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Cuneo e Dronero
Cassa integrazione alla «Bottero» e «Falci»
Da “La Stampa” del 18
settembre
Dopo l’impennata di
luglio (quasi due milioni di ore), in calo le richieste di cassa
integrazione. Ad agosto l’Inps ha autorizzato, per le imprese
della Granda in difficoltà, 1.162.333 ore (di cui 731.830 di
ordinaria e 430.503 di straordinaria). In luglio le ore
autorizzate erano state complessivamente 1.943.060 (1.417.608
ordinaria, 525.452 straordinaria). Tra le nuove richieste quella
della «Bottero» di Cuneo, azienda specializzata nella produzione
di macchine di precisione per la lavorazione del vetro. La cassa
integrazione scatterà da lunedì e terminerà a fine ottobre. La
richiesta riguarda 40 operai e 15 impiegati (complessivamente lo
stabilimento lungo la provinciale per Mondovì conta circa 600
addetti). Il ricorso alla cassa è stato giustificato per la
mancanza di ordini. Ieri si è svolta un’assemblea di stabilimento.
Cassa integrazione anche alle «Falci srl» di Dronero, i 50
dipendenti resteranno a casa fino al 5 ottobre. Il provvedimento
riguarda i reparti forgiatura, laminatoio e parte del magazzino
spedizioni. Le «Falci srl», storica azienda delle Valle Maira che
produce laminati e attrezzi da giardinaggio, fa parte del gruppo
Calvi, con sede a Merate, in provincia di Lecco. Termina, invece,
il 27 settembre la cassa integrazione alla «Caroni» di Cuneo (un
paio di giorni alla settimana una trentina di addetti). \
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Alle Falci
investimenti nel reparto laminati
Da “La Stampa” del 26
novembre 2008
Si è svolto ieri a
Milano un incontro tra i vertici del gruppo «Calvi» e le
segreterie sindacali delle aziende che in Italia fanno parte della
holding . Tra queste la «Falci» di Dronero, recente acquisto
avvenuto tramite la società controllata «Eureka», dopo la crisi
durata un anno dell’azienda specializzata in falci e stufe.
La «Calvi» ha scelto di mantenere l’organico: 118 dipendenti. Alla
riunione hanno partecipato Rsu e segreteria provinciale Fiom. «Il
presidente del Consiglio d’amministrazione di Calvi Holding,
Riccardo Chini ha illustrato l’attività del gruppo – dicono i
sindacalisti Franco Giordano e Roberto Demarchi - e ribadito per
Falci l’impegno triennale, assunto a maggio all’acquisizione, di
mantenere la divisione tra il reparto laminati e attrezzatura da
giardino, e quello delle stufe, seconda priorità storica
dell’azienda. Ha prospettato, inoltre, investimenti sul
laminatoio, la gamma di produzione (laminati leggeri) in cui è
specializzata Calvi».
Concludono: «L’azienda sta predisponendo il piano industriale che
presenterà a inizio dicembre in Confindustria Cuneo: avremo
maggiori informazioni sulle intenzioni del gruppo rispetto
all’intero complesso di Dronero». \
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DRONERO. NUOVA
PROPRIETA’
“Servono due
anni per rilanciare le Falci”
Da “La Stampa” del 12
giugno
C’è soddisfazione da
parte dei sindacati, sulle linee operative del nuovo piano
industriale illustrate ieri, in Confindustria a Cuneo, dalla
dirigenza delle «Falci» di Dronero. Dopo il passaggio azionario
che ne ha decretato la salvezza, l'azienda è ora di «Eureka»,
controllata della multinazionale «Calvi» di Merate. La nuova
proprietà, rappresentata dall’amministratore delegato di «Falci»
Cesare Salina, confermato nell'incarico, ha promesso che fino al
2010 lavorerà per risanare le produzioni proprie dell’azienda:
falci e attrezzature da giardino, laminati, stufe. L’obiettivo è
arrivare, in due anni e mezzo, a un fatturato di 20 milioni di
euro. Saranno garantiti i livelli occupazionali (130 dipendenti) e
il «turn over». Si è parlato di assunzioni: è già operativo un
nuovo impiegato nel settore commerciale, con il compito di gestire
e ampliare contatti e vendite; probabile una seconda assunzione
nello staff tecnico. Nell’ambito produzione, si punta su un nuovo
modello di stufa.
