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Alla ex Bonelli ripresa l’attività

Da “La Stampa” del 12 novembre 2011 di [A. M.]


Dalla scorsa settimana l’insegna della Bonelli Legnami all’ingresso dello stabilimento di via Torino a Savigliano è stata sostituita da un’altra, con la ragione sociale della nuova società, Mozzone Building Sistems, e il motto: «Dalla storia del legno al suo futuro». L’attività era ripresa all'inizio del mese, con sei operai e tre impiegati, in parte ex dipendenti della Bonelli al momento ancora in cassa integrazione, intergrati da altri della nuova proprietà. Per adesso vengono eseguiti lavori di segheria. La Bonelli, storica azienda saviglianese del legname, fondata nel 1920 a Prazzo, dopo aver attraversato dalla fine del 2008 un periodo di difficoltà, poi sfociato in una crisi irreversibile, aveva dichiarato fallimento nei primi mesi del 2010. A marzo era stata rilevata dalla società Mozzone Fratelli, presente nel mercato del legno e imballaggio da tre generazioni. Restano in cassa integrazione una trentina degli ex dipendenti della Bonelli e la Cr Savigliano ha annunciato che, almeno fino a Natale, continuerà ad anticipare gli importi. «L’importante, al momento, è stato riuscire a ripartire, sia pure con un’attività diversa e ridotta al minimo», spiega Roberto Follador, ad della Mozzone.

 

 

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Crs prolunga l’anticipo della «Cassa»

Da “La Stampa” del 27  maggio di [A. M.]


La Cassa di risparmio di Savigliano ha annunciato di avere prolungato di altri sei mesi il pagamento dell’anticipo della cassa integrazione ai 32 dipendenti della «Bonelli».
Commenti postivi per l’iniziativa della Crs arrivano da Luca De Conti, del sindacato Fillea-Cgil, che spiega come siano ancora ferme le trattative portate avanti dal curatore fallimentare Massimo Volante e la mediazione dell’Amministrazione comunale con la cordata, composta da un’azienda di Salmur e da due imprenditori del Torinese che svolgono attività nel settore del legno, unici a mantenere ancora un certo interesse per la storica azienda saviglianese.
Secondo indiscrezioni la riapertura sarebbe imminente, con soli quattro operai, ma come spiega ancora Luca De Conti, per il momento non c’è niente di concreto. «Citare dati, numeri e tempi, per adesso non è possibile, anche per non alimentare inutilmente false speranze. Quando e se ci sarà qualcosa di sicuro saremo noi a comunicarlo».

 

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La Banca CRS sostiene ancora i lavoratori Bonelli

Da “Il Saviglianese” del 21 ottobre

La Banca CRS ha prolun­gato di 6 mesi il pagamento dell'anticipo sulla cassa inte­grazione ai 35 dipendenti del­la Bonelli Legnami che a mar­zo, dopo alcuni mesi di diffi­coltà, aveva cessato l'attività e dichiarato fallimento.

L'istituto di credito savi­glianese, per interessamento del suo amministratore dele­gato, Giuseppe Allocco, si era subito dichiarato disponibile ad anticipare la cassa integra­zione, per almeno sei mesi, in attesa del "via libera" da par­te del ministero. Così, a parti­re dalla data del fallimento stabilita presso il tribunale di Saluzzo, i lavoratori si erano potuti recare agli sportelli della Cassa di risparmio di Sa­vigliano per ritirare l'anticipo della prima mensilità, pari a 750 euro circa.

A settembre, i primi sei mesi sono scaduti e dal I° ot­tobre è stato rinnovato l'ac­cordo per un periodo di eguale durata. «Apprezziamo ancora una volta l'interessa­mento della Banca CRS, che si è sempre dimostrata vici­na ai lavoratori» commenta Luca De Conti, sindacalista della Fillea Cgil che ha seguito l'intera vertenza.

A metà marzo, concluso il periodo di cassa integrazio­ne straordinaria per fallimen­to, della durata di un anno, i lavoratori saranno collocati in mobilità.

E l'azienda? Prima della tempesta che l'ha investita, la Bonelli godeva di una fama in­ternazionale per i suoi pro­dotti di qualità nell'ambito del legno. Dalla fabbrica sulla stra­da per Cavallermaggiore par­tivano contatti con tutto il mondo. Ora, dopo una ridda di voci circolata nei mesi scorsi su potenziali acquiren­ti, andatasi pian piano esau­rendo senza esito, pare si sia affacciato di nuovo qualche compratore del settore le­gno.Vedremo se ci saranno sviluppi

 

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Crs anticipa la Cassa ai lavoratori “Bonelli”

