GUARENE.
PASTIFICIO IN CRISI
Incontro
sulla mobilità di 30 dipendenti Albadoro
Da “La Stampa” del 10
novembre di GIUSEPPINA FIORI
GUARENE
Passo avanti dell’«Albadoro spa» verso i dipendenti che hanno
lasciato il pastificio tempo fa. L’azienda ha comunicato di aver
definito, nei giorni scorsi, ogni rapporto con i propri ex
dipendenti, relativamenente «alla corresponsione dell’indennità di
trattamento fine rapporto e di ogni altra competenza richiesta,
provvedendo al pagamento immediato di 177.857 euro».
«Albadoro» ha precisato: «Gli stessi ex dipendenti, non vantando più
alcun credito, hanno formalizzato contestuale rinuncia agli atti
nell’esecuzione mobiliare presso il tribunale di Alba». Nella sua
nota, l’azienda aggiunge: «Albadoro spa considera pertanto
regolarmente definita ogni questione in materia di lavoro relativa a
pregressi trattamenti di fine rapporto, avviandosi all’accordo di
mobilità previsto per il 10 novembre, alle 15, con le organizzazoni
sindacali, all’Unione industriale di Cuneo»
Regolati i conti con gli ex dipendenti, azienda e sindacati si
apprestano ad affrontare i problemi dei trenta lavoratori ancora
occupati nello stabilimento.
Fin dal 15 ottobre l’Unione industriale ha scritto ai sindacati di
aver avuto incarico da «Albadoro» di avviare la procedura di
mobilità.
Il sindacalista Andrea Brignolo (Uil): «L’incontro di oggi (lunedì,
ndr) servirà per discutere su un’eventuale richiesta di cassa
integrazione straordinaria e mobilità, ma sapendo che ci sono ancora
problemi da risolvere, come il mancato pagamento delle spettanze ai
lavoratori dal mese di agosto».
La vertenza che riguarda l’«Albadoro» va avanti ormai da mesi. E’ da
fine aprile che nell’azienda di corso Asti si alternano la cassa
integrazione (motivata dalla società con la mancanza di ordini) e
brevi sospensioni, interrotte dalle ferie di agosto. L’ultimo
periodo di «cassa» è scaduto l’11 ottobre.
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ECONOMIA.
STABILIMENTO A GUARENE
Albadoro chiude, 30 senza
lavoro
Da “La Stampa” del 21
ottobre di GIUSEPPINA FIORI
GUARENE
L’Unione industriale di Cuneo ha inviato una lettera alle
organizzazioni sindacali e alla Regione con la quale comunica di
aver avuto l’incarico dalla società Albadoro Spa, il pastificio in
crisi da tempo, di avviare la procedura di mobilità per tutto il
personale, in quanto «non è possibile la continuazione
dell’attività». Il provvedimento riguarda 30 dipendenti tra cui 25
operai e 5 impiegati, tutti occupati nello stabilimento di corso
Asti. Il motivo sarebbe la difficile situazione di mercato in cui si
trova da tempo Albadoro, produttrice di pasta alimentare secca, a
causa dell’aumento dei prezzi delle materie prime e dei costi. Una
crisi che avrebbe fatto maturare la decisione di cessare l’attività.
E’ ormai da fine aprile che si alternano cassa integrazione
ordinaria (motivata con la mancanza di ordini) e brevi sospensioni.
I dipendenti hanno ripreso a lavorare il 13 ottobre (dopo la
scadenza dell’ultimo periodo di cassa) e sono tuttora in fabbrica.
Protestano per il mancato pagamento delle ferie di agosto e della
Cassa di settembre, che sta creando serie difficoltà a molte
famiglie. Alcuni lavoratori, che avevano già lasciato l’azienda in
precedenza, sono ancora in attesa del saldo delle liquidazioni.
