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Concorrenza sleale in momenti difficili

Da “La Stampa” del 26 maggio 2011 di LORENZO BORATTO

CUNEO
Si pensa alla Granda come a una provincia agricola. Ma ha anche una grande vocazione al trasporto su gomma. La carenza di infrastrutture, però, fa sì che il nostro prodotto finito costi anche il 15 per cento in più». Luca Bosio è il segretario provinciale Fit-Cisl.
«Nella Granda ci sono circa 1500 aziende che lavorano per conto terzi - dice Bosio -, con 3 mila dipendenti. Poi 1500 “padroncini” e almeno 1500 dipendenti amministrativi». La Fai ha stimato che in provincia ci sono 12 mila Tir tra veicoli in conto proprio e in conto terzi, con un indotto calcolato in 30 mila addetti.
Nel comparto la crisi si è fatta sentire: negli ultimi due anni ci sono state richieste di cassa integrazione e contratti di solidarietà. «Non era mai successo nei 15 anni precedenti - aggiunge Bosio -, anche se adesso ci sono segnali almeno di stabilità. Ma alcune aziende sono fallite o ridimensionate, per abbassare i costi fissi». Per i partecipanti al forum sono state le imprese familiari a «tenere» e aver assorbito, in parte, la crisi.
Enrico Vesce (Uil Trasporti): «La cassa integrazione è scaricare sulla collettività una crisi. Servono interventi non legati alle emergenze: si deve programmare il futuro». Uno dei problemi più sentiti è la concorrenza sleale che mette in difficoltà le aziende della Granda. Il cosiddetto «dumping» sociale (sui dipendenti sottopagati) e normativo (chi non rispetta le regole) che mette in ginocchio le aziende virtuose. Gli esempi non mancano. Aldo Caranta, Confartigianato trasporti provinciale: «Alcune aziende sono iscritte all’albo provinciale degli autotrasportatori pur non avendo dei Tir intestati: assurdo». I sindacalisti: «Ci sono aziendeche cambiano decine di autisti ogni anno: segno che puntano sul lavoro non in regola. Tante ditte aprono una consorella per esempio in Romania e poi a quest’ultima affittano i Tir con targa italiana. Un trucco. Così come assumere camionisti di altri Paesi europei: costano meno e permette di risparmiare sul costo del lavoro fino al 40%». «Le regole comunitariesono stringenti e spesso ottuse - dice Guido Rossi -. Un viaggio di migliaia di km non si può programmare al minuto. Spesso il tempo di guida giornaliero scade a pochi km da casa. E il camionista deve fermarsi e sostare per ore». E ancora: «Si deve avere coscienza che sottocosto non si può lavorare».
Cristina Rostagno, Confartigianato imprese: «Il problema della concorrenza in tutta Europa? Scatta un gioco al ribasso, una guerra tra piccole aziende e così i costi degli imprenditori onesti non vengono riconosciuti». Revelli: «I Tir stranieri purtroppo spesso non sono in regola, ma i controlli sono più difficili, a causa dei problemi linguisticie di scrittura».

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