Da “La Stampa” del 17 aprile

Dopo la sentenza di fallimento emessa dal tribunale di Saluzzo, per i 32 dipendenti della Bonelli legnami di Savigliano, (erano oltre 50 all’inizio del 2009), è iniziata la cassa integrazione straordinaria, che durerà 12 mesi. Poi scatterà la mobilità, per uno, due o tre anni a seconda dell’età e dello stato di servizio dei lavoratori.
A mitigare almeno in parte la perdita del posto di lavoro, è giunta una buona notizia dalla Cr Savigliano. La banca anticiperà i primi sei mesi di «cassa», circa 750 euro per lavoratore, in attesa che dall’Inps arrivino i soldi. La Crs si farà anche carico degli interessi per tutto il periodo. La crisi della Bonelli spa, azienda leader nel settore della lavorazione del legno, era iniziata l’anno scorso, e la situazione era precipitata al rientro dalle ferie. Il 13 ottobre gli operai avevano per la prima volta scioperato, con un presidio nel cortile dello stabilimento di via Torino, manifestazione che poi si è ripetuta più volte nella centrale piazza Santarosa.
Erano state avviate trattative per la cessione dell’azienda, ma senza esito. «Da sottolineare la sensibilità della Crs – dice Luca De Conti della Fillea-Cgil - e anche del Comune e delle istituzioni che hanno cercato di scongiurare il fallimento».

 

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Fallita la “Bonelli” di Savigliano
Cassa straordinaria per 32 operai

Da “La Stampa” del 21 marzo 2010 di ALDO MANO
SAVIGLIANO
Con una sentenza il giudice del tribunale di Saluzzo ha dichiarato il fallimento della «Bonelli» di Savigliano.
L’azienda, specializzata nella lavorazione del legno, era entrata in crisi in autunno. Il 14 ottobre gli operai avevano per la prima volta scioperato, con un presidio nel cortile dello stabilimento di via Torino. «La crisi che la Bonelli sta attraversando - aveva spiegato Luca De Conti della Fillea-Cgil - è soprattutto a livello di gestione, unita alla mancanza di volontà di affrontare nei dovuti modi la situazione da parte della dirigenza».
Il lavoro era ripreso a ritmi ridotti e si erano susseguiti incontri fra le parti in Confindustria. Poi altri scioperi, fino a quando la situazione è precipitata, con lo stabilimento che ha chiuso ed i dipendenti rimasti senza stipendio da settembre.
La «Bonelli» era stata fondata nel 1920 a Prazzo da Giuseppe, capostipite della famiglia, e si era trasferita nel 1946 a Savigliano. Lo stabilimento si estende su un’area di 80.000 metri quadrati, di cui 10.000 coperti, con moderni impianti di segheria e falegnameria, essiccazione, ed un’ampia area destinata allo stoccaggio e alla stagionatura dei legnami. «Abbiamo cercato di stimolare la proprietà a superare i momenti difficili per scongiurare il rischio di fallimento - continua il sindacalista -, ma a questo punto era inevitabile». L’unica dichiarazione da parte dell’azienda è di Beppe Bonelli, figlio dell’amministratore unico Andrea. «Mi sono allontanato alcuni anni fa dalla società, dove ricoprivo la carica di amministratore delegato - dice -. Sono tornato a fine ottobre, dopo i primi segnali di crisi. Abbiamo cercato in tutti i modi di risolvere la situazione, mettendo in vendita l’azienda. Si sono fatte avanti alcune possibili cordate di compratori, ma non siamo arrivati a nessuna conclusione».
Per i 32 dipendenti rimasti, degli oltre 50 presenti all’inizio del 2009, oggi inizia la cassa integrazione straordinaria. Durerà un anno, poi saranno messi in mobilità, per uno, due o tre anni, a seconda dell’età e dello stato di servizio.

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«Bonelli legnami»
Presidio a Savigliano

Da “La Stampa” del 27 gennaio

I 35 dipendenti della «Bonelli legnami», in cassa integrazione da dicembre, hanno istituto un presidio, in piazza Santarosa durante il mercato settimanale. Obiettivo: manifestare la preoccupazione in merito al futuro dell’azienda. «Riteniamo che Savigliano non possa perdere altri posti di lavoro - dichiara Luca De Conti della Fillea-Cgil -. È indispensabile privilegiare trattative con la società, che possano garantire l’occupazione, attraverso il proseguimento dell’attività». Venerdì una rappresentanza delle maestranze della Bonelli ha incontrato in municipio il sindaco Sergio Soave, che ha garantito il suo interessamento. «La manifestazione di oggi - conclude De Conti - ha lo scopo di coinvolgere i cittadini che già in altre occasioni ci hanno dimostrato solidarietà». \

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Savigliano: Bonelli legnami, da oggi cassa integrazione

Da www.targatocn.it del 30 novembre

Cassa integrazione straordinaria, da oggi, per 32 lavoratori della Bonelli legnami. La ditta Bonelli, fondata nel 1919, è sempre stata leader nel settore della lavorazione del legno e delle ecocostruzioni. Adesso è nel pieno della crisi, tanto che, come specifica senza mezzi termini Luca De Conti, della Fillea-Cgil "se qualcuno non rileva la proprietà dell'azienda, il fallimento è praticamente certo". Intanto, sul fronte dello stipendio, non si è mosso niente e i dipendenti stanno ancora aspettando il saldo del mese di settembre. "Stiamo coinvolgendo anche il Comune di Savigliano, come già è stato fatto con la Regione la settimana scorsa, perché intervenga negli anticipi di cassa integrazione". Nel frattempo, la produzione alla Bonelli legnami è praticamente azzerata, con soli 8/9 operai al lavoro. Per tutti gli altri l'attesa di sapere che cosa succederà e se ci sia davvero qualcuno in grado di rilevare e soprattutto rilanciare l'azienda.