Il sindacalista Andrea Brignolo (Uil), anche a nome dei colleghi
Paolo Capra (Cgil) e Franco Ferria (Cisl): «Con la lettera
dell’Unione industriale che annuncia il ricorso alla mobilità e la
chiusura dello stabilimento, si verifica quello che temevamo da
tempo, ovvero la cessazione dell’attività con la perdita dei posti
di lavoro. Convocheremo i lavoratori per decidere le strategie per
la miglior soluzione dei problemi, anche in merito alle dinamiche
degli ammortizzatori sociali».
L’Unione industriale conferma: «Abbiamo attivato la procedura
formale di mobilità con l’ipotesi di cessazione di attività per
crisi. Lasceremo alle parti le trattative sui tempi e sugli
strumenti più adeguati per la gestione della vicenda. Speriamo che
entro fine mese sia fissato un incontro con i sindacati».
Nei giorni scorsi si era parlato di trattative per la vendita ad una
multinazionale inglese del marchio e dei macchinari di Albadoro, ma
non del grande fabbricato in cui ha sede lo stabilimento.
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GUARENE.
DAVANTI ALL’UNIONE INDUSTRIALE DI CUNEO
Presidio dei dipendenti
Albadoro
“Paghe a singhiozzo e incertezza”
Da “La Stampa” del 4
ottobre di GIUSEPPINA FIORI
GUARENE
Manifestazione di protesta dei dipendenti del pastificio Albadoro
l’altro pomeriggio davanti all’Unione industriale di Cuneo, dove si
è svolto un incontro tra i vertici dell’azienda e le organizzazioni
sindacali. I lavoratori lamentano lo stato di incertezza in cui
vivono da mesi e sono preoccupati per il loro futuro, oltre ad
essere ancora in attesa dello stipendio di agosto.
E’ ormai da fine aprile che nell’azienda di corso Asti si alternano
cassa integrazione (motivata con la mancanza di ordini) e brevi
sospensioni, interrotte dalle ferie di agosto. L’ultimo periodo di
«cassa» scadrà l’11 ottobre e non si sa ancora quali saranno le
prospettive per gli oltre trenta dipendenti.
L’amministratore delegato di Albadoro, Fabio Luca Franzosi, ha
spiegato: «Possiamo dire che sono ormai concluse le trattative con
un gruppo multinazionale inglese interessato a rilevare l’azienda
con il marchio. Si sta perfezionando il contratto di vendita. Il
gruppo Barbero, di cui Albadoro faceva parte, ha ceduto la sua
partecipazione». L’amministratore Franzosi dice che rimarrà ancora
alcuni mesi per la gestione corrente e che è fissato per il 15
ottobre un incontro con il nuovo gruppo. In quell’occasione si spera
di avere informazioni più precise sul futuro dei dipendenti.
La vendita riguarderebbe l’azienda con il marchio e macchinari, ma
non il grande fabbricato in cui ha attualmente sede Albadoro.
Secondo alcune indiscrezioni l’attività dovrebbe continuare, ma non
si sa in quale sito. La produzione potrebbe essere spostata altrove.
Il sindacalista Andrea Brignolo (Uil), anche a nome dei colleghi
Paolo Capra (Cgil) e Franco Ferria (Cisl), commenta: «Siamo
preoccupati per l’uscita dal Cda degli imprenditori albesi. Temiamo
la chiusura dello stabilimento di corso Asti. Oltre ai dipendenti
che attendono il pagamento dello stipendio di agosto, ci sono altri
lavoratori già usciti dall’azienda che aspettano ancora il saldo
delle liquidazioni».
L’amministratore delegato Franzosi assicura che tutte le spettanze
saranno regolarmente pagate.
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AZIENDE. DA
LUNEDI’ AL 12 OTTOBRE
Albadoro, prorogata la cassa
Da “La Stampa” del 20
settembre di GIUSEPPINA FIORI
GUARENE
Ancora cassa integrazione al pastificio Albadoro di Guarene.
