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 GUARENE. PASTIFICIO IN CRISI
Incontro sulla mobilità di 30 dipendenti Albadoro

Da “La Stampa” del 10 novembre di GIUSEPPINA FIORI
GUARENE
Passo avanti dell’«Albadoro spa» verso i dipendenti che hanno lasciato il pastificio tempo fa. L’azienda ha comunicato di aver definito, nei giorni scorsi, ogni rapporto con i propri ex dipendenti, relativamenente «alla corresponsione dell’indennità di trattamento fine rapporto e di ogni altra competenza richiesta, provvedendo al pagamento immediato di 177.857 euro».
«Albadoro» ha precisato: «Gli stessi ex dipendenti, non vantando più alcun credito, hanno formalizzato contestuale rinuncia agli atti nell’esecuzione mobiliare presso il tribunale di Alba». Nella sua nota, l’azienda aggiunge: «Albadoro spa considera pertanto regolarmente definita ogni questione in materia di lavoro relativa a pregressi trattamenti di fine rapporto, avviandosi all’accordo di mobilità previsto per il 10 novembre, alle 15, con le organizzazoni sindacali, all’Unione industriale di Cuneo»
Regolati i conti con gli ex dipendenti, azienda e sindacati si apprestano ad affrontare i problemi dei trenta lavoratori ancora occupati nello stabilimento.
Fin dal 15 ottobre l’Unione industriale ha scritto ai sindacati di aver avuto incarico da «Albadoro» di avviare la procedura di mobilità.
Il sindacalista Andrea Brignolo (Uil): «L’incontro di oggi (lunedì, ndr) servirà per discutere su un’eventuale richiesta di cassa integrazione straordinaria e mobilità, ma sapendo che ci sono ancora problemi da risolvere, come il mancato pagamento delle spettanze ai lavoratori dal mese di agosto».
La vertenza che riguarda l’«Albadoro» va avanti ormai da mesi. E’ da fine aprile che nell’azienda di corso Asti si alternano la cassa integrazione (motivata dalla società con la mancanza di ordini) e brevi sospensioni, interrotte dalle ferie di agosto. L’ultimo periodo di «cassa» è scaduto l’11 ottobre.

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ECONOMIA. STABILIMENTO A GUARENE
Albadoro chiude, 30 senza lavoro

Da “La Stampa” del 21 ottobre di GIUSEPPINA FIORI
GUARENE
L’Unione industriale di Cuneo ha inviato una lettera alle organizzazioni sindacali e alla Regione con la quale comunica di aver avuto l’incarico dalla società Albadoro Spa, il pastificio in crisi da tempo, di avviare la procedura di mobilità per tutto il personale, in quanto «non è possibile la continuazione dell’attività». Il provvedimento riguarda 30 dipendenti tra cui 25 operai e 5 impiegati, tutti occupati nello stabilimento di corso Asti. Il motivo sarebbe la difficile situazione di mercato in cui si trova da tempo Albadoro, produttrice di pasta alimentare secca, a causa dell’aumento dei prezzi delle materie prime e dei costi. Una crisi che avrebbe fatto maturare la decisione di cessare l’attività.
E’ ormai da fine aprile che si alternano cassa integrazione ordinaria (motivata con la mancanza di ordini) e brevi sospensioni. I dipendenti hanno ripreso a lavorare il 13 ottobre (dopo la scadenza dell’ultimo periodo di cassa) e sono tuttora in fabbrica. Protestano per il mancato pagamento delle ferie di agosto e della Cassa di settembre, che sta creando serie difficoltà a molte famiglie. Alcuni lavoratori, che avevano già lasciato l’azienda in precedenza, sono ancora in attesa del saldo delle liquidazioni.
Il sindacalista Andrea Brignolo (Uil), anche a nome dei colleghi Paolo Capra (Cgil) e Franco Ferria (Cisl): «Con la lettera dell’Unione industriale che annuncia il ricorso alla mobilità e la chiusura dello stabilimento, si verifica quello che temevamo da tempo, ovvero la cessazione dell’attività con la perdita dei posti di lavoro. Convocheremo i lavoratori per decidere le strategie per la miglior soluzione dei problemi, anche in merito alle dinamiche degli ammortizzatori sociali».
L’Unione industriale conferma: «Abbiamo attivato la procedura formale di mobilità con l’ipotesi di cessazione di attività per crisi. Lasceremo alle parti le trattative sui tempi e sugli strumenti più adeguati per la gestione della vicenda. Speriamo che entro fine mese sia fissato un incontro con i sindacati».
Nei giorni scorsi si era parlato di trattative per la vendita ad una multinazionale inglese del marchio e dei macchinari di Albadoro, ma non del grande fabbricato in cui ha sede lo stabilimento.

