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La San Bernardo non chiude lo stabilimento di Ormea

Nuova produzione e piano di rilancio per la sede finora a rischio

Da “La Stampa” del 7 dicembre di MURIEL BRIA


Scongiurata per il momento la chiusura dello stabilimento «Acqua San Bernardo» di Ormea. Non solo: dai primi mesi del 2012, accanto al mezzo litro di «Nestlè Vera» e ai boccioni «Acquarel» destinati al mercato francese, a Ormea verrà avviata la produzione della nuova bottiglia «San Bernardo» da 50 cl. in Pet. A comunicare la buona notizia è «Sanpellegrino», gruppo di cui «San Bernardo» fa parte dal ’98.
«È una fase del rilancio impostato nel 2009 - dicono -. Grazie al positivo dialogo tra le parti, l’azienda intende proseguire nel potenziamento e valorizzazione delle produzioni locali, in particolare del marchio San Bernardo. Concluso l’iter autorizzativo per il trasferimento dell’acqua minerale San Bernardo Sorgente Rocciaviva da Garessio allo stabilimento di Ormea, è previsto il lancio nei primi mesi del 2012 della nuova “San Bernardo” da 50 cl in Pet imbottigliata ad Ormea. Tali azioni rientrano nel più ampio progetto aziendale che ha visto la recente creazione della nuova Business Unit Marchi Regionali, il cui obiettivo è sviluppare strategie volte a potenziare la presenza dell’azienda in Piemonte, oltre a Veneto e Trentino Alto Adige, aree particolarmente strategiche per alcuni marchi regionali, tra i quali appunto San Bernardo».
Le «Fonti San Bernardo» sono da sempre un punto fermo per l’occupazione in Val Tanaro. Nate nel ‘26, erano note fin dall’antichità come «Fonte miracolosa di San Bernardo». Un centinaio i dipendenti impiegati nelle due sedi di Garessio ed Ormea, considerate dal ’96 come un’unica unità produttiva. In seguito al drastico ridimensionamento dei volumi di vendita degli ultimi anni, dal 2010 «Sanpellegrino spa», che a sua volta fa parte della multinazionale «Nestlè», ha avviato un profondo riassetto del marchio, che inizialmente prevedeva la chiusura del sito ormeese e il trasferimento della linea della «Vera» a Garessio. Dal punto di vista occupazionale, gli esuberi, una ventina, sono stati smaltiti dall’azienda con trasferimenti ad altri siti produttivi del gruppo, prepensionamenti e contratti di solidarietà. Tra le iniziative avviate di recente da «Sanpellegrino», anche il collegamento dello stabilimento garessino alle eoliche del Colle San Bernardo, che ha consentito un notevole abbattimento dei costi dell’energia.

 

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Esuberi e trasferimenti, i lavoratori della San Bernardo approvano l'accordo sui trasferimenti

Da www.targatocn.it  del 23 febbraio di Annelise Beccaria

L’assemblea dei lavoratori “San Bernardo” riunita a Garessio ieri pomeriggio ha approvato gli accordi tra San Pellegrino e rappresentanze sindacali abbozzati la scorsa settimana in Confindustria a Cuneo. Al voto il trasferimento delle 14 unità dello stabilimento di Ormea a Garessio in autunno e le modalità di gestione dei 23 esuberi (in un primo tempo 25 poi ridotti a 23 perché 2 lavoratori sono stati ricollocati in altri siti del Gruppo). Primo dato rassicurante: non verranno effettuati licenziamenti.

“Un aspetto significativo considerato che il comparto delle acque minerali sta vivendo un momento estremamente delicato con una crisi economica che interessa tutti i settori produttivi con inevitabile calo delle produzioni e contrazione dei volumi”, commenta Franco Ferria segretario provinciale Csil Cuneo. Gli esuberi verranno gestiti con ricorso ad ammortizzatori sociali. Nello specifico: con contratti di solidarietà cosiddetti “difensivi” dei posti di lavoro (si lavora meno ore su base mensile, ma con la garanzia dell’80% della copertura salariale), con la ricollocazione interna o presso altri siti del gruppo e con la procedura di mobilità volontaria per chi ha possibilità di aggancio alla pensione.

