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Prezzo del pane in un anno è aumentato quasi del 12%

Nella Granda record di rincari per il gasolio: oltre il 25 per cento

Da “La Stampa” del 19 aprile di ALBERTO PRIERI

Quotazioni. Rilevate in negozi e supermercati Consumatori: «Famiglie sempre più in difficoltà»


Prezzi stabili a febbraio rispetto a gennaio, aumenti confermati nell’ultimo anno: è la sintesi della rilevazione statistica che il Comune di Cuneo fa mensilmente per conto dell’Istat. Incaricati comunali fanno il giro di negozi, centri commerciali e supermercati registrando quotazioni massime e minime degli oltre 500 prodotti compresi nel paniere dell’Istituto centrale di statistica, e calcolano anche i prezzi medi.
Confrontando questi ultimi, si nota come a non fermare la corsa al rialzo siano stati i carburanti, con la benzina più cara del 18,35% rispetto a un anno fa (+1,93 su gennaio), e il gasolio aumentato del 25,33% in 12 mesi (+1,19 negli ultimi 30 giorni).
«Sui prodotti dei quali la gente non può fare a meno e su quelli per i quali c’è un regime di monopolio, speculazioni e aumenti continuano - dice Riccardo Dalpadulo, presidente di Adiconsum Cuneo -. Però è evidente che le famiglie cominciano ad avere grosse difficoltà, tanto che gli acquisti dell’ultima Pasqua sono scesi parecchio rispetto allo stesso periodo festivo 2011: per questo alcuni generi hanno un po’ frenato la corsa al rialzo, ma non si tratta di un’inversione di tendenza, piuttosto di un modo per attirare comunque i consumatori e non perdere fatturato».
Se, infatti, il pane è rimasto fermo a 2,65 euro al chilo, resta tuttavia uno dei prodotti con la crescita maggiore, visto il +11,81% sul febbraio 2012. Al contrario il riso (era salito fino a gennaio) in febbraio ha registrato una flessione del 7% sul mese prima (-2% in un anno). Negli stessi 30 giorni, è sceso dell’1% il prezzo medio di prosciutto crudo e pollo fresco, mentre la carne bovina di primo taglio sta diventando un lusso: 16,36 euro al kg, +4,20% in un mese. Tra i generi di prima necessità, lo zucchero continua il suo trend in salita: da 90 centesimi di febbraio 2011 è arrivato a 99 centesimi a gennaio per superare poi un euro al kg il mese scorso, pari al 12,22% in più in un anno. Altalenante l’andamento dell’ortofrutta: al crollo delle mele dell’ultimo mese (-33%) fa da contraltare l’aumento dell’8% di carote e kiwi, mentre le banane hanno registrato la stessa variazione percentuale, ma in calo

 

 

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Anche il pane costa di più

Da inizio anno costanti rincari per quasi tutti i generi di prima necessità

da “La Stampa” del 12 marzo di ALBERTO PRIERI

CUNEO
Il prezzo del pane a gennaio 2012 è cresciuto dell'11,81% rispetto a un anno prima, del 19,91% se si confronta con lo stesso mese del 2010. Sono questi i dati reali, registrati dall’Ufficio statistica del Comune di Cuneo, seppure il tasso ufficiale d’inflazione sia del 3,2% su base annua. «Colpa del nuovo paniere Istat – secondo Giancarlo Panero, del sindacato pensionati Cisl -. Forse l’inserimento di computer, telefonini, lettori musicali ha senso per i giovani, ma la stragrande maggioranza dei pensionati non si sogna di comprare aggeggi elettronici. Invece, considerando i prodotti tecnologici, pare che gli alimentari abbiano un peso secondario nella spesa».
I prezzi dei primi sono in calo (un navigatore satellitare costava 206,29 euro nel gennaio 2010, diventati 170,04 nel 2011: -17,6%), mentre tra i generi di prima necessità i rincari sono costanti. Il pane è passato da un costo medio di 2,21 euro al chilo a gennaio 2010, a 2,37 euro lo scorso anno fino ai 2,65 del primo mese di quest’anno.
Andamento analogo per il riso: da 2,35 euro a 2,66 euro al chilo (+6,40% in un anno, +13,19% dal 2010). Altri aumenti record per il sale, che ha registrato un +25,9% in un anno (da 27 a 34 centesimi al chilo) e lo zucchero a 99 centesimi a inizio anno contro gli 85 di un anno fa (+16,47%).
Da notare che questi stessi prodotti si sono impennati nell’ultimo anno, mentre tra il 2010 e il 2011 gli aumenti erano stati contenuti (appena 1 centesimo di differenza in un anno sia per il sale, sia per lo zucchero). «Intanto le pensioni hanno perso il 42% del potere d’acquisto dal ’92 a oggi – riprende Panero -. Quelle fino a 500 euro sono 145 mila nel Cuneese, percepite soprattutto da donne, in maggior difficoltà rispetto agli uomini».
Francesco e Paola Loffredo presiedono il Forum delle Famiglie di Cuneo: «Con questi prezzi, sono sempre più le famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, ma poche lo ammettono. Piuttosto si arrangiano: così sono nati i ‘’gaf’’, gruppi di acquisto familiare, cui hanno aderito soprattutto le coppie con molti figli: fanno ordini cumulativi per comprare grandi quantità di pannolini, pasta, arance e tanti altri prodotti, e spuntare prezzi inferiori».
Si cerca di risparmiare anche scegliendo attentamente cosa acquistare. Ad esempio, il prezzo medio dei grissini è sceso dell’8,4% in due anni, quello delle banane del 2,7% negli ultimi 12 mesi, mentre quello dei kiwi nazionali è rimasto invariato. In calo anche gli abiti invernali da uomo (-5,75% rispetto a gennaio 2011), ma la mazzata arriva dai carburanti: in due anni, il gasolio è aumentato del 46,8% (+26,77% sul 2011), la benzina del 38,95% (+25,69% in un anno).