E’ in progetto anche la formazione di forgiatori, mestiere di cui
sono depositari gli operai specializzati della ditta dronerese.
«Buon punto di partenza - dice Giorgio Ciravegna, Fim Cisl -: una
società esterna che sceglie di mantenere la tradizione produttiva
dell'azienda acquisita dimostra serietà». Bruno Gosmar, Uil Uilm:
«Non è messa in discussione l'occupazione e si crede nel futuro».
Franco Giordano, Fiom Cgil: «Sono di Dronero, quindi doppiamente
orgoglioso del risultato. Continueremo a monitorare gli
investimenti, abbiamo fissato un incontro a settembre». L’azienda
ha comunicato il risultato della vendita di solidarietà alla festa
del paese: 16.000 euro, che saranno ripartiti tra i dipendenti
meritevoli. \
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Falci oggi
confronto sul piano industriale
Da “La Stampa”
del 11 giugno
Stamane alle 9,30 è
in programma un incontro in Confindustria Cuneo tra sindacati e
nuovi vertici dell'azienda Falci di Dronero. Dopo l'acquisizione
della società – prima di proprietà della famiglia Pejrone - da
parte di Eureka, controllata del colosso «Calvi» di Merate
(Lecco), specializzato nella produzione di laminati, si entra nel
merito delle scelte industriali proposte dalla holding.
Fiom Cgil, Fim Cisl e Uil Uilm chiedono di poter visionare nei
dettagli il piano industriale, che non era stato illustrato in
modo chiaro dalla precedente gestione. La richiesta è di garantire
la continuità occupazionale, che la società appena insediata
sembrerebbe avere a cuore.
L'altra settimana, durante la Fiera delle acciughe, a Dronero,
l'azienda ha allestito uno stand a favore dei dipendenti. Si sono
venduti prodotti di magazzino al prezzo di produzione.
«Il ricavato – ha spiegato l'amministratore delegato Cesare
Salina, confermato dalla nuova proprietà – sarà redistribuito agli
operai, che nei mesi di difficoltà hanno dovuto sostenere
sacrifici come il dilazionamento degli stipendi. È il nostro
grazie per essere ancora con noi».
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Stand di
solidarietà per i dipendenti Falci |
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Da
“La Stampa” del 28 maggio
Ci
sarà anche uno stand delle «Falci» salvate dalla crisi – con
esposizione di attrezzi da giardinaggio, barbecue e stufe -
nella quarta «Fiera di giugno, acciughe e...», in programma a
Dronero, da sabato a lunedì.
In piazza Allemandi saranno in vendita prodotti di magazzino
al prezzo di fabbrica, in una sorta di mercato di solidarietà.
Spiega Cesare Salina, amministratore delegato: «I proventi
saranno destinati ai dipendenti che si sono sacrificati,
ricevendo buste paga dilazionate nei mesi di difficoltà per
l’azienda, che ora si appresta a vivere un periodo di maggiore
sicurezza dopo il subentro di “Eureka”, società controllata
del colosso dei laminati “Calvi” di Merate, che ha acquistato
le azioni della famiglia Pejrone».
