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COMUNICATO STAMPA
IL
GOVERNO MODIFICHI LA
LEGGE FINANZIARIA O IL SETTORE AGRICOLO RISCHIA IL COLLASSO
Le
Segreterie nazionali di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil hanno
inviato al Ministro del Welfare e al Presidente
della Commissione Agricoltura della Camera il documento presentato durante
l’audizione alla Commissione Agricoltura del Senato con le proposte di
modifica e integrazione delle parti della legge finanziaria 2010 che riguardano il settore agricolo.
Le
Organizzazioni sindacali chiedono, nello specifico, che sia rifinanziato il Fondo di Solidarietà, che rappresenta lo
strumento con il quale le imprese agricole hanno la possibilità di accedere
al mercato assicurativo a copertura dei rischi di perdite produttive per
avversità atmosferiche o per malattie delle piante; che siano restituiti al
settore quei 430 milioni di euro tolti ai Fas che
dovevano essere destinati al rafforzamento delle filiere e per attuare
interventi straordinari soprattutto al Sud, dove si registra un forte calo
dell’occupazione; che si realizzino Contratti di filiera o di distretto in
grado di promuovere investimenti per la competitività e l’innovazione nel
settore agro-alimentare.
Fai-Flai-Uila chiedono, inoltre, che sia eliminata quella
norma che stabilisce che il salario pensionabile non sia calcolato sulla base
delle retribuzioni medie dell’anno in cui si presenta la domanda, come
avviene in tutti i settori, ma su quella dell’anno precedente.
Richiedono,
infine, interventi urgenti a sostegno dei lavoratori dei settori del tabacco
e dello zucchero, per i quali è in scadenza l’attuazione della riforma
europea dell’Ocm e la possibilità del ricorso agli
ammortizzatori sociali.
“La
legge finanziaria così come è stata presentata
compromettere la tenuta economica di migliaia di aziende agricole che rischiano
la chiusura con il conseguente e drastico taglio dei posti di lavoro” – ha
dichiarato il Segretario generale della Flai-Cgil
Stefania Crogi – “ed è per questo che ci siamo
mossi nei confronti del governo con delle proposte serie ed urgenti di modifica
del testo che sono tese a scongiurare questo rischio e a garantire risorse
per lo sviluppo del settore e per la tutela dell’occupazione”.
“Tra le
norme che contestiamo al governo è di particolare gravità quella sulle
pensioni” – ha continuato Crogi – “perché rende
ancora una volta i lavoratori agricoli figli di un dio minore ai quali viene
riservato un trattamento diverso e peggiore rispetto a quello di tutti gli
altri lavoratori dipendenti”.
“Se non
verranno accolte queste nostre richieste” – ha concluso il Segretario
generale della Flai – “l’agricoltura italiana
rischia il collasso e ci troveremo davanti ad una delle più profonde crisi
produttive ed occupazionali che il settore abbia mai conosciuto e questo non
dobbiamo assolutamente permetterlo”.
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