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 Blocco del turnover Sciopero alla Buzzi

Da “La  Stampa” del 28 novembre 2009 di CARLO GIORDANO
ROBILANTE
Sciopero di 8 ore, ieri, alla cementeria «Buzzi Unicem» di Robilante, 204 dipendenti, dopo che l’azienda ha annunciato il blocco del turnover a partire dal prossimo anno. I sindacati parlano di adesioni al 60 per cento (43% per la direzione). «Bisogna tener conto che la mobilitazione è stata organizzata in pochi giorni ed essendo la lavorazione a ciclo continuo ci sono delle squadre, come quelle addette ai forni, che sono comandate - spiega Gianpaolo Giordano, Rsu-Cgil -. Complessivamente ritengo lo sciopero riuscito. L’azienda ci ha informato che dal prossimo anno chi va in pensione non verrà più sostituito: nel 2010 scenderemo di quattro unità. Inoltre, è prevista anche la creazione di una cabina unica per la conduzione dei due forni. Questo significa che gli addetti a questo servizio scenderanno da 15 a 12. Si parla anche di riduzione del personale della ditta esterna delle pulizie. Anche se prendiamo atto che l’azienda non licenzierà nessuno, non ci sono, comunque, segnali incoraggianti».
«Lo sciopero è stato proclamato per manifestare queste preoccupazioni - dice Alessandro Aime, Rsu-Cisl -. Ci rendiamo conto che il comparto sta attraversando una difficile situazione, spiace, però, che si pensi solo a tagliare il personale. Non dimentichiamo che ci sono delle figure professionali di cui non si può farne a meno. Invitiamo l’azienda a sedersi a un tavolo di trattativa, per trovare, come già avvenuto in passato, una soluzione condivisa».
«La Buzzi Unicem ha presentato, la settimana scorsa, il piano di sviluppo alla Rsu - replica Massimo Toso, direttore generale Italia -, confermando che la sede di Robilante è una tra le più importanti in Italia. Il mercato dell’edilizia nel Nord Ovest ha avuto un calo complessivo di circa il 30% negli ultimi 3 anni e che persiste una situazione di stagnazione. Lo stabilimento di Robilante, nonostante ciò, non ha utilizzato neppure un’ora di cassa integrazione, non ha licenziato nessuno e ha mantenuto pressoché invariato il piano investimenti. Le prospettive del 2010 non sono favorevoli ed in tale scenario la Buzzi ha comunicato un blocco del turnover su una minima parte del personale in uscita (un dipendente nel 2010) e ha confermato un piano di investimenti che porterà a una razionalizzazione di un reparto. L'Azienda ha appreso con rammarico la presa di posizione della Rsu».
«La Rappresentanza sindacale - conclude Toso -, è in possesso di tutte le informazioni sugli andamenti dei mercati, produzione e occupazione. Ciononostante, non sembra tenere conto, né del contesto economico nazionale né di quello locale: invece di apprezzare gli forzi dell’azienda nel continuare a investire e mantenere i livelli occupazionali, ha scelto di avviare un’azione pretestuosa e priva di qualsiasi riscontro nella realtà organizzativa e produttiva dello stabilimento di Robilante».

 

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AMBIENTE.IL SECONDO EPISODIO DAL 2005
L’Arpa spegne un forno Buzzi

Sono stati superati i limiti per le sostanze del gruppo delle diossine

Da “La Stampa” del 24 settembre di BARBARA BARALE
ROBILANTE
«Il forno 3 del cementificio di Robilante ha superato di tre volte e mezzo il limite imposto dall'autorizzazione ambientale nell'emissione di diossine; rimarrà chiuso fino a quando sarà chiarito il motivo e i parametri torneranno normali». Il secondo «cartellino giallo» dall'Arpa – il primo nel gennaio 2005 – ai camini di Buzzi Unicem per aver emesso quantità superiori di inquinanti della famiglia delle diossine, è stato annunciato ieri, in una conferenza stampa a Cuneo.
«Il superamento dei limiti imposti è stato registrato il 27 e 28 agosto, in analisi effettuate dal Polo regionale microinquinanti a Grugliasco – ha detto Silvio Cagliero, direttore dell'Arpa provinciale -. Dai primi elementi emersi, la causa sembra riconducibile all'utilizzo di materie prime alternative contenenti ferro (scorie ferrose). Situazione simile al caso precedente, dove a determinare il problema furono, invece, scorie d'alluminio. Quindi, non sussiste relazione tra sforamento e incenerimento di cdr».
Cagliero ha aggiunto: «Più dei valori al camino, sono rilevanti le deposizioni al suolo. Nell'area sensibile della valle Vermenagna, in particolare vicino alle scuole, dall'anno scorso sono stati installati deposimetri, che permettono di analizzare la composizione di tutto ciò che raggiunge il terreno. Due campagne di monitoraggio effettuate tra febbraio-marzo e maggio-giugno, non hanno evidenziato valori anomali; attendiamo le risultanze dei rilievi dal 27 agosto».
Angelo Pellegrino, direttore Servizio igiene e prevenzione dell'Asl Cn1: «I parametri rilevati sono in linea con i valori medi di altri Paesi europei. Analisi effettuate nel latte proveniente dalle stalle dell'area intorno a Robilante denotano una concentrazione di diossina superiore alla media piemontese, ma comunque nella norma. Ora faremo altri campionamenti».
Luciano Fantino, dirigente del Settore Ambiente della Provincia: «Il provvedimento sanzionatorio prevede una diffida, ossia l'obbligo di sospensione dell'impianto per 10 giorni dalla data di comunicazione, in attesa di relazione da parte dell'azienda che chiarisca l'accaduto».
Bernardo Arecco, direttore d'esercizio degli impianti Buzzi Unicem in Italia: «Abbiamo preso atto con sorpresa delle risultanze dell'Arpa. Dopo il caso del 2005, anche grazie ai limiti restrittivi imposti dalla Provincia, non si erano più verificati problemi. I valori fanno pensare a una scoria d'acciaieria immessa da maggio e acquistata in buona fede perché, sulla carta, corrispondente ai parametri limite. Se risulterà essere questo il motivo, sospenderemo subito la fornitura».

 

 

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