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GUARENE. DAVANTI ALL’UNIONE INDUSTRIALE DI CUNEO
Presidio dei dipendenti Albadoro
“Paghe a singhiozzo e incertezza”

Da “La Stampa” del 4 ottobre di GIUSEPPINA FIORI
GUARENE
Manifestazione di protesta dei dipendenti del pastificio Albadoro l’altro pomeriggio davanti all’Unione industriale di Cuneo, dove si è svolto un incontro tra i vertici dell’azienda e le organizzazioni sindacali. I lavoratori lamentano lo stato di incertezza in cui vivono da mesi e sono preoccupati per il loro futuro, oltre ad essere ancora in attesa dello stipendio di agosto.
E’ ormai da fine aprile che nell’azienda di corso Asti si alternano cassa integrazione (motivata con la mancanza di ordini) e brevi sospensioni, interrotte dalle ferie di agosto. L’ultimo periodo di «cassa» scadrà l’11 ottobre e non si sa ancora quali saranno le prospettive per gli oltre trenta dipendenti.
L’amministratore delegato di Albadoro, Fabio Luca Franzosi, ha spiegato: «Possiamo dire che sono ormai concluse le trattative con un gruppo multinazionale inglese interessato a rilevare l’azienda con il marchio. Si sta perfezionando il contratto di vendita. Il gruppo Barbero, di cui Albadoro faceva parte, ha ceduto la sua partecipazione». L’amministratore Franzosi dice che rimarrà ancora alcuni mesi per la gestione corrente e che è fissato per il 15 ottobre un incontro con il nuovo gruppo. In quell’occasione si spera di avere informazioni più precise sul futuro dei dipendenti.
La vendita riguarderebbe l’azienda con il marchio e macchinari, ma non il grande fabbricato in cui ha attualmente sede Albadoro. Secondo alcune indiscrezioni l’attività dovrebbe continuare, ma non si sa in quale sito. La produzione potrebbe essere spostata altrove.
Il sindacalista Andrea Brignolo (Uil), anche a nome dei colleghi Paolo Capra (Cgil) e Franco Ferria (Cisl), commenta: «Siamo preoccupati per l’uscita dal Cda degli imprenditori albesi. Temiamo la chiusura dello stabilimento di corso Asti. Oltre ai dipendenti che attendono il pagamento dello stipendio di agosto, ci sono altri lavoratori già usciti dall’azienda che aspettano ancora il saldo delle liquidazioni».
L’amministratore delegato Franzosi assicura che tutte le spettanze saranno regolarmente pagate.

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AZIENDE. DA LUNEDI’ AL 12 OTTOBRE
Albadoro, prorogata la cassa

Da “La Stampa” del 20 settembre di GIUSEPPINA FIORI
GUARENE
Ancora cassa integrazione al pastificio Albadoro di Guarene. L’Unione industriale di Cuneo, con una lettera ai sindacati, ha comunicato che «Albadoro spa», a causa di mancanza di ordini, è costretta a sospendere dal lavoro 26 operai su una forza di 27 e tutti e 5 gli impiegati, da lunedì al 12 ottobre. Per tale periodo l’azienda chiede l’intervento della cassa integrazione guadagni. E’ da fine aprile che alla Albadoro si alternano cassa integrazione e brevi sospensioni, interrotte con le ferie di agosto. Viene così prorogata anche l’ultima «cassa», iniziata il primo settembre e che scade proprio oggi.
L’amministratore delegato di Albadoro, Fabio Luca Franzosi: «La cassa sta raggiungendo il termine che ci eravamo prefissi. Siamo stati contattati da un gruppo straniero che opera nel settore della pasta, interessato ad acquisire Albadoro. Questo significa che la nostra azienda è ancora appetibile. Ci sono possibilità di ripresa».
Ma sono mesi che da Albadoro vengono solo indicazioni generiche, senza informazioni più precise sul futuro dello stabilimento di corso Asti alle porte di Alba e dei lavoratori. Il sindacalista Andrea Brignolo (Uil), anche a nome dei colleghi Paolo Capra (Cgil) e Franco Ferria (Cisl): «Siamo stupiti di queste continue proroghe della "cassa". Dall’azienda non abbiamo avuto nessuna informazione. Attendiamo il 1° ottobre, data fissata dal tribunale per il saldo delle liquidazioni dei lavoratori che hanno lasciato Albadoro. Siamo di fronte ad una situazione di incertezza che preoccupa».
Anche il sindaco di Guarene, Carla Boffa, dice di non aver avuto alcuna informazione dopo l’incontro che si era tenuto in Provincia a luglio e aggiunge: «L’Amministrazione comunale non ha nessuna competenza sulla conduzione industriale. Per quanto riguarda lo stabilimento, il nuovo piano regolatore che è in Regione prevede l’attività produttiva in quell’area e non ho nessuna intenzione di cambiare la destinazione».