 

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In 2 anni il prezzo pane è aumentato del 14 %

Da £La Stampa” del 4 febbraio 2012 di ALBERTO PRIERI

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Aumentano treni, bus, acqua

Dal primo gennaio scattano nuove tariffe nei principali servizi. Pù care anche le autostrade

Da “La Stampa” del 29 dicembre 2011 di LORENZO BORATTO


Il nuovo anno porterà aumenti alle tariffe nella «Granda». Consueti adeguamenti(come spiegano dall’autostrada To-Sv), ma anche effetto della crisi. E se la To-Sv ha proposto all’Anas di aumentare i pedaggi dell’1,47 (dalla mezzanotte del 31 dicembre), anche le tariffe dell’acqua subiranno variazioni da parte di molti gestori del Cuneese. Costerà di più, poi, spostarsi con i mezzi pubblici: per treni e autobus i rincari, imposti dalla Regione, scattanola prossima settimana.
Per i treni si tratta di un incremento compreso tra il 10 e il 18%. Ma l’aumento degli abbonamenti (come il «Formula» che permette di viaggiare su treni regionali e mezzi pubblici) è già entrato in vigore. Ad esempio il mensile per la Cuneo-Torino costava prima di Natale 98 euro: adesso 108.
Rincarano del 10% i biglietti: da Torino a Cuneo (90 km) oggi si pagano 5,30 euro, da domenica costerà 5,80. Alba-Cuneo (con cambio a Cavallermaggiore, 71 km): da 4,80 a 5,30 euro. Il Piemonte è la Regione che ha stabilito i maggiori aumenti a livello nazionale, ma è anche tra le poche che ha mantenuto invariato il servizio. I biglietti delle Ferrovie restano tra i meno cari cari d’Europa; l’ultimo ritocco risale al 2008.
Altri aumenti riguardano bus e autobus. In questo caso la scelta della Regione si è scontrata con il malcontento dei sindacati («Si assiste a una riduzione del servizio con i tagli operati da Comune e Provincia di Cuneo e, allo stesso tempo, c’è un aumento delle tariffe: assurdo») e delle aziende (si sono rivolte al Tar di Torino, ottenendo una «sospensione» dei tagli deliberati ad aprile). Comune e Provincia di Cuneo, per tutta la Granda, gestiscono due diversi appalti. Il capoluogo, per adesso, ha scelto di non aumentare: il costo della corsa urbana resta un euro, ma soltanto per alcuni mesi. Forse da febbraio scatterà un rincaro del 20%, ma non sono state ancora prese decisioni. L’assessore alla Mobilità di Cuneo, Guido Lerda: «Attendiamo di vedere se ci saranno più risorse dallo Stato alla Regione. L’ultimo aumento? Luglio 2008: prima si pagavano 85 centesimi. La Regione ha detto che l’aumento dev’essere minimo del 6%, ma parte da un prezzo base di 1,10 euro. In città è per ora più basso».
Scattano da gennaio gli aumenti per le corse dei bus del resto della Granda. Esempi: il biglietto Bra-Alba passa da 2,70 euro a 3 euro, Cuneo-Dogliani da 3,5 a 3,90, Dogliani-Mondovì da 2,70 a 3,10. L’abbonamento mensile BraAlba da 62,50 a 66 euro. Da Granda Bus spiegano: «La Regione ha imposto l’aumento delle tariffe per i trasporti extraurbani, mentre per le linee urbane c'è tempo fino a 90 giorni per adeguarsi. Non sono maggiori incassi, ma soldi che copriranno i minori trasferimenti dallo Stato».
Non aumenteranno invece i costi delle strisce blu nelle «sette sorelle»: Cuneo e Alba hanno aumentato nei mesi scorsi (il capoluogo per finanziare un servizio di freebus sull’Altipiano), Savigliano ha ampliato la zona a pagamento quest’autunno, Bra ha deciso invece di non farle pagare temporaneamente per favorire i saldi. Saranno gratis dal 5 al 15 gennaio.

