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Rinnovata la RSU all'Arpa Industriale di Bra

 

da "www.targatocn.it" del 19 aprile

 

Si è svolto lo scorso 17 e 18 aprile ’12, presso l’Azienda Arpa Industriale di Bra, il Rinnovo della RSU. I risultati sono stati i seguenti:

· Aventi Diritto al voto: 344

· Votanti: 296 pari all'86%

· Bianche: 6

· Nulle: 11

· Filctem CGIL: 119 pari al 41,7

· Femca CISL: 131 pari al 45,9%

· Uilcem UIL: 29 pari al 10,1%.  

Con riferimento ai risultati elettorali la Segreteria Provinciale Filctem CGIL esprime soddisfazione per la massiccia affluenza al voto che, nonostante le divisioni sindacali degli ultimi mesi e lo scoraggiamento legato al pesante ricorso alla Cassa Integrazione, dimostra l’attenzione delle lavoratrici e dei lavoratori alla “vita sindacale” dello stabilimento.

Analizza Gaspare Palermo, segretario Provinciale Filctem CGIL: "Rispetto al risultato elettorale, con tre delegati su nove, e con la nostra Rappresentante Storica di riferimento Rita Lo Iacono che con 61 preferenze è stata la più votata, certamente il progetto aziendale di isolamento della Nostra Organizzazione avviato con la firma dell’accordo separato di gennaio del 2012, e non firmato dalla Segreteria Provinciale Filctem e dai nostri componenti RSU uscenti, è stato respinto nettamente dai dipendenti dell’Arpa. L’analisi del voto inoltre necessita una sottolineatura rispetto al fatto che la maggioranza ottenuta dalla Femca Cisl è frutto del fatto che 2 dei 5 RSU eletti sono lavoratori impiegati e del fatto che dei 131 voti ottenuti, 48 sono confluiti su questi due candidati. Pertanto se certamente tra i lavoratori impiegati ha prevalso la “paura” per le nostre posizioni assunte durante la fase di rinnovo del contratto aziendale, siamo altrettanto consapevoli e soddisfatti del fatto che tra gli operai siamo la Prima Organizzazione, sia in termini di iscrizione che in termini di preferenze per la Elezione della RSU. Sulla base di queste considerazioni, consci delle responsabilità che ci sono state assegnate, nel ringraziare tutte e tutti coloro che ci hanno sostenuto e ci sostengono, oltre ai candidati ed ai membri di commissione elettorale che hanno svolto un ottimo lavoro, auspichiamo che da adesso in avanti l’Azienda lavori per non dividere più il Sindacato ed i Lavoratori, oggi letteralmente divisi a metà all’interno dello Stabilimento con il fine principale di rilanciare l’Arpa, pesantemente in difficoltà sia in termini di volumi produttivi sia per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi di produttività. La nostra bussola qui e ora e per il futuro sarà comunque sempre quella di tutelare al meglio le lavoratrici ed i lavoratori, dando in primo luogo il nostro contributo al consolidamento dell’Azienda, sempre però con l’obiettivo di trovare soluzioni condivise e partecipate". (c.s.)

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Arpa di Bra, 5 lunedì in Cassa