L’Unione industriale di Cuneo, con una lettera ai sindacati, ha
comunicato che «Albadoro spa», a causa di mancanza di ordini, è
costretta a sospendere dal lavoro 26 operai su una forza di 27 e
tutti e 5 gli impiegati, da lunedì al 12 ottobre. Per tale periodo
l’azienda chiede l’intervento della cassa integrazione guadagni. E’
da fine aprile che alla Albadoro si alternano cassa integrazione e
brevi sospensioni, interrotte con le ferie di agosto. Viene così
prorogata anche l’ultima «cassa», iniziata il primo settembre e che
scade proprio oggi.
L’amministratore delegato di Albadoro, Fabio Luca Franzosi: «La
cassa sta raggiungendo il termine che ci eravamo prefissi. Siamo
stati contattati da un gruppo straniero che opera nel settore della
pasta, interessato ad acquisire Albadoro. Questo significa che la
nostra azienda è ancora appetibile. Ci sono possibilità di ripresa».
Ma sono mesi che da Albadoro vengono solo indicazioni generiche,
senza informazioni più precise sul futuro dello stabilimento di
corso Asti alle porte di Alba e dei lavoratori. Il sindacalista
Andrea Brignolo (Uil), anche a nome dei colleghi Paolo Capra (Cgil)
e Franco Ferria (Cisl): «Siamo stupiti di queste continue proroghe
della "cassa". Dall’azienda non abbiamo avuto nessuna informazione.
Attendiamo il 1° ottobre, data fissata dal tribunale per il saldo
delle liquidazioni dei lavoratori che hanno lasciato Albadoro. Siamo
di fronte ad una situazione di incertezza che preoccupa».
Anche il sindaco di Guarene, Carla Boffa, dice di non aver avuto
alcuna informazione dopo l’incontro che si era tenuto in Provincia a
luglio e aggiunge: «L’Amministrazione comunale non ha nessuna
competenza sulla conduzione industriale. Per quanto riguarda lo
stabilimento, il nuovo piano regolatore che è in Regione prevede
l’attività produttiva in quell’area e non ho nessuna intenzione di
cambiare la destinazione».
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GUARENE.
FINO AL 20 SETTEMBRE
Ancora “Cassa” all’Albadoro
Da “La Stampa” del 2
Settembre di GIUSEPPINA FIORI
GUARENE
Al rientro dalle ferie di agosto, ancora cassa integrazione per i
dipendenti del pastificio «Albadoro» di Guarene. Con una lettera ai
sindacati, l’Unione industriale di Cuneo ha comunicato che «Albadoro
spa» è costretta a sospendere dal lavoro 26 operai su 27 e tutti i
cinque impiegati da ieri al 20 settembre. Motivo: la mancanza di
ordini. E’ stato chiesto l’intervento della cassa integrazione
guadagni durante le tre settimane. E’ da fine aprile che
nell’azienda si alternano periodi di «cassa», interrotti dalle
ferie.
L’amministratore delegato di «Albadoro», Fabio Luca Franzosi: «Si
tratta della normale prosecuzione della cassa integrazione perché
serve ancora un po’ di tempo, dopo la pausa di agosto, per
concludere le trattative che abbiamo in corso. Dovrebbero portare
all’acquisizione di un’altra rilevante azienda del settore. Non è
escluso che si unisca a noi un partner estero». Bocche cucite sui
nomi «per ragioni di riservatezza e il rischio di mandare a monte
l’operazione». Ma si parla di un progetto di joint venture che
porterebbe ad un netto rilancio della produzione.