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Prezzi, aumenti record per zucchero e benzina

Crollate quotazioni di kiwi e pesche, stabili quelle della carne

Da “La Stampa” del 25 agosto di ALBERTO PRIERI

  In un anno, il pane è aumentato quasi del 10%: è quanto emerge dalla rilevazione dei prezzi che l’Ufficio statistica del Comune di Cuneo pubblica ogni mese. L’indagine è condotta da operatori che girano negozi, mercati e centri commerciali per registrare le quotazioni massime e minime di circa 500 prodotti, in base ai parametri Istat, e calcolano anche i prezzi medi.

Confrontando i dati di luglio con quelli dello stesso mese 2010, si notano forti aumenti sui generi di prima necessità e su quelli energetici.

Per un chilo di pane, l’anno scorso si spendevano in media 2,31 euro, diventati 2,54 a luglio 2011: +9,96%. Stessa crescita per il riso, mentre lo zucchero è salito addirittura del 20,73%, passando da 0,82 euro al chilo a 0,99. Aumenti record anche per Parmigiano Reggiano (+18,05%) e Grana Padano (+19,80%).

Al contrario, la quotazione dei kiwi è crollata di quasi il 38%, a conferma della crisi del settore frutticolo, tanto che anche le pesche sono passati da 2,05 euro al chilo del 2010 a 1,51 euro di luglio 2011, perdendo il 26,34%.

Tra i vestiti, si spende il 2% in meno per comprare un tailleur (prezzo medio 545,56 euro), ma quasi 66 euro in più (rincaro dell’11,89%) per un abito estivo da uomo. A ogni rilevazione però, i commercianti del settore abbigliamento contestano i dati: «Non si possono fare confronti perché i modelli non sono mai uguali e basta un accessorio a fare la differenza».

I prodotti energetici, invece, restano gli stessi, ma i prezzi salgono: in un anno, il gas in bombole da 10 chili è cresciuto di quasi il 14% (costava 29 euro, adesso 32,88). L’aumento è del 12,83% per la benzina e del 16,12% per il diesel, sempre considerando i prezzi medi, perché in alcuni distributori la forbice in 12 mesi ha superato il 20%.

A scendere sono invece elettrodomestici e altri articoli tecnologici: per un condizionatore si spendevano in media 434 euro a luglio 2010, mentre 334 un mese fa (-23,18%), forse anche per le temperature più fresche di inizio estate che hanno scoraggiato l’acquisto di questi apparecchi.

«La crisi dei consumi farebbe pensare a una riduzione dei prezzi, ma è la situazione internazionale a farli crescere – dice Riccardo Dalpadulo, presidente di Adiconsum Cuneo -. Nel mondo globalizzato, le quotazioni del grano e degli altri alimentari salgono perché in Cina non si mangia solo più riso, ma molto altro. Se poi anche il Governo aumenta le accise sui carburanti, anche gli speculatori hanno gioco facile e ancora meno scrupoli».

 

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Chi sono i nuovi poveri

Da “La Guida” del 22 ottobre 2010 di Franco Vaccaro

Cuneo - Nel 2009 l'esigenza primaria che spingeva una persona a recarsi alla Caritas era la mancanza di lavoro (35% della totalità dei biso­gni manifestati, con un più 6% rispetto al 2008); segui­vano i problemi economici al 33% (30% nel 2008) e quelli abitativi al 16%. Nei primi sei mesi del 2010 i problemi economici sono balzati al

primo posto (36%), mentre le difficoltà occupazionali sono "scese" al 32% e quelle abita­tive al 19%. Sono alcuni dati che si ricavano da "Sei un uomo: mi basta", il rapporto sulla povertà a Cuneo, realiz­zato dall'Osservatorio delle povertà e delle risorse della Caritas diocesana.

"Il rapporto - afferma Claudio Mezzavilla, diretto­re della Caritas cuneese - vuole essere uno strumento di conoscenza, di riflessio­ne, di denuncia, di promo­zione umana e sociale delle singole persone e della so­cietà intera. Si tratta di un punto di arrivo di un per­corso di ricerca, ma deve es­sere considerato anche, e soprattutto, un punto di partenza, da una parte per suscitare approfondimenti e collaborazioni sempre più strette intorno alla Chiesa, dall'altra per un confronto e un dialogo sempre più fe­condi con le istituzioni e il terzo settore".

"Non si tratta di un rap­porto esaustivo della realtà cuneese - precisa Giovanna Busso -, ma prende in con­siderazione la realtà del Centro d'ascolto della Cari­tas, anche se poi abbiamo cercato sul territorio un ri­scontro ai nostri dati. Non è solo un dossier, ma abbia­mo inserito anche un'ampia sezione dedicata alla pre­sentazione del Centro d'a­scolto, a riflessioni, ap­profondimenti, testimo­nianze, proposte (le abbia­mo definite "pietre nello stagno") a istituzioni, im­prenditori, associazioni, ai servizi assistenziali...".

"Il concetto di povertà non è solo economico, ma anche relazionale e di salu­te - puntualizza Maria Luisa Martello -. Ci sono poi i co­siddetti 'impoveriti', cioè co­loro che stanno scivolando sotto la soglia di povertà e che hanno dovuto drastica­mente modificare il proprio standard di vita".

Nel 2008 il Centro d'ascol­to della Caritas ha fatto re­gistrare 219 nuovi utenti, saliti a 353 nel 2009 (il 68% maschi e il 32% femmine), mentre nei primi sei mesi di quest'anno siamo già a quo­ta 153.