Provvedimento scatta oggi e interessa 260 operai e 45 impiegati

Da “La Stampa” del 27 febbraio di VALTER MANZONE

BRA
I cancelli dell’Arpa spa, azienda di laminati con sede in via Piumati, oggi sono chiusi. Per 260 operai e 45 impiegati questo è il primo di 5 lunedì di cassa integrazione. Il provvedimento è stato concordato dalla direzione aziendale con Confindustria e sindacati (ai quali la ditta ha in realtà chiesto l’autorizzazione per 13 lunedì di cassa) motivandolo con una contrazione delle commesse. Argomentazione questa che ha lasciato perplessi i dipendenti, ai quali appena 15 giorni fa la direzione generale, nella presentazione del piano industriale aveva assicurato una ripresa degli ordini.
Rita Lo Iacono, Rsu Cgil: «Il direttore generale ci aveva illustrato la situazione del mercato, prospettando addirittura l’imminente arrivo di una commessa di notevoli proporzioni. Nulla faceva presagire questa scelta». E continua: «A metà della scorsa settimana le Rsu aziendali (Cisl, Uil e Cgil) sono state convocate in direzione. In quella sede siamo stati informati della decisione di lavorare solo più quattro giorni alla settimana, per un periodo che va da marzo a giugno, con alcune interruzioni legate a festività pasquali oppure a ponti. A fronte di alcune nostre obiezioni, giustificate dalle informazioni che avevamo ricevuto pochi giorni prima, abbiamo ottenuto di informare i dipendenti soltanto dei primi 5 lunedì di “cassa” che vanno fino a fine marzo».
L’azienda ha consegnato una circolare ai 260 operai e a tutti gli impiegati, il cui ruolo è legato alla produzione, informandoli che per adesso avrebbero avuto cinque lunedì di Cig ma che ne erano stati previsti altri, fino a giugno, ovviamente annullabili a fronte di un’eventuale ripresa del mercato e a un aumento degli ordini.
L’Arpa spa, il cui intero capitale è stato ceduto all’azienda olandese Broadview Holding BV, produce pannelli che trovano applicazione in diversi settori quali l’architettura d’interni, arredamento, edilizia, design, cantieristica navale e allestimenti ferroviari.
Commentano Gaspare Palermo (Cgil), Renato Fantini (Cisl) e Alberto Dotta (Uil): «Auspichiamo che questa decisione sia motivata soltanto dal calo di ordini. Non abbiamo ancora incontrato i vertici Arpa, ma richiederemo un vertice al più presto».

 

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I lavoratori approvano l’accordo all’Arpa

Hanno votato in 311 su 357 aventi diritto Favorevole il 73% Cgil contraria

Da “La Stampa” del 22 dicembre di MARISA QUAGLIA


Approvata ieri dai lavoratori l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto integrativo aziendale all’Arpa Industriale. Al referendum, promosso da Femca Cisl e Uilcem Uil hanno aderito 311 lavoratori su 357 aventi diritto. A dire «sì» alla proposta sono stati 226, pari al 73,6% dei voti validi; 75 i voti negativo. Il referendum era stato anticipato nei giorni scorsi da assemblee informative tenute dalle confederate promotrici del confronto.
Una trattativa portata avanti da mesi, tra segreterie sindacali provinciali, Rsu e l’azienda che produce laminati plastici, all’inizio, nel dicembre 2010, con la partecipazione anche della Filctem Cgil. La rottura tra le confederate si è verificata il 13 dicembre scorso.
La Cgil aveva espresso la sua chiara posizione in merito al referendum. Aveva spiegato il portavoce Gaspare Palermo: «La scelta di portare al voto un testo aziendale non condiviso né con la Rsu, né tantomeno con le segreterie provinciali, è un errore. Non si può scaricare sulle spalle dei lavoratori un accordo-ricatto che per l’impatto e per i contenuti che ha al suo interno andrebbe prima profondamente ponderato e rivisto nel suo insieme».
La Cgil aveva perciò chiesto a Cisl e Uil di posticipare il referendum. Richiesta non accolta. Aveva infatti ribattuto Renato Fantini, segretario della Femca Cisl: «La segreteria provinciale approva e sostiene la decisione della maggioranza della Rsu che, di fronte alla possibile disdetta di tutti gli accordi aziendali è disponibile, su mandato dei lavoratori, ad assumersi l’onere di un accordo difficile che comunque offrirà a tutti i dipendenti maggiori tutele rispetto all’assenza di intese». Conclude, dopo il voto: «Quello che ci aspettiamo ora è che alla fine della conflittualità si creino le condizioni per un clima di collaborazione e se gli obiettivi di produttività, redditività, qualità e contenimento dei costi verranno raggiunti, per tutti i lavoratori ci sarà anche un significativo aumento del salario legato all’andamento aziendale. In questa vicenda non ci sono né vincitori né vinti, le modalità e parte dei contenuti di questo accordo possono anche non essere condivisi, ma a fronte di un pronunciamento chiaro dei lavoratori si dovrebbe trovare una composizione, nel rispetto delle ragioni della maggioranza».

