In mobilità i 24 operai
Campiello
Cavallermaggiore,
scaduta la “cassa” straordinaria al biscottificio ex Accornero
rilevato dalla Panealba
Da “La Stampa” del
30 marzo di ALDO MANO
È scaduta la cassa integrazione straordinaria e da questa settimana
entrano in mobilità i 24 lavoratori della Campiello di
Cavallermaggiore, che ne usufruivano da un anno. La direzione della
«Panealba» di Verduno, che cinque anni fa aveva acquisito l’azienda
dolciaria del paese, ha comunicato che nei prossimi giorni ci
saranno incontri con i sindacati per capire come muoversi, perché
nel frattempo sta cambiando la normativa.
Dei lavoratori interessati al provvedimento ventuno stanno cercando
un’altra occupazione. Anche se ci vorrà comunque un po’ di tempo,
resta da trovare una sistemazione soltanto per i tre rimasti. Da
parte del sindacato, Paolo Capra, della Flai-Cgil, ipotizza la
possibilità di un ulteriore periodo di «cassa» in deroga,
ammortizzatore sociale di competenza regionale, che tocca
all’azienda valutare.
I tre anni di Cassa integrazione guadagni, erano scattati il primo
aprile del 2008. Il biscottificio ex Accornero di via Vittorio
Veneto, di proprietà della Idi di Vaprio d’Agogna, in gravi
difficoltà e sull’orlo del fallimento, era stato rilevato nel
dicembre 2007 dalla famiglia Tesio, proprietaria della Panealba di
Verduno.
I primi segnali preoccupanti erano arrivati la primavera successiva.
La nuova proprietà della storica azienda dolciaria di
Cavallermaggiore aveva annunciato alle organizzazioni sindacali di
categoria Cgil, Cisl e Uil, l’intenzione di dismettere alcune linee
produttive, puntando tutto sul rilancio in grande stile del biscotto
secco, che ha nel «Novellino» il suo prodotto di nicchia. Si era
posto il problema dell’esubero di un certo numero di addetti, e ne
avevano fatto le spese i lavoratori interinali e con contratto a
termine. Da 110, fra operai ed impiegati occupati al momento del
cambio di proprietà, l’organico era stato ridotto ad una settantina,
ma non era ancora sufficiente, per cui era scattata la cassa
integrazione, prolungata di anno in anno fino ad oggi. Nei prossimi
giorni la Panealba comunicherà la sue intenzioni, in base alle quali
i sindacati decideranno i provvedimenti da adottare.
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Campiello conferma la chiusura di alcuni reparti del biscottificio
Da “La Stampa” del
4 marzo 2011 di ALDO MANO CAVALLERMAGGIORE
Scadono il 31 marzo, per 36 dipendenti della Campiello di
Cavallermaggiore, i 3 anni di cassa integrazione, scattata il 1˚
aprile del 2008. Ieri pomeriggio, nella sala riunioni del municipio,
si è tenuta a porte chiuse un’assemblea sindacale, nel corso della
quale sono stati comunicati ai dipendenti gli esiti di una prima
riunione tenuta con la proprietà.
«Si è trattato di un incontro informale – spiega Paolo Capra della
Flai-Cgil – dal quale non sono emerse proposte della Panealba in
merito al futuro. L’assemblea aveva un solo obiettivo: sentire le
maestranze, in vista di futuri incontri e l’eventuale apertura di
trattative concrete con l’azienda». Il biscottificio ex Accornero di
via Vittorio Veneto, di proprietà della Idi di Vaprio d’Agogna, in
gravi difficoltà e sull’orlo del fallimento, era stato rilevato nel
dicembre 2007 dalla famiglia Tesio, proprietaria della Panealba di
Verduno.
I primi segnali preoccupanti erano arrivati la primavera successiva.
