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Michelin,
vertice in Prefettura dopo l’incidente
Resta in vigore il
divieto di consumare frutta, verdura e foraggio in frazione Ronchi
Da “La Stampa” del
10 dicembre di LORENZO BORATTO
CUNEO
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Nella Granda ci sono dieci stabilimenti produttivi classificati dalla
Regione come «a rischio di incidente rilevante» (conosciuta anche come
«norma Seveso»): trattano sostanze chimiche pericolose, infiammabili,
tossiche, esplosive. Sono in piccoli centri (Igliano e San Michele
Mondovì), paesi (Caraglio e Canale), città (Cuneo e Bra). A Cuneo due
siti: Michelin in frazione Ronchi e Sol spa nella zona di Madonna
dell’Olmo.
Ognuna di queste aziende ha uno specifico «Piano di emergenza esterno»
(Pee) che organizza «le risorse disponibili sul territorio per ridurre
o mitigare gli effetti di un incidente industriale sulle aree esterne
al perimetro dello stabilimento». Il Pee di ogni azienda è elaborato
dalla Prefettura in collaborazione con i tecnici di vigili del fuoco,
Arpa, Provincia, Regione, oltre al coinvolgimento di sistema del «118»
e forze dell’ordine.
Ieri l’Arpa (Agenzia regionale protezione ambientale) ha iniziato ad
analizzare i campioni prelevati all’esterno dello stabilimento
Michelin di Cuneo per stabilire se il «nerofumo» uscito nella notte
tra il 2 e 3 dicembre contiene altre sostanze. L’azienda in questi
giorni ha assicurato che si tratta di sostanze non nocive, che però
hanno coperto una vasta area intorno allo stabilimento con una
caligine nera.
L’architetto Gian Carlo Paternò, vice-comandante provinciale dei
vigili del fuoco: «Nella Granda ci sono 10 stabilimenti a rischio di
incidente rilevante, ma non tutti gli incidenti sono rilevanti. Quanto
accaduto alla Michelin non lo è stato, anche perché le sostanza
rilasciate non compaiono nel decreto Seveso. C’è stata però una
mancata comunicazione: ho appreso dal giornale quanto successo, ma si
è verificato una settimana fa. Come organo di controllo, i vigili del
fuoco avrebbero potuto fare delle verifiche anche a posteriori. Ho
contatto la Prefettura su questo episodio: ci aggiorneremo lunedì,
insieme a Comune e Arpa».
I casi di incidente rilevante prevedono comportamenti specifici: il
«gestore» dello stabilimento deve attivare il Piano. Sono previste, ad
esempio, sirene ed allarmi acustici per avvisare la popolazione. Chi
vive nelle zone circostanti deve seguire azioni specifiche (per cui è
stato formato e informato): stare in casa, non aprire porte e
finestre. La polizia municipale o protezione civile deve poi
diffondere messaggi audio con altoparlanti.
Mario Raviolo, direttore della Maxiemergenza regionale e
dell’emergenza sanitaria territoriale «118» della Granda: «Quanto
accaduto a Cuneo, per cosa sappiamo, è un incidente che non ha
caratteristiche eccezionali. Il sistema del 118 non allerta la
popolazione, ma interviene per i malati, mettendo le strutture a
disposizione di feriti, persone colpite, soccorritori. Circa un anno
fa, dopo l’approvazione del Pee della Michelin, era stata fatta una
esercitazione specifica e congiunta, per verificare l'applicazione del
Piano».
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No alla privatizzazione dell'acqua prima che i cittadini si pronuncino
col referendum
Da
www.targatocn.it del 16 novembre
Si è
svolta ieri, presso i locali di Arci/Legambiente, la conferenza stampa
del Comitato Referendario Acqua Pubblica di Cuneo. L'argomento
principale è stato la richiesta di moratoria sulle scadenze previste
dalla legge Ronchi (e anche quelle della legge Calderoli che prevedono
la soppressione delle autorità d'ambito territoriale) fino a dopo
l'effettuazione dei referendum. La legge Ronchi prevede la cessione ai
privati di almeno il 40 % per tutte le gestioni dei servizi idrici
ancora interamente pubbliche. Ma questo è proprio l'oggetto dei
referendum su cui i cittadini italiani saranno chiamati ad esprimersi
e cioè se vogliono o meno la privatizzazione dell'acqua.