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Contratto integrativo Aziendale all'Arpa Industriale: la posizione dei sindacati

Da www.targatocn.it del 17 dicembre 2011

Riceviamo e pubblichiamo la nota della Segreteria Provinciale ed i componenti RSU Filctem CGIL in merito al rinnovo del contratto integrativo nell'azienda braidese:

La Direzione Aziendale dell’ Arpa Industriale in data 15 dicembre ’11 ha consegnato alla RSU un’ipotesi d’accordo di rinnovo del contratto integrativo, conclusiva e non concordata con nessuno e che, peraltro per stessa ammissione del Responsabile del Personale, è in parte diversa rispetto a quanto illustrato verbalmente nell’ultimo incontro del 22 novembre, dove peraltro con comunicato sindacale avevamo elencato i punti di non accordo o di non ancora positiva soluzione. Il testo prevede tra le altre cose, straordinari obbligatori, assemblee fuori turno di lavoro, una nuova organizzazione della pausa pranzo, un premio di risultato tutto variabile e legato prima di tutto alla redditività aziendale e quindi indipendente dagli sforzi di recupero di produttività che i lavoratori potranno fare, il congelamento di importanti voci economiche aziendalmente previste per tutti e la definizione di un trattamento economico significativamente più basso ( fino a 500 euro al mese in meno ) per i lavoratori che in futuro verranno assunti, nessuna garanzia di stabilizzazione dei precari presenti e futuri. La Scrivente, ritiene gravissimo l’atteggiamento aziendale di “tagliare fuori” dal rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale le Segreterie Provinciali di Categoria, tanto più che per tentare di trovare una positiva soluzione al negoziato che ormai dura da parecchi mesi, coinvolte le Segreterie Nazionali di Categoria e quelle Confederali di Cuneo, CGIL – CISL – UIL provinciali hanno richiesto, per tramite dell’Unione Industriale, la riapertura della trattativa, con la richiesta di ritiro del “ricatto aziendale” di disdetta di tutti gli accordi sindacali; richiesta d’incontro che è stata rifiutata e respinta dall’Azienda. Alla luce di quanto emerso, ed al fine di analizzare attentamente il testo proposto dall’Azienda, abbiamo proposto, senza successo, ai componenti la RSU di Cisl e Uil di sospendere le assemblee di lunedì, programmate prima di conoscere dell’incontro con l’Azienda e soprattutto di quello che poi sarebbe stato l’esito. Inoltre abbiamo sottolineato come la scelta di portare al voto un testo aziendale non condiviso né con la RSU stessa, ne tantomeno con le Segreterie Provinciali, sia un errore che scarichi sulle spalle dei lavoratori un accordo – ricatto che per l’impatto e per i contenuti che ha al suo interno andrebbe prima profondamente ponderato e rivisto nel suo insieme. Alla luce della conferma del percorso da parte della RSU di Cisl e Uil, chiederemo di spostare il referendum a dopo il 21 dicembre, data nella quale a questo punto abbiamo deciso di fare le assemblee come CGIL, per spiegare ai lavoratori le nostre argomentazioni.

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Secondo sciopero all’Arpa per il contratto integrativo

«L’adesione dei lavoratori resta superiore all’80 per cento»

