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AGC di Cuneo: 31  dipendenti trasferiti in ditta del gruppo

Da “La Stampa” del 3 dicembre di Piero Bertogli 

Sono stati individuati i 31 dipendenti dell’Agc Automotive, che verranno trasferiti all’Agc Flat Glass, in seguito alla chiusura della prima azienda. La scelta è stata fatta sulla base di tre criteri: carichi familiari, anzianità di servizio ed età anagrafica. Ogni carico familiare determinava 10 punti, mentre ogni anno di anzianità (aziendale e anagrafica) 1 punto.
Per gli altri 36 si prospetta un periodo di cassa integrazione. Quattro dei 5 che erano saliti sul tetto dello stabilimento per protestare contro la chiusura si sono detti disposti a firmare per la mobilità. Attualmente tutti i 67 dipendenti dell’Agc Automotive sono in cassa integrazione straordinaria fino al 31 gennaio, quindi dovrebbero scattare altri 12 mesi di cassa in deroga. In questi giorni qualcuno è stato richiamato in azienda per la sistemazione dello stabilimento, in vista dello smantellamento dei macchinari. La Provincia ha autorizzato un piano di riqualificazione professionale per 27 dipendenti, per una ricollocazione in altre aziende.
La chiusura dell’Agc Automotive di Cuneo era stata annunciata il 22 settembre. La decisione era stata motivata dalla crescita dei costi di produzione, aumentati del 16,8% a fronte di una lievitazione dei prezzi del 3,2. Nel 2007 e 2008 la produzione annuale di parabrezza a Cuneo è stata di 725 mila pezzi, quest’anno si attesta sul 402 mila. Il 30 settembre venne attivato un presidio permanente davanti all’ingresso dello stabilimento.
Il 9 ottobre un gruppo di quattro lavoratori era salito sul tetto della pensilina della portineria, rimanendovi ininterrottamente per 8 giorni, fino a quando l’azienda non aveva annunciato di voler gestire la chiusura dello stabilimento, senza ricorrere a licenziamenti arbitrari. \

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AGC non può vendere vetro prodotto durante gli scioperi

Da www.targatocn.it del 27 ottobre 2009 di Camilla Pallavicino

AGC ancora in primo piano. Dopo il grande rilievo dato all'azienda di Tetto Garetto nei giorni di presidio permanente, davanti ai cancelli dello stabilimento, da parte di 67 operai che protestavano contro la decisione della multinazionale giapponese di chiudere uno dei comparti produttivi e che avrebbe avuto come conseguenza la perdita di molti posti di lavoro, torniamo infatti a parlare di AGC per una vicenda che risale a qualche mese fa e che ha visto ancora contrapposte le sigle sindacali e i vertici aziendali. Non in una vertenza, quale quella che si è conclusa positivamente agli inizi della scorsa settimana e che ha fatto sì che venissero salvaguardati molti posti di lavoro, ma in una vicenda giudiziaria.

Infatti, le rappresentanze sindacali unitarie FEMCA-CISL, FILCEM-CGIL e UILCEM-UIL, tramite gli avvocati Beltramo e Salvini, hanno presentato davanti al giudice del lavoro di Cuneo un ricorso ex articolo 24 dello statuto dei lavoratori contro il comportamento tenuto dalla dirigenza dell’AGC in occasione dello sciopero del 7 - 8 - 9 giugno scorso. E’ prassi che nelle aziende in cui non può essere fermato completamente il funzionamento di alcune macchine, in occasione di uno sciopero alcuni lavoratori, chiamati squadre comandate, proseguano il lavoro all’interno dello stabilimento mentre i colleghi scioperano. Se quanto prodotto in occasione di uno sciopero fosse venduto regolarmente, gli obiettivi stessi della protesta sarebbero vanificati ed è per questo che l’azienda e i sindacati siglarono un accordo nel 1986 in base al quale tutto il prodotto del lavoro realizzato in occasione di scioperi sarebbe andato distrutto secondo modalità ben determinate.

Così non è stato in occasione dei tre giorni di sciopero di giugno; il vetro prodotto è rimasto stoccato in magazzino, ed è per questo che i sindacati hanno fatto ricorso al giudice del lavoro. Da parte sua l’azienda ha eccepito l’incostituzionalità dell’accordo, ma questa eccezione è stata rigettata dal giudice il quale, con un provvedimento del 23 ottobre scorso, accogliendo il ricorso dei sindacati, ha rilevato il carattere antisindacale tenuto dall’azienda in quell’occasione, ha ordinato la cessazione di tale condotta illegittima e la rimozione dei suoi effetti. Il che si traduce in un divieto, per l'azienda, a commercializzare o utilizzare in altro modo il vetro prodotto.