E aggiunge: «Se le “Falci” sono salve è anche merito degli
operai, che hanno saputo stringere i denti in momenti di
difficoltà, lavorando senza garanzie immediate dello stipendio
e sempre sostenendo l’azienda». Sono 130 i dipendenti dei due
stabilimenti dove si producono falci, laminati, utensili per
il giardinaggio e stufe. \ |
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LAVORO. IERI PRIMO INCONTRO CON I DIPENDENTI
“Le Falci di Dronero
sono salve”
da
“La Stampa” del 13 maggio di BARBARA BARALE
«Se le “Falci” sono salve è anche merito degli operai, che hanno
saputo stringere i denti in momenti di difficoltà. Per premiarli,
durante la Fiera delle acciughe, a fine mese, allestiremo una
vendita speciale di prodotti al prezzo di fabbrica: il ricavato
andrà a loro». Così ieri, nel primo incontro con le maestranze
dopo il cambio di proprietà, l'amministratore delegato Cesare
Salina ha detto «grazie» ai 130 dipendenti, che per un anno hanno
lavorato senza garanzie immediate dello stipendio, in ritardo di
alcuni mesi.
Ha aggiunto: «La vostra fiducia nell'azienda ha stupito e convinto
gli amministratori di Eureka e Calvi a subentrare alla precedente
proprietà». Costretta a fare i «conti della serva» durante la
crisi (dovuta in parte al fallimento «Bertello» a cui era legata
attraverso la famiglia Pejrone), l’azienda di Dronero
specializzata in falci, laminati e stufe ha avuto un primo
«sblocco» economico con la ricapitalizzazione della proprietà a
fine anno, poi con la vendita della controllata «Alpinitalia» alla
«Ggp Group», che ha consentito di acquistare materiali e
continuare la produzione. Altri importanti contributi sono
arrivati dalle banche Cassa di risparmio di Saluzzo e Credito
cooperativo di Caraglio. Quindi, la svolta inaspettata.
«Il 12 marzo contattammo il gruppo Calvi di Merate, nostro cliente
- ha detto Salina -, chiedendo un intervento. Due giorni dopo i
tecnici lombardi erano in visita a Dronero. Con loro siamo stati
franchi, spiegando il nostro punto fermo, richiesto fortemente
anche da sindacati e amministratori locali: tenere insieme
l'intero pacchetto industriale, ossia i due stabilimenti con tutti
i dipendenti». Calvi è leader mondiale nei laminati a freddo e
caldo, fattura quasi 400 milioni di euro l'anno. La controllata
«Eureka», attiva in più settori (meccanico, immobiliare,
assicurativo), si è presentata il giorno dell'approvazione del
bilancio proponendo di rilevare le quote delle famiglie Pejrone e
Conte. Il subentro per le «Falci» è stata la salvezza.
Il gruppo manterrà la precedente dirigenza: Cesare Salina resta
amministratore delegato, nuovo presidente sarà Roberto Terry (di
Eureka). Esce il consigliere Massimo Cugnasco. Nella prossima
assemblea sarà cooptato un terzo consigliere e si sostituirà il
collegio sindacale. La holding lombarda ha promesso di mantenere
per 2 anni l'attività esistente. Fiom Cgil, Fim Cisl e Uil Uilm
ieri mattina, in assemblea negli stabilimenti, hanno ribadito:
«Vigileremo su piani e scelte del gruppo».