Da “La Stampa” del 8 luglio di MARISA QUAGLIA
Oltre l’ottanta per cento di adesioni allo sciopero indetto ieri all’Arpa Industriale, azienda di produzione di laminati plastici, che occupa oltre quattrocento lavoratori in via Piumati. E’ la seconda agitazione in poche settimane indetta dalle tre sigle sindacali, Filctem Cgil, Femca Cisl, Uilcem. Il motivo è ancora una volta il rinnovo del contratto integrativo. In coro fuori dai cancelli i lavoratori dei tre turni hanno espresso la loro volontà di arrivare ad un «contratto giusto e dignitoso».
Dopo una prima rinione con i vertici aziendali a metà giugno, i rappresentanti sindacali avevano ben sperato, registrando una buona disponibilità dell’azienda a rivedere la propria posizione su alcuni punti, come monetizzazione della pausa mensa, gestione riposi individuali, donazione sangue e assemblee. A fronte però di una richiesta delle Rsu di mettere nero su bianco quanto già convenuto, l’Arpa aveva risposto con un «no». Motivo: non è possibile sottoscrivere alcunchè fino a quando non si giunga ad un accordo complessivo, in quanto «tutto è legato insieme» e i vari punti non possono essere scissi.
La risposta delle Segreterie Rsu: «Crediamo che questa posizione rischi di non permettere una discussione serena sui punti ancora aperti in quanto il pericolo che intravediamo è quello di trascinare l’accordo fino al prossimo autunno, periodo in cui i volumi produttivi potranno essere inferiori rispetto ad oggi e quindi diverse le condizioni».
Spiega inoltre Gaspare Palermo della Filctem Cgil: «Ultimamente stiamo registrando due anomalie. L’azienda non sta rispettando l’accordo sindacale in vigore per quanto riguarda le ore residue che dovrebbero essere già liquidate a giugno invece slittano a settembre». Non solo, ma, continua il sindacalista: «Ci hanno comunicato, per il momento solo verbalmente, che sarà modificato il calendario di chiusura estiva. Questo senza neppure un confronto con le Rsu. Al di là del danno che può provocare ai lavoratori un cambio di questo tipo, detto a luglio, è il metodo che non va bene. Noi siamo disponibili a una trattativa seria, i lavoratori continuano ad aderire in massa alle mobilitazioni, rimettendoci comunque parte dello stipendio, per avere un contratto e delle garanzie dignitose».

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Sciopero all'Arpa industriale, azienda di laminati di Bra che occupa circa 400 dipendenti

Da www.targatocn.it del 27 giugno

Sciopero dichiarato dalle 3 organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil per martedì 28 giugno all’Arpa Industriale di Bra con le seguenti modalità: 1° turno: dalle 8 alle 10 e dalle 12 alle 14; 2° turno: dalle 16 alle 18 e dalle 20 alle 22; 3° turno: dalle 02 alle 06; giornaliero: dalle 8 alle 10 e dalle 16 alle 18.    

La RSU organizza nella giornata dello sciopero, per dare maggiore visibilità alla mobilitazione, un presidio davanti ai cancelli che si terrà dalle 8 alle 10 e dalle 16 alle 18. Inoltre è stato dichiarato lo stato di agitazione con lo sciopero di tutti gli straordinari. Lo sciopero è stato intrapreso a seguito del mancato accordo sulla sottoscrizione di un verbale di riunione a seguito della riunione del 17 giugno. Le sigle sindacali, anche a seguito dell'incontro di trattativa per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale, dichiarano che "Questa posizione dell'azienda, seppur comprensibile, rischia di non permettere una discussione “serena” sui punti ancora aperti, in quanto il pericolo che intravediamo è quello di ritrovarci, in funzione dell’andamento del negoziato, delle posizioni che noi assumeremo e dell’andamento produttivo, nuovamente le richieste inizialmente proposte dall’Azienda. Altrimenti non si spiegherebbe la difficoltà a sottoscrivere oggi (lunedì 27 giugno, ndr) un verbale di riunione".

"Infine, sempre nell’incontro del 23 giugno l’Azienda ha comunicato, in contrasto con quanto previsto all’articolo 13 comma 4 dell’accordo aziendale in essere, che le ore di Ferie, ex Festività, Riduzioni d’orario residue dell’anno precedente  saranno mantenute fino al 30 settembre e non entro il 30 giugno". In tal senso le sigle sindacali chiedono che l’Azienda rispetti gli accordi e a fronte dello stato della trattativa si dichiarano disponibili a  trovare soluzioni diverse da quelle concordate contrattualmente. Alla luce di tutto quanto sopra, a sostegno del rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale, viene dichiarato Stato di Agitazione e lo sciopero di tutti gli straordinari, sia per quanto riguarda il sabato che per quello che è il prolungamento dell’orario all’interno della giornata normale di lavoro. Inoltre si proclama un primo pacchetto di 12 ore di sciopero da effettuarsi entro la chiusura estiva, con modalità che verranno comunicate di volta in volta dalla RSU.   

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Arpa industriale: sciopero per il rinnovo dell’integrativo

Da “Gazzetta d’Alba” del 15 marzo di walter Manzone

 

I 400 lavoratori dell’Arpa hanno incrociato le braccia per quattro ore, a ogni turno di lavoro, nella giornata di venerdì scorso. Motivo della protesta? Alcune norme restrittive che la dirigenza del gruppo intenderebbe introdurre nel prossimo contratto integrativo.