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Crisi e occupazione
Agc, la firma nella notte Nessuno sarà licenziato

Da “La Stampa” del 22 ottobre di CARLO GIORDANO
CUNEO
Diciotto ore di trattativa per mettere nero su bianco l’accordo «Agc Automotive». Il confronto azienda sindacati, iniziato alle 9 di martedì, si è concluso alle 3 di ieri mattina. Sostanzialmente confermato l’impianto dell’intesa già abbozzata la scorsa settimana e approvata a maggioranza dai lavoratori. La chiusura dello stabilimento, 67 dipendenti, verrà gestita senza ricorrere a licenziamenti arbitrari, ma con il trasferimento di una parte di dipendenti nella fabbrica vicina (l’Agc Flat Glass, che non è interessata dalla crisi) e il ricorso ad ammortizzatori sociali. Soltanto due i lavoratori che possono andare in pensione. Ventisette potrebbero trovare, invece, posto al Flat Glass, con il pensionamento di 14 colleghi di quello stabilimento e l’attivazione di un turno aggiuntivo al laminato piano. Per gli altri 38 si ricorrerà a strumenti protettivi come la cassa integrazione in deroga e la mobilità. Previsti anche incentivi di buonuscita: 20 mila euro di contributo base; 400 euro per ogni anno di età anagrafica; 800 euro per ogni anno di anzianità aziendale; 1.000 euro per ogni familiare a carico (una media di 47.400 euro lordi).
Ieri mattina sono state smontate le tende del presidio sopra il tetto della portineria all’ingresso dello stabilimento. Questa mattina, alle 9, nuova assemblea, da cui dovrebbe giungere l’ok definitivo. Quindi, in giornata, ad un mese esatto dall’inizio della mobilitazione, lo smantellamento di tende e striscioni davanti ai cancelli.
«Il valore forte dell’accordo - sottolinea Mario Cravero, Cgil -, è l’impegno dell’azienda a non utilizzare strumenti non concordati per gestire eventuali esuberi, alla scadenza degli ammortizzatori sociali. Di fatto c’è la rinuncia ad applicare l’articolo 5 della legge 223 del ‘91, che permetterebbe all’azienda di mettere i lavoratori in mobilità, con scelta unilaterale».
«Rispetto alla bozza di venerdì scorso ci sono stati anche alcuni miglioramenti - dice Gianni Arnaudo, Uil -. Forse i giovani speravano in un bonus aggiuntivo per chi sceglie le dimissioni. C’era la disponibilità da parte dell’azienda ad accogliere questa richiesta a patto, però, di ridurre del 40 per cento gli incentivi per chi lascerà il lavoro dal 1° settembre del prossimo anno. La delegazione a maggioranza ha ritenuto questa ipotesi troppo penalizzante».
«Visto i tempi lo considero un buon accordo - spiega Massimo Elia, uno dei dipendenti Agc che ha partecipato al presidio sul tetto della fabbrica -. Ci sono le condizioni e gli impegni a non lasciare nessuno in mezzo alla strada. Come tutte le intese va valutata globalmente. Se la si analizza caso per caso, inevitabilmente ci sono degli scontenti. Un risultato ottenuto con la mobilitazione, nessuno ci ha regalato nulla. Non dimentichiamo che solo una settimana fa si parlava di chiusura e di licenziamenti». «Invito tutti i colleghi a partecipare all’assemblea di stabilimento domani mattina (oggi ndr) - dice Adriano Ninotto, Rsu Cisl -. L’accordo deve essere spiegato in modo dettagliato. C’è nervosismo. In questi giorni sono circolate voci che hanno creato equivoci. ».
Soddisfazione da parte dell’azienda. «Una scommessa per tutti - dice Davide Cappellino, direttore di stabilimento -. Ci organizzeremo il più possibile per evitare situazioni traumatiche e gestire insieme questo percorso. Un’intesa che ha una forte valenza sociale, ma anche industriale. Lo stabilimento di Cuneo rafforza il settore del vetro piano, con il potenziamento della produzione. In queste settimane abbiamo lavorato senza clamori per individuare nuove opportunità industriali in grado di creare soluzioni sostenibili. La buona volontà c’è, non bisogna, però, dimenticare che siamo legati al mercato».

 

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AGC: firmata ipotesi di accordo per futuro dei 67 lavoratori

dA "WWW.targatocn.it" del 21 ottobre

Alle 3 di questa notte è stata siglata, tra rappresentanze sindacali e vertici aziendali, un'ipotesi di accordo. Dei 67 potenziali esuberi Automotive, 4 probabilmente andranno in mobilità finalizzata alla pensione, 13 dipendenti dell'Automotive saranno occupati alla Flat Glass (creando posti aggiuntivi), 14 persone sostituiranno personale Flat Glass che durante la mobilità andrà in pensione. L'incentivo medio alla mobilità volontaria sarà pari a 47.400 euro.

