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Assemblea sindacale sull’anticipo di Cassa all’Alpina Parquet

Il protocollo per i lavoratori è stato firmato in Provincia

Da “La Stampa” del 17 marzo di [Z. M.]


Lunedì sera, nel municipio di Magliano Alpi, si terrà l’assemblea sindacale per illustrare il protocollo sull’anticipo della cassa integrazione all’Alpina Parquet firmato mercoledì in Provincia.
«L’ente si è fatto promotore di un’azione che dovrebbe dare un po’ di sollievo ai lavoratori - ha spiegato l’assessore provinciale al Lavoro, Pietro Blengini, a margine della firma del protocollo d’intesa -. Un atto con il quale Provincia, Comune e Fondazione Crc si impegnano a mettere a disposizione le risorse necessarie a tale anticipo, che materialmente verrà erogato dalla Bre per i prossimi 12 mesi. Il costo dell’operazione sarà ripartito per ogni ente con un terzo ciascuno».

Il provvedimento permetterà di dare copertura totale per un anno: due mesi per i 41 lavoratori già reintegrati nell’attività produttiva, 10 mesi per gli altri 21 dipendenti ancora in cassa integrazione.
Soddisfatti i sindacati che hanno seguito la vertenza. «Dopo cinque anni di timori finalmente l’emergenza può dirsi conclusa, almeno per quanto concerne il trattamento dei dipendenti ancora impiegati presso l’azienda», è la personale valutazione di Vincenzo Battaglia, componente della segreteria Cisl Filca, che insieme a Mimmo Formicola della Cgil ha seguito il caso Alpina Parquet. L’anticipo della Cig si aggiunge all’accordo raggiunto con la vecchia proprietà su mensilità pregresse e Tfr. «Dopo il saldo della tredicesima è atteso il saldo del mese di ottobre per i dipendenti già reintegratispiega Formicola -. Lo stesso succederà per quelli ancora in cassa man mano che saranno riassorbiti in azienda». Resta da definire il trattamento di chi ha trovato un nuovo posto di lavoro o è andato in pensione durante la trattativa. «Il loro caso - concludono i sindacati - rientra fra quelli dei creditori Alpina, ma i termini delle intese sono ancora in fase di definizione».

 

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È ripresa la produzione all’Alpina di Magliano

Da “La Stampa” del 9 marzo di ZAIRA MUREDDU

MAGLIANO ALPI


Dopo la firma i fatti. La produzione all’Alpina Parquet di Magliano Alpi è ripresa lunedì, confermando il reimpiego di 23 dei 46 dipendenti in cassa integrazione da gennaio.
Le 22 persone ancora interessate dagli ammortizzatori sociali saranno riassorbite gradualmente. Avviate anche le operazioni di saldo delle mensilità pregresse. «Il primo passo è stato il saldo della tredicesima maturata a dicembre 2011 - conferma Mimmo Formicola che ha seguito la vicenda per la Cgil - ricevuto da tutti il primo marzo».
Diversa la gestione delle mensilità pregresse, ovvero gli stipendi di ottobre, novembre e dicembre 2011. Queste verranno saldate gradualmente a partire da aprile per i dipendenti riassunti. Chi, invece, resta in cassa integrazione percepirà le mensilità arretrate soltanto dal mese successivo alla riassunzione.
«Una situazione positiva in un panorama economico ancora in crisi - commenta Formicola - anche se l’alpina è un caso a sè, in quanto risentiva di problemi di liquidità ma non ha mai avuto problemi con gli ordini». Sono, infatti, gli ordini pregressi quelli in lavorazione da marzo, consegne che verranno ancora fatturate in capo alla precedente gestione. Tutti gli ordini ottenuti da marzo saranno, invece, fatturati dal gruppo veneto che ha chiuso la trattativa d’affitto. Alle spalle dell’Ital Invest Consulting nomi conosciuti come la Doimo, ed imprenditori russi ed ucraini, che oltre a conquistare il mercato già in mano all’Alpina offriranno il loro portfolio all’azienda maglianese.
Intanto procede l’impegno per i dipendenti ancora senza lavoro. Mercoledì, alle 17, è stato convocato l’incontro in Provincia per la firma del protocollo che prevede l’anticipazione della cassa integrazione.

