SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA

NO AL CARCERE PER I CLANDESTINI

Bocciata le pene detentive previste dalla legge italiana (pacchetto sicurezza) perché sono  in contrasto con la direttiva europea sui rimpatri

 L’Italia non può incarcerare i clandestini solo perché non riesce a rimpatriarli.

Questo il succo dell’ennesima bocciatura europea sulle politiche dell’immigrazione italiane. Stavolta però a parlare non è un organo politico, come la Commissione, ma è la Corte di Giustizia dell’Ue.  Quello che dice avrà quindi effetto anche nei tribunali italiani, chiamati a giudicare gli immigrati irregolari arrestati.

La  Corte di Giustizia spiega che “la procedura di allontanamento italiana differisce notevolmente da quella stabilita dalla direttiva europea”. E gli stati membri "devono comunque fare in modo che la propria legislazione rispetti il diritto dell’Unione". Pertanto, “non possono applicare una normativa, sia pure di diritto penale, tale da compromettere la realizzazione degli obiettivi perseguiti dalla direttiva e da privare quest’ultima del suo effetto utile”.

In particolare, “la Corte considera che gli Stati membri non possono introdurre una pena detentiva  “solo perché un cittadino di un paese straniero, dopo che gli è stato notificato un ordine di lasciare il territorio nazionale […] permane in maniera irregolare in detto territorio”.