Solo chi durante la mobilità raggiungerà i requisiti per la pensione sarà obbligato ad andarvi con integrazione pari allo stipendio. Alla fine del periodo di cassa integrazione straordinaria, probabilmente 31 gennaio 2011, non ci sarà la mobilità unilaterale aziendale

 

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CUNEO. BOZZA D’ACCORDO DOPO UNDICI ORE DI TRATTATIVA
“Nessun licenziato all’Agc”
I quattro operai sono scesi dal tetto. La fabbrica sarà comunque chiusa

Da “La Stampa” del 18 ottobre di CARLO GIORDANO
CUNEO
Sono scesi dal tetto i quattro lavoratori dell’Agc Automotive, che da 8 giorni protestavano contro la chiusura dello stabilimento (67 dipendenti). La decisione dopo l’intesa di massima raggiunta nella notte tra venerdì e sabato, tra sindacati e azienda, dopo 11 ore di trattativa.
Confermata la chiusura dello stabilimento. La bozza d’accordo, al momento soltanto verbale, non prevede licenziamenti, ma il trasferimento di lavoratori nella fabbrica vicina (Agc Flat Glass), pensionamenti, cassa integrazione e incentivi alle dimissioni. E’ prevista l’apertura delle procedure di mobilità per tutti e due gli stabilimenti cuneesi Agc, operazione che permetterebbe il pensionamento di 16 dipendenti, liberando 12 posti al Flat Glass. Nello stesso stabilimento potrebbero essere gradualmente creati anche 13 nuovi posti di lavoro, con un turno aggiuntivo al laminato piano, attivando una nuova linea di produzione di vetro satinato e per un manutentore. Parallelamente sono previsti incentivi alla mobilità: 20 mila euro di contributo base; 400 euro per ogni anno di età anagrafica; 800 euro per ogni anno di anzianità aziendale; 1.000 euro per ogni familiare a carico (una media di 47.400 euro lordi). L’intesa è stata approvata a maggioranza dai dipendenti, quattro i voti contrari. I sindacati hanno così mandato per la sottoscrizione dell’accordo nell’incontro di martedì con la direzione.
«Se l’azienda cambierà le carte in tavola risaliremo nuovamente sul tetto - dice Massimo Elia, uno degli operai che hanno manifestato sulla pensilina -. Le tende non le smontiamo. Siamo pronti a intensificare la protesta, anche con lo sciopero della fame». «Pensavamo di ottenere di più, comunque, siamo favorevoli alla bozza d’accordo - hanno detto Alessandro Frau e Bruno Strongoli, anche loro tra gli asserragliati sulla pensilina -. L’importante che l’Agc mantenga gli impegni». Sì anche da parte di Adriano Ninotto, l’ideatore della protesta sul tetto, che martedì ha dovuto lasciare il presidio perchè colpito da malore: «L’incentivo base di 20 mila euro doveva essere più alto». Tra i contrari Luigi Cacchio: «Ho vissuto sulla mia pelle la chiusura della Bongioanni di Fossano. Allora ho sentito tante parole e promesse, ma risultati pochi».
«La novità di questo accordo - hanno sottolineato Mario Cravero (Cgil), Renato Fantini (Cisl) e Gianni Arnaudo (Uil) -, è che l’azienda è disposta a non licenziare nessuno». In vista dell’incontro di martedì è stato sospeso lo sciopero di 8 ore indetto per domani all’Agc Flat Glass. Il presidio a terra, davanti ai cancelli, resterà, invece, ancora attivo. Sempre per domani sono attese le telecamere Rai di «Porta a porta» .

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CUNEO. CONTINUA LA PROTESTA CONTRO L’ANNUNCIATA CHIUSURA DELLA FABBRICA
Si sente male uno dei 4 operai
Soccorso sul tetto dello stabilimento Agc e portato in ospedale