Tra gli stranieri è predo­minante la cittadinanza ma­rocchina (21%), seguita da quella romena (19%) e ivo­riana (12%); poi abbiamo albanesi (7%), somali (5%), congolesi e tunisini (4%), nigeriani (3%).

Spulciamo altri dati. Lo scorso anno il 70% di colo­ro che si sono recati al Cen­tro d'ascolto era disoccupa­to e il 16% occupato, men­tre nella prima metà di que­st'anno i disoccupati sono saliti al 71% e gli occupati sono scesi al 12%. Se nel 2009 il 52% degli utenti del Centro dichiarava di non possedere alcun reddito e il 30% un reddito insufficien­te alle normali esigenze, la percentuale è ora salita al 68% per i senza reddito,

"Ciò che spinge a venire al Centro - si legge nel rappor­to - non è più, in primis, il lavoro che manca, ma il bi­sogno di soldi, con debiti che soffocano la vita delle famiglie e impediscono, non tanto di progettare, ma semplicemente di vivere con dignità".

Un'altra emergenza ri­guarda la casa: la mancanza di abitazione è lamentata dal 70% di chi ha problemi abitativi.

Per quanto riguarda la cit­tadinanza, nel 2009 il 63% degli utenti del Centro d'a­scolto era costituito da stra­nieri e il 37% di cittadinan­za italiana; ora i primi sono saliti al 71% e i secondi so­no scesi al 29%.

Quali le proposte concre­te (o le "pietre nello stagno") per alleviare le tante e com­plesse situazioni di disagio?

Il rapporto, rivolgendosi a istituzioni, imprenditori, as­sociazioni, servizi assisten­ziali, ne sintetizza alcune: creare occasioni occupazio­nali; istituire fondi di emer­genza sociale e di garanzia, diffondere e incrementare il progetto "Famiglia aiuta fa­miglia", istituire avvocati di strada, diffondere i gruppi di acquisto, introdurre il concetto di "condominio so­lidale" e di "portierato so­ciale".

 

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Da gennaio il prezzo del gasolio è aumentato dell’8,4 per cento

Da “La Stampa” del 18 ottobre di ALBERTO PRIERI
CUNEO
Sui 557 prodotti di cui i rilevatori comunali registrano ogni mese il prezzo, a settembre 166 sono aumentati rispetto ad agosto, 250 non hanno subìto variazioni e 123 costano meno rispetto al mese prima (per 18 non è stato possibile fare il confronto). L’indagine viene realizzata dal Comune di Cuneo per l’Istat.
Ogni capoluogo di provincia, infatti, invia propri incaricati in negozi, centri commerciali e supermercati del Comune: rilevano i prezzi al consumo massimi e minimi, calcolando poi quelli medi per alimentari, elettrodomestici, servizi.
E vestiti, che con l’arrivo dell’autunno hanno subìto consistenti rialzi: un giaccone impermeabile da uomo è passato da quasi 93 euro di media ad agosto agli oltre 121 di settembre, vale a dire il 31% in più. I tailleur sono saliti del 15%, le giacche e i pullover invernali da donna rispettivamente del 29 e 13 per cento. Al contrario sono scesi i prezzi dei cappotti (-3% a 394 euro di media) e dei pantaloni invernali femminili (-14%).
«Certo se ad agosto si sono rilevati prezzi dei saldi, ora i nuovi arrivi hanno cartellini più alti, ma per confezioni non ha senso parlare di prezzi medi e fare confronti tra un mese e l’altro - interviene Luigi Isoardi, presidente Ascom Cuneo e di Federmoda Cuneo, il gruppo che riunisce i commercianti dell’abbigliamento e delle calzature aderenti a Confcommercio -. Il tailleur sta tornando di moda, ma con tagli e tessuti nuovi, così come spesso capita per tanti altri capi. I nostri dati nazionali dicono però che l’abbigliamento è un settore con prezzi fermi da tempo perchè la crisi ha ridotto gli acquisti».
Nel settore alimentare, nessuna variazione per pane (2,31 euro al chilo) e riso (24), prosciutto crudo (25,48). L’ananas, invece, continua a salire da inizio anno: nell’ultimo mese addirittura del 21,91% toccando i 2,17 euro al chilo. Altalenante, invece, il trend delle zucchine con prezzo minimo di 1,45 euro ad agosto per arrivare a 2 euro a settembre: +38% in 30 giorni. Tutto il contrario per l’insalata mista in confezione, più cara in estate poi scesa del 13 per cento nell’ultimo mese. La carne: +0,45% per la bovina, +9% per il coniglio fresco (8,69 euro al chilo).
Dormire al caldo costa di più perché a settembre il costo medio di un piumino è arrivato a 105 euro, 12 euro in più di quando lo si pagava ad agosto (+13%). Stabili i carburanti nell’ultimo mese, ma da inizio 2010 il gasolio è salito dell'8,44% e la benzina del 5,61%.