La nuova proprietà della storica azienda dolciaria di
Cavallermaggiore aveva annunciato alle organizzazioni sindacali di
categoria Cgil, Cisl e Uil, l’intenzione di dismettere alcune linee
produttive, puntando tutto sul rilancio in grande stile del biscotto
secco, che ha nel «Novellino» il suo prodotto di nicchia. Ad essere
soppresse sarebbero le linee dei lievitati, settore utilizzato anche
per produzioni che a breve non sarebbero più commercializzate: wafer
e merendine. Si era posto il problema dell’esubero di un certo
numero di addetti, e ne avevano fatto le spese i lavoratori
interinali e con contratto a termine. Da 110, fra operai ed
impiegati occupati al momento del cambio di proprietà, l’organico
era stato ridotto ad una settantina, ma non era ancora sufficiente,
per cui era scattata la cassa integrazione, prolungata di anno in
anno. fino ad oggi. In un comunicato di ieri, la Panealba spiega:
«Gli enormi sforzi messi in atto in questi anni, sia sotto forma di
apporti finanziari che di investimenti tecnologici, hanno permesso
di garantire sicurezza e stabilità alla gran parte dei posti di
lavoro, a rischio nella precedente gestione».
Viene in ogni caso confermata la necessità di chiudere alcuni
reparti non economicamente redditizi, per cui resta sempre in bilico
la posizione dei cassaintegrati.
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Due anni di Cassa alla
Campiello
Da “La Stampa”
del 21 marzo 2010
È stato
ratificato in Regione, l’accordo raggiunto in Confindustria a Cuneo
fra la direzione aziendale della Campiello di Cavallermaggiore e le
segreterie provinciali di Fat-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil.
Nell’incontro, i vertici dell’azienda
dolciaria hanno ribadito la necessità di prolungare la cassa
integrazione straordinaria, per altri 24 mesi con un tetto massimo
di 70 dipendenti. Il biscottificio ex Accornero era stato rilevato a
dicembre 2007 dalla Panealba di Verduno, ed occupava circa 110
persone, attualmente una novantina, 35 delle quali sono già da un
anno in cassa integrazione. Dal 1° aprile raddoppia la tempistica
della cassa, prorogata fino al 31 marzo 2011 e il numero dei
lavoratori che potranno essere coinvolti nel provvedimento. Non si è
parlato di esuberi, e con questo provvedimento viene scongiurato
anche il ricorso alla mobilità. Il sindacato ha chiesto all’azienda
incontri periodici al fine di verificare e monitorare la situazione.
La cassa integrazione straordinaria è stata concessa alla Campiello
per mettere in atto un piano di ristrutturazione che comporterà
investimenti sulle linee di produzione in attività nella sede dello
stabilimento dolciario di Cavallermaggiore
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Alla Campiello
operai in cassa per due anni
Il
provvedimento chiesto dal biscottificio
riguarderà il 75% dei novanta dipendenti
Da “La Stampa” del 12
marzo di ALDO MANO
CAVALLERMAGGIORE
Aumentano le difficoltà dei dipendenti della Campiello di
Cavallermaggiore. Il biscottificio ex Accornero, rilevato nel
dicembre del 2007 dalla famiglia Tesio, proprietaria di Pane Alba,
ha un organico di 90 lavoratori, 35 dei quali sono in cassa
integrazione straordinaria. Il provvedimento scade a fine marzo, ma
l’azienda ha annunciato l’intenzione di chiederne il prolungamento
per altri due anni, cioè fino al 31 marzo 2011.
L’hanno comunicato alle maestranze i rappresentanti di Flai-Cgil,
Fat-Cisl e Uila-Uil durante un’assemblea. I sindacati hanno spiegato
che la richiesta è stata motivata dal piano industriale stilato
dalla Campiello che prevede d’intervenire sugli impianti delle linee
di produzione nei prossimi due anni, con una spesa totale di circa
600 mila euro. Fra i punti maggiormente dibattuti in assemblea, il
problema della cassa integrazione straordinaria dei 35 dipendenti in
scadenza il prossimo 31 marzo e le forme di rilancio dell’azienda.
Per i 90 lavoratori, 88 a tempo indeterminato e 2 con contratto a
termine, ci sarebbero ancora prospettive di cassa integrazione
straordinaria al fine di completare una riorganizzazione aziendale
partita nel 2008. Questi interventi sono previsti in due tranche ed
obbligherebbero l’azienda ad un ricorso alla cassa straordinaria per
circa 24 lavoratori, 12 con il primo intervento indicato nel 2009 e
altri 12 con il secondo in previsione nel 2010, i quali,
gradualmente, andrebbero ad aggiungersi ai 35 già in cassa. Il
passaggio successivo avverrà in Regione per vedere se ci sarà il via
libero definitivo alla richiesta.