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GUARENE. FINO AL 20 SETTEMBRE

Ancora “Cassa” all’Albadoro

Da “La Stampa” del 2 Settembre di GIUSEPPINA FIORI
GUARENE
Al rientro dalle ferie di agosto, ancora cassa integrazione per i dipendenti del pastificio «Albadoro» di Guarene. Con una lettera ai sindacati, l’Unione industriale di Cuneo ha comunicato che «Albadoro spa» è costretta a sospendere dal lavoro 26 operai su 27 e tutti i cinque impiegati da ieri al 20 settembre. Motivo: la mancanza di ordini. E’ stato chiesto l’intervento della cassa integrazione guadagni durante le tre settimane. E’ da fine aprile che nell’azienda si alternano periodi di «cassa», interrotti dalle ferie.
L’amministratore delegato di «Albadoro», Fabio Luca Franzosi: «Si tratta della normale prosecuzione della cassa integrazione perché serve ancora un po’ di tempo, dopo la pausa di agosto, per concludere le trattative che abbiamo in corso. Dovrebbero portare all’acquisizione di un’altra rilevante azienda del settore. Non è escluso che si unisca a noi un partner estero». Bocche cucite sui nomi «per ragioni di riservatezza e il rischio di mandare a monte l’operazione». Ma si parla di un progetto di joint venture che porterebbe ad un netto rilancio della produzione.
Il sindacalista Andrea Brignolo (Uil), anche a nome dei colleghi Paolo Capra (Cgil) e Franco Ferria (Cisl), commenta: «Ci aspettavamo la nuova richiesta di cassa, anche se all’incontro che si è svolto in Provincia prima delle ferie con il presidente Raffaele Costa, l’assessore al Lavoro e il sindaco di Guarene, l’azienda aveva lasciato intravedere la possibilità di una ripresa, benché non imminente. In quell’occasione le parti avevano preso l’impegno di riunirsi entro la prima metà di settembre per fare il punto della situazione. Attendiamo il nuovo appuntamento. Speriamo che l’azienda sia pronta a illustrare il piano annunciato, nella speranza che porti ad una ripresa dell’attività produttiva nel settore della pasta o di altri prodotti alternativi».

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Guarene
Titolari dell’Albadoro: «Vicini all’acquisto di un’altra azienda»

Da “La Stampa” del 9 luglio

Un accordo con un’importante azienda alimentare per rilanciare l’Albadoro: è questo il segnale positivo che arriva dal pastificio di Guarene dove una trentina di lavoratori sono in cassa integrazione fino al 2 agosto. Ad annunciare le trattative in corso sono stati i vertici dell’azienda, convocati ieri mattina dal presidente della Provincia, Raffaele Costa, per valutare la situazione insieme alle parti sociali. «Abbiamo ottenuto l’impegno di tutti - ha detto Costa - a ritrovarci entro la prima metà di settembre per fare il punto della situazione e verificare le reali potenzialità di ripresa dell’azienda».

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GUARENE. A UNA SETTIMANA DALLA RIPRESA DEL LAVORO
Albadoro: 29 di nuovo in Cassa

