiegano i funzionari della Ripartizione: “La  lista che abbiamo stilato esaminando le 206 richieste, ci ha permesso di accettarne 161; entro il  28 marzo coloro che avessero lamentele da sottoporci o ricorsi da attivare, lo possono fare presentando una raccomandata con ricevuta di ritorno, accompagnata da una marca da bollo da 14,62 euro, che va indirizzata alla Commissione assegnazione alloggi presso l'Agenzia Territoriale per la Casa (Atc) di Cuneo,in via Santa Croce 11..

La graduatoria è  a disposizione del pubblico nell'Ufficio assistanza, al primo piano di via Barbacana (telefono 0172/436336) dal  lunedi al giovedl (dale 8,30 alle12,45 e dalle15alle16)e il venerdì mattina.

Aggiunge il  vice presidente dell'Atc cuneese, Gino Garzino:

«La graduatoria è  stata stilata da un'apposita commissione, presie­duta da un magistrato, comprensiva di due rappresentanti dell'Anci, di un esponente delle organizzazioni sindacali, del sindacato inquilini, delle organizzazioni di categoria  e dell'Atc. Le 206 do­mande ci dicono che c'è un trend in aumento: occorre quindi utiliz­zare al meglio le risorse del Piano casa 2007-2012 che stanzia, nel prossimo biennio, ben 30 milioni di euro. Gli Enti locali devono im­pegnarsi a trovare aree per realizzare case popolari”

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Emergenza casa

Due anni per i primi interventi e per la graduatoria

da "La Guida" del 8 febbraio 2008 - di  Enrico Giaccone

 

Cuneo - "Abbiamo i centri di accoglienza e le case popolari piene. Sono in progetto nuove case popolari: speriamo che i tempi vengano rispettati, cosi potremo respirare". L'assessore ai servizi sociali del Comune di Cuneo, Eric) Ambrosino, da tempo denuncia corne la casa sia di­ventata anche a Cuneo un'e­mergenza ed i numeri Io confermano. La situazione è destinata a migliorare lentamente con il nuovo "Piano casa 2006-2012" della Regionee che inizia a muovere i primi passi. Per il primo biennio, Comune e Atc hanno ottenuto il finanziamento per 40 nuovi alloggi, circa il doppio dovrebbero essere finanziati nel biennio successivo, mentre sono ancora aperti i termini per il nuovo bando delle case popolari. Ci vorranno però due-tre anni prima della nuova graduatoria.

In occasione dell'ultimo bando di assegnazione delle case popolari a Cuneo, chiuso nel 2005, oltre 400 domande hanno soddisfatto i parametri richiesti, ma soltanto poche decine hanno trovato risposte concrete per la carenza di case popolari di edilizia sovvenzionata che sono sempre di meno: delle circa 1.850 gestite in passato, l'Atc dispone og­gi a Cuneo di 727 alloggi (sono 3.027 in tutta la provincia).

Il nuovo bando per l'asse­gnazione di edilizia residenziale pubblica emesso dal Comune, con scadenza al 14 marzo 2008 (informazioni sul sito www.comune.cu­neo.it), ed il "Piano casa 2006-2012" della Regione sembrano aprire ora qual­che spiraglio positivo per chi deve far fronte alle do-mande e per chi vive sulla propria pelle l'impossibilità, pur nella necessità, di trova­re un'abitazione a canone calmierato.

"Per la disamina delle domande - dice l'assessore Erio Ambrosino - ci vorrà un anno, almeno altrettanto per gli eventuali ricorsi e per il lavoro della commissione. Nel frattempo sarà valida quella del precedente bando".

Sul fronte edilizio, nel primo biennio del piano 2006-2012, la Regione finanzierà la realizzazione di 21 nuovi alloggi popolari dell'Atc (1.226.000 euro) e di altri 18 alloggi popolari del Comune (1.900.000 euro). Per il biennio successivo è in fase di progettazione la richiesta per altri 40 alloggi da parte dell'Atc ed altri 32 del Co­mune. Nel frattempo, grazie alla Legge 159 del 2007, che finanzia il recupero di im­mobili fatiscenti, il Comune potrà effettuare un interven­to di ristrutturazione a fini di edilizia sovvenzionata a Tetti Pesio e l'Atc ha in cantiere interventi di manuten­zione su alloggi inutilizzabili a Cuneo. Altri 20 alloggi popolari dovrebbero poi es­sere costruiti nell'ambito dell'intervento progettato dalla Co.Ge.In a Madonna dell'Olmo, ma in questo ca­so l'Atc si riserva di decidere in funzione del finanziamento previsto dallo Stato.

Infine, una manciata di nuovi alloggi popolari sarà ricavata dal Comune grazie ai finanziamenti del Contratto di Quartiere. Nello specifico 6 insediamenti abitativi di edilizia sovvenzionata sono previsti in Casa Samone e 14 di edilizia agevolata in via Barbaroux,

rivolta ad inquilini dell'Atc che per tre anni consecutivi abbiano superato i limiti di reddito.

La situazione attuale ed i progetti futuri sono stati illustrati ai consiglieri comunali dal presidente dell'Atc, Mario Cismondi, nel corso della commissione comunale richiesta da Giuseppe Lauria per fare il punto sull'emergenza casa nel Comune di Cuneo.

Dai consiglieri comunali sono arrivate richieste e proposte, come quella di cercare il modo di utilizzare gli alloggi vuoti nel palazzo degli uffici finanziari. "E una delle prime cose da fare - ha detto Giuseppe Lau­ria (An) - Più in generale è necessario definire linee guida comuni per dare risposte rapide alle neces­sità".

Riccardo Cravero (Udc) ha chiesto particolare attenzione agli anziani in difficoltà, proponendo anche graduatorie distinte tra chi da tempo risiede sul territorio e chi invece è arrivato da poco, Imelda Massa (Moderati) ha proposto interventi a favore delle giovani coppie.

"Per gli anziani - ha repli­cato Cismondi - è possibile prevedere bandi specifici in

caso di necessità diffuse sul territorio. Per i giovani il piano casa prevede invece finanziamenti a fondo perduto".Luigi Mazzucchi ha chiesto chiarimenti in particolare sui cambi alloggi tra inquilini delle case popolari, su cui ha competenza l'Atc.

"La sensazione - ha detto il capogruppo del Centra Lista Civica residente a Cerialdo - è che questi cambi vengano fatti senza regola. In un quartiere come Cerialdo questo provoca notevoli problemi dal punto di vista sociale: ogni volta, dopo poco tempo, bisogna ricominciare da capo il processo di integrazione".

La questione ha aperto un confronto tra Comune e Atc.

"Sappiamo - ha detto l'as­sessore Ambrosino - di cam­bi avvenuti fuori graduato­ria: se questi sono "coca vo­stra", il Comune si tira fuo­ri, altrimenti chiediamo di collaborare con maggior chiarezza".

In risposta Cismondi ha assicurato l'impegno a chia-rire la questione: "Non co­nosco questi casi, ma chie­derà una verifica e mi impe­gno a capire i motivi di que­ste decisioni".

Enrico Giaccone

Archivio rassegna stampa locale