“I contratti di solidarietà partiranno dal I° marzo – precisa Ferria - e dipenderanno anche da quanti accederanno alla mobilità volontaria aperta fino al 30 settembre 2012”. Dal canto suo San Pellegrino ha confermato l’impegno a investire e rilanciare tutte le fonti di cui ha concessione in Valle Tanaro anche attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie. A tal proposito, quest’anno nel sito di Garessio verrà trasferita una nuova linea per imbottigliare mezzi litro in pet.

Resta ancora una domanda senza precisa risposta collegata alla riorganizzazione in San Bernardo: in autunno l’attività di Ormea verrà trasferita a Garessio, ma che ne sarà dello stabilimento ormeese? “Speriamo che future prospettive di rilancio del sito e del territorio – risponde Franco Ferria - possano rendere l’attuale preoccupazione della chiusura dello stabilimento solo temporanea e che a ciò possa unirsi una ripresa a livello nazionale che aumenti il valore aggiunto di chi investe nel lavoro e soprattutto nelle risorse umane”.

 

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Nessun licenziamento in vista negli stabilimenti dell'acqua San Bernardo di Garessio e Ormea

Da www.targatocn.it del 15 febbraio 201 1 di Annelise Beccaria

 “Abbiamo formalizzato l’accordo quadro in cui è previsto che non si effettueranno licenziamenti e che i 23 esuberi verranno gestiti con contratti di solidarietà oppure, opzione subordinata, con mobilità volontaria. Lo stabilimento di Ormea sarà attivo sino all’autunno”. Andrea Basso di Flai Cgil Cuneo riassume l’incontro fra San Pellegrino e rappresentanze sindacali degli stabilimenti San Bernardo di Ormea e Garessio tenuto lunedì pomeriggio in Confindustria a Cuneo. In quello successivo, fissato per venerdì, verranno stabilite le modalità di applicazione dei contratti di solidarietà e si discuterà dell’organizzazione del lavoro.

L’accordo conferma quanto già prospettato nei mesi scorsi. Per far fronte al considerevole calo delle vendite registrato San Pellegrino, di cui San Bernardo fa parte dal 1998, ha adottato una riorganizzazione che prevede il trasferimento della produzione di mezzi litri d’acqua a marchio “Vera” dallo stabilimento di Ormea a quello di Garessio e la chiusura, sempre a Ormea, dell’attività di produzione dei “boccioni” da 18,9 litri destinati alla Francia. La riorganizzazione avverrà in autunno, con i conseguenti esuberi da gestire. Se fino a poco tempo fa qualche difficoltà al progetto sembrava potersi ravvisare anche nelle autorizzazioni necessarie per intubare l’acqua delle sorgenti di Ormea verso Garessio, oggi la questione è superata.

“A Ormea risultano 2 concessioni – precisa il sindaco Gianfranco Benzo - “Rocca degli Uccelli”, attualmente utilizzata come acqua di sorgente per i contenitori da circa 20 litri a marchio Aquarel e “Ulmeta” adibita alla produzione del mezzo litro a marchio “Vera”. Il rilascio di concessioni per le acque minerali (stipula dei disciplinari con relative condizioni e clausole) non è di competenza comunale bensì regionale/provinciale”. E infatti, a fine dicembre in occasione di un incontro tra Flai Cgil, Fai Cisl, Rsu San Bernardo, Amministrazione comunale di Ormea e funzionari della Provincia, quest’ultima ha confermato l’assenza di controindicazioni alle autorizzazioni. Inoltre, qualche settimana fa in Comune a Ormea è giunta la richiesta di affissione all’albo pretorio di un’istanza della San Pellegrino intesa a considerare come pertinenze della sorgente “Ulmeta” due serbatoi esistenti, uno a Garessio e uno a Ormea

 

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San Bernardo ad Ormea aperta fino all’autunno

Da “L’Unione Monregalese” del 9 febbraio di A.B.