Il sindacalista Andrea Brignolo (Uil), anche a nome dei colleghi
Paolo Capra (Cgil) e Franco Ferria (Cisl), commenta: «Ci aspettavamo
la nuova richiesta di cassa, anche se all’incontro che si è svolto
in Provincia prima delle ferie con il presidente Raffaele Costa,
l’assessore al Lavoro e il sindaco di Guarene, l’azienda aveva
lasciato intravedere la possibilità di una ripresa, benché non
imminente. In quell’occasione le parti avevano preso l’impegno di
riunirsi entro la prima metà di settembre per fare il punto della
situazione. Attendiamo il nuovo appuntamento. Speriamo che l’azienda
sia pronta a illustrare il piano annunciato, nella speranza che
porti ad una ripresa dell’attività produttiva nel settore della
pasta o di altri prodotti alternativi».
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Guarene
Titolari dell’Albadoro: «Vicini all’acquisto di un’altra azienda»
Da “La Stampa” del 9
luglio
Un accordo con
un’importante azienda alimentare per rilanciare l’Albadoro: è questo
il segnale positivo che arriva dal pastificio di Guarene dove una
trentina di lavoratori sono in cassa integrazione fino al 2 agosto.
Ad annunciare le trattative in corso sono stati i vertici
dell’azienda, convocati ieri mattina dal presidente della Provincia,
Raffaele Costa, per valutare la situazione insieme alle parti
sociali. «Abbiamo ottenuto l’impegno di tutti - ha detto Costa - a
ritrovarci entro la prima metà di settembre per fare il punto della
situazione e verificare le reali potenzialità di ripresa
dell’azienda».
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GUARENE. A UNA
SETTIMANA DALLA RIPRESA DEL LAVORO
Albadoro: 29 di nuovo in
Cassa
Da “LA Stampa” del 17
giugno
Si prolunga la cassa
integrazione per i dipendenti della ditta Albadoro. Da ieri, 29
lavoratori sui 33 dell’azienda alimentare che ha sede in corso Asti
18, nel comune di Guarene al confine con Alba, sono rimasti a casa e
non ritorneranno in attività fino al 2 agosto.
Un provvedimento che segue a ruota quello adottato a fine aprile
dalla proprietà, conclusosi il 6 giugno. «A una sola settimana dalla
ripresa del lavoro - dice il sindacalista Andrea Brignolo della Uila/Uil
- l’azienda ha nuovamente deciso di interrompere la produzione,
nonostante le rassicurazioni che erano state date nei mesi scorsi ai
dipendenti. Siamo preoccupati, ci interroghiamo sulle reali volontà
dell’azienda per il futuro, anche perché non siamo informati su
investimenti e obiettivi».
Ma l’amministratore delegato della Albadoro spa, Fabio Luca Franzosi,
rassicura: «Si tratta di una manovra di opportunità tecnica e
commerciale che è la naturale prosecuzione di quella precedente». E
invita a non creare inutili allarmi o immagini negative: «Il gruppo
Barbero, proprietario della ditta Albadoro e di altre sette realtà
produttive tra Piemonte e Lombardia, è leader mondiale nella
produzione di grissini e di altri prodotti dolciari. E’ un gruppo
solido, con investimenti in settori diversificati che danno lavoro a
più di 700 persone».
Il gruppo Barbero ribadisce di voler proseguire sulla strada dello
sviluppo intrapresa con successo ormai da diversi anni, quando nel
novembre 2004 ha rilevato il pastificio Albadoro sull’orlo del
fallimento e saldato oltre 11 milioni di euro di debiti ereditati
dal precedente proprietario, il gruppo americano New World.
Tuttavia, i sindacalisti non abbassano la guardia: «Abbiamo chiesto
un incontro con gli amministratori locali e provinciali, senza
successo. Il nostro timore principale è che la produzione venga
trasferita altrove».