Proseguire nella privatizzazione prima che i cittadini si esprimano è
contrario a un evidente principio di democrazia. Si chiede dunque alle
forze politiche di esprimersi su questo, votando in Parlamento una
moratoria, che posticipi le scadenze della legge Ronchi a dopo i
referendum. Il 4 Dicembre ci sarà una mobilitazione nazionale per
ribadire con forza questa richiesta con manifestazioni in tutte le
regioni. La data del 4 Dicembre è legata anche alla Conferenza di
Cancun sul clima, in quanto il movimento dell'acqua si inserisce in
quello più generale di tutela dei diritti e dei beni comuni.
Alla
conferenza stampa è intervenuto il Sindaco di Valdieri, Manuel
Paracone, che ha spiegato come il Comune di Valdieri, come molti
altri Comuni, abbia votato una modifica dello Statuto comunale che
definisce il servizio idrico "privo di rilevanza economica" e quale ne
sia il significato. Infine sono state illustrate le prossime
iniziative del comitato referendario di Cuneo, tra cui i banchetti
informativi in occasione di "scrittori in città", la proiezione del
film "LIFE FOR SALE" e la festa dell'acqua con visita alle sorgenti
dei Chiotti a Valloriate l'8 Dicembre. (c.s.)
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L’ energia è “fai da
te” alla Michelin
Cuneo, inaugurata la centrale a metano
Genera acqua calda, vapore ed elettricità
Da “La Stampa” del 25
ottobre di LORENZO BORATTO
CUNEO
Un investimento da oltre 50 milioni di euro della «Elyo Italia» (del
gruppo francese Suez) per rendere «indipendente» dal punto di vista
energetico lo stabilimento Michelin in frazione Ronchi.
Ieri c’è stata l’inaugurazione ufficiale del nuovo impianto di
cogenerazione, che in realtà funziona da luglio. Bruciando gas metano,
si generano acqua calda, vapore, elettricità ben oltre le esigenze
dello stabilimento. Rispetto a un impianto tradizionale di risparmia
il 43% e si inquina meno; inoltre la centrale fornisce 20 megawatt di
energia elettrica alla rete nazionale Terna e, in futuro, acqua calda
per il teleriscaldamento di case e imprese della zona. Nello
stabilimento in frazione Ronchi, ieri, erano presenti i vertici della
Elyo Italia, dirigenti Michelin, autorità locali e, dopo il taglio del
nastro, c’è stata la benedizione del vescovo di Cuneo. Prima uscita
pubblica ufficiale anche per il nuovo questore di Cuneo, Ferdinando
Palombi.
Il sindaco Alberto Valmaggia: «Una realtà importante per il futuro di
questa fabbrica, la più importante della Michelin in Italia». Vi
lavorano 2100 persone, mentre altre 600 sono nello stabilimento di
Fossano, dove si sta terminando un altro impianto di cogenerazione
(collaborano Elyo e l’albese Egea). Paolo Eula, direttore dello
stabilimento di Ronchi: «In Italia l’energia ha un costo tra i
maggiori al mondo. Quest’investimento permette di restare competitivi,
ma non basta. Nelle nostre produzioni il prezzo dell’energia incide
tra il 15 e il 20% del costo finale». Eula ha anche ricordato che ci
sono stati 6 mesi di ritardo («Ci sono costati un milione di euro»)
per ottenere dai privati la concessione della «servitù» al passaggio
del raddoppio della rete Snam del metano, che serve con tubi ad alta
pressione il nuovo impianto.
