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L’AZIENDA
Sciopero alla
Bibielle: “Non vogliamo tagli”
Presidio davanti ai cancelli ieri a Margarita
Da “La Stampa” del 10
febbraio di Carlo Giordano
Sciopero con presidio davanti ai cancelli, ieri, alla «Bibielle» di
Margarita, 104 dipendenti, azienda che produce abrasivi. La
mobilitazione è stata indetta da Cgil e Cisl allarmati per un piano di
riorganizzazione con possibili esuberi.
«Lo sciopero è stato totale tra gli operai e con un’ottima
partecipazione degli impiegati - spiegano Gaspare Palermo, Cgil, e
Gabriella Pessione, Cisl -. Ora auspichiamo che venga convocato un
incontro a Confindustria Cuneo. Il piano di ristrutturazione ci
preoccupa anche perchè viene deciso unilateralmente». «La Bibielle non
smantella, anzi è intenzionata a investire per far crescere lo
stabilimento di Margarita - ribatte l’Ad Riccardo Audisio -. Siamo e
restiamo i secondi al mondo nella produzione di abrasivi
tridimensionali. Un piano di ristrutturazione è necessario per
adattarci ai tempi. Alcuni materiali usati nella lavorazione, anzichè
produrli all’interno dello stabilimento, verranno acquistati fuori. Ci
potranno, quindi, essere degli esuberi, che al momento non possono
essere ancora quantificati». «Attualmente non facciamo ricorso a cassa
integrazione, nessuno è stato licenziato - spiega Enrico Beccaria,
direttore di stabilimento -, i toni della mobilitazione mi paiono
eccessivi. Si è trattato di uno sciopero preventivo. Sono stati
portati via macchinari fermi da anni e non più utilizzabili. La
richiesta d’incontro è stata avanzata il 29 gennaio, non c’è stato
ancora il tempo tecnico per programmarlo: è pretestuoso dire che non
c’è volontà di dialogo. Anzi eravamo stati noi, dopo una riunione a
metà dicembre, a chiedere un confronto, ma nessuno ci ha ancora
risposto».
Notizie positive per la Cas di Sant’Albano Stura, ditta di costruzioni
meccaniche, 41 addetti, che ha cessato l’attività. Ieri, i dipendenti
hanno approvato l'accordo sottoscritto tra sindacati e la Csp (società
appartenente al gruppo tedesco Steeltech), che prevede la produzione a
S. Albano di manufatti per l'industria siderurgica, in modo da
garantire l'occupazione a 35 persone, di cui 25 entro il prossimo
biennio
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Margarita: Bibielle, zoppica il futuro dell'azienda
Da
www.targatocn.it del 5 febbraio di F.A.
Le Segreterie
Provinciali di FILCEM CGIL e FEMCA CISL, la RSU di stabilimento e i
lavoratori della Bibielle di Margarita esprimono forte preoccupazione
e ritengono gravissimo quanto messo in atto unilateralmente
dall’azienda. Dicono le segreterie: "Senza nessun confronto
preventivo con le Organizzazioni Sindacali, in questi giorni ha
fermato degli impianti, li ha smontati e portati non si sa bene dove".