Il sindaco di Guarene, Carla Boffa, ai lavoratori preoccupati per le
voci di chiusura della ditta e di trasformazione urbanistica
dell’area, ha ribadito che nel nuovo piano regolatore la
destinazione industriale non cambierà.\
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GUARENE. IL CASO ALBADORO
Sindacati: “Nessuna certezza sul rientro degli operai in cassa”
Da “La
Stampa” del 24 maggio di GIUSEPPINA FIORI
Preoccupazioni sul futuro della «Albadoro» (paste alimentari) sono
state espresse l’altra sera in un’affollata assemblea pubblica con i
lavoratori, indetta dalle organizzazioni sindacali nel salone
parrocchiale di Vaccheria. Sulla richiesta dell’azienda di cassa
integrazione ordinaria per la maggioranza dei dipendenti, dovuta a
problemi di mercato e di costi, non si è ancora espressa la
commissione, ma dal 28 aprile sono a casa 26 lavoratori su 33
(dovrebbero ritornare in attività l’8 giugno). L’amministratore
delegato di «Albadoro», Fabio Luca Franzosi, ha assicurato che la
produzione riprenderà al termine del periodo per il quale è stata
chiesta la cassa ordinaria.
Ma le apprensioni maggiori sono legate al futuro dell’azienda. Pur
non essendoci alcuna comunicazione ufficiale, negli ultimi tempi si
sono diffusi timori di chiusura della fabbrica, che ha visto
passaggi di proprietà e la diminuzione dai 100 dipendenti di molti
anni fa ai poco più di trenta attuali. Preoccupati i rappresentanti
sindacali Andrea Brignolo (Uil), Paolo Capra (Cgil) e Franco Ferria
(Cisl), che hanno ribadito: «Non c’è stato alcun approfondimento sul
futuro dell’azienda, non abbiamo nessuna informazione sul rientro
dei lavoratori». I sindacati hanno invitato alla riunione il sindaco
di Guarene, Carla Boffa, alla quale hanno prospettato i timori e
chiesto quali sono gli orientamenti del Comune. Il sindaco ha
risposto: «L’amministrazione comunale non ha nessuna competenza
sulla conduzione industriale. Per quanto riguarda lo stabilimento,
il nuovo piano regolatore, approvato dal Consiglio comunale e che è
ora in Regione, prevede l’attività produttiva in quell’area e non ho
nessuna intenzione di cambiare la destinazione: sarà mantenuta
quella attuale che vede la presenza di una fabbrica». Parole chiare
che non lascerebbero spazio alle ventilate speculazioni edilizie di
cui si è sparsa la voce negli ultimi tempi.
I sindacati hanno annunciato che chiederanno anche al sindaco di
Alba, Giuseppe Rossetto, e al presidente della Provincia, Raffaele
Costa, di interessarsi di «Albadoro». Rossetto ha detto: «Sono
disponibile a partecipare ad incontri che possano agevolare la
soluzione dei problemi all’Albadoro, un marchio storico. Oltre a
portare il nome della nostra città, l’azienda ha la sua sede
principale ad Alba. Mi stanno a cuore i problemi dell’occupazione e
delle strutture produttive e non lascerò mancare il mio sostegno e
la mia mediazione, come già avvenuto in altri casi».
Conclude il sindacalista Andrea Brignolo: «Speriamo, per il bene dei
lavoratori, che ci sia il rientro in azienda l’8 giugno, che ci sia
la possibilità di continuare la produzione e quella attuale sia solo
una crisi momentanea».
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GUARENE. APPELLO
“Chiarite
le prospettive degli operai Albadoro”
Da “La
Stampa” del 9 maggio
Preoccupazione sul futuro dell’Albadoro e perplessità sulle
motivazioni che hanno indotto l’azienda a chiedere la cassa
integrazione ordinaria per la stragrande maggioranza dei dipendenti.
