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La Canale chiude, 77 in Cassa

Da “La Stampa” del 12 gennaio

Borgo San Dalmazzo si prepara alla chiusura della Canale (ex Bertello Grafica), 77 dipendenti, legatoria specializzata nella produzione del libro cartonato. Ieri mattina, in Provincia, a Cuneo, è stato firmato il protocollo d’intesa per l’anticipo della cassa integrazione straordinaria. Nello stabilimento di via don Minzoni la produzione prosegue quasi regolarmente. Si stanno ultimando le ultime commesse. Nelle prossime settimane i dipendenti dovrebbero essere messi gradualmente in cassa integrazione, per cessazione dell’attività, sulla base di un accordo siglato il 28 ottobre a Roma. La chiusura è prevista per i prossimi mesi, mentre la «cassa» durerà 2 anni. L’azienda, con sede centrale a Borgaro Torinese, ha motivato la decisione sostenendo che non è più possibile continuare la produzione del libro cartonato a Borgo, che è passata da 16 milioni di volumi all’anno nel 2006 agli 8 milioni del 2008 e ai meno di 6 milioni nel 2009.
«L’accordo - dice Mimmo Formicola, Cgil - premetterà ai dipendenti di percepire l’assegno della cassa mensilmente, evitando lunghi tempi d’attesa, che si aggirano sui 4-5 mesi. Sul futuro non siamo, però, rassegnati: ci batteremo affinché vengano trovati altri posti di lavoro per i dipendenti, la cui età media è sui 40 anni. Il 30% dovrà essere ricollocato già quest’anno». «L’intesa - dice Ugo Brunetto, Cisl -, allevierà le difficoltà, non dimentichiamo che nel 2009 i dipendenti della Canale hanno già avuto modo di sperimentare la cassa integrazione in deroga, con tempi di attesa per la riscossione che hanno raggiunto anche i 10 mesi».
L’anticipazione della «cassa» viene garantito dalla Bre Banca, il pagamento degli interessi sarà suddiviso tra Provincia, Fondazione Crc e Comune di Borgo (1/3 ciascuno). Presenti alla firma dell’intesa il presidente della Provincia, Gianna Gancia, l'assessore al Lavoro, Pietro Blengini, il sindaco di Borgo, Pierpaolo Varrone, il direttore provinciale dell'Inps, Carla Ricca, il segretario generale della Fondazione Crc, Fulvio Molinengo e il direttore dell'area Cuneese Monregalese della Bre Banca, Bruno Lombardi, oltre ai rappresentanti sindacali.
«I percorsi di ricollocazione professionale dei lavoratori saranno attivati dal Centro per l'impiego di Cuneo su tre fasi - hanno ricordato il presidente Gancia e l’assessore Blengini -: analisi e individuazione delle situazioni professionali dei dipendenti; incontri di orientamento per migliorare le tecniche di ricerca del lavoro e l'elaborazione del curriculum; sostegno alla ricerca di una nuova occupazione con l'invio mirato dei profili sintetici. La Provincia manterrà i lavoratori all'interno del progetto di ricollocazione fino al termine dei 24 mesi di cassa».

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Borgo: conclusa la trattativa
Due anni di Cassa per i 77 dipendenti della «Canale»

Da “La Stampa” del 29 ottobre 2009

Due anni di cassa integrazione straordinaria per completare il ricollocamento dei 77 dipendenti: la vicenda della Canale di Borgo fa segnare un punto di svolta.L’accordo è stato firmato ieri a Roma grazie all’interessamento del presidente della Provincia, Gianna Gancia. A rappresentare l’ente c’era l’assessore al Lavoro Pietro Blengini, per i sindacati Mimmo Formicola e per l’azienda Luigi Visconti. «Si tratta di un passo sostanziale - ha detto Blengini -. Con questi due anni di cassa straordinaria verranno attuati i percorsi di ricollocamento». La Canale aveva dichiarato la volontà di cessare la produzione e voler chiudere lo stabilimento. Dopo le prime manifestazioni, tra le quali un presidio dei lavoratori alla Regione, a Torino, e davanti al palazzo della Provincia di Cuneo, sindacati e proprietà avevano discusso intorno al tavolo della Gancia. «Resta da vedere - dice Mimmo Formicola, Cgil - se ci sarà uno spazio futuro per la rilegatoria a Borgo. Il nostro obiettivo sarebbe mantenere lo stabilimento aperto». La cassa straordinaria inizierà lunedì e durerà due anni. Durante il primo anno dovranno essere ricollocati almeno 24 lavoratori. E’ la condizione «sine qua non» per ottenere il secondo anno di cassa in automatico. \

