Perché stanno sulla gru?

 

Sono stati per settimane su una gru a Brescia e non  scendevano perché, dicevano, “non abbiamo niente da perdere”.

Molti cittadini e lavoratori italiani hanno sentito ogni giorno questa notizia e forse non capiscono che cosa vogliono questi stranieri, perché non possono avere il permesso di soggiorno, che cosa prevede la legge.

La legge attualmente in vigore (Bossi Fini) stabilisce che gli stranieri possano entrare regolarmente in Italia per lavorare solo su chiamata di un datore di lavoro e solo quando il Governo emette il decreto flussi che stabilisce quanti ne possono entrare e da  quali paesi.

L’ultima volta che è stato possibile fare queste domande risale a tre anni fa, dicembre 2007.

Molti extracomunitari però, prima e dopo il decreto flussi,  sono entrati in Italia irregolarmente e hanno lavorato per anni senza poter essere assunti, cioè hanno lavorato in nero.

A settembre del 2009 si è aperta una speranza per tutti questi lavoratori clandestini: l’emersione dal lavoro nero, cioè la sanatoria. Peccato che questo era possibile solo per  colf  e badanti e non per le migliaia di lavoratori che lavoravano nei cantieri, nelle piccole aziende artigiane, nelle aziende agricole, negli alberghi, e in altri settori. Solo colf e badanti.

Ed ecco allora che per avere il fatidico permesso di soggiorno molti  sono stati costretti a mettersi nelle mani di  falsi datori di lavoro che hanno dichiarato di volerli assumere come colf. In cambio di soldi, ovviamente, di tanti soldi. Per fare la domanda era indispensabile il versamento di 500 euro per sanare la posizione contributiva pregressa e poi si dovevano pagare 3 – 4 mila euro (ma in alcune zone d’Italia si è arrivati anche a 7 mila euro) al datore di lavoro che ti faceva “il favore” di assumerti per finta. E poi, in attesa di essere chiamati e avere il permesso si dovevano pagare i bollettini trimestrali all’INPS per dimostrare di lavorare davvero come domestico. Tutti questi soldi ovviamente a carico del lavoratore straniero in attesa di permesso.

Che cosa è successo dopo?

Molti finti datori di lavoro sono scomparsi, non si sono presentati in Prefettura a firmare il contratto e così lo straniero truffato non avrà mai il permesso di soggiorno.

In altri casi invece la persona straniera essendo clandestina aveva avuto il foglio di espulsione, aveva continuato a stare in Italia e a  lavorare in nero, ma dopo aver pagato per fare la domanda di emersione, una circolare ha stabilito che l’espulsione, diventata reato grazie al “pacchetto sicurezza”, impediva di regolarizzarsi.

Ecco chi sono gli stranieri che erano sulla gru.

Sono persone che dopo aver lavorato per anni in nero, quindi schiavi e sfruttati in tutti i modi, sono stati truffati o hanno perso il diritto alla sanatoria per una legge che è cambiata.

Chiedono solo di essere regolarizzati, di poter continuare a lavorare e a vivere una vita dignitosa e alla luce del sole.

Chiedono di essere riconosciuti come persone e lavoratori dopo essere stati sfruttati, truffati, trattati come delinquenti.

Chiedono la dignità e i diritti che credevano di trovare arrivando in un paese evoluto e democratico come pensavano fosse l’Italia.

Come CGIL chiediamo che si garantiscano diritti e dignità, e quindi il permesso di soggiorno,  a tutti i lavoratori immigrati che si trovano nella stessa situazione dei loro amici di Brescia.