Da “LA Stampa” del 17 giugno

Si prolunga la cassa integrazione per i dipendenti della ditta Albadoro. Da ieri, 29 lavoratori sui 33 dell’azienda alimentare che ha sede in corso Asti 18, nel comune di Guarene al confine con Alba, sono rimasti a casa e non ritorneranno in attività fino al 2 agosto.
Un provvedimento che segue a ruota quello adottato a fine aprile dalla proprietà, conclusosi il 6 giugno. «A una sola settimana dalla ripresa del lavoro - dice il sindacalista Andrea Brignolo della Uila/Uil - l’azienda ha nuovamente deciso di interrompere la produzione, nonostante le rassicurazioni che erano state date nei mesi scorsi ai dipendenti. Siamo preoccupati, ci interroghiamo sulle reali volontà dell’azienda per il futuro, anche perché non siamo informati su investimenti e obiettivi».
Ma l’amministratore delegato della Albadoro spa, Fabio Luca Franzosi, rassicura: «Si tratta di una manovra di opportunità tecnica e commerciale che è la naturale prosecuzione di quella precedente». E invita a non creare inutili allarmi o immagini negative: «Il gruppo Barbero, proprietario della ditta Albadoro e di altre sette realtà produttive tra Piemonte e Lombardia, è leader mondiale nella produzione di grissini e di altri prodotti dolciari. E’ un gruppo solido, con investimenti in settori diversificati che danno lavoro a più di 700 persone».
Il gruppo Barbero ribadisce di voler proseguire sulla strada dello sviluppo intrapresa con successo ormai da diversi anni, quando nel novembre 2004 ha rilevato il pastificio Albadoro sull’orlo del fallimento e saldato oltre 11 milioni di euro di debiti ereditati dal precedente proprietario, il gruppo americano New World. Tuttavia, i sindacalisti non abbassano la guardia: «Abbiamo chiesto un incontro con gli amministratori locali e provinciali, senza successo. Il nostro timore principale è che la produzione venga trasferita altrove».
Il sindaco di Guarene, Carla Boffa, ai lavoratori preoccupati per le voci di chiusura della ditta e di trasformazione urbanistica dell’area, ha ribadito che nel nuovo piano regolatore la destinazione industriale non cambierà.\

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GUARENE. IL CASO ALBADORO

Sindacati: “Nessuna certezza sul rientro degli operai in cassa”

Da “La Stampa” del 24 maggio di GIUSEPPINA FIORI

Preoccupazioni sul futuro della «Albadoro» (paste alimentari) sono state espresse l’altra sera in un’affollata assemblea pubblica con i lavoratori, indetta dalle organizzazioni sindacali nel salone parrocchiale di Vaccheria. Sulla richiesta dell’azienda di cassa integrazione ordinaria per la maggioranza dei dipendenti, dovuta a problemi di mercato e di costi, non si è ancora espressa la commissione, ma dal 28 aprile sono a casa 26 lavoratori su 33 (dovrebbero ritornare in attività l’8 giugno). L’amministratore delegato di «Albadoro», Fabio Luca Franzosi, ha assicurato che la produzione riprenderà al termine del periodo per il quale è stata chiesta la cassa ordinaria.
Ma le apprensioni maggiori sono legate al futuro dell’azienda. Pur non essendoci alcuna comunicazione ufficiale, negli ultimi tempi si sono diffusi timori di chiusura della fabbrica, che ha visto passaggi di proprietà e la diminuzione dai 100 dipendenti di molti anni fa ai poco più di trenta attuali. Preoccupati i rappresentanti sindacali Andrea Brignolo (Uil), Paolo Capra (Cgil) e Franco Ferria (Cisl), che hanno ribadito: «Non c’è stato alcun approfondimento sul futuro dell’azienda, non abbiamo nessuna informazione sul rientro dei lavoratori». I sindacati hanno invitato alla riunione il sindaco di Guarene, Carla Boffa, alla quale hanno prospettato i timori e chiesto quali sono gli orientamenti del Comune. Il sindaco ha risposto: «L’amministrazione comunale non ha nessuna competenza sulla conduzione industriale. Per quanto riguarda lo stabilimento, il nuovo piano regolatore, approvato dal Consiglio comunale e che è ora in Regione, prevede l’attività produttiva in quell’area e non ho nessuna intenzione di cambiare la destinazione: sarà mantenuta quella attuale che vede la presenza di una fabbrica». Parole chiare che non lascerebbero spazio alle ventilate speculazioni edilizie di cui si è sparsa la voce negli ultimi tempi.
I sindacati hanno annunciato che chiederanno anche al sindaco di Alba, Giuseppe Rossetto, e al presidente della Provincia, Raffaele Costa, di interessarsi di «Albadoro». Rossetto ha detto: «Sono disponibile a partecipare ad incontri che possano agevolare la soluzione dei problemi all’Albadoro, un marchio storico. Oltre a portare il nome della nostra città, l’azienda ha la sua sede principale ad Alba. Mi stanno a cuore i problemi dell’occupazione e delle strutture produttive e non lascerò mancare il mio sostegno e la mia mediazione, come già avvenuto in altri casi».
Conclude il sindacalista Andrea Brignolo: «Speriamo, per il bene dei lavoratori, che ci sia il rientro in azienda l’8 giugno, che ci sia la possibilità di continuare la produzione e quella attuale sia solo una crisi momentanea».

