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Allo stato attuale esiste
una ipotesi di accordo per
la istituzione del fondo pensione di previdenza complementare per i comparti
delle Regioni ed Autonomie locali, dei segretari comunali e provinciali, della
Sanità, dei dirigenti delle Regioni ed Autonomie Locali e dei dirigenti
amministrativi, sanitari e tecnico professionali della sanità.

Tale ipotesi sarà
discussa nell’incontro con l’ARAN il 22 giugno, nell’ambito della ripresa del
negoziato, sulla realizzazione dei fondi pensione nel pubblico impiego, anche a
seguito dello sciopero della categoria del 21 maggio.
L’ipotesi di
accordo prevede un articolato che è coerente con la normativa attuale per le
modalità di costituzione del fondo, mentre mancano totalmente sia le risorse
aggiuntive per l’incentivazione dell’adesione al fondo pensione (art. 12) sia le
risorse per le spese di avvio del fondo (art. 16), peraltro già ottenute dal
comparto scuola per il fondo Espero.
La volontà del
sindacato è quello di arrivare il più rapidamente possibile all’accordo in
quanto i ritardi sulla realizzazione della previdenza complementare nel pubblico
non sono più tollerabili, ma l’accordo deve essere coerente con le intese già
realizzate.
Già nell’incontro avuto l’8 giugno scorso i sindacati Confederali di categoria
CGIL – CISL - UIL hanno posto tale questione, che è evidente, riproporranno con
forza, nella riunione del 22 prossimo venturo.
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