Dal 27 aprile sono a casa 26 lavoratori su 33, che dovrebbero
ritornare in attività il 7 giugno. I timori sono espressi in un
documento diffuso dalle segreterie Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil
dopo l’incontro dell’altro giorno all’Unione industriale di Cuneo
tra rappresentanti sindacali e azienda. Insoddisfatti i sindacati,
che dicono: «La ditta ha ribadito la necessità di chiedere la cassa
per problemi di mercato e di costi, senza un vero approfondimento
sul futuro. Sappiamo che l’azienda ha smontato una linea di
produzione. Riteniamo che questa iniziativa sia una manovra poco
chiara e pericolosa per questa unità produttiva». I sindacati
annunciano di voler far intervenire «gli enti preposti per
monitorare la situazione» e di promuovere un’assemblea pubblica con
i lavoratori, le istituzioni locali e regionali. Sulla richiesta di
cassa integrazione deve ancora pronunciarsi l’apposita commissione.
L’amministratore delegato di Albadoro, Fabio Luca Franzosi: «La
cassa integrazione ordinaria ha per sua natura semplici motivi
congiunturali e commerciali a breve termine, per noi legati
all’evoluzione del mercato della semola. Lo smontaggio riguardava un
impianto di terzi, che era temporaneamente depositato nel nostro
stabilimento e che è stato restituito. La situazione è
economicamente tranquilla, pur nella situazione difficile del
settore paste». L’amministratore sostiene che è previsto il rientro
di tutti i lavoratori.\
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GUARENE. SU TRENTATRÉ ADDETTI
Cassa per 25 dipendenti
Albadoro
Da “La
Stampa” del 29 aprile di ROBERTO FIORI
Cassa integrazione per i dipendenti dell’«Albadoro». Da ieri, 25
lavoratori sui 33 dell’azienda alimentare di Guarine, con sede in
corso Asti 18, al confine con Alba, sono rimasti a casa e non
ritorneranno in attività fino al 6 giugno.
«Una manovra di opportunità tecnica e commerciale - spiega
l’amministratore delegato della Albadoro spa, Fabio Luca Franzosi -.
Abbiamo fatto ricorso alla cassa integrazione ordinaria perché i
costi d’acquisto delle semole stanno scendendo sul mercato e in
questa fase, se continuassimo a produrre, creeremmo delle perdite.
Il magazzino è pieno e in grado di soddisfare le richieste dei
clienti. In questi giorni proseguiremo nelle vendite e nella
gestione commerciale per poi riprendere la produzione tra poco più
di un mese».
Ma se i vertici dell’azienda esprimono «massima tranquillità, così
come c’è tranquillità in tutto il gruppo Barbero, proprietario della
ditta Albadoro e di altre sette realtà produttive tra Piemonte e
Lombardia», ad esternare dubbi ci pensano le organizzazioni
sindacali. «Abbiamo ricevuto la comunicazione del provvedimento
pochi giorni fa, dall’Unione industriale di Cuneo» dice Andrea
Brignolo della Uila/Uil. «Ci siamo subito mobilitati, richiedendo un
incontro con i responsabili della Albadoro per conoscere e cercare
di capire i motivi di questa decisione».
E aggiunge: «Non possiamo nascondere le nostre preoccupazioni. In
questa azienda in pochi anni il numero dei lavoratori si è ridotto
drasticamente, tra piani di ristrutturazione e dimissioni
volontarie. L’organico attuale è ridotto all’osso e, nonostante le
rassicurazioni dell'azienda, è difficile non interrogarsi sul suo
futuro, anche perché non abbiamo informazioni su quali siano gli
investimenti e gli obiettivi della proprietà».
Ma il gruppo Barbero ribadisce di voler proseguire sulla strada
dello sviluppo intrapresa con successo ormai da diversi anni, quando
nel novembre 2004 ha rilevato il pastificio Albadoro sull’orlo del
fallimento e saldato oltre 11 milioni di euro di debito ereditato
dal precedente proprietario, il gruppo americano New World
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POLEMICA. AZIENDA E UILA-UIL
Albadoro condannata a pagare al sindacato la somme “trattenute”
Da “La
Stampa” del 16 aprile
Il giudice
del lavoro del tribunale di Alba, Giacomo Marson, ha dichiarato
antisindacale la condotta di «Albadoro» spa per non aver versato al
sindacato Uila-Uil somme trattenute mensilmente in busta paga, come
contributo sindacale, a lavoratori iscritti all’organizzazione. Il
giudice ha ordinato ad «Albadoro» di versare a Uila-Uil tali somme
relative al periodo che va da maggio 2007 all’11 aprile 2008. «Albadoro»
è anche stata condannata alla rifusione delle spese del
procedimento, liquidate in 1500 euro.