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CRISI. ANNUNCIATA LA CHIUSURA DELL’AZIENDA DI BORGO
Corteo per difendere la Canale
I 77 operai hanno protestato a Cuneo. Sindacati chiedono la Cassa

Da “La Stampa” del 9 ottobre 2009 di FRANCESCO DOGLIO
CUNEO
«Il lavoro è dignità, la Cassa è povertà». Lo gridavano ieri mattina i dipendenti della «Canale» di Borgo S. Dalmazzo, in corteo lungo corso Nizza. Hanno manifestato contro la chiusura dello stabilimento, annunciata a settembre.
Sono settantasette le persone che rischiano di trovarsi, da un momento all’altro, a fare i conti con un futuro nero: la perdita del posto di lavoro «tout-court». La posizione dell’azienda è nota: non è più possibile continuare la produzione del libro cartonato a Borgo, che è passata da volumi di 16 milioni di libri all’anno nel 2006 agli 8 milioni del 2008 e ai meno di 6 milioni nel 2009.
Da un lato le scelte della proprietà, dall’altro le richieste e le rivendicazioni di lavoratori e sindacati. «Perché il lavoro, oggi, è un bene essenziale» dicevano ieri. Una su tutte: «Ottenere la cassa integrazione per due anni - spiegano i sindacalisti Cgil e Cisl, Mimmo Formicola e Ugo Brunetto - in modo da cercare un’alternativa alla chiusura o, almeno, avere il tempo necessario per un piano di rilocalizzazione dei lavoratori».
Ieri, alle 11, i due sindacalisti hanno incontrato un rappresentante della proprietà e i vertici della Provincia. Alla fine della riunione la presidente Gianna Gancia si è impegnata a velocizzare l’iter della richiesta di cassa integrazione al ministero. «La Provincia - ha detto la Gancia - sarà presente anche in questo caso con un impegno diretto di sostegno al reddito, ma è ora che le banche smettano di sostenere solo la grande finanza e aiutino le aziende che vogliono lavorare».
Fuori dal palazzo, intanto, erano i lavoratori a farsi sentire. Un cartellone recitava: «Eravamo 107 nel 2007, ora siamo 77 e vogliono mandarci al bar a giocare a tresette». Alcuni distribuivano volantini, altri soffiavano forte nei fischietti. «Lavoro da vent’anni alla Canale - racconta Renata Peano - ho 45 anni. La maggior parte delle colleghe hanno la mia età. Anche ci fosse la possibilità di ricollocazione, per noi sarebbe difficile. Ora le macchine sono ferme. Siamo disposti a qualunque cosa pur di mantenere il posto di lavoro».
Manuel Bambi è uno dei più giovani lavoratori della Canale. Venticinque anni, sposato, con due figli: «Lavoro a Borgo da cinque anni - racconta -: mi sono trasferito con mia moglie proprio per lavorare alla Canale. Una ricollocazione? Speriamo, ma le prospettive non sembrano rosee. Sono capomacchina. Ho dovuto imparare molto, il lavoro mi piace. Chissà che cosa accadrà ora».
Moretta
«Le sorti delle fabbriche, il destino di un paese». E’ l’incontro-dibattito promosso da Cgil e Cisl  in programma stasera a Moretta. L’appuntamento è alle 20,30 al centro incontri Cascina San Giovanni.

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“Chiudiamo la fabbrica di Borgo San Dalmazzo”
Annuncio dei proprietari della “Canale” (77 dipendenti)