Per quanto riguarda il futuro di un’azienda che in prospettiva va a
collocare più del 75% della sua forza lavoro in cassa, i
sindacalisti hanno spiegato che la proprietà ha garantito per
l’ennesima volta di credere nel rilancio del biscottificio di
Cavallermaggiore, dove presto si partirà con una nuova rete di
vendita commerciale e nuovi prodotti. Grazie agli ammortizzatori
sociali l’azienda non ricorrerà a licenziamenti.
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Lavoro grazie
all’incremento registratosi nelle vendite
Campiello, 6 rientri
dalla “cassa”
Da “Il
Saviglianese del 12 giugno di Luca Martini
Segnali positivi sono giunti nelle
scorse settimane dalla Campiello, l'azienda impegnata in una
profonda ristrutturazione produttiva e commerciale sotto la guida
del nuovo proprietario, la famiglia Tesio che, com'è ormai noto,
possiede anche la Panealba di
Verduno. Nel mese di giugno sono rientrati 6 lavoratori che
erano stati mes-si in cassa
integrazione ed ora le persone interessate dal provvedimento
sono scese a poco me-no di 20. Abbiamo chiesto le motivazioni di
questa decisione a Catterina Vizio, amministratore dell'azienda. «Il
rientro dei
6 lavoratori dalla cassa
integrazione - ci ha detto - è
temporaneo e durerà fino
alla fine dell'estate;
questo inserimento è stato possibile grazie ad
un aumento delle vendite
che si è verificato
recentemente e che ci ha consentito di istituire un
turno in più, durante
la notte:
Le sei persone in questione
hanno coperto proprio
i posti di ta-le turno». Questi lavoratori saranno confermati in futuro? «Al
momento - ci ha risposto -
non si pua
dire, occorrerebbe una sfera
di cristallo; bisognerà
vedere qua-le sarà la situazione
più avanti». Al di là
della comprensibile prudenza, qualche segnale positivo c'è
stato e si è concretizzata un'interessante commessa
"in ballo" da tempo.
L'azienda si trova, tuttavia, ancora nella fase di
ristrutturazione: «L'impegno del-la famiglia Tesio - prosegue
la sig.ra Vizio - è
notevole sul piano
commerciale: la Campiello intende aumentare i volumi
e dare spazio alla
crescita della produzione;
per fare
questo, però, è necessario
trovare canali commerciali
ottimali; in
particolare
l'azienda sta esplorando
la possibilità di collocare il
prodotto presso catene
di vendita che
garantiscano un discorso alun-go termine».
C'è attesa
anche per
la creazione
di nuovi biscotti, in
grado di rinverdire la tradizione
dell'azienda: «Li stiamo
studiando - conclude l'amministratore
- ma il loro
lancio non avverrà prima
dell'autunno». •
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Campiello: Durerà un anno ma non si sa ancora quando scatterà
Cassa integrazione per quanti lavoratori ?
Da “Il Saviglianese” del 24 aprile
La Campiello, azienda dolciaria
di Cavallermaggiore produttrice del famoso biscotto "Novellino",
sta mettendo in atto un piano
di
"ristrutturazione".
Nell'incontro del
31 marzo presso la Regione,
alla presenza dei
sindacati, era stata
accolta la richiesta di cassa integrazione per 35 lavoratori
dello stabilimento. Il provvedimento era, teoricamente, operativo
dal I ° aprile.
Nei giorni scorsi, tuttavia.
l'azienda ha di nuovo incontrato i sindacati: pare che al
provvedimento saranno interessati
solo più 24 dipendentL Con ogni
probabilità, la cassa
integrazione avrà la durata di un anno, ma non si conosce
ancora la data in cui essa entrerà in vigore.
Il
ridimensionamento della forza
lavoro della Campiello è dovuto alla chiusura del reparto
"lievitati" decisa dai vertici dell'azienda, che hanno deciso di
indirizzare i loro investimenti sul Novellino e su altri prodotti.