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GUARENE. APPELLO
“Chiarite le prospettive degli operai Albadoro”

Da “La Stampa” del 9 maggio

Preoccupazione sul futuro dell’Albadoro e perplessità sulle motivazioni che hanno indotto l’azienda a chiedere la cassa integrazione ordinaria per la stragrande maggioranza dei dipendenti.
Dal 27 aprile sono a casa 26 lavoratori su 33, che dovrebbero ritornare in attività il 7 giugno. I timori sono espressi in un documento diffuso dalle segreterie Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil dopo l’incontro dell’altro giorno all’Unione industriale di Cuneo tra rappresentanti sindacali e azienda. Insoddisfatti i sindacati, che dicono: «La ditta ha ribadito la necessità di chiedere la cassa per problemi di mercato e di costi, senza un vero approfondimento sul futuro. Sappiamo che l’azienda ha smontato una linea di produzione. Riteniamo che questa iniziativa sia una manovra poco chiara e pericolosa per questa unità produttiva». I sindacati annunciano di voler far intervenire «gli enti preposti per monitorare la situazione» e di promuovere un’assemblea pubblica con i lavoratori, le istituzioni locali e regionali. Sulla richiesta di cassa integrazione deve ancora pronunciarsi l’apposita commissione.
L’amministratore delegato di Albadoro, Fabio Luca Franzosi: «La cassa integrazione ordinaria ha per sua natura semplici motivi congiunturali e commerciali a breve termine, per noi legati all’evoluzione del mercato della semola. Lo smontaggio riguardava un impianto di terzi, che era temporaneamente depositato nel nostro stabilimento e che è stato restituito. La situazione è economicamente tranquilla, pur nella situazione difficile del settore paste». L’amministratore sostiene che è previsto il rientro di tutti i lavoratori.\

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GUARENE. SU TRENTATRÉ ADDETTI

Cassa per 25 dipendenti Albadoro

Da “La Stampa” del 29 aprile di ROBERTO FIORI

Cassa integrazione per i dipendenti dell’«Albadoro». Da ieri, 25 lavoratori sui 33 dell’azienda alimentare di Guarine, con sede in corso Asti 18, al confine con Alba, sono rimasti a casa e non ritorneranno in attività fino al 6 giugno.
«Una manovra di opportunità tecnica e commerciale - spiega l’amministratore delegato della Albadoro spa, Fabio Luca Franzosi -. Abbiamo fatto ricorso alla cassa integrazione ordinaria perché i costi d’acquisto delle semole stanno scendendo sul mercato e in questa fase, se continuassimo a produrre, creeremmo delle perdite. Il magazzino è pieno e in grado di soddisfare le richieste dei clienti. In questi giorni proseguiremo nelle vendite e nella gestione commerciale per poi riprendere la produzione tra poco più di un mese».
Ma se i vertici dell’azienda esprimono «massima tranquillità, così come c’è tranquillità in tutto il gruppo Barbero, proprietario della ditta Albadoro e di altre sette realtà produttive tra Piemonte e Lombardia», ad esternare dubbi ci pensano le organizzazioni sindacali. «Abbiamo ricevuto la comunicazione del provvedimento pochi giorni fa, dall’Unione industriale di Cuneo» dice Andrea Brignolo della Uila/Uil. «Ci siamo subito mobilitati, richiedendo un incontro con i responsabili della Albadoro per conoscere e cercare di capire i motivi di questa decisione».
E aggiunge: «Non possiamo nascondere le nostre preoccupazioni. In questa azienda in pochi anni il numero dei lavoratori si è ridotto drasticamente, tra piani di ristrutturazione e dimissioni volontarie. L’organico attuale è ridotto all’osso e, nonostante le rassicurazioni dell'azienda, è difficile non interrogarsi sul suo futuro, anche perché non abbiamo informazioni su quali siano gli investimenti e gli obiettivi della proprietà».
Ma il gruppo Barbero ribadisce di voler proseguire sulla strada dello sviluppo intrapresa con successo ormai da diversi anni, quando nel novembre 2004 ha rilevato il pastificio Albadoro sull’orlo del fallimento e saldato oltre 11 milioni di euro di debito ereditato dal precedente proprietario, il gruppo americano New World