C’è poi il teleriscaldamento per le frazioni di Ronchi e Madonna
dell’Olmo, che potrebbe essere operativo tra un anno. Giuseppe Mosca,
direttore della «Comat» (una delle due aziende che si è impegnata a
distribuire il vapore in eccesso prodotto nello stabilimento per
portare acqua calda nelle case) spiega: «Stiamo conducendo in questi
giorni un’indagine sulle utenze interessate: famiglie, industrie,
locali commerciali e supermarket. Raggiunta una certa massa critica,
da gennaio cominceremo a posare i tubi sottoterra. Rispetto al metano,
il più economico dei combustibili tradizionali, il teleriscaldamento
costa il 10% in meno e ha poca manutenzione, nessun rischio e inquina
meno». Grazie all’energia ceduta alla Michelin e all’esterno, la Elyo
rientrerà dell’investimento in 8 anni (e gestirà con personale proprio
l'impianto di cogenerazione per 15 anni); per la Michelin si tratta
invece di risparmiare 200 mila euro ogni mese rispetto all’acquisto di
energia dall’Enel, come ha fatto negli ultimi 45 anni.
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CENGIO. IL
COMMISSARIO ROMANO
“Bonifica dell’ex
Acna finita a settembre”
Da “La Stampa” del 15
luglio
La bonifica del sito
ex Acna sembra arrivare in dirittura di arrivo. Il commissario
straordinario Giuseppe Romano, sabato durante un sopralluogo al sito
di Cengio, ha reso noto che gli interventi termineranno entro il 15
settembre, con la realizzazione del depuratore e la chiusura del
cantiere. Intanto, il presidente della Regione Liguria Claudio
Burlando ha proposto un'intesa tra Piemonte e Liguria per acquistare
le aree industriali dello stabilimento ex Acna. «Mi sembra molto
discutibile che si pensi di acquisire dall'Enichem il sito ex Acna, a
meno che ciò non avvenga per un importo simbolico», replica il
consigliere regionale Ugo Cavallera, che ieri ha presentato
un'interpellanza alla Giunta regionale sul completamento della
bonifica nel territorio di Saliceto. «La cosa prioritaria - sostiene
il sindaco di Saliceto, Enrico Pregliasco - rimane comunque il
risanamento delle località di Pian Sottano e di Case Bazzaretti, che
sovente sembra dimenticato».
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Saliceto: le cose fatte e quelle in
cantiere
Associazione Lavoratori ACNA sempre sulla breccia
Da “L’Unione Monregalese del 11 giugno
di ro.po
Nei primi 5 mesi del
2008 ALA, con la sua azione forse meno appariscente che in
passato, ma sempre comunque efficace, ha realizzato efficaci
iniziative. Spiega il vice presidente dell'Associazione, Giuseppe
Vaglica: «La Mostra storica fotografica di Palazzo Rosso è stato
un evento che ha registrato successo sia
di pubblico che
di critica. E senza
voler enfatizzare
l'iniziativa, ricordiamo che copie del volume fotografico sono
presenti in alcune Biblioteche straniere, corne la British
Library di Londra e la
Bibliotheque National di Parigi». «Sul piano del riconoscimento del
rischio chimico - continua Vaglica - la sentenza, emessa dal giudice
Luigi Acquarone il 31.03.08
presso il Tribunale di Savona, ha di fatto equiparato, per quanto
riguarda il rischio chimico, i lavoratori delle imprese operanti
all'interno dello stabilimento di Cengio a quelli dell'Acna. Inoltre
nell'incontro del 14.05.09 presso l'ASL 2 di Savona, ALA ha
raggiunto un importante accordo con
il direttore generale Neirotti. In
tale accordo ASL 2 acconsente
ad estendere la sorveglianza sanitaria anche aile irnprese di
manutenzione operanti ail'interno Bello stabilimento di
Cengio.
Il dr. Sergi, responsabile del
Dipartimento della Prevenzione ASL2, ha fatto presente che negli anni
passati il lavoro di
sensibilizzazione effettuato dal suo staff è stato enorme.
Questo in considerazione
dell'elevato
numero di ex-esposti e perché residenti in
vari Cornu-ni. ALA
pertanto, essendo operante
nei Comuni con la più al-ta densità degli aventi diritto, si è assunta
il compito della sensibilizzazione alla
prevenzione
agli
ex
lavoratori.
Per quanto riguarda i medici
di base, il direttore generale F. Neirotti ne ha affidato
il compito al direttore sanitario del Distretto socio sanitario-Bormida,
dr. E. Rota che opera
presso l'Ospedale
di Cairo. In questa
notevole operazione di
sensibilizzazione ALA ha già coinvolto i sindaci di Cengio,
Millesimo, Cosseria, Roccavi gnale, che hanno aderito immediatamente.