Si terrà il 14 febbraio il prossimo incontro in Confindustria a Cuneo per discutere della San Bernardo. Le trattative sono riprese a inizio mese. «Sulla gestione degli esuberi si sta andando verso una soluzione condivisa – spiega Andrea Basso, Flai Cgil – sulla riorganizzazione del lavoro, invece, il confronto è ancora serrato. Vanno rispettati accordi interni stabiliti da tempo». Per il piano industriale, ancora nulla di concreto. «L’incontro del 14 febbraio sarà impegnativo. Vogliamo concreti passi in avanti». Intanto è certo che, per questioni tecniche e autorizzative, il trasferimento della linea di Ormea a Garessio è stato posticipato all’autunno. Lo stabilimento ormeese resta, quindi e presumibilmente, attivo sino a ottobre. Questione collegata al trasferimento della linea ormeese è quella delle autorizzazioni per l’utilizzo delle sorgenti. Dalla relazione della Corte dei Conti sulla gestione delle fonti e delle acque termali nella Regione Piemonte, a Ormea risultano 2 concessioni “Rocca degli Uccelli” e “Ulmeta”, entrambe accordate per la durata di 20 anni e collegate a un programma di investimenti presentato congiuntamente alla richiesta di concessione. La prima è del dicembre 1990, interessa un’area di 390,9 ettari con annessa una zona di salvaguardia di 304,28 ettari ed è attualmente utilizzata per produrre contenitori da circa 20 litri a marchio “Aquarel”. La seconda risale invece all’agosto 1994, si estende per 67 ettari ed è utilizzata per la produzione di bottiglie da 0,5 litri a marchio “Vera”. A fine dicembre si è tenuto un incontro tra Flai Cgil, Fai Cisl, Rsu San Bernardo, Amministrazione comunale di Ormea e funzionari della Provincia nel corso del quale la Provincia ha confermato l’assenza di controindicazioni alla concessione delle autorizzazioni per intubare l’acqua da Ormea verso Garessio. Aggiunge il sindaco Gianfranco Benzo: «Dalla Provincia è anche giunta una richiesta di affissione all’Albo pretorio di un’istanza della San Pellegrino intesa a considerare come pertinenze della sorgente “Ulmeta” due serbatoi esistenti, uno a Garessio e uno a Ormea». E precisa «Il rilascio di concessioni per le acque minerali (stipula dei disciplinari con relative condizioni e clausole) non è di competenza comunale bensì regionale/provinciale»

 

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Crisi San Bernardo Vertice con il sindaco

Il primo cittadino ha incontrato i sindacalisti

Da “La Stampa” del 18 dicembre 2010 di MURIEL BRIA

Il sindaco di Ormea, Gianfranco Benzo, ha incontrato l’altra mattina le rappresentanze sindacali di stabilimento della «San Bernardo»: si è trattato del primo «faccia a faccia» tra l’amministrazione comunale e i lavoratori coinvolti dalla crisi dell’azienda.

La riorganizzazione degli stabilimenti dell’«Acqua San Bernardo» di Garessio e Ormea sembra giunta ad un punto fermo. Il terzo incontro tra sindacati e «Sanpellegrino spa», che avrebbe dovuto tenersi martedì in Confindustria Cuneo, è stato rinviato: «per mancanza di nuovi elementi su cui portare avanti il discorso», dicono le rappresentanze sindacali. L’altra sera la questione della «San Bernardo» e il ridimensionamento del personale dei due stabilimenti dell’Alta Valle Tanaro (25 i lavoratori in esubero, tra prepensionamenti e mobilità) è arrivata sul tavolo del Consiglio comunale, attraverso un’interpellanza in cui l’opposizione consiliare chiedeva delucidazioni sulla posizione dell’amministrazione comunale. A rispondere è stato il primo cittadino, che ha fatto il punto della situazione, illustrando i dati della produzione attuale degli stabilimenti San Bernardo di Garessio e Ormea, a fronte della produzione di altre aziende del settore. Nulla di nuovo, però, è emerso circa le sorti delle sorgenti di Ormea (che dovrebbero essere deviate verso lo stabilimento di Garessio per consentire di trasferirvi la produzione del «mezzo litro» di «Acqua Vera», sin qui prodotta a Ormea), né sul futuro dello stabilimento ormeese, che secondo voci non confermate sembrerebbe tuttavia avviato verso la chiusura.