Da “La Stampa” del 14 ottobre di CARLO GIORDANO
CUNEO
Adriano con gli occhi azzurri guarda i compagni che stanno attorno alla barella, quando lo caricano sull’ambulanza ripete: «Quattro notti sul quel tetto. Il 31 dicembre (data di chiusura della fabbrica ndr) si avvicina». Sale la tensione davanti ai cancelli dell’Agc. Ieri pomeriggio, uno dei quattro lavoratori, Adriano Ninotto, che da venerdì sono «asseragliati» sulla pensilina della portineria all’ingresso dello stabilimento, si è sentito male per lo stress. E’ stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco e di un’ambulanza del «118». I medici hanno deciso il ricovero all’ospedale «Santa Croce» (l’operaio è stato dimesso in serata).
Alla notizia che Adriano era stato colto da malore i sindacati hanno sospeso la trattativa che si stava svolgendo negli uffici della direzione, per trovare una soluzione in grado di limitare gli impatti sull’occupazione che si determineranno con la chiusura della fabbrica che occupa 67 dipendenti. L’incontro è stato aggiornato a venerdì. La discussione è in una fase di stallo. Si sta trattando sull’ipotesi di trasferimento di una parte degli operai dall’Agc Automotive all’altra società del gruppo, l’Agc Flat Glass che ha sede sempre nello stesso stabilimento e sulla disponibilità dell’azienda a intervenire a sostegno dei dipendenti al termine del periodo di cassa integrazione. I sindacati hanno anche stigmatizzato l’assenza dei dirigenti della fabbrica nel seguire le operazioni di soccorso dell’operaio colto da malore. Questa mattina è previsto un incontro con il sindaco Alberto Valmaggia.
Ieri, ha portato la solidarietà al presidio Agc l’ex ministro del Lavoro del governo Prodi, Cesare Damiano: «Le proteste sui tetti o gli scioperi della fame sono il sintomo della solitudine in cui si trovano i lavoratori. La crisi è reale. Il governo deve smetterla di dire che si tratta di un fenomeno psicologico. Bisogna stanziare risorse a sostegno dei redditi: ad esempio sospendere il pagamento dei mutui per le famiglie in difficoltà e dei leasing per le fabbriche in crisi».
Ieri sera davanti ai cancelli della vetreria si è tenuto un concerto di solidarietà dei «Trelilu». Intanto gli operai del presidio hanno tagliato assi di legno da montare come parquet nelle tende, contro l’umidità che sale dall’asfalto: è il segno che le trattative saranno lunghe e bisogna prepararsi ad altre notti all’addiaccio. «Le assi sono il regalo di una segheria del Monregalese - spiega Giuseppe Danna, dipendente Agc -, è uno dei tanti gesti di solidarietà che riceviamo. L’altro giorno ci hanno portato anche dei funghi».

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CUNEO. ANNUNCIATA LA CHIUSURA ENTRO FINE ANNO, 67 POSTI A RISCHIO
Agc: riprendono le trattative
Doppio incontro nella vetreria e in Comune per cercare soluzioni

Da “La Stampa” del 12 ottobre di CARLO GIORDANO
CUNEO
«Se nei prossimi giorni andrete a bloccare l’autostrada Torino-Savona, ditemelo, vengo anch’io». Paolo Ferrero, ex ministro del governo Prodi, segretario nazionale di Rifondazione comunista, sabato sera ha portato la solidarietà ai 67 lavoratori dell’Agc, quattro dei quali da venerdì mattina sono «barricati» sulla pensilina all’ingresso dello stabilimento (a una decina di metri d’altezza), alla periferia di Cuneo, per protestare contro la chiusura della fabbrica.
«Per rompere la cappa di silenzio calata sulla crisi del mondo del lavoro - ha detto Ferrero - è necessario inventarsi azioni eclatanti come questa. Davanti a questa crisi drammatica il Governo, anziché pensare allo scudo fiscale, dovrebbe creare un polo di credito con le banche per sostenere le fabbriche in difficoltà e bloccare i licenziamenti nelle imprese che hanno ottenuto soldi e agevolazioni da enti pubblici».
Ferrero, accompagnato dal consigliere regionale e dal segretario provinciale di Rifondazione, Sergio Dalmasso e Fabio Panero, è arrivato davanti ai cancelli della vetreria, ex Glaverbel, verso le 23, in concomitanza con il concerto, «Siamo tutti sullo stesso tetto», del cantautore cuneese, Luca Peirone. Dall’alto della pensilina, Adriano Ninotto, portavoce del gruppo degli asserragliati, ha ribadito con un megafono la determinazione a proseguire la protesta. «Il 22 settembre l'Agc ci ha comunicato che il 31 dicembre saremo tutti licenziati - ha detto Ninotto -. E’ assurdo. Scenderemo da questo tetto solo se ci saranno garanzie sul nostro futuro».
Domani riprenderanno le trattative, in stabilimento, tra sindacati e direzione per trovare una soluzione che limiti gli impatti sull’occupazione: incentivi per dimissioni volontarie e assunzione di alcuni dipendenti da parte dell'altra società del gruppo, l’Agc Flat Glass, che ha sede nello stesso stabilimento e occupa 210 dipendenti, per la produzione di vetro piano e specchi. Mercoledì è previsto un incontro in Comune a Cuneo. L'Agc Automotive, che produce cristalli per auto, fa parte di una multinazionale giapponese con tre stabilimenti in Italia: Cuneo, Roccasecca (Frosinone) e Salerno. La chiusura della sede di Cuneo è stata motivata con la crisi del mercato dell’auto. Per l’anno in corso è prevista a una perdita di 4 milioni di euro. Nel 2007 e 2008 la produzione annuale di parabrezza a Cuneo è stata di 725 mila pezzi, quest’anno potrebbe arrivare a un massimo di 402 mila. Tutti i 67 dipendenti restano in cassa integrazione. Complessivamente, entro fine anno, sono previste ancora 5 settimane di lavoro.