Analogo incontro a quello con ASL 2 è stato fatto il 29.05.08
presso l'ASL 15 di Mondovi con la
dr.ssa A. Cacciatore responsabile dello
SPRESAL. Anche in questa occasione si è trovata grande
collaborazione, per cui gli ex lavoratori delle imprese
verranno chiamati quanto
prima per le analisi
previste. Nel prossimo incontro
verrà chiesto di agevolare
il recapito dei campioni da analizzare, in quanto questi
devono essere recapitati in parte a Mondovi ed in par-te a Ceva,
con evidente disagio per gli ex lavoratori».
«Dopo aver organizzato due convegni a Cengio sulla prevenzione
sanitaria, ALA ha raggiunto un accordo con il
sindaco di Saliceto, Enrico Pregliasco,
per organizzare
all'interno del castello un
convegno analogo ai precedenti, chiedendo il patrocinio sia
delle Regioni che delle Province in teressate cille problematiche
degli ex-lavoratori Acna. Ta-le iniziativa
dovrebbe essere
concretizzata entro la prima decade di ottobre. ALA è in attesa di un
contatto con il direttore generale
di ASL i
di Cuneo Moirano,
affinché dia un contributo alla realizzaiioyie
di gaesta ultima iniziativa, segnalando esperti delle
patologie caratteristiche agli
ex-esposti aile ammine aromatiche.
E già pervenuta la disponibilitù
alla realizzazione di questo convegno da parte del-la dr.ssa
Cacciatore e del dr. Pellegrino, entrambi dirigenti
sanitari di ASL 15 di Cuneo e
dal dr. Rota, dirigente di ASL 2
di Savona».
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AMBIENTE.
A CASE BAZZARETTI E PIAN SOTTANO
“La
bonifica Acna rischia
costi
20 volte più elevati”
La denuncia del sindaco di Saliceto Enrico Pregliasco
Da “La
Stampa” del 15 maggio di MANUELA ARAMI
«I lavori di bonifica delle aree in località Case Bazzaretti e Pian
Sottano devono iniziare e concludersi entro il 30 giugno. In caso
contrario si rischia che il costo degli interventi di rimozione, di
trasporto e convoglio dei terreni inquinati in discarica passi da 100
mila euro a 2 milioni di euro. Qualcuno deve intervenire con urgenza,
altrimenti sarò costretto ad emanare un’ordinanza». Il primo cittadino
di Saliceto, Enrico Pregliasco, riporta con preoccupazione le parole
riferitegli dai tecnici del Creb (Consorzio regionale delle bonifiche)
dopo aver effettuato un sopralluogo nelle due zone del Comune
contaminate da più di 300 sostanze tossiche (tra cui la diossina),
derivanti dall’inquinamento della «vicina di casa» Acna di Cengio.
«Il 30 giugno scadrà il mandato del commissario alla bonifica e di
conseguenza chiuderà e sarà ‘’tombata’’ l'area A1 del sito ex Acna che
doveva accogliere i rifiuti tossici presenti a Saliceto - sostiene il
sindaco -. Lo stoccaggio degli stessi in altre discariche speciali
comporterebbe la sostanziosa differenza di costo. Sarebbe un'assurdità
non intervenire per tempo: i lavori non durerebbero più di 20 giorni.
Le istituzioni si diano una mossa, sono in ballo soldi pubblici».
«Le aree Acna non chiuderanno prima del 2009 - risponde il presidente
dell'Osservatorio ambientale della Valle Bormida, Dino Barrera - e
quindi c'è tempo per operare. Nel contempo, il sindaco dovrebbe
recintare i terreni in questione. Mi risulta che nei mesi scorsi a
Case Bazzaretti si sia svolta una gara automobilistica senza
autorizzazioni, causando con alte probabilità lo spostamento di
sostanze tossiche. Il sindaco è responsabile della tutela della salute
dei cittadini, così come la Provincia lo è per l'ambiente. Si faccia
luce sulla vicenda».