 

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Magliano Alpi

«Alpina Parquet» riprende l’attività

Da “La Stampa” del 25 febbraio 2012 di [Z. M.]


L’«Alpina Parquet» è pronta a riprendere la produzione. La trattativa per l’affitto alla trevisana «Ital Invest Consulting srl» si è conclusa senza ostacoli, come auspicato da sindacati e liquidatore. Due i filoni dell’intesa: quello sindacale, rivolto al futuro dei 46 dipendenti e quello economico, destinato alla risoluzione delle difficoltà finanziare dei precedenti gestori . «L’Alpina non aveva problemi di mercato - spiega Mimmo Formicola, della Cgil - ma i debiti dovranno essere risolti dal liquidatore che potrebbe decidere per il concordato preventivo». Al tavolo di lavoro anche la Cisl, rappresentata da Vincenzo Battaglia. Confermato il piano industriale, che prevede la ripresa delle attività produttive grazie all’impiego di 24 lavoratori dei 46 in cassa; per gli altri, è stato firmato l’impegno al riassorbimento graduale in azienda entro la fine della cassa integrazione il 31 dicembre. Graduale sarà anche il saldo delle mensilità arretrate dei lavoratori. I trevisani affitteranno «L’Alpina», ma l’impegno, se il mercato si confermerà vivace, è quello dell'acquisto

 

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Alpina parquet in liquidazione

Da “Unione Monregalese” del 28 dicembre 2011 di Andrea Lobera 

Dopo più di 50 anni di vita l’Alpina Parquet Spa di Magliano Alpi va verso la chiusura. Per lo storico stabilimento fondato dai fratelli Loser e uno dei leader nazionali nella produzione e vendita di pavimenti in legno si sta avviando la procedura di liquidazione, il che, putroppo, sembra lanciare ombre sul futuro di una cinquantina di dipendenti. La prossima settimana verrà nominato il commissario liquidatore, che avrà l’onere di trovare la soluzione più adatta, ma la speranza di tanti è che l’attività a Magliano Alpi possa continuare anche in futuro, magari con un’altra realtà imprenditoriale, piuttosto che venir “smembrata”. Discorsi ancora prematuri, anche se l’Alpina Parquet pare comunque suscitare un certo interesse nel settore, vista anche la fetta di mercato che in questi anni è riuscita a crearsi.
La nomina del liquidatore sarà il punto di partenza anche per dare risposte ai lavoratori: «Appena nominato – spiega il sindacalista Mimmo Formicola, della Fillea-Cgil, – lo incontreremo per capire le sue intenzioni. Da parte nostra ci auguriamo che, visto anche il mercato che quest’azienda continua ad avere, le scelte siano improntate ad una continuità della produzione in loco, una soluzione da trovarsi con il consenso delle parti. Per tutelare i quasi cinquanta lavoratori dell’Alpina, comunque, abbiamo già predisposto un’istanza per la Cassa integrazione straordinaria per un anno e un incontro è già stato fissato per il 4 gennaio in Regione. Il passo successivo sarà la richiesta all’assessore provinciale Blengini affinché venga avviato anche l’iter per l’anticipo della C.I.G.».
«La chiusura di un’impresa storica come l’Alpina – è il commento del sindaco di Magliano Alpi, Marco Bailo – sarebbe un duro colpo per tutto il tessuto commerciale cittadino. Mi auguro che si arrivi alla soluzione più idonea, tutelando gli oltre quaranta dipendenti, in gran parte maglianesi. Speriamo che la maggior parte di loro possa venir “riassorbita” e che lo stabilimento possa continuare a produrre a Magliano».

 

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