Citi ha comportato fin da subito il mancato rinnovo del contratto
degli interinali e successivamente la richiesta di cassa
integrazione per un gruppo di lavoratori
a
tempo
indeterminato..
La Campiello ha cambiato recentemente proprietario passando dalla
Idi di Vario d’Agogna alla Panealba diVerduno
recentemente proprietario, guidata dalla famiglia Tesio.
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Alla Campiello atteso il via della «cassa»
Da “La Stampa” del 22 aprile |
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La
Campiello di Cavallermaggiore non ha ancora comunicato i nomi
dei dipendenti che verranno messi in cassa integrazione, e
neppure la data da cui partirà il provvedimento, della durata di
un anno. Il 31 marzo, in Regione, tra sindacati e Panealba
(proprietaria della Campiello), era stato firmato un accordo per
la messa in «cassa» di 35 dipendenti: l'azienda chiuderà il
reparto lievitati. Nell'ultima riunione il numero pare sia stato
ridotto a 24. Nessun lavoratore al momento sarà licenziato,
anche se i timori permangono. L'azienda punta alla
riorganizzazione delle rete commerciale attraverso un lavoro di
sinergie tra la rete Panealba e Campiello dove, con la grande
distribuzione, si andrà a rinegoziare i prezzi. |
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Cassa integrazione alla “Campiello”
Da “La Stampa” del 17 aprile
Nell’incontro svoltosi alla «Campiello» di Cavallermaggiore, la
proprietà dell’azienda ha concordato con i sindacati una lista di 24
lavoratori a cui verrà comunicata la messa in cassa integrazione,
probabilmente per un anno. La proprietà del biscottificio ex
Accornero, che occupa attualmente 100 dipendenti, era passata a
dicembre dalla «Idi» di Vario d'Agogna alla «Panealba» di Verduno. A
inizio anno era stata annunciata, in quanto non redditizia, la
chiusura del reparto lievitati con ridimensionamento delle
maestranze. Le organizzazioni sindacali avevano subito chiesto alla
direzione quali scelte strategiche intendesse adottare per
rilanciare l’azienda senza ridurre drasticamente i posti di lavoro.
Dopo alcuni incontri in Confindustria a Cuneo, la richiesta di cassa
integrazione avanzata per un numero massimo di 35 dipendenti, era
stata sottoscritta 31 marzo in Regione con i sindacati. Il
provvedimento doveva scattare il 1° di aprile, poi dilazionato. Ora
il numero è passato a 24.
«Il compito del Comune è quello di fare da mediatori, senza alcun
potere in merito alle decisioni dell’azienda - dice il sindaco
Michele Baravalle -. Prendiamo atto della buona volontà della
Panealba, e siamo certi che, passato questo periodo di transizione e
assestamento, alla Campiello si tornerà a lavorare a pieno ritmo». \
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Campiello: possibile dal 1 aprile per 35 persone
Accordo per la cassa
Da “Il Saviglianese” del 3 aprile di Luca Martini
È stato definito lunedl scorso in Regione, a Torino, l'accordo per
la cassa integrazione all'azienda dolciaria Campiello di
Cavallermaggiore Al momento si attende ancora il via libera dal
Ministero ma i presupposti per l'adozione del
provvedimento ci sono. «A partire dal I ° aprile — affermano i
sindacalisti
Giuseppe
Meineri della Uila-Uil,
Franco
Feria della Fai-Cisl e Paolo Capra della Flai-Cgil – la Campiego
può, in teoria,
attivare
la cassa
integrazione. Ciò, tuttavia, per ora non
avverrà
prima di iniziare, i lavoratori potranno infatti, usufruire ancora
di giorni di ferie'
l'azienda,
inoltre, sta definendo un'importante
commessa”se
questo
possibilità
dovesse concretizzarsi, la nostro speranza è che il
fabbisogno
di
lavoratori aumenti e le persone destinate ad un anno di cassa
integrazione possano diminuireu. AI momento, però, le cifre restano
quelle stabilite nel precedente incontro: oltre
al
mancato rinnovo per tutti i precari (che era stato subito
comunicato dalla proprietà) la "cassa" è stata richiesta per 35
lavoratori a tempo indeterminato. «Ci incontreremo di
nuovo
con l'azienda
— aggiungono i sindacalisti —
non
appena sarà stata definita la questione della commessa in sospeso,
poiché sia i tempi, sia i numeri della cassa integrazione potrebbero
ancora cambiare. L'azienda,
comunque, si è impegnata ad
anticipare alle
persone
che ne saranno interessate il trattamento di "cassa" per evitare
lunghe attese
nel pagamento delle mensilità che,
in caso contrario
potrebbero
arrivare anche a sei mesi
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CAVALLERMAGGIORE
Alla Campiello «cassa» rinviata di qualche giorno
Da “La Stampa” del 2 aprile |
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Continuano per il momento a recarsi regolarmente al lavoro, i 35
dipendenti della «Campiello» di Cavallermaggiore, per i quali
ieri doveva scattare, fino al 31 marzo 2009 la cassa
integrazione. È comunque solo questione di giorni, dal momento
che venerdì, presso la Confindustria a Cuneo, è stato siglato
l’accordo tra il sindacato e la proprietà in merito alla
richiesta di cassa integrazione avanzata dalla «Campiello».