«A me è stato comunicato in modo ufficiale, nell'ultima conferenza dei
servizi a Roma, che la chiusura delle aree del sito ex Acna avverrà a
fine giugno - replica Pregliasco -, ma se Barrera sostiene che sarà
nel 2009 tanto meglio».
Intanto, proprio i rappresentanti dell'Osservatorio martedì hanno
consegnato al commissario Giuseppe Romano una relazione di oltre cento
pagine inerente allo stato attuale della bonifica. «Rimangono aperti
molti interrogativi - sostiene Maurizio Manfredi, portavoce delle
associazioni per la tutela del territorio -. Il risanamento del sito
non terminerà mai entro giugno come era stato pronosticato nel
crono-programma del commissario».
Nel frattempo, il caso Acna, che negli anni è diventato tema centrale
di un libro, di un monologo teatrale e di un film-documentario, sbarca
al «Festival delle energie» di Genova. Sabato, alle 18,30 alla
biblioteca Berio, è prevista una tavola rotonda sul rapporto tra le
vicende dell'Acna di Cengio e quella dei rifiuti campani. Il
presentatore televisivo Patrizio Roversi modererà gli interventi dei
relatori Ilvo Barbiero, presidente dell’associazione «Valbormida
Viva», di Monesiglio, e Alessandro Hellmann, autore del libro
«Cent'anni di Veleno». Alle 21, spettacolo teatrale «Il fiume rubato»
messo in scena dalla compagnia Narramondo. «Approfittando della
saggezza degli organizzatori, che hanno accostato il caso Acna-Valle
Bormida e il caso rifiuti in Campania - spiega il relatore Ilvo
Barbiero -, farò pervenire a chi si occupa delle discariche campane
copie di documenti riguardanti i quantitativi, le tipologie e le
analisi dei rifiuti mandati dall'Acna nel Napoletano negli anni 1989 e
1990. Questo vuole essere un contributo, almeno simbolico, per
l’inizio delle operazioni di bonifica della Campania da parte della
nostra associazione, che opera in una valle che è stata bonificata per
ora a livelli non sperabili pochi anni fa».
E aggiunge: «La solidarietà è nei fatti: le sostanze che facevano
diventare al gusto fenolo il vino a partire dagli Anni '50 e hanno
distrutto un settore alimentare in Valle Bormida si sono solo spostate
a distruggere allevamenti di pecore e altri settori alimentari. La
disperazione dei cittadini è la stessa».
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ROBILANTE.
GLI SCARTI DIVENTANO COMBUSTIBILE
“Con noi i rifiuti rendono”
da "La
Stampa" del 15 marzo 2008 di BARBARA BARALE
Hanno fatto dello smaltimento rifiuti un'attività economica. Buzzi
Unicem, la società cementiera con il più grande stabilimento a
Robilante, paga il combustibile «di qualità» - miscela di rifiuti
secchi, scarti di plastiche riciclate e gomma vergine -, perché
conviene. E’ meno costoso del Pet Coke, fonte energetica principale
derivata dal petrolio, ha un rendimento quasi pari ed emette meno
anidride carbonica in combustione. Così Ideagranda, l'unica azienda in
Piemonte a produrre «cdr-q», con sede a Roccavione - a 1 km dal
cementificio -, festeggia un altro bilancio in positivo.
La società consortile fondata nel 2001, partecipata al 51% da Acsr
(azienda cuneese smaltimento rifiuti) e al 49% da Pirelli Ambiente
Spa, ha chiuso il 2007 con una crescita dei ricavi del 13 per cento
rispetto al 2006 e un incremento della quantità di cdr-P (il brevetto
è Pirelli) prodotta. L'anno scorso 20.900 tonnellate del combustibile
da rifiuti (considerato migliore rispetto ad altre miscele per
maggiore potere calorifico e minor contenuto di cloro e metalli) sono
state inviate al forno principale del cementificio, dove hanno
sostituito il 46% del Pet Coke. «L'utilizzo del cdr-P ha evitato
l'emissione di circa 32 mila tonnellate di anidride carbonica in
atmosfera e la riduzione degli ossidi di azoto», dice l'azienda.