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CUNEO.LA MULTINAZIONALE GIAPPONESE HA ANNUNCIATO LA CHIUSURA
“Senza lavoro non scendiamo”
Da ieri mattina quattro operai protestano sul tetto della Agc

Da “La Stampa” del 10 ottobre di ]CARLO GIORDANO
CUNEO
Sono saliti prima dell’alba. Hanno portato su tre tende, un gazebo, quattro sedie, viveri e un megafono. «Siamo decisi a restare fino a quando l’azienda non darà garanzie sui posti di lavoro». Da ieri mattina 4 operai dell’Agc Automotive sono sulla pensilina (10 metri d’altezza), che sovrasta l’ingresso dello stabilimento, lungo la provinciale per Mondovì. La protesta, messa in atto da Adriano Ninotto (delegato Cisl Rsu), Fabio Bellando, Alessandro Frau e Bruno Strongoli, è scattata dopo che mercoledì, a Roma, la multinazionale giapponese ha confermato la chiusura, entro fine anno, della fabbrica (67 dipendenti), che produce parabrezza per auto. La decisione è stata motivata con il crollo del mercato. Da una settimana lo stabilimento è presidiato giorno e notte dai lavoratori, tutti in cassa. Ieri è iniziata anche una trattativa tra sindacati e direzione dello stabilimento per cercare di rendere meno traumatica la chiusura.
I quattro si sono portati sul tetto anche le bandiere di Cgl, Cisl e Uil e una con il ritratto del Che. «Comprendiamo la protesta e l’appoggiamo - spiega Mario Cravero, segretario provinciale Filcem Cgil -. È il segnale dell’esasperazione, anche perché questi lavoratori non hanno, al momento, nessuna prospettiva di ricollocazione».
La notizia, «sono saliti», si è subito sparsa. I camion e le auto che sfrecciano sulla provinciale suonano il clacson in segno di solidarietà. Qualcuno si ferma, come Livio Rossi, ex dipendente Agc ora commerciante di frutta e verdura: «Ho lavorato in questa fabbrica per 7 anni. Sono vicino agli ex colleghi. Se si è arrivati a questo punto è per l’incompetenza dei dirigenti».
Giunge anche la solidarietà di enti locali e della politica. Davanti ai cancelli arrivano il vicesindaco Giancarlo Boselli e Fabio Panero, segretario provinciale di Rifondazione. Nel pomeriggio il sindaco, Alberto Valmaggia. La trattativa aziendale finisce alle 19,30, senza nessun accordo. Un nuovo incontro è previsto martedì. I quattro rimangono su. Stasera, alle 21, davanti ai cancelli è annunciato il concerto del cantautore Luca Peirone, dal titolo «Siamo tutti sullo stesso tetto».

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CUNEO. INCONTRO A ROMA
Confermata la chiusura dello stabilimento Agc

Da “La Stampa” del 8 ottobre

Confermata la chiusura, a fine anno, dell’Agc Automotive (ex Glaverbel). La multinazionale giapponese si è detta, però, disposta ad aprire una trattativa e discutere soluzioni per limitare l’impatto sull’occupazione. E’ il risultato dell’incontro avvenuto ieri mattina a Roma, nella sede dell’Assovetro, tra sindacati e rappresentanti dell’azienda.
Attualmente i dipendenti dello stabilimento, lungo la provinciale per Mondovì, sono 67. La riunione si è conclusa con la firma di un accordo. Presenti anche i segretari nazionali dei sindacati di categoria. Già domani ci potrebbe essere il primo incontro negli uffici della direzione dello stabilimento, alla periferia di Cuneo, da giorni presidiato dagli operai.
«L’azienda si è detta disposta ad aprire un tavolo di trattative - dice Paolo Morano, Rsu -, bisognerà vedere se questa intenzione darà risultati positivi. Resto pessimista; già in passato l’Agc si era detta disponibile a discutere, i risultati non sono, però, mai stati quelli auspicati. Al momento l’unica certezza è che l’Agc Automotive è destinata alla chiusura. L’azienda pensa di ricorrere agli ammortizzatori sociali, altri due anni di cassa integrazione, dimissioni incentivate e valutare se possibile il trasferimento di manodopera all’Agc Flat Glass. Affinché questo avvenga è necessario aumentare i turni e le lavorazioni nell’altra fabbrica».
«L’accordo siglato a Roma è una semplice indicazione d’intenti, non si parla di numeri - dice Renato Fantini, Cisl -. Solo con l’avvio della trattativa locale capiremo se c’è qualcosa di concreto. La mobilitazione dei lavoratori prosegue, il presidio davanti ai cancelli viene mantenuto». «L’incontro a Roma non ha capovolto la situazione - spiega Mario Cravero, Cgil -. E’ stato, comunque, importante perché l’azienda si è impegnata a non creare esuberi pesanti».