 

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Da gennaio rincari del 7% per il prezzo del gasolio

Da “La Stampa” del 17 agosto 2010 di ]LORENZO BORATTO
CUNEO
Dopo una «pausa» nel mese di maggio, torna a crescere il carovita, anche nella città di Cuneo. Con aumenti record per carburanti (+7,1% per il gasolio, +5,4% per la benzina, nei primi sette mesi 2010) e alcuni prodotti alimentari (come il pane e alcune delle più diffuse qualità di formaggio, che sono aumentate oltre il 4%, sempre da gennaio).
Questo secondo i dati pubblicati sul sito internet del Comune di Cuneo, che da gennaio mette online i prezzi rilevati da tre funzionari comunali in negozi, supermarket, esercizi pubblici (sono escluse alcune voci prese in considerazione a livello nazionale, ad esempio il costo di una ricarica telefonica): oltre 500 tra prodotti e servizi, i cui prezzi vengono poi utilizzati dall’Istat per stimare l’aumento delle quotazioni a livello nazionale. Si registrano alcuni aumenti soprattutto tra gli alimentari, anche se non mancano voci con quotazioni in discesa.
Sempre confrontando i prezzi medi di gennaio con quelli di luglio, i limoni sono aumentati del 13% (a maggio costavano 1,5 euro al kg, diventati 1,8 euro a giugno, ora sfiorano i due euro) e hanno il segno più anche prosciutto crudo (+0,5%), uova (2,2%), riso (2,5%), pane (4,5%), seppie e vongole, oltre a frutta che si trova in ogni stagione come le banane (da 1,6 euro al kg a gennaio, a 1,82 a luglio).
In aumento anche il burro: +1,3%, ma il costo era sceso a febbraio, marzo, aprile, tornando a correre negli ultimi mesi. Si tratta sempre di valori medi: secondo le rilevazioni del Comune il costo di vendita effettivo oscilla, per un chilogrammo, tra 4,6 e 14,4 euro, segno di una grande varietà di produzioni, a prezzi molto diversi. Ad esempio la margarina è passata da 3,21 euro al kg a gennaio a 3,18 oggi, mentre non è cambiato il prezzo del latte. Un litro di quello fresco si paga, secondo quanto riportato dal Comune, almeno 1,4 euro. In realtà in città si può pagare anche un solo euro, rinunciando alla confezione, nei numerosi distributori automatici, che però evidentemente non vengono rilevati dalla statistica.
Tra i prodotti alimentari che registrano il segno meno molta frutta di stagione, poi birra, alcuni tipi di pesce più venduti in estate (alici, sgombri, sogliole, palombi, salmone, pesce spada), le patate locali (-4,4% in sette mesi). Il paniere Istat contiene decine di prodotti non alimentari: alcuni esempi di quotazioni che sono crollate da gennaio a oggi riguardano le rose (-7,7%) oppure il lavaggio e stiratura degli abiti (-6,7%). In leggero aumento il costo del gelato artigianale (+0,2%, cioè 4 centesimi mediamente per ogni kg) o un aperitivo al bar (+1,7%), mentre le lampadine a risparmio energetico hanno segnato un +7,2% nei primi sette mesi 2010.

 

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Iniziative contro il caro vita, le imprese della distribuzione alimentare risponde

Sollecitate dal Comune e dai Sindacati, hanno preso importanti decisioni sui beni di prima necessità

Da www.grandain.com del 10 dicembre 2009

Bra - Anche a Bra una serie di azioni a contenimento degli aumenti del costo della vita. Accogliendo la piattaforma presentata dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, l'Amministrazione comunale di Bra ha incontrato nelle settimane scorse i rappresentanti delle piccola e grande distribuzione per promuovere interventi per contenere l'aumento dei prezzi dei beni di prima necessità.
Diversificate sono state le risposte degli operatori del commercio. L'Ascom Bra ha chiesto ai propri associati di aderire alla campagna promossa dalla Federazione dei pubblici esercizi di bloccare i prezzi sino al 28 febbraio, mentre i negozi di vicinato del settore alimentare hanno espresso il proprio assenso a mantenere il livello dei prezzi senza incrementi fino al 28 febbraio 2009, con esclusione dei prodotti legati a forti oscillazioni di mercato.
La grande distribuzione presente sul territorio e rappresentata dal Gruppo Dimar e dalla Novacoop, ha previsto interventi importanti per salvaguardare la spesa dei consumatori. I supermercati del Gruppo Dimar (Big Store, Famila e Maxisconto) sono aderiscono all'iniziativa nazionale di Federdistribuzione e si sono impegnati a non modificare i prezzi dal 2 gennaio al 30 aprile 2009 su di un paniere di ventun prodotti di uso comune, mentre i supermercati Nova Coop, già impegnati a ridurre i prezzi di alcuni prodotti a marchio Coop seguendo le dinamiche di riduzione del costo delle materie prime e del petrolio, aderiranno ad una importante iniziativa a livello nazionale che va nella medesima direzione.