Lunedì le due parti si sono nuovamente incontrate in Regione ed
hanno avuto il via libera definitivo per l’operazione. Il
provvedimento è stato dilazionato, anche se solo di pochi
giorni, fino a quando l’azienda avrà verificato la situazione,
per quanto riguarda le ferie, dei dipendenti che saranno posti
in cassa. «Nell’accordo sottoscritto - ribadiscono i sindacati -
abbiamo chiesto alla Campiello di farsi carico delle spettanze
dovute ai lavoratori interessati dal provvedimento, anticipando
le somme relative alla cassa integrazione». |
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CAVALLERMAGGIORE. RISTRUTTURAZIONE
Campiello, 35 in cassa integrazione
da "La Stampa" del 20 marzo 2008 di
ALDO MANO
La direzione aziendale della «Panealba», nuova proprietaria
della «Campiello» di Cavallermaggiore, nel corso dell’incontro
con le organizzazioni sindacali che si è svolto l’altro
pomeriggio, a Cuneo alla sede di Confindustria, ha confermato
la chiusura del reparto lievitati, e ribadito l’intenzione di
chiedere un anno di cassa integrazione per 35, tra addetti
alle linee ed impiegati amministrativi, su 100 dei dipendenti
attualmente in forza al biscottificio di Cavallermaggiore.
La decisione è stata motivata con la necessità di
ristrutturazione in atto nell’azienda. «Nell’incontro di Cuneo
- spiegano i sindacalisti Paolo Capra (Flai Cgil), Franco
Feria (Fat Cisl) e Giuseppe Meineri (Uila Uil) - non si è
parlato di esuberi, bensì di cassa integrazione, per cui
nessun lavoratore al momento sarà espulso, anche se le
preoccupazioni per il futuro rimangono e per questo occorrerà
che tutti, sindacato ed istituzioni, non abbassino la
guardia».
Il 28 marzo, sempre nella sede di Confindustria nel capoluogo
provinciale, le due parti si ritroveranno per firmare
l’accordo che sarà poi presentato in Regione tre giorni dopo,
il 31 marzo, per ottenere il via libera alla cassa
integrazione che dovrebbe scattare il primo aprile prossimo
per concludersi il 31 marzo del 2009.
Su quanto potrà succedere in seguito, le organizzazioni
sindacali mantengono un cauto ottimismo, pur non celando le
difficoltà di un’azienda che per diventare competitiva deve
passare attraverso tagli occupazionali, che al momento
sembrano, però, essere stati scongiurati.
Per quanto concerne il piano di rilancio presentato
dall’azienda, che sarà attuato nel giro di due anni si è
parlato di investimenti, rete commerciale e situazione
logistica, legata quest’ultima al probabile ritorno del
reparto magazzino nella sede dello stabilimento di
Cavallermaggiore.
«Esaurita questa fase che implica la cassa integrazione -
continuano i sindacalisti - tra un anno si procederà alla
verifica della situazione, sperando di poter salvaguardare il
maggior numero possibile di posti di lavoro».