L'Arpa precisa che «l'uso del cdr-P ha consentito di utilizzare
accorgimenti migliori per i controlli».
Ideagranda addiziona a gomma vergine e plastica il rifiuto secco in
arrivo dagli impianti dell'Acsr di Borgo, che a giugno 2009 dovrà
chiudere la discarica. Prospettive? «Il cementificio Buzzi ha ricevuto
l'autorizzazione per aumentare i quantitativi di combustibile
alternativo e assicurato che utilizzerà cdr della provincia - dice
Claudio Demaria, presidente di Ideagranda -. Siamo disponibili ad
ampliare gli impianti e utilizzare la frazione secca di tutti i
consorzi cuneesi per fare cdr di qualità».
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AMBIENTE. I RILIEVI DELL’ARPA
Nube di gas a Fossano è arrivata da Trinità
Il 29 febbraio 36 ragazzi finirono
all’ospedale per una presunta intossicazione
Sostanza “odorizzante” uscita da
cisterna di una ditta
da "La Stampa" del 11 marzo 2008 di Walter Lamberti
Mistero svelato sul giallo della «nube di gas» che lo scorso 29
febbraio ha investito l'abitato di Fossano, facendo scattare il
piano di evacuazione in alcune scuole e mandando all'ospedale 36
ragazzi e ragazze della scuola media e del liceo per presunta
intossicazione. Il forte odore sarebbe stato determinato dalla
fuoriuscita di una sostanza liquida assimilabile agli
odorizzanti (vengono utilizzati come additivi nel gas per
conferire il classico odore) da una ditta di smaltimento e
recupero di materiale ferroso, con sede a Trinità. E proprio da
Trinità la nube, sospinta dai venti, si sarebbe spostata fino a
Fossano, dove il forte odore si era avvertito nella prima
mattinata. A sostenere questa tesi è il Dipartimento provinciale
dell'Arpa in una nota trasmessa ai Comuni di Fossano e Trinità,
all'Asl Cn 1, ai carabinieri di Trinità, al comando provinciale
dei vigili del fuoco e al presidente della Provincia. La
comunicazione rende note le risultanze dei prelievi effettuati
in campo, a Fossano e Trinità, sia nella mattinata del 29 che
nei giorni successivi.
«In data 29 settembre alle 11 circa in Fossano, presso il Liceo
Scientifico - cita la relazione tecnica - non si percepivano a
livello olfattivo odori molesti; sono state eseguite comunque
delle rilevazioni le quali non registravano al momento
concentrazioni significative di molecole di metano. Nella
medesima data, alle 11,30, in Trinità, si percepiva a livello
olfattivo la presenza di sostanze odorigene. Si procedeva quindi
a ricercare la sorgente di tali immissioni ambientali,
incentrando l'attenzione su una ditta che effettua attività di
recupero di materiali ferrosi».
Dalle ispezioni sarebbe stato rinvenuto un recipiente metallico
della capacità di venti litri, che il titolare ha dichiarato
essere stato reciso con cesoia idraulica intorno alle 7,30 di
quello stesso mattino. Dopo la rottura del contenitore sarebbe
fuoriuscito un litro di liquido dal forte odore, subito
percepito. Le analisi di laboratorio sulla sostanza hanno
evidenziato la presenza di molecole contenenti zolfo, elemento
comunemente utilizzato come odorizzante dei combustibili gassosi
proprio per facilitarne l'individuazione in caso di perdite.
Secondo l'Arpa, anche la situazione meteoclimatica di quel
giorno conforterebbe la tesi. «I dati - si legge nella relazione
- consentono di affermare che l'aria ‘’contaminata’’ dalle
molecole odorose evaporate dal liquido fuoriuscito dal serbatoio
in oggetto si sia propagata esclusivamente verso Nord,
raggiungendo distanze anche di qualche chilometro. Si trattava
di ore in cui il vento soffiava da Sud con velocità medie di 1,5
m/s e l'atmosfera era in condizioni di stabilità, situazione che
favorisce il trasporto degli odori a distanza e senza
particolare diluizione verticale».
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Archivio rassegna stampa locale
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