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Dronero, azienda acquisita da società lombarda
Assemblea sindacale dopo la vendita delle «Falci»
Da “La
Stampa” del 11 maggio
Assemblea
sindacale a inizio turno domani, negli stabilimenti «Falci» a
Dronero, che da venerdì hanno una nuova proprietà: la «Eureka» di
Merate (Lecco), controllata della multinazionale siderurgica
Calvi, che ha acquistato le quote della famiglia Pejrone. Prima
della comunicazione ufficiale dall'amministrazione, prevista alle
13,30, i rappresentanti di Uil-Uilm, Fiom-Cgil e Fim-Cisl
illustreranno ai dipendenti le conseguenze del subentro: salvi i
130 posti di lavoro, sarà mantenuta la dirigenza, garantiti
autonomia societaria e marchio, con il quale continueranno a
essere vendute le produzioni. Bruno Gosmar, Uil-Uilm: «La
precedente proprietà non aveva la forza per continuare a sostenere
l'azienda. La cessione era l'unica soluzione». «Eureka», di cui è
presidente Claudio Cacciamani, è al 60 per cento del colosso Calvi
(capo holding è Riccardo Chini), specializzato in profilati e
laminati a caldo. La controllata è attiva in più settori:
meccanico, immobiliare e assicurativo
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DRONERO. GARANTITI I 130 POSTI DI LAVORO
Società lombarda
acquista le Falci
Da “La
Stampa” del 10 maggio di BARBARA BARALE
«Da oggi la nostra società ha un nuovo e unico azionista». La
notizia, in un breve comunicato affisso ieri pomeriggio alla
bacheca dei due stabilimenti «Falci». Il pacchetto azionario
dell’azienda di Dronero specializzata in falci, laminati, stufe -
detenuto all’80,67% da Francesco Pejrone, al 10 e 9,33% da Maria
Luigina e Luciana Conte - è stato acquisito dalla società «Eureka»
di Merate (Lecco), controllata della grande multinazionale
siderurgica «Calvi». «Eureka» è attiva in più settori: meccanico,
immobiliare, assicurativo. Per le «Falci», da mesi in crisi
finanziaria, si apre un nuovo capitolo. Con il passaggio del
pacchetto azionario esce definitivamente dalla proprietà la
famiglia Pejrone - che a dicembre si era tolta dal cda - coinvolta
nel fallimento «Bertello Brevetti» a Borgo San Dalmazzo.
Saranno, invece, mantenuti la dirigenza e tutti i 130 dipendenti;
garantiti autonomia societaria e il marchio, con il quale
continueranno a essere vendute le produzioni. «Le Falci sono salve
- commentano i sindacati -. Ora attendiamo un confronto con la
nuova proprietà per entrare nel merito del piano industriale e
delle scelte produttive».
Franco Giordano, Fiom Cgil: «I nostri sforzi sono stati premiati.
La linea sindacale avviata fin dall'inizio si è rivelata giusta e
responsabile». Giorgio Ciravegna, Fim Cisl: «Si è puntato su una
cessione d’azienda che salvaguardasse il complesso aziendale. I
dipendenti hanno saputo credere in questa sfida, sostenendola
anche in momenti difficili». Soddisfatta anche Confindustria: «La
soluzione alla crisi è stata individuata senza sacrifici
occupazionali e produttivi. L’azienda rileva che il risultato si è
raggiunto grazie ai sacrifici di tutti i dipendenti e all’impegno
costante di due banche: Cassa di risparmio di Saluzzo e Banca di
credito cooperativo di Caraglio».
Le difficoltà erano iniziate un anno fa, con ritardi nei
pagamenti. Immediata la ricerca di soluzioni congiunte, attraverso
tavoli di confronto promossi dalla Provincia, con azienda,
sindacati, banche, amministratori locali. Il presidente della
Provincia, Raffaele Costa: «Il traguardo raggiunto è una partenza.
Insegna che non sempre le crisi aziendali finiscono male;
l’impegno e il confronto continuo con tutte le realtà coinvolte è
la via per ottenere soluzioni positive». Alla trattativa hanno
contribuito il Comune di Dronero e la Comunità montana Valle Maira.
Poche settimane fa l’annuncio da parte dell’amministratore
delegato Cesare Salina: «Ci sono cordate interessate alle Falci».
Tre le soluzioni: una svizzera, l'altra locale. «Si è optato per
il gruppo lombardo - dice - che promette di tenere insieme
l'intero complesso produttivo».
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“Falci”, i dipendenti sperano nella vendita
Da “La Stampa” del 22 aprile
Si è
chiesto il cambio di destinazione della cassa integrazione
precedente al fallimento, ieri, in Regione per i dipendenti in
esubero della «Bertello Brevetti» di Borgo San Dalmazzo, fallita
il 18 dicembre. Da cassa integrazione «per riorganizzazione» - che
non si è realizzata - a cassa «per crisi». «Un passo indietro per
garantire agli ex impiegati di ottenere gli arretrati», dicono i
sindacati.