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POLEMICA. AZIENDA E UILA-UIL
Albadoro condannata a pagare al sindacato la somme “trattenute”

Da “La Stampa” del 16 aprile

Il giudice del lavoro del tribunale di Alba, Giacomo Marson, ha dichiarato antisindacale la condotta di «Albadoro» spa per non aver versato al sindacato Uila-Uil somme trattenute mensilmente in busta paga, come contributo sindacale, a lavoratori iscritti all’organizzazione. Il giudice ha ordinato ad «Albadoro» di versare a Uila-Uil tali somme relative al periodo che va da maggio 2007 all’11 aprile 2008. «Albadoro» è anche stata condannata alla rifusione delle spese del procedimento, liquidate in 1500 euro.
Il ricorso è stato presentato da Uila-Uil Cuneo Asti. Andrea Brignolo, segretario provinciale Uila-Uil di Cuneo e Asti: «Da maggio 2007 non vengono versate alla nostra organizzazione le trattenute sindacali operate sulle buste paga dei lavoratori iscritti al sindacato. L’azienda non ha risposto alle sollecitazioni del nostro avvocato Mario Lovero e abbiamo dovuto ricorrere al giudice del lavoro per farci riconoscere le nostre spettanze». L’amministratore delegato di Albadoro, Fabio Luca Franzosi: «Sono amareggiato perché mentre l’azienda sta proseguendo e perfezionando nel termine di legge la procedura di conversione del Tfr, non riceviamo comprensione dalle organizzazioni sindacali. Queste assumono iniziative giudiziarie per poche migliaia di euro relativamente a parti di credito che verrebbero invece regolate nel tempo stabilito del primo ottobre 2008, con la stessa conversione». Il manager fa presente che «Albadoro» ha recuperato un’azienda che tre anni fa si poteva considerare perduta, saldando oltre 11 milioni di euro di debito ereditato dal gruppo americano dal quale è stata acquistata.

 

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Guarene. Lo stabilimento produce pasta

Da un anno senza liquidazione

Lettera-appello di ex dipendenti Albadoro messi in mobilità

da "La Stampa del 28 febbraio 2008 - di Roberto Fiori

 

Una quindicina di ex dipendenti dell'azienda Albadoro reclamano il trattamento di fine rapporto. «Per 35-40 anni - scrivono in una lettera inviata a «La Stampa» - abbiamo lavorato per la ditta. Per alcuni di noi è già trascorso più di un anno da quando siamo stati messi in mobilità. Ma fino a oggi non abbiamo ancora visto un centesimo della tanto sospirata liquidazione, mentre alcuni sono riusciti ad avere qualcosa avvalendosi dei vari uffici sindacali, andando per vie legali».

Le organizzazioni sindacali confermano. «Abbiamo fornito assistenza ad alcuni ex lavoratori della Albadoro che sono ancora in attesa di essere saldati in parte o del tutto del trattamento di fine rapporto» dicono Paolo Capra della Flai-Cgil, Andrea Brignolo della Uila/Uil e Franco Ferria della Fai/Cisl.

Ma la versione dell'azienda alimentare che ha sede in corso Asti 18, nel comune di Guarene, è differente. «E' in atto una procedura di conversione del Tfr relativamente al quale il giudice ha stabilito, anche in relazione a precedenti accordi

sindacali, che il pagamento deve essere saldato entro il primo ottobre 2008 - spiega l'amministratore delegato Fabio Luca Franzosi -. L'azienda rispetterà la scadenza stabilita dal giudice. Non capiamo quali possano essere allo stato attuale le lamentele degli ex dipendenti».

Al di là delle scadenze, i lavo­ratori sottolineano un altro aspetto: «Il gruppo Barbero, proprietario della ditta Albadoro, continua a investire sul terri‑torio con ingenti risorse. A noi fa piacere che l'azienda riesca a dare lavoro ad altre persone, pe­ré le saremmo grati se prima vo­lesse pensare anche a noi». Il sindacalista Andrea Brignolo della Uil aggiunge: «Per quanto riguarda l'Albadoro, siamo pre­occupati anche perché non ab­biamo informazioni su quali siano investimenti

e obiettivi dell'azienda». Ma il gruppo ribadi­sce di voler proseguire sulla strada dello sviluppo, intrapre­sa con successo dopo aver salva­to il pastificio Albadoro


 

 

 

 

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