Gruppo Dimar
Sono tre le principali azioni con cui il Gruppo Dimar, che opera sul territorio con le insegne Famila, Maxisconto e Bigstore, sta contrastando il fenomeno del carovita. Infatti, già da tempo, recependo numerose sollecitazioni da parte dei suoi clienti, ha realizzato misure puntuali e precise; esse subiranno un’ulteriore integrazione grazie alle recenti proposte del Comune di Bra unitamente alla sensibilità delle organizzazioni sindacali. In particolare, dal 2 maggio scorso il Gruppo aderisce all’iniziativa nazionale di Federdistribuzione contro il caro-prezzi, proponendo ogni settimana sconti importanti su prodotti di prima necessità (ad esempio: latte, pasta di semola, polpa di pomodoro, carta igienica, acqua minerale), mentre dal prossimo 2 gennaio, sino al 30 aprile 2009, proporrà un blocco prezzi su un paniere di ventuno prodotti tra i più importanti nel carrello della spesa quotidiana: passata di pomodoro (marca privata) da gr. 700 a 0,59 €, candeggina (marca privata) da due litri 0,99 €, detersivo piatti (marca privata) al limone da ml. 1250 a 1,48 €, liquido bucato a mano e lavatrice (marca Lady 2000) da tre litri a 2,99 €, ammorbidente classico (marca privata) da due litri 1,65 €, multiuso universale ricarica (marca privata) da 750 ml. a 0,99 €, asciugatutto (marca privata) quattro rotoli a 1,98 , carta igienica (marca privata) dieci rotoli a 2,29 €, pannolini baby (marca privata) a 3,90 €, olio d'oliva (marca privata) da un litro a 2,98 €, pasta nei formati normali da 500 gr. a 0,59 €, tonno all'olio d'oliva in tre confezioni da 80 gr. a 1,98 €, acqua minerale Monviso (naturale e frizzante) da un litro e mezzo a 0,26 € , bibite (marca privata) da un litro e mezzo, a 0,63 €, biscotti (marca privata) da gr. 750 a 1,39 €, un chilo di riso Arborio (marca privata) da un kg. a 1,59 €, un litro di latte Uht parzialmente scremato (marca privata) a 0,98 €, formaggio da tavola (marca privata) a 7,20 € al chilo, prosciutto cotto a 7,90 € al chilo, caffé classico (marca privata) in confezione da due astucci da 250 gr. a 2,99 € e succhi di frutta (marca privata) da un litro a 1,14 €.
Inoltre, il Gruppo proseguirà un dialogo continuo con i fornitori per mantenere invariati i listini di acquisto, verificando dove possibile di diminuirli in base al costo delle materie prime. Alessandro Revello, responsabile commerciale Dimar, dichiara: “E’ da anni che il nostro Gruppo opera sul territorio braidese, con l’apertura del primo supermercato Maxisconto di piazza Valfrè nel 1978, per arrivare alla recente inaugurazione nel maggio 2007 dell’ipermercato Bigstore. Da sempre abbiamo cercato di coniugare qualità e convenienza ed, in particolare, la competitività sui prezzi è diventato nel tempo il nostro vero punto di forza. Credo che la concretezza delle azioni adottate in questi anni siano state misurate ed apprezzate quotidianamente dai nostri clienti, per questo noi lodiamo iniziative concertate come queste, poiché risultano essere per noi di ulteriore stimolo al nostro modo di operare”.

Nova Coop
Giorgio Agosto, responsabile commerciale supermercati Novacoop: “Sull’accordo richiesto dal tavolo di concertazione promosso dal Comune di Bra, condividiamo in pieno il lodevole impegno per una giusta causa, che ci vede già tra i protagonisti su tutto il territorio in cui operiamo. Coop è da sempre attenta al contenimento dei prezzi e alla salvaguardia del potere di acquisto dei propri soci e clienti, in particolare in un anno difficile come il 2008, si è prodigata a fondo sia sotto il profilo delle promozioni che sulla limitazione dei prezzi in relazione agli aumenti attuati dall’industria. A tal riguardo Coop si è impegnata a ridurre i prezzi di pasta, farina, burro, latte uht e yogurt a marchio Coop in relazione alla diminuzione del costo delle materie prime e del petrolio.
In questo contesto Coop si aspetta da parte delle industrie un’altrettanta reazione. Ci troviamo invece di fronte ad ingiustificate richieste di aumenti in un momento di grave crisi in cui è necessario contenere i prezzi e favorire i consumi. Per questo Coop non accetterà richieste immotivate di aumenti dei prezzi, come è stato recentemente comunicato sui principali quotidiani nazionali. Per quanto riguarda le offerte speciali, Coop propone settimanalmente numerose e convenienti promozioni su molti articoli ma soprattutto su prodotti di prima necessità. Vogliamo infine comunicare ai nostri soci e clienti che stiamo preparando una forte iniziativa a livello nazionale, che a breve sarà annunciata e che risponderà sicuramente alle aspettative non solo dei braidesi ma di tutti i consumatori italiani”.