Da “La Stampa” del 16 settembre 2009 di CARLO GIORDANO
BORGO SAN DALMAZZO
Nuovo annuncio da parte del gruppo grafico editoriale «Canale», con sede a Borgaro Torinese, dell’intenzione di chiudere lo stabilimento di Borgo San Dalmazzo (ex Bertello Grafica), 77 dipendenti. Ipotesi già avanzata lo scorso anno, poi rinviata in seguito a un accordo sindacale e al ricorso alla cassa integrazione in deroga. Il nuovo annuncio, motivato con il perdurare di una crisi finanziaria e di mercato, è stato dato dai responsabili dell’azienda in un incontro all’Unione industriale di Torino. La data della chiusura non è ancora stata fissata.
Ieri mattina, al termine di un'assemblea, è stato proclamato uno sciopero con blocco della produzione. Oggi , alle 9,30, incontro con il sindaco di Borgo San Dalmazzo, Pier Paolo Varrone. Nel pomeriggio nuova riunione con un responsabile del gruppo, per fare il punto sulla situazione. Lo stabilimento è specializzato nella legatoria e produzione di cartonato (copertine dei libri) e brochure.
Nel 2003 il volume produttivo del cartonato era di 14 milioni e 900 mila copie. Oggi è di appena 4 milioni e 184 mila copie. L’azienda pensa di chiudere l’anno con 6 milioni e 300 mila. Per quanto riguarda le brochure si è passati da 7.434.000 del 2003 alle 5.500.000 previsti per fine 2009. Un anno fa lo stabilimento «Canale» di via Don Minzoni a Borgo contava circa 120 dipendenti.
«Numero che si è ridotto con la mancata riconferma dei contratti a tempo e il ricorso alla mobilità - spiega Ugo Brunetto, della Fim Cisl -. Negli ultimi due anni la situazione si è aggravata, con il crollo del mercato. La chiusura dello stabilimento di Borgo interessa un centinaio di lavoratori, poiché ai 77 dipendenti della Canale, vanno aggiunti anche quelli delle cooperative».
In maggio lo stabilimento ha lavorato a pieno regime per la produzione delle schede elettorali, tanto che si era dovuto far ricorso alla collaborazione di cooperative esterne.
«Per i responsabili dell’azienda lo stabilimento di Borgo non è più economico - dice Mimmo Formicola, sindacalista della Cgil -. La cassa integrazione straordinaria per crisi era iniziata a gennaio 2008, poi, a gennaio di quest’anno, è partita quella in deroga. Sono stati interessati una media di 10 dipendenti a rotazione, alcuni non hanno ancora percepito l’assegno di gennaio e febbraio. Sono state perse quote del mercato francese. Non c’è dubbio che il problema esiste. Va ricordato che i lavoratori hanno fatto sacrifici anche dal punto di vista economico. Lo stabilimento di Borgo può e deve continuare a produrre. Auspichiamo l’apertura di un confronto costruttivo». Lunedì si terrà una nuova riunione all’Unione industriale di Torino.
La Canale è stata fondata nel 1915. Il gruppo, che ha dimensioni europee e occupa seicento dipendenti (quattro stabilimenti di cui tre nel nord Italia e uno in Romania), ha sfiorato, nel 2006, i 100 milioni di euro di fatturato.

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BORGO SAN DALMAZZO. VERTENZA
Scongiurata chiusura dell’azienda “Canale” Ma solo per quest’anno

Da “La Stampa” del 13 gennaio

E’ scongiurata per quest’anno la chiusura degli stabilimenti «Canale», a Borgaro Torinese e Borgo San Dalmazzo. Ieri, dopo una lunga trattativa a Torino, si è raggiunta l'ipotesi di accordo sindacale. «La migliore possibile - commentano Ugo Brunetto (Cisl) e Mimmo Formicola (Cgil) - in una situazione così delicata».
L’azienda grafica, in difficoltà finanziaria, aveva proposto di chiudere o sospendere l'erogazione del salario aziendale. «L’accordo garantisce la sopravvivenza dell'azienda almeno per un anno: la contrattazione aziendale rimarrà congelata soltanto per il 2009, in cui i dipendenti riceveranno lo stipendio esclusivamente secondo il contratto nazionale - aggiungono -, ma nel 2010 si riaprirà la discussione. L'azienda ora ha chiesto la cassa in deroga al ministero. L'ammortizzatore sociale interesserà 75 su 95 dipendenti, con un rientro non inferiore a 35 persone». Concludono: «Si è salvaguardata l’occupazione: abbiamo ottenuto che la mobilità di trenta non sia obbligatoria, ma soltanto volontaria». Domani i risultati della trattativa saranno proposti ai dipendenti nell'assemblea sindacale. E' confermato l'incontro in Provincia venerdì mattina, convocato dal presidente Raffaele Costa, a cui è invitata la dirigenza aziendale. I sindacati: «Chiederemo alle istituzioni sostegno alla domanda di cassa in deroga e a Giacomo Canale l'impegno nel superare le difficoltà e rimanere sul territorio».