Il ricorso è stato presentato da Uila-Uil Cuneo Asti. Andrea
Brignolo, segretario provinciale Uila-Uil di Cuneo e Asti: «Da
maggio 2007 non vengono versate alla nostra organizzazione le
trattenute sindacali operate sulle buste paga dei lavoratori
iscritti al sindacato. L’azienda non ha risposto alle sollecitazioni
del nostro avvocato Mario Lovero e abbiamo dovuto ricorrere al
giudice del lavoro per farci riconoscere le nostre spettanze».
L’amministratore delegato di Albadoro, Fabio Luca Franzosi: «Sono
amareggiato perché mentre l’azienda sta proseguendo e perfezionando
nel termine di legge la procedura di conversione del Tfr, non
riceviamo comprensione dalle organizzazioni sindacali. Queste
assumono iniziative giudiziarie per poche migliaia di euro
relativamente a parti di credito che verrebbero invece regolate nel
tempo stabilito del primo ottobre 2008, con la stessa conversione».
Il manager fa presente che «Albadoro» ha recuperato un’azienda che
tre anni fa si poteva considerare perduta, saldando oltre 11 milioni
di euro di debito ereditato dal gruppo americano dal quale è stata
acquistata.
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Guarene. Lo stabilimento produce pasta
Da un anno senza liquidazione
Lettera-appello di ex dipendenti
Albadoro messi in mobilità
da "La Stampa del 28 febbraio 2008 -
di Roberto Fiori
Una quindicina di ex dipendenti dell'azienda Albadoro
reclamano il trattamento di fine rapporto. «Per 35-40 anni -
scrivono in una lettera inviata a «La Stampa» - abbiamo lavorato per
la ditta. Per alcuni di noi è già trascorso più di un anno da quando
siamo stati messi in mobilità. Ma fino a oggi non abbiamo ancora
visto un centesimo della tanto sospirata liquidazione, mentre alcuni
sono riusciti ad avere qualcosa avvalendosi dei vari uffici
sindacali, andando per vie legali».
Le organizzazioni sindacali confermano. «Abbiamo fornito
assistenza ad alcuni ex lavoratori della Albadoro che sono
ancora in attesa di essere saldati in parte o del tutto del
trattamento di fine rapporto» dicono Paolo Capra della Flai-Cgil,
Andrea Brignolo della Uila/Uil e Franco Ferria della Fai/Cisl.
Ma la versione dell'azienda alimentare che ha sede in corso
Asti 18, nel comune di Guarene, è differente. «E' in atto una
procedura di conversione del Tfr relativamente al quale
il giudice ha stabilito, anche in
relazione a precedenti accordi
sindacali, che il pagamento deve essere saldato entro il
primo ottobre 2008 -
spiega l'amministratore delegato Fabio Luca
Franzosi -. L'azienda rispetterà
la scadenza stabilita dal giudice.
Non capiamo quali possano essere allo stato attuale le
lamentele degli ex dipendenti».
Al di là delle scadenze, i lavoratori
sottolineano un altro aspetto: «Il gruppo Barbero, proprietario
della ditta Albadoro, continua a
investire sul terri‑torio con ingenti risorse. A noi
fa piacere che l'azienda riesca
a dare lavoro ad altre
persone, peré le saremmo
grati se prima volesse pensare anche a noi». Il sindacalista
Andrea Brignolo della Uil
aggiunge: «Per quanto
riguarda l'Albadoro, siamo preoccupati
anche perché non abbiamo
informazioni su quali siano investimenti