Il commento dell'Assessore
Ha dichiarato l'assessore al Commercio della Città di Bra, Gian Carlo Balestra: “Le iniziative che le organizzazioni sindacali ci hanno sollecitato vanno nella direzione di un sostegno alle fasce più deboli della popolazione. Grazie anche alla collaborazione del consigliere delegato alle tematiche assistenziali, Anna Messa, è stato possibile convocare questi tavoli di concertazione con i principali operatori del commercio cittadino. Mi pare che questi abbiano dimostrato sensibilità verso un tema che è sempre più di rilievo per un gran numero di famiglie, facendo sentire anche nella nostra città gli effetti di una crisi che si sta spostando dal mondo della finanza all'economia reale”. Con l'inizio del 2009 seguiranno ulteriori incontri con le organizzazioni sindacali e i rappresentanti della piccola e grande distribuzione per un confronto sulla dinamica dei prezzi e per verificare la possibilità di svolgere analoghe azioni anche sui prodotti per la scuola.

 

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Alba  Sconti sulla spesa fino a Natale

Da “La Stampa” del 16 settembre

Nei supermercati, la polpa di pomodoro con il prezzo bloccato fino a Natale a 0,41 euro il barattolo. Nelle boutique dell’enogastronomia, i primissimi tartufi bianchi in vendita a oltre 150 euro l’etto. Ecco i due volti della medaglia albese: da una parte chi è costretto a fare i salti mortali tra gli scaffali per far quadrare il bilancio familiare, dall’altra chi considera la città una specie di Bengodi dove non è affatto strano ordinare al ristorante una bottiglia di barolo a cento euro.
Una contraddizione? Neppure più di tanto. Buona parte dell’economia, nell’Albese, si basa su prodotti di eccellenza e turismo d’elite, come da altre parti succede magari con proposte più popolari o attività meno luccicanti. Ma cambia solo il genere, non la sostanza o il meccanismo ferreo della domanda e dell’offerta.
Semmai, fa riflettere il fatto che il carovita sia pesante da affrontare anche in un territorio solido e fiorente come quello di Langhe e Roero, dove l’«era dell’ottimismo» sta mostrando qualche crepa e la sindrome dello scontrino sempre più alto e del carrello sempre più vuoto sta avanzando con preoccupazione. Ma anche con qualche tentativo di dare una risposta concreta al problema.
Prima tra tutti l’operazione «Prezzi bloccati», che ancora una volta ha messo d’accordo Amministrazione comunale, Associazione commercianti e organizzazioni sindacali nel proporre un paniere di prodotti a prezzo fisso per contenere in città l’aumento del costo dei generi di consumo. Iniziata a giugno con tanto di locandine, cartelli salvaprezzo e l’adesione di quaranta esercizi commerciali fra macellerie, panetterie, gastronomie, alimentari, ortofrutta, pescherie, nonché dei supermercati che rappresentano la media e grande distribuzione, l’operazione avrebbe dovuto concludersi in questi giorni. Ma i consumatori albesi possono tirare un sospiro di sollievo: il paniere del risparmio è stato prorogato fino alla fine delle festività natalizie, mantenendo invariati gli stessi prezzi dei vari prodotti, tutti di marca: dal pane alla pasta, dal latte al caffè, dalla carne ai detersivi, dalla carta igienica ai pannolini per bambini.
«La risposta all’operazione messa in campo - spiega il direttore dell’Associazione commercianti albesi, Giancarlo Drocco - è stata positiva e ha superato le aspettative. Per questo ci siamo ritrovati con le rappresentanze di settore e i gestori locali della grande e piccola distribuzione e abbiamo deciso di proseguire fino alla fine dell’anno». Anche il sindaco Giuseppe Rossetto si dice contento per i risultati ottenuti: «Credo sia importante promuovere le iniziative di autodisciplina dei prezzi perchè rappresentano una risposta concreta alle esigenze della popolazione, che infatti ne ha riconosciuto l’utilità premiando gli aderenti e i prodotti scelti».
Soddisfatte le organizzazioni sindacali: «Siamo stati fra i primi in Piemonte a sollevare la questione, molti ci hanno seguito e questo fa piacere perché vuol dire che avevamo colto nel segno».

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BRA. CASE POPOLARI
Aumentano le famiglie in difficoltà che non riescono a pagare l’affitto