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Presentato il piano industriale dell’azienda dolciaria
Campiello,
investimenti e “cassa”
Da “Il Saviglianese” del 20 marzo di Luca Martini
Dopo il rinvio dei giorni precedenti, che
aveva fatto slittare ogni decisione di un paio di settimane, è stato
presentato lunedì scorso, 17 marzo,
presso la
Confindustria di Cuneo, il piano industriale della Campiello, nota
azienda dolciaria della nostra città.
A Cavallermaggiore c'era grande attesa
soprattutto per conoscere, oltre agli investimenti previsti, le
cifre di eventuali esuberi.
Il sindacalista della Uila-Uil Giuseppe
Meineri così riassume la situazione: “Nell'incontro di lunedì —
ha detto
—
la proprietà
della Campiello ha
presentato
il
piano
industriale con i suoi programmi; sulla base
di tale documento, sembra che
ci siano i presupposti perché
l'azienda
si riprenda
e
mantenga i
suoi volumi
d'affari per
poi aumentarli».
Abbiamo allora domandato quali saranno
le conseguenze
sull'occupazione: insomma quante persone rimarranno a
casa? .Se si escludono i contratti a termine-
che, come già si sa-peva,
non saranno più rinnovati
(si natta di una quindicina di persone)
—
ci ha risposto Meineri— al momento non si parla
di veri esuberi. L'azienda ha detto che le persone
interessate alla cassa integrazione sono una trentina tra operai e
impiegati a tempo indeterminato. Questo perché essendo stata
dismessa la linea dei lievitati diminuisce
momentaneamente
il
fabbisogno
- di
personale.
I sindacati hanno
perciò, richiesto un anno dì cassa integrazione per questi
lavoratori,
con la speranza che in
detto arco di
tempo la situazione possa migliorare e tali perso
ne vengano reintegrate. L'accordo vero e proprio per la “cassa”
però, non
c'è
ancora stato
verrà
siglato con ogni probabilità
entro fine
mese.
Mercoledì 19
è
in
programma
uni assemblea con tutti i lavoratori dei Campiello
per
spiegare le attuali problematiche».
La forza lavoro della Campiello sarà dunque
ridotta da 110 a circa 70 unità,-una situazione che i sindacati
sperano possa essere solo transitoria:
Il piano
industriale presentato è
di tre anni; se-condo le
intenzioni espresse –
prosegue Meineri —
l'azienda.
nei primi due anni
effettuerà
una ristrutturazione, poi, nel 2010, vi saranno
investimenti sostanziosi sulle linee produttive
e lancio
di nuovi
prodotti,
che speriamo
possano
far
crescere
il fabbisogno
di persona-“. A quanto ne sappiamo, inoltre, l'azienda
ha un'importante commessa in via di definizione».
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CAVALLERMAGGIORE. CHIUDE REPARTO
Esuberi alla Campiello Decisione rinviata |
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da "La
Stampa" del 15 marzo 2008 di
ALDO MANO
Un percorso condiviso con il sindacato per superare le
difficoltà. L’hanno ribadito i vertici della Campiello (ex
Accornero) nell'incontro che si è tenuto a Confindustria Cuneo
tra la nuova direzione dell’azienda di Cavallermaggiore e le
segreterie provinciali Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil.
Sulla delicata situazione occupazionale tutto è stato rimandato
di un paio di settimane. La proprietà, passata lo scorso
dicembre dalla Idi di Vario d'Agogna alla Panealba di Verduno,
ha confermato la chiusura del reparto «lievitati», con il
conseguente ridimensionamento delle maestranze, ma non ha
fornito dati precisi in merito. La Campiello occupa attualmente
100 dipendenti, per una trentina dei quali il posto di lavoro
sarebbe a rischio. Esistono tuttavia le condizioni per
migliorare il reparto biscotti, sia dal punto di vista
produttivo che commerciale.
Le organizzazioni sindacali hanno chiesto alla direzione di
conoscere dettagliatamente le scelte strategiche che la
Campiello intende mettere in atto, e contemporaneamente di
attivare la cassa integrazione per fronteggiare eventuali
esuberi derivati dalla chiusura del reparto «lievitati».
