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Rossana,
la Bitron pagherà le ore di festività contestate
I soldi arriveranno
dall’aumento del premio annuale di risultato
Da “La Stampa” del
24 aprile di ANDREA GARASSINO ROSSANA
Quattro i punti di contrasto tra i 500 lavoratori (precari compresi)
della Bitron e la direzione aziendale. L’altro giorno c’è stato un
incontro tra i sindacati e i vertici della ditta per affrontare le
questioni aperte. La tensione fra le parti aveva portato, l’8 aprile,
ad uno sciopero «a sorpresa» per tutti i turni con presidio degli
operai di fronte ai cancelli, nell’area artiginale-industriale alle
porte del paese.
«Un aspetto è stato già risolto durante l’ultima riunione – spiega
Giorgio Ciravegna, Cisl, che segue la vertenza con Roberto Demarchi,
Cgil – ed è quello che riguarda il pagamento di alcune ore di
festività. L’azienda aumenterà il premio di risultato annuale per
andare a coprire la quota non corrisposta agli operai».
Per gli altri tre punti, invece, è stato deciso il metodo di lavoro.
«Abbiamo riaperto il tavolo di contrattazione – precisano i sindacati
– e ci ritroveremo il 9 maggio. In quella sede chiederemo la conferma
dei contratti per una parte di precari, circa ottanta lavoratori.
Inoltre, auspicheremo un miglioramento degli indici per quantificare
il premio annuale di risultato aziendale, per ottenere un
corrispettivo in denaro che risponda maggiormente alle aspettative
delle maestranze. Infine, vorremmo che la ditta portasse avanti una
verifica sulla corretta applicazione del contratto nazionale di
categoria e degli accordi aziendali, rispetto all’inquadramento
personale di ciascun dipendente».
La «prova di forza» degli operai a inizio aprile ha quindi portato i
suoi primi frutti. «Abbiamo già raggiunto un accordo sulle festività
non pagate che stava molto a cuore ai lavoratori – puntualizza
Ciravegna – e allo stesso tempo siamo riusciti a riallacciare normali
relazioni sindacali. Queste sono già di per sé notizie positive».
Il giorno dello sciopero il direttore dello stabilimento Umberto Rulfi
si era detto ottimista: «Ci sono vedute differenti – erano state le
sue parole di fronte ai cancelli, dopo un lungo confronto con le Rsu –
e troveremo un accordo al più presto».
La «Bitron» è un’azienda metalmeccanica specializzata nella produzione
della componentistica per auto. Nel 2008, nei giorni della «grande
crisi», i vertici aziendali non rinnovarono i contratti interinali. Ci
furono anche alcune giornate di cassa integreazione. Da allora, però,
è aumentato il numero di lavoratori impegnati nella fabbrica. Prima
dell’agitazione dell’8 aprile, le maestranze non dichiaravano scioperi
aziendali da 6 anni
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Sulla festività non pagata la Bitron torna a scioperare
Ieri blocco
della produzione dopo anni di “pace sindacale”
Da “La Stampa” del
9 aprile 2011 di ANDREA GARASSINO
Sciopero «a sorpresa», ieri tutto il giorno per i dipendenti Bitron,
circa cinquecento, interinali compresi, a Rossana. Gli operai si sono
ritrovati per un picchetto di fronte ai cancelli fin dalle 6 di ieri,
ora d'inizio del primo dei tre turni in cui è suddivisa la produzione.
Il «sit-in» è stato allestito all'ingresso dell'area artiginale. I
manifestanti hanno tentato di dissuadere fornitori ed altri clienti
dall'entrare in fabbrica, mentre hanno consentito il passaggio di chi
era diretto alla «Ceros», altro marchio del polo industriale rossanese.
Insieme alle maestranze, anche i sindacalisti Giorgio Ciravegna (Cisl)
e Roberto Demarchi (Cgil). Spiegano: «La pazienza dei lavoratori è
finita. Ci sono tanti problemi che possono anche apparire non
insormontabili, ma dobbiamo tutelare i dipendenti. Ci abbiamo provato
discutendo. Non ci siamo riusciti e quindi protestiamo».
Le Rsu dello stabilimento ieri mattina hanno discusso per oltre un'ora
con il direttore dello stabilimento Umberto Rulfi. Al termine
dell'incontro informale affermano: «C'è una criticità con le festività
che nel nuovo contratto nazionale non sarebbero pagate, ma invece ci
spettano perchè valgono sempre le norme più favorevoli quando si
cambiano i rapporti dipendente-azienda. Si tratta di 12 ore da
liquidare all'anno, ma la ditta ci ha spiazzati: ha affermato di
essere disposta a saldare i conti con gli impiegati (un terzo del
totale, ndr.) e non con gli operai. Inoltre, ci trasciniamo altre
questioni da tempo e così abbiamo deciso di dire basta e scioperare».
La Bitron con il direttore Rulfi mostra segnali di apertura:
«Troveremo di certo un accordo al più presto. Ci sono delle diversità
di vedute. Noi riteniamo di aver interpretato nel modo corretto il
nuovo contratto. La trattativa è aperta e non ci sono ‘’lotte di
classe interne’’ tra operai ed impiegati. Credo, però, che tra le
maestranze ci sia un po' di confusione sulle norme, i diritti e le
rivendicazioni che stanno portando avanti. Manca chiarezza da parte
loro e hanno preso un pretesto per indire questo sciopero».
Ciravegna chiarisce l'origine dello «screzio». «E' da sei anni che non
dichiariamo uno sciopero su questioni aziendali - dice - e questo sta
a significare che abbiamo gestito insieme tutte le problematiche
interne allo stabilimento. L'azienda spesso ha posto questioni che
sono state affrontate e risolte attraverso la contrattazione, con
soddisfazione di entrambe le parti, e abbiamo alle spalle ottimi
accordi».
La Bitron è un'azienda metalmeccanica specializzata nella produzione
della componentistica per auto. Nel 2008, nei giorni della «grande
crisi» i vertici aziendali non rinnovarono i contratti interinali. Ci
furono anche alcune giornate di cassa integrazione.
«Oggi ci sono più dipendenti in fabbrica rispetto a tre anni fa -
dicono i rappresentanti delle Rsu Lucia Dovetta e Massimiliano
Giolitti (della Cgil), Marco ed Emanuela Isaia e Ilva Supertino (della
Cisl) - . La produzione sta andando bene e vale la pena sottolineare
che nel nostro stabilimento c'è gente che lavora molto. Di questa
situazione adesso serve un riconoscimento anche da parte della
proprietà».
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