La mobilitazione è stata decisa, in modo congiunto, dalle organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil del settore chimico) e dalle Rsu aziendali. Spiega Gaspare Palermo, anche a nome dei colleghi Renato Fantini e Alberto Dotta: «Con lo sciopero abbiamo inteso dare un segnale unitario alla parte datoriale, per invitarla a mediare sulle proposte che ha messo sul tavolo; in vista del rinnovo del contratto integrativo aziendale, l’ipotesi di incentivare solo la produttività a scapito di diritti importanti per i lavoratori».

Nei volantini distribuiti all’ingresso dello stabilimento di via Piumati, si legge: «L’azienda fa ricadere le difficoltà del momento sui lavoratori e intende recuperare produttività riducendo a soli 10 minuti la pausa mensa, rendendo lo straordinario obbligatorio a seguito di accordo aziendale, limitando i permessi per la donazione di sangue, legando il salario dell’integrativo esclusivamente al raggiungimento degli obiettivi che si è prefissa, chiedendo di derogare al riposo minimo di 11 ore tra un turno e l’altro, tagliando i costi di gestione e lasciando a casa gli interinali, ma al tempo stesso assumendo nuovi impiegati e quadri».

Conclude Gaspare Palermo: «Lo sciopero ha visto un’adesione molto elevata di lavoratori, che hanno capito l’importanza di questo segnale. Adesso auspichiamo che nei prossimi tavoli le posizioni si possano rivedere». L’Arpa, che produce laminato plastico, è stata ceduta nel febbraio 2009 all’olandese Broadview Holding B.V. Sulla vicenda dello sciopero l’azienda non ha rilasciato alcuna dichiarazione.

 

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BRA. ALLA FINE DI OGNI TURNO E PER UN’ORA
In sciopero all’Arpa l’80% dei dipendenti

Da “La Stampa” del 5 giugno di VALTER MANZONE
BRA
Uno sciopero decisamente riuscito, che ha coinvolto l’80% degli operai della ditta «Arpa laminati plastici»: ieri, a fine di ogni turno e dalle 17 alle 18 (per chi aveva l’orario normale), hanno incrociato per un’ora le braccia, per chiedere un maggior dialogo con l’azienda.
La mobilitazione era stata decisa da tutte le sigle sindacali, che si erano prima confrontate con i lavoratori durante una serie di assemblee martedì scorso. Commentano Renato Fantini (Cisl), Gaspare Palermo (Cgil) e Alberto Dotta (Uil): «Siamo molto soddisfatti della risposta che abbiamo avuto da parte dei dipendenti. Ci temiamo però a precisare che il nostro non era uno sciopero “contro”, ma “per”: da tempo chiediamo di poter avere relazioni migliori con i vertici dell’azienda di laminati. In questi ultimi tempi riteniamo che l’impresa abbia dato vita a una serie di iniziative di carattere organizzativo, che osiamo definire “unilaterali” e che rischiano di compromettere le buone relazioni sindacali finora esistenti, con ripercussioni negative sull’attività produttiva e sulle condizioni materiali dei lavoratori».
L’Arpa Spa occupa, nello stabilimento di via Piumati, nel quartiere Oltreferrovia, circa 400 dipendenti che lavorano alla produzione di pannelli applicati in diversi settori quali l’architettura d’interni, l’arredamento, l’edilizia, il design, la cantieristica navale e gli allestimenti ferroviari. A febbraio 2009 era stata effettuata la cessione dell’intero capitale sociale all’azienda olandese Broadview Holding B.V., che aveva rassicurato il mantenimento della produzione in città. Aggiungono i tre sindacalisti: «In questi ultimi tempi abbiamo assistito ad un eccessivo controllo dei lavoratori che si assentano per malattia, abbiamo incontrato difficoltà a discutere di adeguamenti salariali a seguito della cassa integrazione e abbiamo dovuto accettare un arbitrario cambio di orario del reparto collaudo, pur dopo aver firmato un verbale con le Rsu, che li impegnava a rispettare il continuato. Speriamo che riprenda il dialogo, finora molto proficuo». L’azienda: «La nostra preoccupazione è quella di avere relazioni positive con i dipendenti; in questo momento stiamo effettuando molti investimenti per continuare a garantire ottimi livelli di occupazione».