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CRISI E OCCUPAZIONE. L’AZIENDA DI CUNEO PRODUCE CRISTALLI PER AUTO
I politici ai cancelli Agc
Chiusura annunciata dai titolari giapponesi: in 67 rischiano il posto

Da “La Stampa” del 6 ottobre di CARLO GIORDANO
CUNEO
Ieri è stato il giorno dei politici davanti ai cancelli dall’Agc Automotive (ex Glaverbel), 67 dipendenti, la cui chiusura è stata annunciata per fine anno. Tutte le commissioni comunali di Cuneo, con il sindaco Alberto Valmaggia, si sono riunite nell’accampamento-presidio che i lavoratori, da alcuni giorni, hanno allestito lungo la provinciale per Mondovì. A portare solidarietà alle maestranze anche assessori e consiglieri in Provincia e Regione, con il sottosegretario agli Interni, Michelino Davico. Rappresentanti Rsu e i sindacalisti Renato Fantini (Femca Cisl) e Gianni Arnaudo (segretario provinciale Uilcem-Uil), da un palco improvvisato vicino all’entrata della fabbrica, hanno illustrato la gravità della crisi: «Se l’azienda non è più competitiva sul mercato la colpa non è dei lavoratori. Lo ribadiremo anche mercoledì all’incontro a Roma con i responsabili del gruppo».
L’Agc Automotive, che produce cristalli per auto, fa parte di una multinazionale giapponese con tre stabilimenti in Italia: Cuneo, Roccasecca (Frosinone) e Salerno. La chiusura della sede di Cuneo è stata motivata con la crisi del mercato dell’auto. Per l’anno in corso è prevista a Cuneo una perdita di 4 milioni di euro.
«Siamo qui per portare la solidarietà di tutti i cuneesi - ha spiegato il sindaco Valmaggia -. Chi parteciperà all’incontro di mercoledì a Roma dovrà dire ai responsabili della multinazionale che il territorio non vuole la chiusura dell’Agc Automotive, che significa mettere in mezzo alla strada 67 famiglie».
«Attendiamo l’esito dell’incontro di Roma - ha spiegato Pietro Blengini, assessore provinciale al Lavoro -, poi ci attiveremo anche con la convocazione di un tavolo di crisi».
Al presidio erano presenti anche altri tre assessori provinciali: Giuseppe Lauria, Federico Gregorio e Claudio Sacchetto. La solidarietà della Regione è stata portata dal consigliere Sergio Dalmasso: «Stiamo attraversando una crisi occupazionale drammatica, basti ricordare alcune vertenze che hanno interessato la nostra provincia, dalla cartiera di Ormea all’Italcementi di Borgo San Dalmazzo. La Regione è pronta ad intervenire a sostegno dei lavoratori Agc».
«La vicenda Agc Automotive ci deve far riflettere - ha sottolineato il sottosegretario Davico -. E’ il classico comportamento di una multinazionale. Bisogna puntare su aziende legate al territorio, servono imprenditori locali che quando c’è da discutere ci si può confrontare direttamente, guardandosi negli occhi».

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AGC Cuneo: continua il picchetto dei lavoratori

Da www.targatocn.it del 2 ottobre di Francesca Aimo

Sono sempre lì, da mercoledì mattina, davanti alla fabbrica. Sono gli oltre 60 lavoratori dell'AGC che protestano contro la chiusura della linea produttiva di parabrezza per il mercato del ricambio per auto. Al 'picchetto' organizzato davanti allo stabilimento di Roata Canale partecipano i dipendenti, i sindacati ed esponenti di Rifondazione Comunista. Operai ed impiegati, una ventina questa sera, a turno presidiano l'azienda dove hanno trascorso gran parte della propria vita lavorativa. Questa sera alle 20 cena davanti ai cancelli a base di funghi, intanto il traffico scorreva sulla strada provinciale adiacente e qualcuno clacsonava in segno di solidarietà. Per chi arriva da Mondovì ci sono alcuni cartelli sul lato destro della strada, uno di questi: "Rallenta, c'è un presidio in corso. Sostienici". Storie in gran parte di uomini e padri di famiglia, storie di lavoratori che per la seconda volta si ritrovano a perdere il posto appena superati i 40 anni. Voci che sussurrano: "Adesso in Russia hanno aperto fabbriche dove fanno quello che facevamo noi".

Mentre le speranze sono poche e si studiano altre forme di protesta, il primo segnale, ben accolto, è stata l'istituzione di una commissione consiliare davanti ai cancelli in programma lunedì 5 ottobre. Sulla crisi della vetreria i Consiglieri comunali si sono pronunciati con un ordine del giorno in cui, esprimendo solidarietà ai lavoratori toccati dalla chiusura della linea produttiva, invitano il Sindaco ad attivarsi con urgenza con la direzione dello stabilimento coinvolgendo la Provincia e la Regione.

