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Amos vale oltre 7 milioni Due andranno ai privati

Da “La Stampa” del 12 luglio

L’Amos - la società pubblico privata che si occupa di Sanità - è stata valutata oltre 7 milioni di euro. La perizia del professor Puddu è stata depositata ieri. Per decisione della Regione Piemonte Amos deve liquidare le quote del 30% dei privati, e diventare totalmente pubblica. L’operazione porterà oltre 2 milioni e centomila euro ai privati che nel corso degli anni ne avevano versati circa 2. Ora la decisione passa al Consiglio d’amministrazione e all’assemblea soci Amos che si terrà fra 15 giorni.

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DIBATTITO.IN COMUNE
Un perito stabilirà quanto andrà ai privati per la vendita di Amos

Da “LA Stampa”  del 7 luglio

«La Sanità nel Cuneese funziona bene e con Amos sono stati raggiunti livelli d'eccellenza: riduzione dei costi di gestione e delle liste di attesa, facendo fronte a carichi di lavoro crescenti e blocco delle assunzioni». Lo ha sostenuto Elio Rostagno, presidente regionale della Commissione Sanità, alla quarta commissione consiliare di Cuneo, riunita per discutere delle ricadute locali del Piano sociosanitario regionale. La discussione si è però concentrata sulla società multiservizi ospedalieri e sanitari, di proprietà pubblica e privata, che opera dal 2005 nelle province di Cuneo, Asti e Torino. La sperimentazione voluta dalla regione scade il 31 agosto.
Ha aggiunto Rostagno: «Sono emersi alcuni limiti di Amos: ad esempio parte dei contratti potrebbero essere rivisti e alcuni servizi sanitari come la dialisi non sono mai stati attivati, mentre altri non si faranno più, come gli anestesisti a chiamata. La sperimentazione però è stata positiva e la Regione ha permesso che proseguisse, anche se sotto forma diversa».
Il consigliere Fabio Panero (Rifondazione Comunista): «Amos non chiude, ma proseguirà, come ha stabilito la Regione, come azienda di diritto privato a capitale solo pubblico. La Procura della Repubblica sta indagando sulla questione dell'intermediazione di manodopera e ritengo che una società pubblica debba dare contratti di sanità pubblica ai suoi dipendenti. Era nata per svolgere funzioni in campo non sanitario, ma ha poi finito per occuparsene».
Il parere dei sindacati. Alessandro Bertaina, Cisl: «Amos è servita, perché le Finanziarie hanno impedito nuove assunzioni»; Andrea Bruno, Cgil: «Si consideri che l'Emilia Romagna sta chiudendo tutte le sue sperimentazioni gestionali, mentre il Piemonte ha deciso di proseguire, anche se in forma diversa».
Giovanni Olivero, amministratore delegato di Amos: «Gli utili maturati sono stati sempre reinvestiti e mai distribuiti agli azionisti. Il ruolo dei privati è stato importante per il finanziamento iniziale del capitale sociale e sul piano operativo».
Unanimità in commissione per salvaguardare i 400 posti di lavoro della multiservizi, in larga parte nel capoluogo. E venerdì prossimo il Consiglio di Amos sentirà la relazione di un docente torinese per una perizia della società. Sarà quella la base per valutare il costo della liquidazione dei soci privati che ancora posseggono il 29% delle azioni.
 

 

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