 

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Ancora incertezze per la San Bernardo

Da “L’Unione Monregalese” del 8 dicembre

(a.b.) - «Un problema di organizzazione del lavoro c'è, le linee di produzione risul­tano tecnologicamente meno avanzate rispetto ad altri siti, il marchio "San Bernardo" ha uno sbocco sul mercato più limitato rispetto ad altri e le vendite hanno subito un no­tevole calo. La Commissione lavoro opererà affinché questa situazione venga gestita nel modo più indolore possibile. San Pellegrino non può adot­tare scelte senza tener conto di aspetti significativi che ca­ratterizzano gli stabilimen­ti di Garessio e Ormea quali l'esclusiva mineraria e il colle­gamento diretto al parco eoli­co sul Colle San Bernardo per la fornitura di energia elettri­ca allo stabilimento garessino con un abbattimento del 25% dei costi». Bruno Bologna, presidente della Commissione lavoro del Comune di Garessio (riunita la scorsa settimana con Rsu di stabilimento, sin­daco e vicesindaco garessini) commenta il caso "San Ber­nardo" anche alla luce dell'ul­timo incontro con i dirigenti San Pellegrino e sindacati, te­nuto all'Unione Industriale di Cuneo, mercoledì scorso. Un incontro di fatto poco incisivo Nessuna pronuncia, nel merito, sugli esuberi ipotizzati né sulle sorti dello stabilimento di Ormea. «La gestione degli ultimi 10 anni non ha mante­nuto le quote di mercato e i vo­lumi di vendite - afferma An­drea Basso, Flai Cgil Cuneo -. Abbiamo chiesto all'azien­da che si assuma la respon­sabilità di questa gestione e che le conseguenze non siano scaricate solo sui lavoratori. San Pellegrino ha manifestato l'intenzione di rivalutare e valorizzare le sorgenti della Val­le Tanaro. Che presenti una concreta strategia di rilancio. Noi abbiamo avanzato alcune proposte che sono state giudi­cate interessanti. Vedremo nei prossimi incontri come ver­ranno eèttivamente valu­tate». Il quadro davanti agli occhi di lavoratori, sindacati e amministratori resta incerto e gioca su un equilibrio sottile. Da un lato la questione aperta fra dirigenti e sindacati. Dal‑

l'altro quella legata alle auto­rizzazioni sull'utilizzo delle sorgenti. In punto, Basso pre­cisa: «Stiamo aspettando che vengano fissati gli appunta­menti chiesti con le Istituzioni competenti per avere maggio­ri delucidazioni». Il prossimo incontro all'Unione Industria­le a Cuneo è fissato per marte­dì 14 dicembre. Ieri pomerig­gio la Commissione lavoro ha incontrato la direzione San Bernardo

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“Con la chiusura a Ormea solo gli operai pagheranno la crisi della S. Bernardo”

Da “La Stampa” del 23 novembre di  MURIEL BRIA

«Ad oggi, così come ci è stato presentato, il progetto dell’azienda scarica completamente sul lavoro dipendente gli effetti della crisi». Lo scrivono i lavoratori dell’«Acqua San Bernardo» di Garessio e Ormea nel comunicato redatto dopo l’assemblea che si è tenuta ieri nello stabilimento. Nel documento, firmato anche dalle segreterie provinciali Flai-Cgil e Fai-Cisl e dalle Rsu, gli operai criticano le decisioni di Sanpellegrino: chiusura dello stabilimento di Ormea e riorganizzazione del personale, con una ventina di esuberi.

«Non riteniamo corretto il comportamento della multinazionale Nestlè-Sanpellegrino che monopolizza le nostre risorse unicamente per accaparrarsi un bacino idrico consistente (più di 1 miliardo di litri l’anno, ndr) al fine di toglierlo dal mercato e utilizzarlo a proprio piacimento. I lavoratori San Bernardo hanno già affrontato in passato altre ristrutturazioni; come tutte le altre volte faranno fronte a questa situazione di crisi senza paura. L’auspicio è che nei prossimi appuntamentidell’1 e 14 dicembre (quando si terranno gli incontri con i vertici Sanpellegrino in Confindustria a Cuneo, ndr) si possa proseguire con il percorso già condiviso per trovare soluzioni equilibrate e un progetto industriale di prospettiva futura ai due stabilimenti, di Garessio e Ormea, accompagnato da un’assunzione di responsabilità etico-sociale, partendo dalla“risorsa lavoro”».

Alto il livello di guardia anche nei confronti della risposta che il Comune di Ormea darà a Sanpellegrino sul «dirottamento» delle sorgenti ormeesi allo stabilimento garessino. L’Acqua Vera da mezzo litro, imbottigliata ad Ormea e che dovrebbe essere trasferita a Garessio, rappresenta circa un terzo della produzione totale annua dei due siti (45 milioni di bottigliesu 130).

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