Ai circa 67 dipendenti rimasti, spetta ora per un anno la «cassa»
per fallimento. Tutti attendono la vendita dello stabilimento e
dell’attività industriale, specializzata in macchinari per
l’archiviazione. Ma al momento non ci sono indicazioni dal
curatore.
C’è speranza, invece, alle «Falci» di Dronero, dove ieri,
nell'assemblea sindacale, si è illustrata la possibilità di
acquisto del complesso industriale a cura di una cordata
d’imprenditori, come annunciato recentemente dai vertici.
L'azienda, in crisi economica anche per le ripercussioni del
fallimento Bertello cui era legata come proprietà, «potrebbe
risollevarsi salvaguardando l'occupazione». E' ciò che auspicano
sindacati e amministratori locali.
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DRONERO. CRISI FINANZIARIA
Vendita delle “Falci” Prosegue la trattativa
Da “La
Stampa” del 19 aprile
Spiragli
di luce per le «Falci» di Dronero. Ieri i dirigenti dell'azienda
specializzata in falci, laminati e stufe, in crisi finanziaria,
hanno incontrato i rappresentanti sindacali di Fiom-Cgil, Fim-Cisl
e Uilm-Uil. Confermata la trattativa con imprenditori disposti ad
acquistare il complesso industriale. Sarebbero tre gli
interessati. Ma non sono stati fatti nomi. Nelle ultime settimane
si è aperta la fase di verifica: i due stabilimenti a Dronero (135
dipendenti) sono stati oggetto di visite e incontri. L'azienda ha
detto di essere «cautamente ottimista». I sindacati hanno definito
il progetto concreto.
«Da come ci sono stati descritti, si tratta di partner forti –
commenta Giorgio Ciravagna, Fim-Cisl -. Se la trattativa andasse a
buon fine, la soluzione riguarderà tutto il gruppo, salvaguardando
i posti di lavoro». Franco Giordano, Fiom-Cgil: «È una fase
decisiva. A fine mese c'è la scadenza del bilancio, tappa molto
importante per valutare le scelte. Seguiamo con attenzione gli
sviluppi e a inizio maggio avremo un nuovo incontro con l'azienda.
Abbiamo chiesto ancora una volta l'impegno per un progetto
industriale che tuteli l'occupazione». Bruno Gosmar, Uilm-Uil:
«Tifiamo per la soluzione che auspichiamo da sempre: la volontà
industriale di andare avanti». Sostengono la causa delle Falci
anche il presidente della Comunità montana Valle Maira Livio
Acchiardi e il sindaco Giovanni Biglione: «Siamo disponibili ad
appoggiare tutte le soluzioni che possano dare garanzie di
continuità produttiva. L'azienda è importante per l'economia
locale, ma soprattutto siamo vicini ai dipendenti». Lunedì, dalle
13,30 alle 15, assemblee sindacali.
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Domani un vertice sul futuro delle Falci
Da “La Stampa” del 17 aprile
Si sarebbe dovuto svolgere oggi, ma è rimandato a domattina,
l’incontro convocato dai vertici delle «Falci», su richiesta di
Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm per informazioni sulle tre «cordate»
che sarebbero interessate ad acquistare l’azienda di Dronero.
La notizia è trapelata la settimana scorsa in un vertice che si è
svolto in Provincia, tra proprietà, Comunità montana Valle Maira e
Comune, al quale i sindacati non erano stati invitati. L’acquisto
da parte di privati dell’azienda specializzata nella produzione di
falci laminati e stufe potrebbe risolvere la situazione di
difficoltà finanziaria che ha comportato negli ultimi mesi ritardi
nei pagamenti degli stipendi ai 135 dipendenti e, recentemente, la
richiesta di cassa integrazione di 9 settimane per 23 operai e 6
impiegati.
