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SALICETO. PIAN
SOTTANO
“Veleni” dell’Acna Al via la bonifica dei terreni inquinati
Da “La Stampa” del 24
ottobre
A inizio novembre
partiranno i lavori di bonifica dei terreni inquinati di località Pian
Sottano a Saliceto: 9 mila metri cubi di terra contaminata dalle
scorie chimiche dell’Acna verranno stoccati nell’area A1 del sito di
Cengio. Si tratta della stessa area dove sono «tombati» circa tre
milioni di metri cubi di rifiuti tossici rimossi nella zona
industriale, i più pericolosi perchè composti da duecentocinquanta
sostanze velenose come la diossina, il clorobenzene e l’anilina.
La notizia è stata annunciata l’altro giorno dopo mesi di polemiche e
ritardi dal presidente del Creb (Consorzio regionale delle bonifiche),
Stefano Leoni, durante un incontro a Saliceto a cui hanno preso parte
rappresentanti dell’Arpa, tecnici del settore ambientale della
Provincia e il sindaco Enrico Pregliasco. «E’ una bella soddisfazione
- commenta il primo cittadino -. Avevamo quasi perso la speranza che i
lavori nel nostro comune potessero concludersi prima che le aree del
sito di Cengio chiudessero definitivamente. La gara di appalto della
ditta che si occuperà di rimuovere le scorie sarà gestita interamente
dal Creb: secondo il progetto, gli interventi dovrebbero terminare a
inizio dicembre».
Pian Sottano, con i suoi 4 mila metri quadrati di superficie, è la
meno estesa delle due parti inquinate di Saliceto. L’altra area si
trova in località Case Bazzaretti ed è ampia 35 mila metri quadri.
Precisa il sindaco: «Le ultime analisi effettuate dall’Arpa nella zona
in questione hanno rilevato che la presenza di contaminanti tossici
non supera i limiti di legge, quindi i terreni non verranno rimossi.
Per cautela, faremo un’ordinanza sui limiti di utilizzo dell'area,
come il divieto di costruirvi case». \
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Dipendenti ex-Acna
trasferiti in Sardegna ?
Da “L’Unione
Monregalese” del 23 luglio di f.m.
Ancora in evidenza a Cengio la questione legata all'eventuale
trasferimento dei lavoratori Syndial, ex-Acna, tuttora impegnati nel
sito, in altri stabilimenti Eni. Il
tutto nasce dalla denuncia dell'Associazione ALA che la
scorsa settimana, incontrando il presidente della Regione, Burlando,
in visita al sito industriale cengese, aveva reso .noto corne ad
alcuni lavoratori fosse stato proposto, da funzionari della sede di
Milano della Syndial, il trasferimento in al-tri siti Eni tra i quali
anche uno in Sardegna. La notizia ha destato ovviamente scalpore, e
Burlando aveva manifestato da subito l'intenzione di tutelare i
lavoratori chiedendo un reimpiego, dopo le ultime fasi di bonifica,
nello stesso sito o, al limite, in altri stabilimenti della
provincia di Savona. Le voci riguardanti
gli eventuali spostamenti hanno destato la reazione anche dei
sindacati. FuIvio Berruti, segretario provinciale chimici Cgil, ha
voluto stemperare il clima di agitazione sottolineando corne
l'azienda non abbia costretto al trasferimento nessun lavoratore ma
abbia avanzato una proposta di un'eventuale posto di lavoro
in Sardegna lasciando comunque la libertà di rifiutare. Per
coloro che volessero prendere in considerazione tale ipotesi il
sindacato cercherà di tracciare un percorso che dia loro le massime
garanzie. Giorgio Cepollini, segretario provinciale chimici della
Cisl si è detto invece sconcertato da simili azioni rimarcando corne
le vo-ci riportate dall'Associazione ALA confermino coure
esistano già da tempo continue
pressioni verso i lavoraton
per un loro spostamento
in altri stabilimenti Eni tra i
quali uno in Sardegna.
Cepollini ritiene inoltre debba
essere fatta una verifica, partendo sempre dal presupposto
che i lavoratori in
questione debbano comunque rimanere a Cengio.
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