 

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BRA. IN VIA PIUMATI
“L’area dell’Arpa è inquinata”

Da “La Stampa” del 5 ottobre 2009di VALTER MANZONE
BRA
L’ampia area di via Piumati, sulla quale sorge lo stabilimento dell’Arpa spa, è inquinata da sostanze chimiche di diversa natura. E i consiglieri di minoranza, dopo aver visionato gli atti della conferenza dei servizi di luglio, hanno scritto due interrogazioni - discusse in Consiglio comunale - per chiedere conto all’Amministrazione dello «stato dell’arte».
Scrivono i consiglieri: «Sappiamo dell’esistenza di una situazione di inquinamento diffuso nelle acque di falda e in parte nel sottosuolo dell’area industriale, per effetto di sostanze di svariata natura, componenti la materia prima in uso nello stabilimento (ammoniaca, aldeidi, idrocarburi) e di metalli al momento di origine sconosciuta (ferro manganese, arsenico, cobalto, nichel). Vorremmo conoscere i provvedimenti messi in campo per risolvere la situazione».
In sede consiliare la prima risposta è arrivata dal sindaco Camillo Scimone: «Nel “piano di caratterizzazione” presentato dall’Arpa spa nelle due conferenze dei servizi, risulta che alcuni parametri, fenolo, aldeidi, ammoniaca, idrocarburi, trovati nelle acque sotterranee e nel sottosuolo dell’area industriale sarebbero di natura sito-specifica, cioè riconducibile all’attività pregressa o attuale svolta nello stabilimento. Sarà comunque cura dell’Amministrazione chiedere al più presto l’esecuzione di ulteriori indagini per definire gli obiettivi per eventuali bonifiche o messa in sicurezza anche delle aree esterne allo stabilimento, compresa quella attigua di cascina Nova, per la quale al momento non sussistono rischi ambientali e igienico sanitari, né sono stati presentati e concessi permessi di costruire». Di recente l’Arpa Piemonte (Agenzia per l’Ambiente) ha svolto rilevamenti in dieci pozzi privati, vicini allo stabilimento: si sono conclusi con l’adozione di un’ordinanza - a inizio settembre - di divieto d’utilizzo delle acque estratte da due pozzi, usati per l’innaffiamento degli orti destinati a nuclei familiari. Marco Sommacal, funzionario comunale dell’Ufficio Ambiente: «Avevamo già chiesto l’esecuzione di indagini per la ricerca delle sorgenti primarie di contaminazione: la ditta ha individuato come fonte di inquinamento da fenolo la vasca interrata per la raccolta degli scarichi di emergenza del reattore fenolico. Il lavoro svolto in questi mesi ha permesso di individuare le responsabilità amministrative e di autorizzare l’esecuzione del “piano di caratterizzazione” del sito, che spetterà alla società, nel rispetto del principio giuridico per i costi della bonifica». Il consigliere di minoranza Giovanni Cravero: «Mi sarei però aspettato da parte dell’Amministrazione comunale più cautela, visto che siamo in presenza di fattori inquinanti gravi, con una situazione da affrontare in modo radicale. I cittadini dovevano essere più informati».

 

 

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Bra 420 dipendenti

L'Arpa diventerà olandese ma non lascierà via Piumati

da "La Stampa" del 4 marzo 2008 di Valter Manzone

 

L'Arpa Spa-industria che pro­duce laminati - rimarrà all'om­bra della Zizzola anche quan­do si sarà insediata la nuova proprietà, una holding olande­se alla quale è  stato ceduto tutto il capitale. Spiega Camillo Scimone, a margine di un in­contro che la Giunta ha avuto con Ia dirigenza Arpa: “Abbia­mo ricevuto ampie rasssicura­zioni dal presidente dell'Arpa Spa: la ditta rimarre in Bra, conservando il  proprio nome, e manterrà tutto il suo attuale organico».