Le «cordate» d’imprenditori sarebbero tre, di cui una cuneese. I
dirigenti delle «Falci» preferiscono non rilasciare dichiarazioni
in una situazione che definiscono delicata. Il presidente della
Comunità montana Livio Acchiardi: «Da parte nostra e del Comune,
c’è massima disponibilità ad appoggiare soluzioni che diano
garanzie per la continuità aziendale».
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DRONERO. SI PAGA META’ STIPENDIO DI FEBBRAIO
Tre cordate interessate
a comprare le “Falci”
Da “La Stampa” del 3 aprile 2008
Ci
sarebbero tre cordate, di cui una cuneese, interessate
all'acquisto dell'azienda «Falci» di Dronero, specializzata nella
produzione di falci, laminati, stufe, da mesi in difficoltà
finanziarie. La notizia è emersa in un incontro convocato dalla
Amministrazione provinciale, con la proprietà, la Comunità montana
Valle Maira e Comune.
L'azienda, che ha chiesto dal 1° aprile la cassa integrazione per
nove settimane per 23 operai e sei impiegati delle «Falci2», si
sarebbe detta «disponibile a valutare la cessione per il bene
della continuità produttiva e dei dipendenti». Non sono però,
almeno per il momento, trapelati i nomi dei possibili acquirenti.
I dirigenti aziendali preferiscono non commentare.
Il presidente della Comunità montana Valle Maira Livio Acchiardi
sostiene: «Sono stato contattato dagli imprenditori cuneesi e ho
avvertito la Provincia. Grazie all'impegno del presidente Raffaele
Costa l'incontro si è svolto in tempi molto rapidi. Speriamo tutti
in una soluzione positiva».
Intanto l'azienda dronerese si è impegnata a pagare oggi ai 135
dipendenti la metà dello stipendio di febbraio. |
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Liquidati, frattanto, ai lavoratori gli stipendi di gennaio.
Gli
amministratori pronti a cedere l'azienda ad acquirenti privati
Falci, salta l'incontro in Provincia
Da “La Guida” del 28 marzo
Dronero - (el). È
stato rimandato a data da destinarsi t'incontro previsto in Provincia
martedì 25 marzo sulla crisi in
atto presso l'azienda "Falci" dì Dronero
Il vertice era stato a suo tempo
annunciato dallo stesso presidente dell'ente,
Raffaele Costa, in occasione della riunione svoltasi il
10 marzo tra l'amministratore delegato della ditta, Cesare Salina, i
rappresentanti sindacali, il presidente della Comunità
Montana Valle Maira Livio Acchiardi, il sindaco di Dronero Giovanni Biglione, l'assessore
provinciale al lavoro Angelo Rosso e
l'Unione Industriale
di Cuneo. Fran-gente nel quale Costa aveva, altresì, assunto
l'impegno di contattare personalmente le banche, per
verificare la possibilità di ottenere
da quest'ultime l'appoggio necessario a risollevare
l'incerta sorte
della storica impresa dronerese
impegnata nella produzione di falci, laminati, stufe
ed articoli per il giardinaggio, e dei suoi 135 dipendenti.
"La Provincia - spiega Giorgio
Ciravegna, della Fim Cisl - ha dichiarato di voler fare ulteriori
approfondimenti, e di avere, quindi, per questo bisogno
di più tempo".
Venerdì 21 marzo si à, nel frattempo, tenuto in azienda, tra i sindacati e l'amministratore
delegato Salina, un altro confronto, dal quale
sarebbe emersa la possibilità, vagliata dai dirigenti
del gruppo, di cedere la ditta
ad eventuali acquirenti privati.