 

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Sciopero a oltranza degli operai “Bonelli”

Da “La Stampa” del 3 novembre

Cancelli chiusi, alla Bonelli di Savigliano, mentre continua lo sciopero indetto dai sindacati da venerdì. La ditta Bonelli, fondata nel 1919, è sempre stata leader nel settore della lavorazione del legno e delle ecocostruzioni. Da qualche tempo è in difficoltà. «Siamo ad un passo dal fallimento - commenta Luca De Conti, della Fillea-Cgil – se non si metteranno al più presto in atto misure per salvare l’azienda ed il posto di lavoro di 35 persone».
Con lo sciopero, che continuerà ad oltranza fino a quando non ci saranno garanzie, i dipendenti della Bonelli intendono manifestare la loro preoccupazione e, nonostante non percepiscano ormai da tre mesi lo stipendio, vogliono ancora sperare.
«Chiediamo alla direzione senso di responsabilità e azioni concrete per rilanciare sia l’attività produttiva, sia quella commerciale - continua il sindacalista - senza trascurare ogni eventuale possibilità nell’interesse dell’azienda e dei lavoratori».
Da parte della direzione dell’azienda, Beppe Bonelli, figlio dell’amministratore unico Andrea Bonelli, spiega che sono in corso contatti con altre società, che stanno valutando la situazione economico-produttiva della ditta saviglianese, prima di avviare trattative per un possibile acquisto.

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Anche Soave informato della vertenza Bonelli

Da “Il Saviglianese” del 29 ottobre 2009

Nei giorni scorsi non si è sbloccata la situazione alla Bo­nelli legnami, azienda che nel settore vanta una fama interna­zionale, ma che da alcuni mesi sta attraversando un periodo nero a causa della crisi globale e di alcune scelte gestionali nel­l'organizzazione del lavoro.

Dopo gli scioperi di due settimane fa, era iniziata una trattativa tra azienda e sinda­cati per garantire un futuro al­la fabbrica ed ai lavoratori. Mer­coledì scorso, 21 ottobre, all'U­nione industriale di Cuneo, si è tenuto un incontro che però non ha ancora dato segnali chiari. «Non è scaturita nessuna novità importante — ha dichiara­to il sindacalista della Fillea Cgil Luca De Conti, che segue la vertenza — e mercoledì pomerig­gio (proprio mentre il  Saviglia­nese arriva in edicola, ndr) ab­biamo in programma un'assemblea con i lavoratori, per fare il punto della situazione. Sul piatto c'è la questione delle retribuzio­ni. L'ultimo mese pagato è stato luglio, mentre per agosto e set­tembre non hanno visto ancora nulla».

II destino degli oltre trenta dipendenti dello stabilimento saviglianese (che si trova sulla strada per Cavallermaggiore) non è ancora definito: occor­reranno nuovi incontri con l'a­zienda per conoscere il desti­no di una delle aziende più im­portanti della città. Proprio per questo, della questione è stato interessato anche il sindaco Sergio Soave, che si occupa an­che delle vicende legate al la­voro. «Spero — aggiunge ancora De Conti — di poter incontrare il primo cittadino nei prossimi gior­ni. È importante che le istituzioni stiano vicine ai lavoratori in questi momenti difficili». •

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SETTORE LEGNO
Oggi sciopero alla «Bonelli» di Savigliano

Da “La Stampa” del 13 ottobre

Crisi per una storica azienda di Savigliano, specializzata nelle lavorazioni del legno. E’ in programma uno sciopero, oggi, alla «Bonelli spa» fondata nel 1920. Lo stabilimento ha sede in via Torino 270 lungo la regionale per Cavallermaggiore. La ditta ha 35 dipendenti che sono impiegati in vari reparti fra i quali segheria, falegnameria, costruzione di case in legno e di serramenti. Oggi lo sciopero sarà di otto ore. «La “Bonelli” - spiega Luca De Conti, sindacalista della Cgil - sta attraversando un momento molto critico. Crediamo ci siano problemi gestionali e non vediamo da parte della dirigenza la volontà di adottare gli strumenti necessari in questi casi». Alcuni operai, infatti, si sarebbero licenziati per «divergenze con i vertici aziendali». A partire dalle otto fino a mezzogiorno i dipendenti si riuniranno, comunque, all’interno della fabbrica saviglianese per un presidio e per discutere insieme l’organizzazione di eventuali azioni. «La “Bonelli” di Savigliano è stata un’azienda leader del settore - precisa ancora De Conti - ed è necessario agire per non perdere questo patrimonio e per non impoverire ancora il territorio della Granda con un’ulteriore diminuzione occupazionale». \

 

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