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BORGO SAN DALMAZZO. L’8 GENNAIO
Vertice in Provincia sulla grave crisi della “Canale”

Da “La Stampa” del 30 dicembre di ]BARBARA BARALE
BORGO SAN DALMAZZO
Ci sarà un vertice in Provincia l'8 gennaio, per discutere della delicata situazione dell'azienda grafica «Canale», che ha prospettato la chiusura dello stabilimento minore – la sede principale è a Borgaro Torinese - se non si troverà un accordo che affronti l'esubero per cui, a ottobre, è stata aperta la procedura di mobilità. Dal 5 gennaio, trenta su 95 dipendenti potrebbero essere licenziati. L'azienda ha proposto di mantenere aperto lo stabilimento ancora per il 2009, ma con la sospensione del salario aziendale: gli operai della legatoria sarebbero retribuiti esclusivamente in base al contratto nazionale, con una perdita di circa 2.800 euro l'anno.
«Non possiamo accettare, si peggiorerebbe la condizione di chi già fatica ad arrivare a fine mese - dicono Mimmo Formicola (Cgil) e Ugo Brunetto (Cisl) -. Anche l'ipotesi di chiusura è azzardata. Chiediamo, prima, di utilizzare tutti gli ammortizzatori possibili: a fronte del calo nel mercato del libro, la cassa integrazione per crisi può essere prorogata; in alternativa, c'è la “cassa in deroga”, supportata dalla Finanziaria». La vigilia di Natale le segreterie sindacali Slc-Cgil e Fistel-Cisl hanno incontrato e informato della situazione il sindaco di Borgo San Dalmazzo, Pierpaolo Varrone. «Ho espresso forte preoccupazione per l'eventuale cessazione dell'attività aziendale – dice il primo cittadino – e dato la mia piena disponibilità all'apertura di occasioni di confronto. Credo ci siano spazi per ragionare su un percorso condiviso». Conclude: «Con i sindacati, abbiamo chiesto l'interessamento del presidente della Provincia Raffaele Costa, che ha organizzato l'appuntamento con la proprietà».

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BORGO. AZIENDA GRAFICA «CANALE»
Ditta annuncia chiusura Timori per cento operai

Da “La Stampa” del 15 ottobre di BARBARA BARALE
BORGO SAN DALMAZZO
L’azienda grafica Canale, con sedi a Borgaro Torinese e Borgo San Dalmazzo, ha dichiarato il peggioramento della crisi annunciata un anno fa con il ricorso alla cassa integrazione. Ha prospettato come soluzione la chiusura dello stabilimento di Borgo San Dalmazzo, dove lavorano un centinaio di operai specializzati nella legatoria.
Nell’incontro convocato l’altro giorno, in Confindustria a Torino, i vertici aziendali hanno illustrato ai sindacati i motivi della crisi, legata alle attuali difficoltà del settore. Gli ultimi bilanci della «Canale», che si occupa di stampa ed editoria ed è attiva nell’export (in particolare con la Francia), si sono chiusi in passivo.
«Le difficoltà di mercato e finanziarie sono comprensibili, ma non possono risolversi con la chiusura del sito di Borgo», hanno detto Ugo Brunetto (Fim Cisl) e Mimmo Formicola (Fiom Cgil), che ieri hanno convocato un’assemblea nello stabilimento in via Don Minzoni per discutere delle possibili alternative con i dipendenti.
Brunetto: «Non ci aspettavamo l’annuncio, per quanto attenti a monitorare la situazione dell’azienda che a gennaio aveva dichiarato la cassa integrazione per una trentina di dipendenti (18 effettivi, ndr). La proposta è preoccupante per un territorio che è stato toccato da altre crisi aziendali, come il fallimento Bertello. Gli operai della Canale, inoltre, sono specializzati in un settore particolare, quindi difficilmente ricollocabili». Formicola: «Ci batteremo perchè l'azienda trovi soluzioni diverse dalla stretta logica di mercato, che vede come prima soluzione alla crisi la chiusura degli stabilimenti minori. Abbiamo a cuore il futuro delle persone che lavorano a Borgo». Lunedì è previsto un secondo vertice sindacati-azienda.

 

 

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