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Crisi e occupazione
Da oggi presidio degli operai contro la chiusura dell’Agc

Da “La Stampa” del 30 settembre di CARLO GIORDANO
CUNEO
«Se mi licenzio l’azienda mi dà dei soldi?». «Quanto può durare la mobilità?». Dalle domande che vengono rivolte ai sindacalisti si percepisce subito un’aria di pessimismo all’assemblea dei dipendenti dell’Agc Automotive, lo stabilimento ex Glaverbel, alla periferia di Cuneo, lungo la strada per Mondovì, la cui chiusura è stata annunciata per fine anno. La doccia fredda dello stop della produzione di cristalli per auto è arrivata la scorsa settimana, durante un incontro a Roma tra sindacati e responsabili della multinazionale giapponese, con tre fabbriche in Italia: Cuneo, Roccasecca (Frosinone) e Salerno. I 67 dipendenti (57 operai e 10 impiegati) della sede di Cuneo sono tutti in cassa per tre settimane. Vista la gravità della situazione i sindacati hanno organizzato, per ieri mattina (nonostante la festa patronale di San Michele), un’assemblea straordinaria di stabilimento. Il tam tam della convocazione, con telefonate e messaggi sms, ha funzionato bene tra gli operai (quasi tutti presenti), meno tra gli impiegati (uno solo all’incontro). Renato Fantini, Femca Cisl, presente all’incontro romano in cui è stata annunciata la chiusura, riporta i dati della crisi forniti dalla multinazionale: «I costi di produzione sono aumentati del 16,8% a fronte di un aumento dei prezzi del 3,2. Nel 2007 e 2008 la produzione annuale di parabrezza a Cuneo è stata di 725 mila pezzi, quest’anno potrebbe arrivare a un massimo di 402 mila. Sempre per l’anno in corso è prevista una perdita di 4 milioni di euro».
L’azienda punta il dito contro la concorrenza dei paesi emergenti e il crollo del mercato dell’auto. L’obiettivo del sindacato è evitare la chiusura dello stabilimento. La strada potrebbe essere: portare a Cuneo nuove produzioni, far svolgere ai dipendenti Agc Automotive attività che erano state esternalizzate, mettere a punto un piano di ammortizzatori sociali.
«Dobbiamo prepararci a una lunga vertenza - ha ricordato Gianni Arnaudo, segretario provinciale Uilcem-Uil -, evitando di scatenare una guerra dei poveri tra i lavoratori. I dipendenti devono essere uniti nella lotta». «Con la concessione della cassa integrazione straordinaria pensavamo sì a ripercussioni occupazionali - dice Gian Paolo Morano, dell’Rsu -, nessuno, però, immaginava la chiusura della fabbrica. Dobbiamo mobilitarci per salvare quanti più posti di lavoro possibili».
Nel grande stabilimento alla periferia di Cuneo ha sede anche la Agc Flat Glass, 210 dipendenti, non interessata dalla crisi, dove vengono prodotti vetri base e specchi. «Il problema è grave - spiega Aldo Pellegrino, Rsu Agc Flat Glass -. Ci attiveremo per creare una rete di solidarietà con i colleghi dell’Agc Automotive. Non dimentichiamo che sono pochi, 2 o 3 appena, i dipendenti che con la mobilità possono raggiungere la pensione».
Massimo Elia, dipendente dell’Agc Automotive, è pessimista: «Stiamo vivendo un dramma comune a tutto il comparto industriale dell’Occidente. Le multinazionali quando si rivolgono ai lavoratori italiani o europei accusano la concorrenza dei Paesi dell’Est, dimenticando, però, di specificare che in quei paesi hanno fabbriche di loro proprietà». «Va bene ogni soluzione, dalla riduzione dei turni ai contratti di solidarietà, purché si riesca a salvare i posti di lavoro - spiega Urbano Caggese, Rsu Agc Automotive -. Anche l’attivazione di un presidio davanti allo stabilimento è importante per dare visibilità alla mobilitazione». Presidio che scatterà da questa mattina, alle 9,30. Domani pomeriggio i 67 dipendenti incontreranno il direttore dello stabilimento. Il 7 ottobre nuovo vertice a Roma.

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Chiude Agc Automotive Altri 67 posti a rischio