«La scelta di attivare per un anno la cassa integrazione per i
lavoratori in esubero - dicono i sindacalisti Franco Feria,
Paolo Capra e Giuseppe Meineri - scongiurerebbe al momento la
possibilità di licenziamento dei dipendenti e permetterebbe in
futuro di riesaminare la situazione». Per verificare la
fattibilità della proposta e capire con esattezza il numero
delle persone coinvolte è stato indetto un nuovo incontro,
sempre nella sede di Confindustria Cuneo il prossimo lunedì.
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Si presenta il piano occupazionale
alla Campiello
da "La Stampa" del 3 marzo 2008 di
A.M.
Mercoledì la “Panealba” che da dicembre
è
la nuova proprietaria
della «Campiello» di Cavallermaggiore, presenterà all'Unione
Industriale di Cuneo un piano di ristrutturazione dell'azienda
dolciaria ex Accornero. «La nuova proprietà mi ha assicurato che
vuole investire»
dice
il sindaco Michele Baravalle, intervenuto in merito alla decisioni
annunciata dalla <<Panealba>> di
smantellare alcune linee produttive, non
più redditizie, e puntare tutto sul rilancio in grande stile del
biscotto sec-co,
che ha nel <<Novellino» it suo
prodotto di nicchia.
Le linee che potrebbero essere soppresse sono
quelle dei lievitati,
comparto utilizzato anche per altre produzioni, quali
wafer e merendine, che a breve non dovrebbero pih essere commercializzati. «Purtroppo -
commentano i sindacalisti Paolo Capra (Flai Cgil), Franco Feria (Fat
Cisl) e Giuseppe Meineri (Vila Uil) - la scelta individuata nel
piano industriale dall'azienda pone il problema dell'esubero di un
certo numero di lavoratori, con posizione a rischio per interinali e
contratti a termine, che comunque potrebbe anche non essere
sufficiente, sulla base dei primi numeri forniti dalla proprietà
circa il riassetto dal punto di vista dell'occupazione>>.
La
«Campiello>> occupa attualmente 110 dipendenti e
quando la <<Panealba>>, che fa capo
alla famiglia Tesio di Verduno era subentrata alla «Idi» di Vaprio
d'Agogna, aveva assicurato il mantenimento dei posti di lavoro.
«La scorsa settimana - continua il sindaco - ho avuto un incontro
informale con la nuova proprietà della Campiello. Si * parlato del
problema dei lavoratori da affrontare dopo la chiusura di qualche
reparto, ma ho avuto rassicurazioni circa il proseguimento
dell'attività lavorativa nella nostra città dove la nuova gestione
afferma di voler continuare ad investire e produrre».
[a. m.l
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Campiello chiude le linee dei lievitati
Da “La Stampa” del 29 febbraio 2008 di A.M.
C'è preoccupazione e incertezza per il mantenimento
del posto di lavoro, fra i 110 dipendenti della «Campiello» di
Cavallermaggiore, acquisita a dicembre dalla «Panealba» di Verduno.
La nuova proprietà del biscottificio ex Accornero di via Vittorio
Veneto ha annunciato alle organizzazioni
sindacali di categoria Cgil, Cisl e Uil, l'intenzione di dismettere
alcune linee produttive, puntando sul rilancio del biscotto secco,
che ha nel «Novellino» il suo prodotto di nicchia.
Ad essere soppresse sarebbero le linee dei lievitati,
settore utilizzato anche per altre produzioni che a
breve non
dovrebbero essere più commercializzati, quali wafer e merendine. «La
direzione dell'azienda
- spiegano i sindacalisti
Paolo Capra (Fiai Cgil), Franco Feria (Fat Cisl) e Giuseppe
Meineri (Uila Uil) - pone
il problema dell'esubero di un
certo numero di addetti, con posizione a rischio per lavoratori
interinali e con contratto a termine, che comunque potrebbe
anche non essere sufficiente, sulla base dei primi numeri
indicativi forniti ufficiosamente,
circa il riassetto dello
stabilimento dal punto di vista
dell'occupazione».Non
è anche esclusa da parte della Panealba una richiesta di mobilità
per alcune decine di dipendenti. Il 5 marzo l'azienda presenterà il
suo piano in sede di Unione L'azienda a Cavallermaggiore
Industriale.
[A.
M.]