"L'impressione - commenta
Ciravegna - è che ci si sia resi conto che la strada
del finanziamento del nuovo piano industriale da parte degli istituti di credito non sia, in realtà, percorribile
entro tempi utili a salvare
l'azienda e che, quindi, si stiano cercando
altre vie. I sindacati hanno
chiesto che entro la fine
del mese venga
liquidato ai lavoratori lo stipendio
del mese di febbraio: gli emolumenti di gennaio sono, infatti,
stati corrisposti dopo che l'avvenuta cessione
della controllata "ellpinitalia"
ha fatto entrare nelle casse delle Falci nuove liquidità".
Adesso, quindi, si resta in
attesa di una nuova convocazione
da parte della Provincia.
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DRONERO. LE «FALCI»
Pagato ai dipendenti metà salario di gennaio
Da “La
Stampa” del 15 marzo
Incontro
in Confindustria, l'altro giorno, tra i vertici delle «Falci» di
Dronero e Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm. L'azienda ha illustrato il piano
industriale, che sarà proposto il 21 marzo alle banche per l'asseveramento.
Anche per un’inchiesta della magistratura sulla proprietà ex «Bertello»
di Borgo San Dalmazzo, fallita a dicembre e legata fino ad allora
all'azienda di Dronero, gli istituti di credito non hanno sbloccato i
finanziamenti richiesti.
«Il piano è più realistico rispetto alle prime ipotesi - hanno
dichiarato i sindacati -, ma servono le condizioni per realizzarlo.
Vanno resi chiari i passaggi risolutivi». L’amministratore delegato
Cesare Salina ha assicurato che entro il mese non ci saranno esuberi.
Ieri l'azienda ha pagato ai dipendenti metà dello stipendio di
gennaio. E sarebbe in dirittura d'arrivo la vendita della controllata
«Alpinitalia», che porterà nuova liquidità nelle casse; è stata
inoltre proposta la vendita dello stabilimento «Falci1» (valore 6
milioni di euro) per «ottimizzare» la collocazione nell'area
industriale di Dronero. Ad aprile si approverà il bilancio.
Carlo Baudena, di Confindustria Cuneo, ha spiegato: «Faremo il
possibile per sostenere l'azienda in questa delicata fase».
Oggi operai Falci in
corteo a Dronero
da La Stampa del 7
marzo 2008 /B.Ba
Un secondo corteo sindacale,
dopo quello del 14 dicembre, sfamane attraverserà
il
centro di Dronero. Alle 9,30, dallo stabilimento «Falcia in via
Cuneo,i dipendenti in sciopero dell'azienda specializzata nel-la
produzione di falci, laminati
e stufe raggiungeranno piazza
Martiri. Distribuiranno volantini per sensibilizzare sulla situazione
d'insicurezza finanziaria dell'azienda che ogni
mese si ripercuote sul bilancio familiare: gli stipendi vengono pagati in ritardo.
Nonostante l'impegno della
società, che a inizio anno si è
ricapitalizzata con 1 milione di euro e ha avviato le trattative
per la vendita del ramo «Alpinitali
a»
(distributore di prodotti per il giardinaggio) alla «Ggp
Group»,
le buste paga di gennaio non.
sono arrivate. All'azienda e ai 12 istituti di credito che
finora non hanno sbloccato i finanziamenti
al piano industriale presentato, i 150 dipendenti
«Falci» chiedono: «Fate scelte
utili a salvaguardare i posti di lavoro».
Lo sciopero è proclama-to per due ore e mezza. La manifestazione
è organizzata da
Fioco Cgll, Fim Cisl e Uilm. La
Provincia ha convocato lunedì,
Una protesta di dipendenti Falci
alle l0, i ltavolo di confronto con
le banche chiesto dal sindaco
Giovanni Biglione, il presidente
della Comunità montana Valle
Matra
Livio Acchiardi e
sindacati.
D 12 marzo vertice in Unioneíndustrlale:l'azienda
illustrerà ai
rappresentanti sindacali gli obiettivi del
piano
industriale
e gli strumenti per ottenere risultati.