Da “La Stampa” del 23 settembre di Carlo Giordano

Chiude la Agc Automotive (ex Glaverbel), in località Tetto Garetto a Cuneo: a rischio altri 67 posti di lavoro. L’annuncio è stato dato ieri durante un incontro con i sindacati a Roma. La Agc Automotive è specializzata nella produzione di vetri per auto, destinati al mercato dei ricambi. Ad inizio anno, per il crollo delle richieste, lo stabilimento aveva ottenuto la cassa integrazione straordinaria, con conseguente passaggio da 21 a 15 turni (da 7 a 5 giorni lavorativi a settimana)
«Sapevano delle difficoltà di mercato per la crisi dell’auto, l’annuncio della chiusura ci ha sorpreso - spiega Renato Fantini, della Femca Cisl -. La situazione è grave anche perché lo stop alla produzione è previsto in tempi brevi, entro fine anno. In questi giorni tutto il personale è a casa per tre settimane complete di cassa integrazione. Venerdì avremo un incontro tecnico in azienda e per la prossima settimana è nostra intenzione convocare un’assemblea di stabilimento per fare il punto della situazione. Il 7 ottobre nuovo incontro a Roma, a livello di gruppo».
Nel grande stabilimento alla periferia di Cuneo ha sede anche la Agc Flat Glass, 210 dipendenti, dove vengono prodotti vetri di base, specchi, laminati piani per l’edilizia e il coater un vetro super isolante. Difficile, secondo i sindacati, ipotizzare un assorbimento da parte Agc Flat Glass dei 67 dipendenti (di cui 57 operai) della Agc Automotive. Tredici esuberi sono già stati assunti in passato.
Il gruppo Agc Automotive, che fa parte di una multinazionale giapponese, oltre a Cuneo conta altri due stabilimenti in Italia: a Roccasecca (Frosinone), dove vengono prodotti vetri per auto nuove e a Salerno, fabbrica dotata di forno per la creazione del vetro.
«Un altro pesante colpo al comparto vetro della Granda - dice Gianni Arnaudo, segretario provinciale Uilcem-Uil -. Tutto questo va ad aggiungersi alle durissime vertenze, dei mesi scorsi, della Sekurit di Savigliano e all’Euroveder di Cervasca, entrambi stabilimenti del gruppo Saint Gobain, multinazionale francese del vetro». «Un fatto molto grave, che non può essere accettato dal territorio su due piedi - dice Mario Cravero, segretario provinciale Filcem Cgil -. Chiederemo, a livello nazionale, che Agc si impegni a firmare un accordo quadro, per proseguire l’attività produttiva o individuare lavorazioni alternative. Vanno evitati la chiusura e i licenziamenti».

 

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Crisi, Cuneo: cassa integrazione anche alla Glaverbell

Da www.targatocn.it del 2 febbraio di Piero Lunati

A lungo annunciata, la crisi economica inizia ad affondare ora i colpi più duri nella provincia di Cuneo. Aziende in ottima salute fino a soltanto qualche mese fa sono costrette a ricorrere alla cassa integrazione per la drastica ed improvvisa riduzione di commesse. Clienti abituali e consolidati posticipano o sospendono gli ordini, lasciando forzatamente inoperose catene di montaggio e lavoratori in un vortice negativo che previsioni, statistiche ed esperti giudicano solo l’inizio di una stagione nera per l’economia italiana ed internazionale. Il mercato ristagna soprattutto per le aziende del settore auto. Un indotto che produce parti meccaniche, plastiche, elettroniche e molti altri componenti.

E’ il caso anche dello stabilimento Glaverbel di Cuneo, parte del colosso giapponese Asahi Glass Company. Nella fabbrica alle porte del capoluogo da domani inizia la cassa integrazione straordinaria per i dipendenti della AGC Automotive che occupa complessivamente circa 70 lavoratori. Il provvedimento verrà applicato per 12 mesi a rotazione sui dipendenti che prima della crisi lavoravano a ciclo continuo divisi in 4 squadre 7 giorni su 7. Ritmi rallentati già nell’autunno scorso quando l’azienda fece ricorso alla cassa integrazione ordinaria per alcuni di loro. L’aggravarsi della crisi del mercato dell’auto ha comportato il ricorso a misure più drastiche. Molto meno toccati dalla recessione i dipendenti della Glaverbell che lavorano per l’altra società facente parte al gruppo giapponese Asahi, la AGC Flat Glass che, nello stabilimento di Cuneo, produce vetro per il settore edìle.

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Alle elezioni in Agc vince la Femca-Cisl

da “La Guida” del 6 giugno 2008

 Le elezioni svolte all'Agc (ex Glaverbel) hanno visto la netta afferma­zione.della Femca Cisl che, con il 54% dei voti, ottiene 5 candidati su 9. I rimanenti quattro sono stati eletti nelle altre confederazioni sin­dacali: due Uilcem Uil (27% dei voti), due Filcem Cgil (19%).

"Ritengo che il merito di questo successo sia dovuto alla fiducia di cui godono i nostri candidati - afferma il segretario provinciale Fem­ca Cisl, Renato Fantini - ol­tre all'impegno e al lavoro svolto dai nostri rappresen­tanti negli ultimi quindici anni all'interno dell'azienda. Un ringraziamento partico­lare ai lavoratori che ci han-no dato la loro fiducia".

Rispetto aile precedenti e­lezioni i rappresentanti sin­dacali sono passati da 7 a 9 elementi e le elezioni sono state suddivise tra Agc Flat Glass ed Agc Automotive (ma la rappresentanza sin­dacale unitaria sarà una so­la per le due società). Il pri­mo confronta con l'azienda è rappresentato dal rinnovo del premio di partecipazio­ne, per questa multinaziona­le del vetro (che ha cambia­to denominazione Io scorso anno, in occasione del cen­tenario della capogruppo, la giapponese Asahi Glass Company, che conta 54.000 dipendenti nel mondo).

 

 

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