Da “La Stampa” del 2 luglio di VALTER MANZONE
BRA
Aumentano le famiglie «povere» a Bra. Per la delibera del Comune relativa ai «morosi incolpevoli» - che devono soldi all'Atc cuneese perché occupano un alloggio di edilizia popolare - il debito ammonta a 168 mila e 450 euro.
Dalle iniziali 147 famiglie censite dall'ufficio socio-assistenziale del Comune, oggi sono 119 quelle che vengono giudicate «incolpevoli» perché non hanno le risorse economiche neppure per iniziare un percorso di rateizzazione della somma dovuta. «E’ stata constatata la reale impossibilità a saldare il debito - spiegano dal municipio -. La prima tranche del debito verrà corrisposta all'Atc dalla Regione, la seconda sarà a carico del Comune». Il dato 2008 fa registrare una crescita dei «morosi»: si è passati dagli 88 dello scorso anno - con un debito di 106 mila euro - agli attuali 119 con un debito di 168 mila euro. Accanto a questa categoria esiste anche quella dei «colpevoli», ovvero di coloro che pur potendo pagare si rifiutano di mettere mano al portafoglio e regolarizzare i conti. Quantificare questi nuclei è più complesso. La funzionaria cuneese dell'Atc Paola Gallo precisa: «In questa seconda categoria rientrano coloro che non possono accedere al Fondo sociale europeo, e pur ricorrendo alla rateizzazione potrebbero onorare i debiti. In questi giorni stiamo elaborando i dati dei singoli Comuni per definire il quadro complessivo». La città della Zizzola dispone di circa 400 alloggi di edilizia popolare, ma questi non sono sufficienti a soddisfare tutte le richieste. Infatti, le domande inserite dall'Atc nell'ultima graduatoria braidese sono 161 anche se ne erano pervenute ben 206; tra i soggetti che hanno presentato la richiesta, 72 sono italiani, mentre i restanti 89 sono extracomunitari. Di questi ultimi ben 55 arrivano dal Marocco e 10 dall'Albania, espressione delle due etnie più radicate a Bra. Ma 46 domande sono proprio arrivate da famiglie che risiedono già in uno dei comuni che fa parte del bacino del Consorzio Intesa

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CUNEO. IL «CONTO» DELL’ACDA

Bollette dell’acqua, stangata e “premi”

Da “La Stampa” del 23 maggio di LORENZO BORATTO
CUNEO
Conto sempre più salato per l'acqua. Per 209 mila cuneesi l'aumento medio delle bollette per i consumi domestici sarà quest'anno del 23,2% rispetto al 2007. Ma la «stangata» non sarà indiscriminata: ci sono sensibili differenze fra le varie utenze. L’ha reso noto ieri l'Acda, Azienda cuneese dell'acqua, una società per azioni con 118 dipendenti che gestisce il ciclo idrico integrato (acquedotto, depurazione e fognatura) di 69 Comuni della «Granda». I centri più popolosi vanno da Cuneo a Ceva, da Borgo San Dalmazzo a Cervasca, ma il servizio si estende anche a paesi più piccoli: dal Saluzzese (come Crissolo) al Cebano (Alto e Garessio) e fino alla pianura (Caramagna). Il presidente Acda Stefano Ferrari: «Siamo una società a capitale pubblico, abbiamo calibrato le tariffe cercando di far pagare di più chi consuma di più. Gli utenti con uno scarso utilizzo, cioè fino a 60 metri cubi l'anno, rientrano nella fascia ‘’agevolata’’. Spesso sono anziani soli e avranno uno sconto medio del 20% rispetto a quando pagavano nel 2007. Se si è residenti in aree marginali e montane è previsto un’ulteriore agevolazione: un altro 20% di sconto per 8 Comuni: da Acceglio a Valloriate».
Due esempi: per chi vive a Cuneo o Ceva e utilizza 50 mila litri di acqua l'anno, lo sconto nel 2008 sarà rispettivamente di 3,40 e 4,35 euro rispetto a 12 mesi fa. Per chi utilizza 250 mila litri l'anno, ad esempio una famiglia di 4 persone con casa e giardino e che usa l'acqua per lavare l'auto, le bollette sono destinate ad aumentare notevolmente: 78,77 euro in più a Cuneo e 39,23 a Ceva. Aumento ancora maggiore a Borgo San Dalmazzo: 88 euro in un anno.
Ha aggiunto Ferrari: «Le voci di costo riportate in bolletta continueranno ad essere le stesse: quota fissa d'accesso al servizio di 24 euro, consumo in metri cubi, quota percentuale trasferita alle Comunità montane per la sistemazione idrogeologica (8%), quota dovuta all'Ato (1,5% dell'imponibile)».
L'aumento delle tariffe è stato definito dall'Ato: entro il 2015 si dovrà arrivare a una tariffa media unica in provincia di 1,61 euro a metro cubo. Perché gli aumenti? Ha risposto Alessandro Pirola, direttore Acda: «Gestiamo il servizio idrico su realtà diversissime: ad esempio Cuneo ha 3 sorgenti che servono la città e tramite un ‘’anello’’ i centri vicini; Demonte ne ha 52. In alcune località di montagna, come Valdieri e Dronero, l'acqua deve essere pompata dalle falde meccanicamente. Gli investimenti per rimodernare le infrastrutture devono venire direttamente dalla bolletta, senza più aiuti da Stato, Regione, Comuni. In passato i piccoli centri gestivano in perdita l'acquedotto: ora non è più possibile. Nel 2007 sono stati spesi 3 milioni di euro; quest’anno sono in programma investimenti in infrastrutture per 6,2 milioni, il prossimo per 6,7 milioni». Soldi che serviranno per mettere a norma gli impianti di depurazione ormai obsoleti e cambiare tubature, in alcuni casi vecchie di 40 anni.
Oggi la perdita media della rete Acda (2850 km d'acquedotto e 1057 km di rete fognaria) sfiora il 50%, cioè metà dell'acqua immessa nella rete non arriva a destinazione. Fino al 2017 l'investimento complessivo previsto da Acda è di 100 milioni di euro: denaro che dovrà arrivare dalle tasche dei cittadini.

 

 

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