La Riunione e statea convoca­ta dal primo cittadino braide­se, subito dopo aver appreso la notizia della cessione dell'inte­ro capitale del gruppo all'azlen­da olandese Broadview Hob ding By. Prosegue Scimone: “Dovevamo conoscere i piani aziendali: in ballo c'e la secon­da realtà industriale della clttà e oltre quattrocento posti dl la­voro. Il presldente Antonio Fis­sore ci ha tranquillizzati, spie­gandoci che passerà ancora un po' di tempo prima della sua definitive formalizzazionea”

La cession a soggetta ad attivita di due diligence (il processo investigativo per ana­lizzare valore e condizioni di un'azienda) e alle necessarie auto rizzazioni, prima di diventare definitiva.

Facendosi interprete delta preoccupazioni che la notizia ha generato tra le maestranze, Ma­rio Cravero, segretario provin­ciale delta Filcem-Cgil del setto­re chimico, commenta: <La ces­sione all'azienda olandese che produce anch'essa laminati, ma di maggior spessore, di fatto fa­rà sl che la direzione non sia più  italiana: quest' aspetto non può essere considerato positivo. Pur non disponendo ancora degli elementi utili a valutare gli equilibri che si creeranno tra le due socie­tà., mi chiedo come mai non si sia pensato a creare un polo territo­riale, accordandosi con l'Abet Spa, per mantenere in italia del-le aziende che vanno a coprire un settore così importante del mercato mondiale».

Nello stabilimento di via Piu­mati, nel quartiere Oltreferro­via, lavorano 420 dipendenti. I pannelli prodotti trovano appll­cazione in divers! settori: archi­tettura d'internl, arredamento, edilizia, design, la cantieristica navale a gli allestimenti ferroviari.

 

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L’Arpa industriale di Bra venduta a gruppo olandese

Lo stabilimento produce laminati per l’edilizia e l’arredamento

da "La Stampa" del 23 febbraio 2008 - di Valter Manzone

 

Il comunicato - datato 20 febbraio ma apparso nelle bache­che sindacali solo ieri - recita: «Oggi è stato sottoscritto un accordo che prevede la cessione all'azienda olandese Broadview Holding B.V. dell'intero capitale di Arpa Spa. Detta cessione è soggetta ad attività di "due diligence" (indagini per analizzare il valore e condizioni di un'azienda in fase di acquisizione o investimento) e alle necessarie autorizzazioni». La notizia della probabile cessione della seconda ditta braidese che produce pannelli in laminato Hpl, era nell'aria da qualche mese, ma non aveva finora trovato conferme. Anzi, la direzione aziendale l'aveva bollata corne priva di fondamento. Almeno fino a ieri.

L'Arpa Spa occupa nello stabilimento di via Piumati, proprio alle porte della città nel quartiere Oltreferrovia, circa 420 dipendenti. I pannelli prodotti trovano applicazione in diversi settori quali l'architettura d'interni, l'ar­redamento, l'edilizia, il design, la cantieristica navale e gli allestimenti ferroviari. Spiega un addetto alla produzione: «Sono costituiti da strati di materiale in fibra di cellulosa impregnati in resine termoindurenti, pressate insieme mediante un processo ad alta pressione. Possiamo realizzare oltre 500 decori, 30 finiture e molteplici formati. Spesso eseguiamo anche produzioni speciali, che rispondono a specifiche richieste dei clienti».

La ditta, concorrente dell'Abet laminati, ha conquistato i mercati europei, americani, asiatici, del Medioriente e anche dell'Oceania. Mario Cravero, segretario provinciale della Filcem-Cgil del settore chimico, commenta: «La cessione all'azienda olandese che produce anch'essa laminati, ma di maggior spessore, di fatto farà si che la "testa" non sia più italiana e questo non può certamente essere considerato un aspetto positivo. Pur non disponendo ancora degli elementi utili  a valutare gli equilibri che si cree ranno tra le due società, mi chiedo come mai non si sia pensato a creare un polo territoriale,  accor dandosi con l'Abet Spa, per mantenere in Italia delle aziende che vanno a coprire un settore cosi importante del mercato mondiale».
La direzione dell'Arpa, commenta: «Per ora c'è solo un accordo che prevede la nostra cessione al gruppo olandese. Occorrono ulteriori verifiche per poter dare l'ok definitivo all'operazione». L'azienda dovrebbe anche cambiare

nome. Escluso il trasferimento

 

 

 

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