Continuano: "Questi tipi di iniziativa peraltro non sono nuovi a
quest’azienda che già nei mesi scorsi ha assunto iniziative analoghe
senza motivare o concordare percorsi differenti e atti a salvaguardare
le tipologie produttive presenti presso lo Stabilimento". Le
maestranze sindacali sostengono di non essersi mai sottratte al
confronto, raggiungendo, tra gli altri, accordi condivisi anche di
ristrutturazione: "Nonostante la Direzione continui a trasmettere
messaggi di mantenimento degli assetti occupazionali, solo nell’ultimo
anno e mezzo circa 40 tra lavoratrici e lavoratori sono usciti dalla
Bibielle. Oggi l’organico è composto da 104 addetti, suddivisi tra
operai ed impiegati. In più ad oggi tutto il personale impiegatizio ha
avuto una riduzione dell’orario di lavoro attraverso la stipula di un
contratto di solidarietà ed a livello operaio continua il ricorso alla
Cassa Integrazione". A fronte di questi accordi di
ristrutturazione e riorganizzazione però, l’azienda si era impegnata a
mantenere inalterati gli attuali assetti occupazionali, confermando le
attuali tipologie produttive ed a discutere preventivamente con il
Sindacato eventuali situazioni di difficoltà al fine prioritario di
difendere gli attuali posti di lavoro. Queste ancora le voci di Cisl e
Cgil. "Nei giorni scorsi abbiamo da una parte richiesto un incontro
all’Azienda presso l’Unione Industriale di Cuneo, a cui però a tutt’oggi
non abbiamo ricevuto risposta, dall’altra abbiamo ritenuto opportuno
effettuare un incontro con il Sindaco di Margarita per mettere a
conoscenza l’Amministrazione Comunale delle problematiche relative
alla Bibielle e di quelli che potrebbero essere i rischi per la
comunità locale se l’Azienda decidesse di proseguire nella politica
dei tagli del personale". Nelle assemblee convocate per giovedì 4
febbraio si è deciso di mettere in campo le opportune iniziative di
mobilitazione, a partire dallo sciopero dichiarato per martedì 9
febbraio, finalizzate a condannare gli atti unilaterali compiuti
dall’azienda e contrastare ulteriori eventuali iniziative che possano
produrre una perdita di posti di lavoro.
Sulla ditta, specializzata nella produzione di materiali abrasivi e
che dà lavoro ad oltre un centinaio di persone, già a dicembre erano
circolate alcune voci di una possibile crisi e di posti di lavoro a
rischio, voci di paese commentate così dall'azienda: “Senza dubbio
– aveva detto Riccardo Audisio, presidente della Bibielle –
l’economia non solo nazionale ma mondiale sta vivendo un periodo
difficile, di conseguenza anche per noi non è un momento facile. Negli
ultimi mesi stiamo registrando qualche timido segnale di ripresa anche
se per quanto riguarda le previsioni per il 2010 è necessario essere
prudenti". Al trend negativo Audisio aveva risposto adattando la
capacità produttiva dell'azienda al calo degli ordinativi utilizzando
anche quegli strumenti quali la cassa integrazione e la mobilità. "La
nostra intenzione è certamente quella di continuare a fare il
possibile per dare continuità alla Bibielle, come è stato fino ad ora,
con la consapevolezza, però, che bisogna adattarsi alle situazioni. Se
avessimo subìto inerti il periodo negativo senza mettere in atto le
opportune azioni correttive, l’impatto della crisi sull’azienda
sarebbe stato sicuramente di proporzioni maggiori" aveva affermato
al giornale comunale Audisio. E proseguiva: "Non è mai stata
un’ipotesi vagliata, quella di chiudere lo stabilimento. Margarita è
per noi un punto fermo. Abbiamo subito una flessione degli ordinativi,
ma in rapporto alla media del settore la nostra flessione è stata
minore e questo grazie alle scelte fatte in passato e alla nostra
capacità di puntare su nuovi prodotti e nuove tecnologie”.
Ricerca, sviluppo e nuove tecnologie sono, quindi, gli strumenti per
superare i momenti di crisi? “E’ fondamentale per noi proseguire
sulla strada dell’innovazione puntando su nuovi prodotti, senza
dimenticare, però, l’importanza che rivestono l’efficienza e
l’automazione. Purtroppo, è proprio sui prodotti tradizionali, sui
prodotti a scarso contenuto tecnologico che abbiamo registrato la
maggiore flessione. Tutto ciò è dovuto alla concorrenza straniera
della Cina, dell’India, della Corea o dei paesi dell’Est Europa, dove
i costi della manodopera sono notevolmente inferiori ai nostri e dove
i vincoli e le prescrizioni sono minori. Sui prodotti ad alto
contenuto tecnologico ci sono maggiori barriere all’ingresso da parte
di concorrenti europei ed extraeuropei e questo offre protezione
soprattutto nei periodi di flessione della domanda" aveva concluso
Audisio.
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