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Falci: "Provincia favorisca il dialogo con
le banche"
Cgil, Cisl eUil e
sindaci della zona cercano di salvare la ditta di Dronero
da
"La Stampa" del 23 febbraio 2008 di B.BK.
«Chiediamo un tavolo
di concertazione con le banche per risolvere la crisi delle
"Falci"». Cosi il sindaco di Dronero Giovanni Biglione, il presidente del-la Comunità montana Valle Maira
Livio Acchiardi e i sindacati Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm hanno
invitato la Provincia a farsi mediatrice nez dialogo fra gli istituti
di credito e l'azienda specializzata nella produzione
di falci, laminati e stufe, in
difficoltà finanziaria. I dirigenti «Falci» hanno ribadito più
vol-te la necessità dello sblocco
dei finanziamenti, per permettere il pagamento degli stipendi e
l'attuazione di un nuovo piano
di produzione; le banche hanno
subordinato il tutto alla nomina
di un «supervisore» della pianificazione,
che ora è stato indicato. Franco Giordano, Fiom
Cgil: «Servono segnali positivi.
Le difficoltà finanziarie creano
problemi produttivi e, di conseguenza, ai 150 dipendenti». Biglione
e Acchiardi: «Siamo preoccupati, chiediamo un impegno
generale per salvare l'eco‑
nomia del territorio».
La Provincia ha accolto la proposta.
Non ci sono novità,
invece, per la «Bertello» di Borgo
S. Dalmazzo. Il curatore
fallimentare non ha ancora
indicato la disponibilità di un acquirente. Pier
Andrea Cavallero (Fiom Cgil) e Giorgio Ciravegna (Fim Cisl):
«Se entro fine mese non avremo
risposte, bisognerà trovare un
accordo sulla mobilità».
[B.
Bk]
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Nuovi capitali per le Falci Arriva un milione di
euro
 Domani
pomeriggio assemblea sindacale nello stabilimento a Dronero
di
BARBARA BARALE
E' di
un milione di euro la ricapitalizzazione annunciata dall'azienda
«Falci» di Dronero nell'incontro che si è tenuto l'altro giorno, con i
sindacati, in Confindustria a Cuneo. Metà dell'importo deriverebbe dal
contributo degli azionisti. E' confermata
la lettera d'intenti per la vendita del ramo «Alpinitalia»,
distributore di prodotti per il
giardinaggio con marchi i «Alpina»
e «Stiga», alla «Ggp Group» di Castelfranco
Veneto: entro fine mese, nelle casse
dell'azienda di Dronero dovrebbero entrare i proventi, oltre 2 milioni
di euro.
La maggiore
liquidità garantirà il pagamento della mensilità di dicembre ai dipendenti
che, dopo ritardi e scioperi, hanno ricevuto a fine anno tre mensilità e la
quattordicesima. Resta da chiarire la questione con le banche, che avrebbero
chiesto la modifica del Piano industriale
presentato dall'azienda introducendo la figura di un «supervisore».
«Un'ulteriore
richiesta di garanzie, che rischia di non avere fine - ha commentato
Giorgio Ciravegna, Fim Cisl -.
Accogliamo con favore la riduzione dell'indebitamento
verso i dipendenti, ma siamo
preoccupati perché non vediamo realizzata
la svolta che vorremmo». Franco Giordano, Fiom Cgil: «Serve una risposta
concreta da parte degli istituti di credito; a favore
dell'azienda si sono impegnati
anche Comune e Comunità montana». Bruno Gosmar, Uilm: «Un peccato che
un' azienda cosi debba soccombere
per questioni finanziarie. Speriamo che le operazioni
messe in atto abbiano riscontro nei dipendenti».Domani pomeriggio si
terrà l'assemblea sindacale negli
stabilimenti. A marzo è in programma
un altro incontro tra sindacati e
società per discutere delle difficoltà riguardanti gli aspetti
produttivi.
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rassegna stampa locale |
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